quotidianomolise.com, 30 novembre 2025
Morte, sembra per cause naturali, di un detenuto extracomunitario di 56 anni che stava scontando la sua pena nel carcere di via Cavour, a Campobasso. Il detenuto ha accusato un malore e i suoi compagni di cella hanno subito chiesto aiuto al personale della polizia penitenziaria, che è accorso tempestivamente. Ma le condizioni del detenuto sono apparse gravi e neanche l’intervento del 118 ha potuto evitare il decesso dell’uomo. Si pensa ad un arresto cardiaco come causa della morte. Il magistrato di turno ha autorizzato lo spostamento della salma all’obitorio del Cardarelli e non è escluso che nelle prossime ore si possa affidare l'incarico ad un esperto per un esame più approfondito.
di Adelia Pantano
La Stampa, 30 novembre 2025
Erano 300, restano solo 58 i carcerati comuni, quello di Alessandria diventa istituto di massima sicurezza. Senza una spiegazione ufficiale. Il rischio concreto è di perdere il patrimonio di iniziative rieducative e di “umanità” avviate da diversi anni. A capire che il carcere di San Michele stia attraversando una trasformazione profonda bastano due indizi: le grate che oscurano le finestre, visibili anche dalla strada, e il numero dei detenuti, crollato in poche settimane da oltre 300 a 58, come riportato sul sito del Ministero della Giustizia. Un cambiamento rapido, che non ha ancora trovato una spiegazione ufficiale, anche se gli indizi sono molto chiari.
gnewsonline.it, 30 novembre 2025
Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha partecipato venerdì all’incontro “Capire la violenza per cambiare: uomini in cammino”, tenutosi presso la Casa circondariale di Treviso. Un evento di formazione sulla prevenzione della violenza di genere e sulla responsabilizzazione degli autori di reato, organizzato dal Centro Provinciale Istruzione degli Adulti “Alberto Manzi” di Treviso in collaborazione con la casa circondariale. Il Ministro Nordio ha sottolineato la necessità di percorsi formativi capaci di prevenire la violenza e promuovere responsabilità e cambiamento. La mattinata, pensata innanzitutto per i detenuti della Casa Circondariale e rivolta direttamente a loro, ha rappresentato un’occasione concreta di confronto e consapevolezza.
di Valeria Pacella
Il Giorno, 30 novembre 2025
Comunicare per non perdere sé stessi. Questa è la comunicazione in un ambiente come il carcere, dove “comunicare è un modo per non sparire nel silenzio”, come hanno potuto appurare le studentesse del corso di Teoria e tecnica dell’informazione che hanno preso parte al progetto Zona 508, con la docente Marina Villa. L’iniziativa è nata dalla collaborazione tra Associazione Carcere e Territorio, presieduta da Carlo Alberto Romano, detenuti degli istituti carcerari bresciani e il corso di Teoria e tecnica dell’informazione della Cattolica di Brescia, con l’obiettivo di riflettere attorno alla situazione carceraria italiana e bresciana in particolare, troppo spesso inadeguata rispetto a parametri indicati dalla normativa nazionale ed europea, ma anche da criteri di civiltà e tutela della dignità della persona.
Corriere di Verona, 30 novembre 2025
È stato assegnato a Don Carlo Vinco il 22° Premio San Martino, il riconoscimento che l’Istituto Assistenza Anziani conferisce a persone, istituzioni pubbliche o private che, negli anni, si sono distinte con iniziative a favore degli anziani e dei loro familiari. Un premio nato per valorizzare impegno, dedizione e innovazione nel campo della cura e dell’assistenza. La cerimonia si è svolta venerdì in Gran Guardia, davanti alle autorità e a rappresentanti delle realtà sociali del territorio. Don Vinco, parroco, psicologo è stato scelto per un percorso umano e professionale a servizio delle persone fragili: da presidente della Fondazione Pia Opera Ciccarelli ai malati di Aids, fino ai detenuti, ruolo che oggi ricopre come garante dei diritti dei detenuti del carcere di Montorio.
