di Francesco Castagna
Avvenire, 7 novembre 2025
Con l’approvazione del Laken Riley Act, che prevede la detenzione o la deportazione, chi non possiede documenti è ancora più in difficoltà. Bailey è un’assistente sociale in prima linea: “Dobbiamo vincere la sfiducia”. Negli Stati Uniti di Trump è una corsa a salvare il salvabile sui temi sociali. Dopo l’approvazione del Laken Riley Act, che prevede la detenzione o la deportazione dei migranti, chi entra fuori dai canali ufficiali è ancora più in difficoltà. È un sistema sbagliato a monte che gli americani difficilmente comprendono, spiega Bailey, un’assistente sociale di una scuola del Mississippi.
di Francesca Paci
La Stampa, 7 novembre 2025
Il presidente dell’Anp: “Il nostro impegno per la fine della guerra non cambia, ma bisogna essere in due”. Il presidente palestinese Abu Mazen parla con La Stampa durante una parentesi del viaggio a Roma, dove ha incontrato il Papa, condividendone l’impegno a “consolidare il cessate il fuoco e costruire una pace duratura” e dove oggi vedrà il presidente Sergio Mattarella e la premier Giorgia Meloni.
di Alberto Minnella
Il Fatto Quotidiano, 7 novembre 2025
Data in sposa a 12 anni, Goli non ha avuto infanzia, né scuola, né giochi, né quella libertà che da noi consideriamo un diritto naturale. Ha avuto invece un marito violento, crudele, padrone. C’è, in un angolo dimenticato dell’Iran, una ragazzina che oggi rischia di finire impiccata. Si chiama Goli Kouhkan, e già il nome pare un fiore calpestato. Quando le misero il velo bianco della sposa aveva dodici anni, e il mondo per lei finì ancor prima di cominciare. Lo sposo era un parente, scelto dalla famiglia, e il matrimonio fu celebrato come si fa con le capre, un contratto, una transazione tra poveri. Non c’è nulla di romantico in questa storia raccontata da The Guardian, solo miseria, superstizione e una donna bambina consegnata al suo destino come un oggetto di casa, con il silenzio delle madri e l’indifferenza dei padri.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 6 novembre 2025
Negli istituti di pena per poter svolgere attività educative, culturali e ricreative per i detenuti d’ora in avanti bisognerà presentare la domanda alla direzione del Dap e non più al direttore del carcere. I primi progetti sono già saltati. Samuele Ciambriello, portavoce della Conferenza nazionale dei garanti: “Si sta burocratizzando la vita penitenziaria. Questa circolare rischia di far stare i detenuti chiusi 20 ore al giorno in celle strapiene”. E svela che, in un’altra circolare, si affronta il tema della salute attaccando i “pendolarismi ospedalieri” e ordinando ai medici penitenziari di chiamare il 118 solo in caso di pericolo di vita: “Un’invasione di campo, già oggi circa mille detenuti al giorno saltano visite ed esami in ospedale per mancanza di scorte”.
di Emilia Rossi*
Il Dubbio, 6 novembre 2025
In carcere le prassi si consolidano nel tempo fino a farsi legge: pratiche che si affermano in via di fatto e si perpetuano, circolari silenziose che le traducono in regole, di cui si perde traccia nella massa tentacolare della burocrazia penitenziaria, che si insinuano nelle norme dell’ordinamento penitenziario fino a snaturarle. È esattamente in questo sistema “legiferativo” che si inserisce la circolare del 21 ottobre scorso, emanata dal Direttore generale dei detenuti e del trattamento del DAP, Ernesto Napolillo, che accentra sul suo Ufficio l’autorizzazione di tutti gli eventi di carattere educativo, culturale e ricreativo che si vogliano realizzare negli Istituti con circuiti di Alta sicurezza, anche se rivolti esclusivamente ai detenuti comuni, di media sicurezza.
