di Anna Foa
La Stampa, 19 ottobre 2025
Si parla molto di fame, in occasione dell’80° anniversario della FAO, celebrato a Roma con grande rilievo, alla presenza del presidente Mattarella e di papa Leone. Ambedue hanno posto l’accento sui “nuovi scenari di carestia” (Mattarella) e all’”uso della fame come arma di guerra” (papa Leone). E in effetti, la fame è stata protagonista nei mesi scorsi - e lo è ancora- di almeno uno degli scenari di guerra di questi nostri terribili tempi, Gaza, con il rifiuto israeliano di far entrare sufficienti rifornimenti per quella popolazione già decimata dalle bombe. E abbiamo visto le scene terribili dei civili che allungano una scodella per avere almeno un poco di cibo, mentre il cibo marcisce intatto ai confini della Striscia.
di Fabio Tonacci
La Repubblica, 19 ottobre 2025
L’uomo, 59 anni, mostra la casa d’infanzia a Kobar dove è cresciuto il leader palestinese, detenuto dal 2002: “Si è votato alla causa già a 10 anni, quando l’Idf sparò al nostro cane. Se ci fossero le elezioni Marwan vincerebbe, ha il 60-70 per cento del consenso”. “Mio fratello Marwan è come il popolo palestinese, non lo spezzeranno a forza di botte. Però in carcere possono ucciderlo, siamo molto preoccupati”. A casa di Muqbel Barghouti, 59 anni, fratello minore del più popolare leader palestinese, tre cose non mancano mai: le sigarette, il succo di melograno e l’ansia per la salute del parente illustre. Siamo a Kobar, villaggio a nord di Ramallah: Marwan Barghouti, 66 anni, è nato e cresciuto qui, nella casa di famiglia che adesso è un rudere. Dal 2002 è in carcere per scontare cinque ergastoli. Per Israele è un terrorista, condannato come mandante di cinque omicidi compiuti dalle brigate armate di Fatah. La posizione della famiglia Barghouti è nota: “È stato un processo politico, senza alcuna prova”.
di Mariano Giustino
huffingtonpost.it, 19 ottobre 2025
I due viaggiatori condannati in Iran per spionaggio. Un ricatto di Teheran affinché Parigi rilasci una cittadina iraniana detenuta in territorio francese, Mahdieh Esfandiari. Nel famigerato carcere di Evin vi sono ancora almeno altri ventidue cittadini di altri paesi. Cécile Kohler e il suo compagno Jacques Paris erano in gita per scoprire le meraviglie dell’Iran, ma il loro viaggio turistico si è trasformato in un vero e proprio incubo, finiti rinchiusi in condizioni disumane nel famigerato carcere di Evin con indosso la divisa grigia a righe da carcerato. Di loro si erano perse le tracce dopo che erano stati trasferiti in un luogo segreto.
di Giuseppe Ariola
L’Identità, 18 ottobre 2025
La giustizia si conferma terreno di scontro sia politico che istituzionale. Il continuo botta e risposta tra i partiti, i dibattiti parlamentari a tratti infuocati e le accuse reciproche tra la maggioranza e la magistratura, sembrano aver riportato le lancette al periodo berlusconiano. Tra proposte divisive, su tutte quella della separazione delle carriere dei magistrati prevista dalla riforma costituzionale, indagini che colpiscono esponenti di primo piano del governo e toghe che inscenano proteste fuori e dentro i tribunali, sembra riproporsi proprio quello stesso clima che ha accompagnato la stagione del leader di Forza Italia.
