di Guido Salvini
Il Dubbio, 15 ottobre 2025
È stato il giorno della liberazione degli ostaggi a Gaza e con essa della tregua, non della pace. La storia degli ultimi due anni comporterebbe scrivere un libro, tanti sono i giudizi, le riflessioni e i sentimenti, anche contraddittori, che si sono accavallati in ciascuno di noi. Non basta un semplice articolo. Lascio quindi su questa storia coinvolgente qualche proposizione e riflessione sparsa in forma di promemoria, su parte delle quali molti possono non essere d’accordo ma possono usarle come punti di partenza per riflettere. Avere la consapevolezza che Hamas non concepisce la pace ma solo una tregua temporanea con gli infedeli che osano stare nelle terre dell’Islam. Così detta anche il Corano. La tregua serve per riorganizzarsi in silenzio prima di riprendere la Jihad. Ai fanatici in divisa verde e occhiali neri, che sembrano dei marziani cattivi, nei confronti dei quali il mondo progressista si è mostrato purtroppo sempre più indulgente, il messianesimo religioso che li abita non lascia spazio a ripensamenti. Israele deve essere cancellato con una lotta che non si pone limiti di tempo, irrorata dal sangue dei martiri. Questo significa, senza essere poi troppo pessimisti, che il conflitto ricomincerà quando i loro capi lo decideranno. Ricordare il popolo di Gaza e le sue vittime. L’ultima una bambina di nove anni di nome Rasil colpita quando la tregua era già iniziata. Nella consapevolezza che quel popolo è insieme schiavo e scudo umano ma anche sostenitore di Hamas, sarebbe ipocrita tacerlo. Senza libertà politiche, libertà di parola, libertà di stampa e di informazione, libertà religiosa non si formano una opinione pubblica e una società civile e mancando queste non si forma nemmeno una classe dirigente, una condizione senza la quale uno Stato non può esistere. Possono esserci solo bande di predoni al comando, in un territorio, di una massa indistinta di sudditi. Ricordare i quasi mille soldati dell’esercito di Israele caduti a Gaza per ridare la libertà ai loro connazionali. L’ultimo, il sergente Michael Nachmani, colpito da un cecchino e spirato anch’egli quando la tregua era già è stata firmata. Ricordare, non è un dettaglio, che in cambio dei 20 ostaggi israeliani sono stati liberati quasi 2000 detenuti palestinesi tra cui molti condannati all’ergastolo per decine di omicidi e altri delitti efferati contro civili. Dopo il massacro del 7 ottobre è un’altra estorsione, consumata con successo. In questo scambio, simile per rapporto numerico ad altri del passato, è contenuta però una verità paradossale: la vita di un cittadino israeliano vale quella 200 palestinesi e non c’è per i terroristi di Hamas da farne gran vanto. Ricordare i morti “altri”, le quasi mezzo milione di vittime della guerra civile in Siria e i civili morti e che continuano a morire in Sudan, non meno che a Gaza, e il numero enorme di rifugiati che sta provocando ancora il conflitto tra le fazioni in quel paese. I morti in Sudan non sono mai stati sulle prime pagine dei giornali perché non hanno fatturato “politico”, non si possono attribuire ai propri avversari ideologici, quindi non servono. Ricordare che anche in Ucraina sono morti e continuano a morire migliaia di civili ma non sono una bandiera colorata nelle strade. Le pagine dei giornali sulla guerra in quel paese non le legge quasi nessuno.
di Lucio Motta
filodiritto.com, 14 ottobre 2025
Ministro Nordio, lei aveva promesso una task force che avrebbe individuato le soluzioni al sovraffollamento, con l’ultimo decreto ha dichiarato di aver aperto le soluzioni per affidamento e detenzione domiciliare per tutti quei detenuti che nei termini (15 mila secondo le stime dei suoi uffici) e poi l’enfatico annuncio della task force che avrebbe analizzato i “malato” individuandone patologia e cura entro la fine di settembre. Ministro, sabato 27 settembre nella disperazione della cella a Pavia si è tolto la vita un giovane di soli 21 anni. È il 64esimo dall’inizio dell’anno secondo il Dossier su suicidi e decessi in carcere pubblicato da Ristretti Orizzonti: “È il più alto numero di sempre. Siamo di fronte a un’emergenza”.
di Sandro Marotta
La Stampa, 14 ottobre 2025
Né in carcere né in ospedale, non a Cuneo e nemmeno a Genova: ancora non trova un luogo adatto dove scontare la pena il detenuto obeso che per più di un mese è stato ospitato al Santa Croce e da due settimane è nel già sovraffollato carcere di Marassi. “Nel corso di più di una conversazione telefonica il mio assistito, non poco amareggiato e manifestando segnali di sofferenza, continua a lamentare una sorta di inspiegabile indifferenza per le proprie drammatiche condizioni di salute”: così attacca la lettera che l’avvocato del detenuto, Luca Puce, ha inviato alla direzione del carcere di Genova.
di Valentina Maglione
Il Sole 24 Ore, 14 ottobre 2025
È iniziato l’esame in seconda lettura del disegno di legge in commissione al Senato. Dal 23 ottobre possibile l’approvazione dell’Aula. Dopo il via libera del Parlamento si profila il referendum. È iniziato la scorsa settimana, in commissione Affari costituzionali al Senato, l’esame in seconda lettura del disegno di legge di riforma della giustizia che mira a modificare la Costituzione per introdurre nel nostro ordinamento non solo la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, ma anche la riforma dell’organo di autogoverno della magistratura, con lo sdoppiamento del Csm e l’istituzione della nuova Alta Corte disciplinare.
