di Valentina Stella
Il Dubbio, 28 novembre 2025
Un documento contro la separazione delle carriere accende la polemica nell’Associazione Pisapia e divide studiosi e direttivo. Rivolta tra i professori di procedura penale. Come anticipato ieri l’Accademia è spaccata sulla riforma targata Nordio e Meloni. Vediamo la seconda puntata. “A seguito della pubblicazione, da parte del Direttivo dell’Associazione, del documento di adesione alla riforma costituzionale, riteniamo di esprimere il nostro dissenso, attraverso il documento allegato che verrà diffuso”. Con questa email è partita qualche giorno la raccolta firme a un elaborato di alcuni professori di procedura penale contro la riforma della separazione delle carriere e soprattutto in contrasto con quello del direttivo dell’Associazione tra gli studiosi del processo penale “G. D. Pisapia”.
di Adolfo Scalfati*
Il Dubbio, 28 novembre 2025
In qualità di Presidente dell’Associazione tra gli studiosi del processo penale G. D. Pisapia, in ordine agli articoli a firma di Valentina Stella del 26 e 27 novembre 2025 - relativi a due documenti, l’uno favorevole, l’altro contrario alla legge di riforma sulla cd. separazione delle carriere - devo precisare aspetti necessari per la rappresentazione dei fatti. Il documento contrario alla legge costituzionale redatto a nome di 41 professori di Procedura penale contribuisce ad un fisiologico dibattito; trattandosi di un documento aperto alla firma ed essendo stato sottoscritto anche da non soci, esso trasferisce la dialettica all’esterno dell’Associazione. Che ben venga.
di Giulia Merlo
Il Domani, 28 novembre 2025
All’ombra della campagna sul referendum della giustizia, Via Arenula ha chiesto a tutti i tribunali dei minori di fornire i dati. Anche i penalisti hanno chiesto ai tribunali la percentuale di accoglimento, da parte del Gip, delle richieste di misure cautelari personali e reali avanzate dagli uffici di procura. Si sa, sapere è potere ed è ancora più vero in politica. Soprattutto se è in corso una campagna referendaria come quella per la riforma della giustizia. Forse proprio per questo il ministero della Giustizia si sta affannando a recuperare dati statistici: l’ultima caccia riguarda i dati statistici relativi ai minori allontanati dalle famiglie d’origine. La missiva che Domani ha potuto visionare è protocollata dal ministero e inviata a tutti i presidenti dei tribunali per i minorenni, con oggetto “Rilevazione urgente”, richiesta dal Gabinetto del ministro.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 28 novembre 2025
Pestaggio dei detenuti a Santa Maria Capua Vetere, i difensori contro la sostituzione del presidente chiedono il rinvio in Consulta. I legali: “Violato l’articolo 25 della Carta”. Le vittime temono lo stop al dibattimento. Un ricorso alla Corte costituzionale potenzialmente esiziale, per uno dei dibattimenti “più grandi e importanti della storia della nostra Repubblica”, come lo ha definito l’associazione Antigone che ne è parte civile. Dopo tre anni fitti fitti di udienze e decine di testimonianze videoregistrate, il maxi processo per le violenze e le torture inflitte il 6 aprile 2020 ai detenuti del carcere di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) rischia uno stop che può tramutarsi in un affossamento. Il pericolo è rappresentato dalla questione di legittimità costituzionale che alcuni degli avvocati difensori dei 105 imputati vorrebbero venisse sollevata dalla stessa Corte d’Assise davanti alla quale si svolge il dibattimento, relativamente all’inaspettata - e anche un po’ anomala - sostituzione del presidente del collegio.