di Massimo Biliorsi
La Nazione, 30 novembre 2025
Concerti e un significativo compact disc: il progetto dei CellaMusica è una originale realtà. È un gruppo musicale in divenire, nel senso che tanti componenti si aggiungono nel tempo, e che è formato da detenuti, ex detenuti, agenti della Polizia penitenziaria, volontari, personale del carcere e musicisti del territorio. Il progetto si chiama “InnocentEvasione”, nato nella casa circondariale di Siena. Ugo Giulio Lurini è stato ideatore e promotore. Il progetto è stato sostenuto dalla Fondazione Monte dei Paschi di Siena, che nel 2024 ha finanziato la campagna di raccolta fondi promossa da l’Associazione LaLut - Libera Università del Teatro. Ma ripercorriamo le tappe di questo riuscito progetto.
di Amalia Apicella
Il Resto del Carlino, 30 novembre 2025
Elisabetta Riva, sovrintendente del Comunale, accoglie un gruppo di detenuti con il progetto di Bergonzoni. Uscire dal carcere per assistere a una recita di Bohème. È quello che hanno fatto ieri sera quattro detenuti della casa circondariale con i loro amici o famigliari. Il progetto ‘Uscire per motivi spettacoli’ (nato da un’idea dell’attore Alessandro Bergonzoni e della Camera penale Franco Bricola con l’Osservatorio diritti umani, carcere ed altri luoghi di privazione della libertà) ha preso ufficialmente il via con Giacomo Puccini. I principali teatri - Comunale, Arena del Sole e Moline, Duse, Celebrazioni, Dehon e Oratorio San Filippo Neri - mettono a disposizione biglietti gratuiti per i detenuti che dispongano di permessi premio o siano stati ammessi a misure alternative.
di Annalisa Picardi
cittanuova.it, 30 novembre 2025
Sulle mura di cinta dell’istituto penitenziario minorile di Roma inaugurato il murale dedicato a papa Francesco e padre Gaetano Greco, nel segno del lavoro e del futuro per i ragazzi detenuti. Un muro nato per separare diventa un segno, una finestra aperta sul futuro. Sul muro del carcere minorile di Casal del Marmo, a Roma, è stato inaugurato lo scorso 12 novembre il murale del Pastificio Futuro, il laboratorio di pasta secca artigianale che offre lavoro e formazione a ragazzi detenuti o appena usciti dal carcere, impegnati in un percorso di reinserimento. L’opera corre lungo il muro di cinta, proprio nell’area del pastificio voluto da papa Francesco come risposta concreta al suo invito a “non lasciarsi rubare la speranza”. Qui il colore, l’arte e il lavoro raccontano che una seconda possibilità è possibile.
di Vittorio Pelligra
Il Sole 24 Ore, 30 novembre 2025
L’imparzialità, più che il mutuo vantaggio, è essenziale per valutare la giustizia nelle istituzioni e le ingiustizie nascoste dietro equilibri politici apparentemente stabili. Quando i sentimenti o la devozione non sono sufficiente a risolvere i conflitti l’unica via che resta è “l’uso della ragione, dell’imparzialità, del compromesso ragionevole”. Si apre così, con questa citazione di Karl Popper, Justice as Impartiality (Clarendon Press, 1995), il secondo volume del grande trattato sulla giustizia sociale del filosofo britannico Brian Barry. È l’imparzialità il concetto chiave che può rendere un accordo giusto. Non occorre essere altruisti, neanche negare le nostre identità, né azzerare i conflitti. La “giustizia come imparzialità” ci dice qualcosa di più sottile e insieme più radicale. Ci invita a prendere sul serio l’idea che, nel progettare le nostre istituzioni, nessuno può valere più di un altro.
di Simona Buscaglia
Corriere della Sera - La Lettura, 30 novembre 2025
Da quarant’anni impegnato nel volontariato, il chitarrista Franco Mussida, ha composto un brano che diverse comunità - da Kayròs al Progetto Arca fino a Scampia e a tre carceri - hanno interpretato insieme: “La musica ci offre equilibrio emotivo e ci fa rinunciare all’odio”. E infatti il titolo è “Love Street”. “A volte la musica arriva come un regalo, in modo diretto, senza sforzo. Quando capita, sai già di avere tra le mani qualcosa di prezioso che deve raggiungere il pubblico più ampio possibile. Questo brano è uno strumento per dare voce a chi, in questi tempi bui, prova a tenere una luce sempre accesa per chi vive la strada, per chi assiste chi è in difficoltà”. Franco Mussida, chitarrista e compositore, per quasi mezzo secolo membro della Premiata Forneria Marconi, fondatore del Cpm Music Institute di Milano (diventato Istituto di Alta formazione artistica e musicale), da circa 40 anni lavora nelle carceri e nelle comunità.
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