di Annibale Gagliani
Corriere del Mezzogiorno, 2 ottobre 2025
Eduardo De Filippo legava inscindibilmente il proscenio all’esistenza: “Lo sforzo disperato che compie l’uomo nel tentativo di dare alla vita un qualsiasi significato è teatro”. Lo stesso sforzo cesellato dalle detenute della casa circondariale Borgo San Nicola, a Lecce, con un progetto di teatro sociale d’arte: “Bellezza mia - Anatomia tragicomica della vita delle ragazze”. Un percorso di drammaturgia collettiva, interculturale, intergenerazionale, rivolto alla sezione femminile del penitenziario e a donne under 25 interessate alla recitazione.
aia-figc.it, 2 ottobre 2025
“Siamo da poco rientrati dal carcere di Secondigliano dopo il primo incontro con i detenuti che seguiranno il Corso Arbitri: è stata un’esperienza forte e significativa, anche per noi”. Con queste parole, Giuliana Guarino, Presidente della Sezione AIA di Frattamaggiore, ha riassunto l’inizio del percorso formativo che l’Associazione Italiana Arbitri (AIA) e l’associazione Sport Senza Frontiere ETS stanno realizzando nell’ambito del progetto “Rigiocare il Futuro”. Il progetto “Rigiocare il Futuro” mira a trasformare il Centro Penitenziario “Pasquale Mandato” di Secondigliano nel più importante polo sportivo carcerario d’Italia. L’obiettivo è avviare un percorso formativo biennale che offra concrete opportunità di reinserimento sociale e lavorativo ai detenuti, utilizzando lo sport come strumento di riscatto.
societadellaragione.it, 2 ottobre 2025
Disponibile su tutte le piattaforme il podcast del progetto sulla Salute mentale in carcere dopo la chiusura degli OPG. È online Fratture, il nuovo podcast prodotto da La Società della Ragione e realizzato dal collettivo Cumbre Altre Frequenze, che affronta un tema scomodo e troppo spesso rimosso: la salute mentale in carcere, dopo la chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari. Parlare di salute mentale in carcere significa parlare di un ossimoro. La detenzione è di per sé incompatibile con il benessere psicologico e psichico, eppure migliaia di persone private della libertà devono fare i conti ogni giorno con questa condizione. Fratture apre uno spiraglio su quell’universo nascosto, dando voce a esperti, operatori e testimoni per raccontare cosa succede quando il diritto alla cura si scontra con le logiche custodiali.
di Lorenzo D’Avack
Il Dubbio, 2 ottobre 2025
È frequente, quando sentiamo parlare di “interpretazione giuridica”, sentir menzionati i “principi o i valori fondamentali” dello Stato che svolgono un’importante funzione in quanto spesso riconosciuti dalla Costituzione o da leggi codificate o da norme europee, con la finalità di garantire fra l’altro dignità, uguaglianza e libertà, nonché i diritti sociali come il diritto al lavoro e all’istruzione. Un giudice che operi nell’ambito di un sistema in una data epoca, deve sempre confrontarsi con un insieme di valori fondamentali; rari sono infatti i casi in cui si trovi in un terreno vergine. Ma quali sono i valori fondamentali? Il giudice non è certo libero di inventarli, per quanto gli sembrino adeguati; deve invece utilizzare e svelare quelli celati all’interno del sistema, oppure prendere in considerazione quelli che ancora non ne sono divenuti parte integrante, pur essendo rappresentativi dell’ideologia della società. Questi valori sono concepiti e si sviluppano quali prodotti del pensiero della società.
di Daniela Piana
Il Dubbio, 2 ottobre 2025
Capaci di fare deporre le armi. Ne abbiamo usate così tante di parole. Per quanto vocianti scriventi siamo tutti consapevoli che la parola da sola poco potrà. Potrà poco anche quando tecnica autorevole performativa come quella della lingua del diritto. La parola poco potrà. Forse la abbiamo svuotata. Troppo usata. Insomma, la parola poco potrà. Ma non è una buona ragione per non avvalersene. Solo che non è lì che troveremo la certezza dell’effetto di fare deporre le armi. Stamane su uno dei social network che attraversano in modo più o meno insistente - ed è una insistenza effetto di una diffusa necessità di controllo presenza affermazione - un messaggio invita a dirlo con le loro parole. Dei bambini delle bambine. Dire cosa? Come si fa a fermare la guerra.
di Paolo Delgado
Il Dubbio, 2 ottobre 2025
La premier incalza l’opposizione e attacca gli attivisti. Salvini contro la Cgil: “No allo sciopero generale”. La politica italiana è in alto mare, al largo di Gaza, con gli occhi di tutti rivolti alla Flotilla che punta verso Gaza. Ma è un giorno di tensione montante che non esplode perché tutti si muovono al buio, senza sapere nei non secondari particolari cosa succederà ma sapendo già che comunque l’intervento di Israele contro le barche, praticamente certo, si rifletterà in uno scontro frontale tra maggioranza e opposizione anche in Italia.
