di Giovanni Maria Jacobazzi
Il Dubbio, 2 ottobre 2025
La Quinta commissione che seleziona i capi di Procure e Tribunali sarà guidata dal laico di Fratelli d’Italia Felice Giuffré: una novità per Palazzo Bachelet. Dopo discussioni interminabili, sono state finalmente rinnovate le Commissioni del Consiglio superiore della magistratura. La novità più importante, e per molti versi inaspettata, è la presidenza della Quinta commissione, competente sulle nomine degli incarichi direttivi e semi-direttivi, al laico di FdI Felice Giuffrè. Ordinario di diritto costituzionale all’Università di Catania, componente del Consiglio direttivo dell’Associazione italiana costituzionalisti di cui ha ricoperto anche il ruolo di direttore della rivista, Giuffrè da giovane è stato ai vertici del Fronte della Gioventù e di Alleanza nazionale.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 2 ottobre 2025
Secondo una norma approvata nel 2021 alle inchieste giudiziarie non possono essere assegnate denominazioni lesive della presunzione di innocenza. Ma Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia e procure continuano a farlo. Nel 2021 l’Italia ha recepito la direttiva europea sulla presunzione di innocenza, approvando un decreto legislativo (il n. 188) che, tra le tante cose, stabilisce che nei comunicati ufficiali e nelle conferenze stampa non devono essere “assegnati ai procedimenti pendenti denominazioni lesive della presunzione di innocenza”. Un modo, nell’intenzione dell’allora ministra Marta Cartabia, per fermare la prassi che vede pm e polizia giudiziaria affibbiare alle inchieste nomi allusivi e dal tono inquisitorio (da “Mondo di Mezzo” a “Terminator 3”). Nonostante la norma sia entrata in vigore da quasi quattro anni, però, le forze dell’ordine e i magistrati continuano imperterriti ad assegnare alle indagini titoli dal taglio mediatico, cinematografico o mitologico, spesso palesemente lesivi della presunzione di innocenza delle persone coinvolte.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 2 ottobre 2025
Antonello Rizza, primo cittadino del comune di Priolo, assolto dopo essere stato accostato per 13 anni dagli inquirenti alla figura di Cetto La Qualunque: “La fine di un calvario”. “Qualunquemente”. È questo il nome che la polizia giudiziaria e la procura di Siracusa diedero nel 2012 a un’inchiesta avviata nei confronti di amministratori e funzionari del comune di Priolo, tra cui l’allora sindaco Antonello Rizza, accusati a vario titolo di gravi reati come concussione, voto di scambio, truffa aggravata, abuso d’ufficio. Il nome si ispirava al film in cui Antonio Albanese impersonifica il celebre personaggio di Cetto La Qualunque, simbolo del politico dedito alla delinquenza, corrotto, volgare e senza alcun briciolo di principio morale.
di Elisa Manacorda
La Repubblica, 2 ottobre 2025
Una popolazione fragile e trascurata anche dal punto di vista sanitario. Che oggi è al centro di un accordo triennale tra Regione, Istituto Pascale, Aiom e Fondazione Aiom. Per portare screening, formazione e informazione negli istituti penitenziari. È una popolazione imponente: oltre 63 mila persone, di cui circa il 4 % donne e il 31% stranieri. Sono le persone che vivono un periodo della loro vita dietro le sbarre di un carcere italiano. Con infiniti problemi, a cominciare dal sovraffollamento (nel nostro paese la capienza ufficiale è pari a poco più di 51 mila posti). Ma anche la salute è un tema importante, se è vero che la condizione di non libertà incide profondamente sulla psiche e sul fisico, incentivando comportamenti non salutari come il fumo, l’abuso di alcol, la dieta scorretta o la sedentarietà. E poiché, secondo l’articolo 32 della Costituzione, questa va protetta come diritto fondamentale dell’individuo, è fondamentale che la collettività se ne faccia carico.
di Valeria Casolaro
L’Indipendente, 2 ottobre 2025
Il 26 settembre scorso, a 24 ore dal suo arresto, Sylla Mamadou Khadialy moriva nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. 35 anni, senegalese, l’uomo era stato fermato il 25 settembre perchè accusato di due aggressioni. Attivista, sarto, autista Piedibus e calciatore dilettante, Mamadou era era conosciuto e stimato all’interno della comunità. Il garante dei detenuti della Campania e quello di Caserta chiedono chiarezza, sottolineando che l’uomo avrebbe avuto bisogno di cure psichiatriche urgenti in ospedale. I familiari denunciano l’uso ravvicinato di sedativi senza adeguata documentazione, somministrati tra pronto soccorso, Polfer e carcere. Numerose associazioni locali hanno organizzato una mobilitazione a Caserta per chiedere verità e giustizia per la sua morte.