di Giada Lo Porto
La Repubblica, 28 novembre 2025
È stato violentato in carcere per tre giorni consecutivi e nessuno se n’è accorto. È stata la vittima a sussurrare con un filo di voce ciò che accadeva in cella, nel carcere Cerialdo di Cuneo, durante un colloquio con la psicologa dell’istituto penitenziario. È una vicenda delicatissima che riguarda violenze e minacce avvenute qualche giorno fa ai danni di un detenuto con difficoltà nel muoversi, fragilità psichiche e un passato difficile, costellato da autolesionismo e tentativi di suicidio. Secondo quanto si apprende l’uomo, italiano, 61 anni, in carcere da tanti anni per reati di truffa e lesioni personali, sarebbe stato stuprato da un altro detenuto di origine africana, in carcere per questioni legate alla droga: condividevano la cella, l’aggressore era il suo “piantone” e avrebbe dovuto aiutare il compagno non autosufficiente nelle necessità personali e nelle attività che non era in grado di svolgere. Erano da poco tempo in cella insieme.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 28 novembre 2025
Il presidente della Regione Eugenio Giani incontrerà oggi pomeriggio i volontari dell’associazione Pantagruel per un confronto sulle drammatiche condizioni all’interno del carcere di Sollicciano. L’incontro arriva dopo l’appello di Pantagruel e all’indomani della protesta di una settantina detenuti per la mancanza di acqua calda: “Purtroppo non manca solo l’acqua calda a Sollicciano - hanno scritto i volontari al governatore - Per i detenuti le condizioni di vita continuano a essere lontane dalla dignità, i percorsi di salute mentale sono frammentati, il reinserimento sociale è quasi inesistente e le manutenzioni strutturali del penitenziario sono portate avanti con ritardi gravi e incomprensibili. Per questo chiediamo alla nuova giunta regionale di mettere il carcere tra le priorità”.
di Ilenia Pistolesi
La Nazione, 28 novembre 2025
La battaglia legale di un uomo che non riusciva a incontrare la compagna. Ma a ottobre la coppia si è sposata cambiando le carte in tavola. Si chiude con una vittoria legale la lunga battaglia di un detenuto del carcere di Volterra per vedersi riconosciuto il diritto al colloquio intimo con la propria compagna, sancito da una storica sentenza della Corte Costituzionale del gennaio 2024 che riconosce il diritto di tutti i detenuti a fruire di colloqui intimi, senza controllo né auditivo né visivo, con la propria moglie o convivente. Con un’ordinanza dello scorso 19 novembre, il magistrato di sorveglianza di Pisa ha accolto il reclamo e ha ordinato alla direzione dell’istituto penitenziario del colle etrusco di organizzare l’incontro riservato entro trenta giorni.
di Gian Antonio Stella
Corriere della Sera, 28 novembre 2025
“Non vedo le sbarre tra me e loro”. Papa Francesco, visitando i carcerati, diceva: “Potrei essere qui io al posto loro”. È capitato di pensarlo anche a lei? “Sempre. Ci penso sempre. Non potrei fare questo lavoro diversamente. Mi colpì moltissimo la frase di un docente nell’anno di tirocinio in più carceri alla scuola superiore dell’esecuzione penale: “Ricordatevi che ciò che vi divide dai detenuti non sono sbarre di ferro: è carta velina”. Aveva ragione. È carta velina. Talmente sottile che...”.
di Elisabetta Andreis
Corriere della Sera, 28 novembre 2025
Il portiere della nazionale di calcio e del Milan con Simone Tiribocchi nel teatro della struttura di Bollate. La fabbrica, gli allenamenti non pagati, i limiti da affrontare: “Nella vita devi sempre parare i colpi”. Il teatro del carcere di Bollate sembra una nave ferma in mezzo al buio. Tre poltrone color sabbia sul palco, un cono di luce che le isola, e sotto - in platea - decine di detenuti seduti in silenzio, come se stessero trattenendo il fiato. Quando entra Laura Giuliani, la stanza si compatta. Non è un ingresso trionfale, non ci sono musica né applausi. È solo una donna che cammina verso una sedia. Il modo in cui lo fa è già un messaggio.
ansa.it, 28 novembre 2025
Ciambriello, “generare umanità, responsabilità e speranza”. Questa mattina, presso i locali della Parrocchia San Francesco Caracciolo, a Miano, si è tenuto l’evento conclusivo di “Un’altra chance”, progetto promosso dalla Cooperativa “Il Quadrifoglio”, finanziato da Cassa Ammende e dalla regione Campania in collaborazione con l’Ufficio del Garante campano delle persone private della libertà personale, l’Ufficio Uiepe ed il Provveditorato campano dell’amministrazione penitenziaria. Il percorso, avviato lo scorso aprile si è concluso coinvolgendo 11 persone in esecuzione penale esterna presso la Parrocchia di Miano e 10 ristretti del Padiglione Firenze del Carcere di Poggioreale. “Un’altra chance” è stato strutturato in più fasi: partendo dall’orientamento e dal bilancio delle competenze individuali, sono state proposte ai partecipanti attività mirate al sostegno della genitorialità nonché al recupero/rafforzamento delle competenze informatiche di base.
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