di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 8 agosto 2026
In caso di appello del Pm contro la condanna e di impugnazione inammissibile del condannato, quest’ultimo - non potendo ottenere mitigazione della pena - può solo dare impulso al giudice affinché provveda all’avvio. In caso di appello del procuratore contro la condanna - e visto l’effetto devolutivo dell’appello - se il giudice dichiara inammissibile quello proposto dall’imputato non può poi accogliere la sua istanza, presentata per la prima volta nel processo di secondo grado, per l’avvio alla giustizia riparativa. Infatti, in tal caso l’imputato non potrebbe ottenere una mitigazione del trattamento sanzionatorio stabilito in primo grado, che è il fine precipuo di un positivo risultato riparativo.
di Francesco Ingardia
La Nazione, 8 agosto 2026
Gli sviluppi dopo la brutale uccisione del 32enne di origini nigeriane. Ai tre presunti autori la procura contesta l’omicidio preterintenzionale. La versione degli indagati ai legali: “Lite violenta, ma non è morto in cella”. Cos’è successo davvero nella cella 171 della settima sezione della casa circondariale della Dogaia poco prima delle 23 di mercoledì 5 agosto? Chi dei tre ristretti condannati in via definitiva per reati a sfondo sessuale (due albanesi di 40 e 44 anni e un italiano di 52) ha sferrato il colpo mortale al detenuto nigeriano di 32 anni appena trasferito? E ancora: chi ha dato inizio al diverbio, qual è stata miccia che ha trasformato una lite furibonda in una colluttazione corpo a corpo, tre contro uno? Ed eventualmente, quale oggetto è stato usato come arma del delitto? La vittima ha sbattuto con violenza la testa contro la cella blindata? O ha subito una testata o un colpo fatale con un corpo contundente?
di Cristina Genesin
Il Mattino di Padova, 8 agosto 2026
Ispezione estiva da parte di una delegazione della Camera penale di Padova: carenza cronica di agenti e nel grattacielo duecento detenuti in sezioni chiuse. Appello dei legali: “Stop alle direttive Dap che rendono critica la situazione”. Quando il muro di cinta non trattiene soltanto la libertà ma intrappola anche un caldo soffocante oltre ogni limite umano, la pena rischia di perdere qualsiasi tratto di civiltà per trasformarsi in sofferenza. È la fotografia scattata al termine della tradizionale visita estiva compiuta da una delegazione della Camera penale di Padova all’interno dei penitenziari cittadini, i “Due Palazzi”.
bolognatoday.it, 8 agosto 2026
Cosa emerge dalle ultime osservazioni dell’Osservatorio carcere della Camera penale di Bologna. “Un carcere che perde dignità diviene inevitabilmente anche un carcere meno sicuro, nel quale la tensione si sedimenta fino a trovare, talvolta, espressioni violente. La violenza non può essere tollerata e non deve essere giustificata, ma ignorarne il contesto significa rinunciare a comprenderne le cause più profonde”. Il direttivo e l’Osservatorio carcere della Camera penale ‘Bricola’ di Bologna intervengono dopo “l’ennesimo episodio di violenza” verificatosi all’interno della casa circondariale della Dozza. Nella giornata di giovedì 6 agosto, è stata infatti diffusa la notizia di una nuova aggressione a due agenti della polizia penitenziaria. Entrambi sono rimasti feriti e uno dei due dovrà anche essere operato.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 8 agosto 2026
Inaugurata il 24 luglio con 134 posti. Con il maxi trasferimento da Sollicciano i detenuti sono 159. Appena inaugurato e già sovraffollato: succede al nuovo padiglione del carcere Le Sughere di Livorno, aperto il 24 luglio scorso dopo una lunga attesa, ma già con un numero di reclusi oltre la capienza regolamentare anche per conseguenza del trasferimento di detenuti dal penitenziario fiorentino di Sollicciano, dove sono state recentemente sequestrate sette sezioni a causa dell’estremo degrado. La situazione viene resa nota dal Comune, con l’assessore al Sociale Andrea Raspanti e col garante dei detenuti Marco Solimano.