di Marcello Sorgi
La Stampa, 2 ottobre 2025
La drammatica svolta avvenuta ieri sera - con il fermo delle barche della Flotilla da parte della Marina israeliana, i probabili arresti dei membri degli equipaggi e sequestri dei mezzi navali - ha provocato un immediato intervento del ministro degli Esteri Tajani sul governo di Tel Aviv per ottenere rassicurazioni sul fatto che non siano praticate violenze sui fermati e siano garantite condizioni di umanità per tutto il periodo del trattenimento. È l’epilogo di una giornata in cui il confronto tra governo e opposizioni aveva spesso raggiunto momenti di durezza, sia in Parlamento, dov’è in discussione la valutazione del piano di pace in Medio Oriente Trump-Netanyahu, sia fuori, dove lo scontro sulla Flotilla era continuato per ore e ore, con Meloni che ripeteva che i membri della Flotilla erano “irresponsabili” e rischiavano di mettere a rischio il piano di pace, e Schlein che si produceva in una difesa non proprio calda della missione, per ragioni che si possono intuire. Mentre infatti 5 stelle e Avs hanno già preso posizione contro il piano, una parte del Pd sarebbe disponibile ad approvare, in almeno alcune parti, la mozione che il governo proporrà alla fine del dibattito in Parlamento. Si tratterebbe quindi, per Schlein, o di andare incontro a una rottura della coalizione, o del suo partito.
di Andrea Fabozzi
Il Manifesto, 2 ottobre 2025
Non si può star fermi di fronte alle atrocità che commette Israele, non senza perdere l’umanità. E ora saranno in tanti a non stare più fermi. Le immagini vanno e vengono. Prima di interrompersi definitivamente mostrano donne e uomini seduti in cerchio sul ponte della barca. Giubbotti di salvataggio indossati, aspettano l’abbordaggio. Che arriva. Un atto di pirateria violenta sotto gli occhi del mondo. Preceduto da un messaggio radio che è un’altra conferma di come Israele debba stravolgere la realtà per mantenere l’impunità: “State violando la legge”. Loro.
di Valeria Parrella
Il Manifesto, 2 ottobre 2025
Poi ogni tanto qualcuno nella storia fa una cosa enorme, e la fa per tutti, perché possa aiutare tutti a “orientarsi”, a “mantenere la rotta”. Poi ogni tanto qualcuno nella storia fa una cosa enorme, e la fa per tutti, perché possa aiutare tutti a “orientarsi”, a “mantenere la rotta”. Lo stanno proprio facendo davvero gli attivisti a bordo della Flottilla: non perdono l’orientamento, tengono la rotta. Ci aiutano a difenderci dalle bussole impazzite. Quanto linguaggio marinaio entra nell’uso comune del nostro linguaggio, e lo fa per un motivo: perché viviamo al centro del Mediterraneo. Così stanotte e ieri quel tracker che ci ha permesso di seguire la Flottilla, ci ha rimandato l’immagine di questo laghetto che è il Mediterraneo, che chi ha studiato in Europa non può che riconoscere come proprio. Quando dico “proprio”, dico che ognuno di noi sa che quello è il mare in cui siamo nati tutti, da Creta, su cui arrivavano egiziani e fenici e minoici, lì dove l’indoeuropeo calò dagli Urali per fondersi con il substrato linguistico autoctono. Un posto che è sempre stato aperto e mai chiuso, ospitale e mai alieno. Lo guardiamo sgomenti ogni volta che un’imbarcazione di migranti lo tenta, o vi affonda. Lo guardiamo oggi riconoscendolo finalmente per quello che è: il luogo in cui nacque il manifesto di Ventotene.
di Francesca Sforza
La Stampa, 2 ottobre 2025
“Se vedete questo video vuol dire che sono stato fermato o arrestato dalle forze israeliane contro la mia volontà”. La stessa frase è stata pronunciata in spagnolo, in polacco, in portoghese, in svedese, in arabo e in inglese da volti diversi, di ragazzi, ragazze, uomini e donne che ieri, alle 10 di sera circa, hanno recapitato a mezzo mondo il messaggio della Global Sumud Flotilla attraverso le piattaforme social. Sono dunque questi i titoli di coda del film a cielo aperto andato in onda nelle ultime settimane e che ha tenuto popoli e governi col fiato sospeso?
- Cacciari: “Flotilla è un’iniziativa giusta. Da Trump un armistizio, non la pace”Cacciari: “Flotilla è un’iniziativa giusta. Da Trump un armistizio, non la pace”
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