di Valentina Maglione
Il Sole 24 Ore, 14 ottobre 2025
L’anno scorso sono state proposte 80 azioni. Su 90 decisioni della sezione disciplinare del Csm, 24 sono condanne. La riforma costituzionale sceglie di separare l’autogoverno della magistratura dalla funzione disciplinare: se il primo resta in capo ai due Consigli superiori della magistratura - giudicante e requirente - per la seconda la proposta è di attribuirla alla nuova Alta Corte disciplinare. La disciplina del nuovo organo è contenuta nel testo (riscritto) dell’articolo 105 della Costituzione. In base a questo, l’Alta Corte sarà composta da 15 giudici, in carica per quattro anni.
di Simona Musco
Il Dubbio, 14 ottobre 2025
Designata la squadra che elaborerà i test psicoattitudinali da sottoporre ai candidati a partire dal 2026. La Sesta Commissione del Csm ha designato la squadra che elaborerà i test psicoattitudinali da sottoporre agli aspiranti magistrati dal 2026 in poi. I membri della Commissione, infatti, saranno affiancati da quattro esperti: Santo Di Nuovo (Psicologia generale), Monica Molino (Psicologia del Lavoro), Giuseppe Sartori (Psicologia forense) e Andrea Spoto (Psicometria), selezionati dopo un’ampia fase di audizioni.
di Giovanni Maria Jacobazzi
Il Dubbio, 14 ottobre 2025
Intervista al professor Vittorio Manes, che presenta il suo ultimo saggio: “L’imparzialità del giudice nel “vortice” della giustizia mediatica”. “Il caso Garlasco è certamente una delle più vivide espressioni dei cortocircuiti che possono instaurarsi tra indagini e comunicazione, tra inchieste e cronaca giudiziaria, tra processi nelle aule e processi mediatici, e da questo punto di vista può risultare indubbiamente emblematico, quasi un caso di scuola”, afferma Vittorio Manes, ordinario di diritto penale all’Università di Bologna, a margine della pubblicazione, nei prossimi giorni, del suo ultimo saggio L’imparzialità del giudice nel “vortice” della giustizia mediatica (Editoriale Scientifica, Napoli, 2025. Pp. 1-95).
di Rosario Di Raimondo
La Repubblica, 14 ottobre 2025
Il tribunale di Sorveglianza aveva dato parere favorevole per l’uscita dal carcere di Pavia per il Don Chisciotte, scortato dagli agenti. La Cassazione accoglie però il ricorso della procura generale. Il detenuto-attore non può lasciare il carcere per salire sul palco. Eppure i giudici avevano detto sì a un “permesso di necessità” per consentirgli di uscire dalla cella, raggiungere la sua compagnia teatrale e contribuire così a mettere in scena uno spettacolo su Don Chisciotte. Ma dopo un ricorso dei pm è arrivato l’alt della Cassazione: “La partecipazione a una rappresentazione teatrale non legittima la concessione del beneficio”, scrivono gli “ermellini”, perché non ci sono le condizioni della “eccezionalità della concessione, della particolare gravità dell’evento giustificativo e della correlazione dello stesso con la vita familiare”.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 14 ottobre 2025
In arrivo da Roma dopo il crollo della volta di Regina Coeli. Irene Testa: “Infilati in istituti non adeguati. Da noi già 1.200 reclusi da altre regioni. Non siamo una discarica”. Se il crollo della volta della seconda rotonda di Regina Coeli di giovedì scorso è, come l’aveva definito il Garante dei detenuti del Lazio Stefano Anastasia, “una metafora delle condizioni del nostro sistema penitenziario”, le modalità con cui una parte dei reclusi sfollati sono stati spediti “come pacchi” in Sardegna la dice lunga su come “evidentemente la regione viene considerata una colonia”, secondo la Garante regionale Irene Testa.
rainews.it, 14 ottobre 2025
“Stop alla presenza di bambini nelle carceri liguri”: è l’appello dei Garanti dei detenuti di Genova e della Liguria, Marco Cafiero e Doriano Saracino, che intervengono sul caso della bambina di 18 mesi in carcere con la madre a Genova Pontedecimo. “Ancora una volta nella nostra qualità di garanti delle persone private della libertà personale siamo perplessi di fronte agli effetti collaterali che l’applicazione della custodia in carcere determina su vittime innocenti - intervengono i garanti in una nota congiunta. È il caso della minore di un anno e mezzo condotta in carcere insieme alla madre raggiunta da un’ordinanza di custodia cautelare che questa mattina il gip del Tribunale di Genova sarà chiamato a convalidare”.
- Roma. I ragazzi di Casal del Marmo e quel sogno chiamato “Futuro”
- Bergamo. “Nel carcere gli stessi problemi di 40 anni fa. Ma il disagio psichico sta esplodendo”
- Genova. Madre con bimba in carcere, il Tribunale: “Trasferita alle Vallette di Torino”
- Bologna. La Camera penale porta una cella in piazza per sensibilizzare sul carcere
- Venezia. Enrico Farina sollevato dalla direzione del carcere di Santa Maria Maggiore