di Vitalba Azzollini
Il Domani, 18 ottobre 2025
Quando, lo scorso aprile, il governo aveva adottato il decreto legge Sicurezza trasfondendovi il testo dell’omonimo disegno di legge, era apparso subito evidente che si trattava di una forzatura giuridica Forzatura che ora è stata messa nero su bianco in un ricorso per conflitto di attribuzione, presentato alla Corte costituzionale dal deputato Riccardo Magi. Il ricorso contesta una serie di profili: dalla distorsione della decretazione di urgenza alla compressione del ruolo delle Camere. In sintesi, un decreto “fotocopia”, identico a un disegno di legge in discussione da oltre un anno, ha scavalcato il normale dibattito parlamentare senza un’emergenza evidente, mettendo a rischio l’equilibrio istituzionale.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 18 ottobre 2025
Il guardasigilli annuncia una “revisione totale”, ma il testo per ora non andrà avanti, come per la custodia cautelare. “Il nostro intendimento è quello di procedere a una revisione totale di questo istituto. Quindi, dobbiamo riprendere il percorso riformatore già avviato necessariamente e - per quanto possiamo esprimerci in termini molto sintetici oggi (mercoledì, ndr) - riportare la forma della prescrizione alla sua originaria natura di estinzione sostanziale del reato, non quella di estinzione dell’azione penale, quindi dal campo procedurale a quello sostanziale”.
di Angiola Petronio
Corriere di Verona, 18 ottobre 2025
Oggi manifestazione nazionale dalla stazione. “Bisogno profondo di giustizia”. “Questo silenzio, con gli atti secretati, sta diventando un po’ troppo lungo”. Le parole sono dell’avvocato Fabio Anselmo, riferite all’uccisione, il 20 ottobre del 2024, di Moussa Diarra. “Francamente non abbiamo la minima idea di cosa stia accadendo, perché ormai sono passati tanti, tanti mesi. E questo silenzio, con gli atti secretati, sta diventando un po’ troppo lungo...”. Le parole sono dell’avvocato Fabio Anselmo. Il silenzio, assordante, è quello di un’indagine di cui - a un anno di distanza dai fatti - non è dato sapere nulla. Taciturnità a cui fa da contraltare il “rumore”.
di Roberto Saviano
Corriere della Sera, 18 ottobre 2025
L’esplosione di un fenomeno che fino a pochi anni fa apparteneva solo alla camorra. Negli anni 80 la Mafia condannava a morte i piccoli criminali, ora li lascia fare, anzi se ne serve, sapendo di poterli eliminare quando vuole. Il vero motivo per cui Gaetano Maranzano ha ucciso Paolo Taormina è che non voleva essere messo in cattiva luce davanti agli altri. Palermo si sta “paranzizzando”: un neologismo che descrive la trasformazione del crimine in paranze, gruppi di giovani, giovanissimi, che si uniscono per vincoli di amicizia, parentela e, soprattutto, di territorio, e iniziano a delinquere.
di Patrizia Maciocchi
Il Sole 24 Ore, 18 ottobre 2025
Pesa il ruolo sovraordinato rispetto agli altri sodali della famiglia di Corleone e l’assenza di una volontà reale di recidere i legami con il sodalizio. Giovanni Riina, figlio del “capo dei capi Totò”, resta al 41-bis. Sul no al suo ricorso contro la proroga del regime speciale pesano, oltre ai gravi reati commessi, il ruolo sovraordinato rispetto agli altri sodali della famiglia di Corleone e l’assenza di una volontà reale di recidere i legami con il sodalizio di provenienza.
di Paola Tissile
friulioggi.it, 18 ottobre 2025
La pet therapy in carcere a Udine e Tolmezzo. Il Dipartimento di Salute Mentale (DDSM) di Udine lancia un progetto innovativo nelle carceri del Friuli per contrastare il disagio psicologico legato alla detenzione: a partire dal 22 ottobre, la pet therapy verrà introdotta negli istituti penitenziari di Udine e Tolmezzo come strumento alternativo e preventivo alla somministrazione di farmaci. La gestione sanitaria in carcere e il ruolo del Ddsm - Dal 2015, la normativa in Friuli Venezia Giulia stabilisce che le Aziende Sanitarie competenti debbano garantire la continuità delle cure ai detenuti. In questo quadro, il Ddsm si occupa non solo di assistere le persone che manifestano problematiche psicopatologiche, ma anche di promuovere iniziative che favoriscano il benessere psicologico generale dei ristretti.