di Federica Olivo
huffingtonpost.it, 6 novembre 2025
Figli di immigrati in cella perché inneggiavano al terrorismo e ne leggevano i manuali. Cioè, per non aver fatto nulla. Un direttore di carcere minorile e un sociologo del diritto ci spiegano che così si alimenta l’integralismo: in carcere è più facile che diventi criminale anche chi non lo è. L’ultimo caso è accaduto il 4 novembre, in provincia di Pavia. Un minorenne di origini tunisine, è stato arrestato per partecipazione ad associazione con finalità di terrorismo e istigazione a delinquere. “Si è auto-radicalizzato - si legge nel comunicato dei Carabinieri - aderendo ad un circuito telematico internazionale strutturato, dedito alla propaganda della jihad e del martirio”.
di Valentina Vergani Gavoni
sospsiche.it, 6 novembre 2025
La salute mentale è ancora troppo sottovalutata in Italia. I fatti di cronaca vengono spesso decontestualizzati a favore della spettacolarizzazione. E un’informazione incompleta genera emulazioni pericolose. La detenzione di soggetti vulnerabili è un tema che prende in considerazione più articoli del Codice deontologico. Ogni caso specifico merita quindi una contestualizzazione approfondita. In ricorrenza della morte di Ben Mahmoud Moussa - un migrante di 28 anni arrestato in stato confusionale - l’associazione Connect, composta da giornalisti e comunicatori, ha condotto un’inchiesta per portare alla luce gli errori della giustizia e dell’informazione.
di Marco Belli
gnewsonline.it, 6 novembre 2025
“Gli istituti penitenziari rappresentano il luogo primario nel quale le esigenze relative alla repressione del crimine si devono espletare. La normativa antimafia e quella penitenziaria sono due fiori all’occhiello della legislazione italiana. In questo settore, l’expertise italiano è all’avanguardia: siamo stati i primi a subire l’influenza della criminalità organizzata, ma proprio per questo siamo stati i primi a predisporre gli strumenti normativi e investigativi per porvi contrasto”. Così il ministro della Giustizia Carlo Nordio nel saluto di apertura alla Conferenza sulla criminalità organizzata nelle carceri 2025 - Innovazione, intelligence e collaborazione internazionale, in corso a Roma.
di Sabino Cassese
Corriere della Sera, 6 novembre 2025
Cosa decidiamo con il referendum. Non dobbiamo dare un voto a questo o a quel governo, e neppure alla magistratura. La divisione tra sostenitori e oppositori finisce per caricare il referendum di significati ulteriori, che non vi sono. “Approvate il testo della legge costituzionale “norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”, approvato dal Parlamento in seconda votazione a maggioranza assoluta, ma inferiore a due terzi dei membri, e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 253 del 30 ottobre 2025?”. Questo è il quesito referendario a cui saremo chiamati a dare una risposta nella primavera prossima. Non dobbiamo dare un voto a questo o a quel governo, e neppure alla magistratura. Quindi, non ha ragion d’essere il clamore di alcuni magistrati militanti e di una parte del corpo politico: la divisione tra sostenitori e oppositori finisce per caricare il referendum di significati ulteriori, che non vi sono.
di Giampaolo Grassi
ansa.it, 6 novembre 2025
Nuove firme in Cassazione. Penalisti, pronti al confronto con l’Anm. Alla spicciolata, prima deputati e senatori di centrodestra e poi i colleghi di centrosinistra si presentano alla Corte di Cassazione a depositare le firme per chiedere il referendum sulla riforma della giustizia, che prevede la separazione delle carriere fra giudici e pubblici ministeri. Le delegazioni dei parlamentari di maggioranza hanno già portato a termine il compito. Fra la fine di questa settimana e l’inizio della prossima lo faranno quelle del campo largo. E’ l’avvio della campagna elettorale. Sarà lunga.
- FdI torna alla carica con lo scudo penale per le forze dell’ordine (ma in versione soft)
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