di Carmine Di Niro
L’Unità, 2 ottobre 2025
L’inchiesta per la morte di Sylla Mamodou Khadialy, il 35enne di origini senegalesi morto nella sua cella del carcere di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) venerdì scorso, all’indomani del suo arresto operato dalla polizia ferroviaria presso la stazione di Caserta, vede tre persone iscritte nel registro degli indagati. Si tratta di medici, due in servizio nel carcere di Santa Maria Capua Vetere e uno al 118, accusati di omicidio colposo. L’inchiesta, in mano al pubblico ministero di Santa Maria Capua Vetere Alessandra Pinto, vedrà un punto chiave con l’autopsia che si terrà mercoledì pomeriggio all’istituto di medicina legale di Caserta.
di Silvana Cortignani
tusciaweb.eu, 2 ottobre 2025
Morte di Andrea Di Nino, Asl di Viterbo e ministero della Giustizia responsabili civili nel processo per omicidio colposo a un medico e un penitenziario. I due imputati sono difesi dagli avvocati Massimo Pistilli e Lorenzo Lepri, mentre è stato aperto un fascicolo gemello a carico dell’altro dottore, difeso da Andrea Danti, assente anche ieri per motivi di salute, la cui posizione sarà esaminata dal giudice Jacopo Rocchi in un’apposita udienza fissata a gennaio. È ripreso così, il giorno dopo la manifestazione fuori del tribunale contro l’archiviazione dell’inchiesta bis per omicidio volontario, il processo per quello che la procura ritiene essere stato un suicidio per impiccagione, cui i familiari non hanno mai creduto.
La Nazione, 2 ottobre 2025
Il giudice di sorveglianza annulla il diniego della direzione carceraria. Detenuto nel carcere di Sabbione autorizzato dal giudice ai colloqui intimi con la moglie, che erano stati negati dalla direzione del penitenziario per il fatto che la famiglia della consorte sia legata alla criminalità organizzata. Il recluso si era visto negare dalla direzione dell’istituto la possibilità di svolgere colloqui intimi con la moglie nella “stanza dell’affettività” istituita ad aprile. Ha però fatto reclamo all’Ufficio di sorveglianza che ha accolto la sua istanza concedendo i colloqui richiesti in base alla sentenza 10 del 2024 della Corte costituzionale.
foggiatoday.it, 2 ottobre 2025
La Costituzione italiana come bussola per rileggere la vita, le cadute e le possibilità di riscatto. È questo il cuore di “Parole in ascolto - Storie di carcere, cittadinanza e legalità”, il progetto che prende forma presso la Casa Circondariale di Foggia e che intende rendere i ristretti protagonisti di un dialogo autentico con la comunità. L’iniziativa - promossa dal Csv Foggia, in collaborazione con don Fernando Escobar della Comunità di Sant’Egidio - sarà curata dalla giornalista e volontaria Annalisa Graziano.
Il Resto del Carlino, 2 ottobre 2025
Il testo del magistrato Dino Petralia per cinque personaggi. Diventa un recital a tre voci di Emanuele Montagna. “Le nostre Prigioni. Storie di Pena e di Speranza”: lo spettacolo, scritto dal magistrato Dino Petralia, già direttore delle carceri italiane, va in scena questa sera alle 20,45 in prima nazionale stasera al Teatro Dehon. Il testo è stato prodotto da Cfa-Colli Formazione Attori di Bologna e dall’Ordine Avvocati di Padova e Camera Penale di Padova, dove è già andato in scena con enorme successo in anteprima nazionale lo scorso 25 settembre, con il patrocinio dell’associazione internazionale Nessuno Tocchi Caino e con il plauso del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Lo spettacolo, nella sua replica bolognese, è sostenuto dall’Ordine Avvocati di Bologna, dalla Camera Penale di Bologna, dal Comune di Bologna. Ed è patrocinato dalla Fondazione Itaca Onlus.
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