Lucca. Caldo e sovraffollamento: “In cella 3 detenuti anziché 1, porterò la battaglia sino in fondo”
di Laura Sartini
La Nazione, 8 agosto 2026
Il consigliere regionale Federico Eligi (Commissione toscana sanità) ieri ha compiuto un sopralluogo “Al San Giorgio quasi tutti detenuti per reati minori legati allo spaccio e alla tossicodipendenza”. Non sono giorni facili al carcere di San Giorgio. Non lo sono mai visto che è il carcere più sovraffollato di Italia o almeno della Toscana, come ha potuto constatare di persona ieri Federico Eligi, vicepresidente della commissione sanità della Regione, nella tappa lucchese del suo tour nei luoghi di detenzione. Caldo e sovraffollamento rischiano di essere un binomio infernale neanche in un luogo come questo, dove tutto sommato le mura sono quelle di un antico convento e non mancano verde e zone d’ombra.
di Alessia Scarpa
lapiazzaweb.it, 8 agosto 2026
La deputata Rachele Scarpa e il consigliere regionale Alessandro Del Bianco in visita all’istituto penitenziario nell’ambito dell’iniziativa nazionale “Bisogna aver visto”. Sovraffollamento, carenza di personale e criticità strutturali ancora irrisolte. Sono i principali nodi emersi nel corso della visita ispettiva alla Casa circondariale di Belluno “Baldenich”, svoltasi venerdì 31 luglio nell’ambito di “Bisogna aver visto”, l’iniziativa promossa dal Dipartimento Giustizia del Partito Democratico che dal 2024 porta parlamentari e amministratori locali negli istituti penitenziari italiani per verificare direttamente le condizioni di detenzione e di lavoro.
La Sicilia, 8 agosto 2026
Nella struttura di Trapani l’ala Mediterraneo è con acqua marrone. Il presidente della Camera Penale di Trapani, avvocato Agatino Scaringi, tiene tra le mani un paio di fogli, gli appunti dell’ultima visita dei penalisti nel carcere “Pietro Cerulli”. Ad ascoltarlo a leggere ciò che ha scritto, sembra quasi di sentire il “miserere” de “Il Trovatore”, quelle parole che invitavano a sperare di non dover conoscere “l’infernal soggiorno”. Un quadro di degrado “massimo”, dove l’articolo 27 della Costituzione - “Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato” - cessa di essere un principio guida per diventare un’illusione. È la realtà spietata del carcere di San Giuliano, una struttura arrivata al punto di collasso logistico, sanitario e umano, in cui la gestione quotidiana della detenzione si è trasformata in una sistematica violazione dei diritti fondamentali.
vitatrentina.it, 8 agosto 2026
Si è svolto oggi a Palazzo Geremia l’incontro tra il sindaco Franco Ianeselli e il garante dei diritti dei detenuti e delle persone private della libertà personale per il Trentino, Maria Giovanni Pavarin, dedicato al tema dell’iscrizione anagrafica dei detenuti stranieri privi di permesso di soggiorno che stanno scontando la pena nella casa circondariale di Spini di Gardolo. Il confronto ha permesso di approfondire una questione che nasce dal diverso orientamento di due disposizioni normative. Da una parte, un parere del Ministero dell’Interno del 2010, rivolto agli uffici anagrafici, esclude l’iscrizione nei registri della popolazione residente degli stranieri privi di un valido titolo di soggiorno; dall’altra, la riforma dell’ordinamento penitenziario del 2018 prevede che il detenuto condannato privo di residenza anagrafica venga iscritto, su segnalazione del direttore dell’istituto, nel Comune in cui ha sede il carcere.
di Cesare Ferrari
Corriere di Torino, 8 agosto 2026
La decisione del Tar. Il Tar ritiene la sanzione alta ma anche se sono state violate le regole di condotta. L’agente della polizia penitenziaria aveva parlato di “piazza di spaccio”. Vietato alle divise denunciare con termini troppo aspri le difficili condizioni delle carceri. Un agente scelto di polizia penitenziaria è stato sospeso dal servizio per avere rilasciato a una troupe del Tg5 delle dichiarazioni su alcune problematiche all’interno della casa circondariale di Torino. L’agente l’aveva paragonata a una “piazza di spaccio”, e il Tar del Piemonte ha annullato la sanzione (sei mesi di stop) solo perché eccessivamente severa: i giudici, infatti, hanno certificato la violazione dei codici di condotta e delle linee guida tale da “minare l’immagine dell’amministrazione” e “ledere il prestigio del Corpo di appartenenza”.









