di Luca Tomassoni
Il Messaggero, 29 settembre 2025
Il punto su cui si chiede chiarezza è il tratto di segnaletica stradale a terra che divide le carreggiate. È una perizia “distorta e non accurata” a tenere ancora in carcere Michele D’Angelo, il professore di Biologia dell’Università dell’Aquila detenuto da un mese e mezzo a Fier, in Albania, dopo essere rimasto coinvolto in un incidente mortale la sera dell’8 agosto scorso. La Procura non lo accusa di omissione di soccorso come circolato nelle prime ore, bensì soprattutto di violazione delle norme della strada. Ma nelle sue memorie difensive, l’avvocato del docente, Toto Avdiaj, smonta punto per punto quanto dichiarato dagli esperti incaricati dalla procuratrice di Fier. E punta sulla verità che arriva dalle immagini collegate a un video dell’incidente.
rainews.it, 28 settembre 2025
“I suicidi in carcere sono un fardello di dolore e anche negli altri Paesi non è che vada meglio, anzi peggio, ma questa non è una giustificazione né un’attenuante”. Lo ha detto il ministro di Giustizia, Nordio, al congresso Ucpi. “Non c’è relazione tra sovraffollamento e suicidi, casomai favorisce l’aggressività, altrettanto allarmante. Suicidi dovuti a solitudine, disperazione, spesso avvengono vicini alla liberazione: disagio di chi sta per uscire senza speranza. Il sovraffollamento non è dovuto a nuovi reati: 20% in attesa di giudizio”
di Valentina Stella
Il Dubbio, 28 settembre 2025
Il Guardasigilli rivendica la riforma della separazione delle carriere ma incassa cori di disapprovazione dai penalisti italiani. Secondo giorno di Congresso per l’Unione Camere Penali. Fuori al Teatro Bellini piove, quindi tutti dentro a sentire l’intervento del Ministro Nordio che si collega da casa sua. Il Guardasigilli, se ha avuto gioco facile nel rivendicare il lavoro svolto sulla riforma della separazione delle carriere, ha dovuto però incassare due contestazioni dai penalisti guidati da Francesco Petrelli. La prima volta quando ha sostenuto che “non c’è collegamento tra sovraffollamento e suicidi”.
Italpress, 28 settembre 2025
“Come presidente del Senato mi sono preoccupato della situazione che ho trovato nelle carceri e il tema che ho cercato venisse affrontato è quello del sovraffollamento. Ho trovato nel Governo comprensione sul problema e anche impegno ad affrontarlo con un sistema carcerario più adeguato. Ma La mia preoccupazione rimane sui tempi. Non ho minimamente alcun dubbio che il governo voglia affrontare questo tema, ma nelle more qualcosa bisogna fare”. Così il presidente del Senato, Ignazio La Russa, a margine del XX Congresso delle camere penali italiane, a Catania. “Allora - ha spiegato - ho cercato in sede di capigruppo di stimolare un provvedimento che fosse comune a tutti i gruppi, che potesse aiutare in questa fase a rendere più agevole lo stato di detenzione anche trasformandola dal carcere in abitazione perché sempre detenzione è.
di Giuseppe Baglivo
ilvibonese.it, 28 settembre 2025
Importante decisione del Tribunale di Sorveglianza di Milano in materia di 41 bis, l’articolo dell’ordinamento penitenziario che regolamenta il c.d. carcere duro. Il giudice ha infatti accolto il reclamo del detenuto Francesco La Rosa, 54 anni, di Tropea, per come prospettato dall’avvocato Sandro D’Agostino, ed ha ribadito i confini di applicazione del “carcere duro” (41 bis) per tutti i detenuti sottoposti a tale regime di restrizione speciale. A Francesco La Rosa - sottoposto al 41 bis - sinora non era stato possibile fruire di quattro ore d’aria al giorno nel carcere dove si trova detenuto, nonostante una recente sentenza della Corte Costituzionale statuisca ciò per tutti i detenuti sottoposti al 41 bis.
parmatoday.it, 28 settembre 2025
“Abbiamo terminato in mattinata il lavoro di monitoraggio relativo alle camere di sicurezza presenti nei presidi delle forze di polizia della città di Bologna”. A darne notizia è il garante regionale dei detenuti dell’Emilia-Romagna, Roberto Cavalieri. Le camere di sicurezza sono luoghi in cui la persona in stato di arresto - ad esempio, per un arresto in strada - viene trattenuta (per massimo 48 ore) prima di comparire davanti a un giudice.
di Maria Fiore
La Provincia Pavese, 28 settembre 2025
Il giovane detenuto era entrato in carcere pochi giorni fa. Subito soccorso e portato in ospedale ma non ce l’ha fatta. Ancora un suicidio in carcere a Torre del Gallo: è il 14esimo in quattro anni, partendo dal 2021, l’anno nero delle morti in cella nella casa circondariale di Pavia. Il detenuto che si è tolto la vita aveva solo 21 anni ed era entrato in carcere da pochi giorni. Per mettere in pratica il suo gesto ha usato le lenzuola della branda nella sua cella, verso la mezzanotte di ieri: gli agenti della penitenziaria si sono accorti di quello che stava accadendo e hanno dato subito l’allarme. Gli operatori hanno tentato di rianimarlo ma il giovane è morto durante il trasporto in ospedale.
napolitoday.it, 28 settembre 2025
Sylla Mamadou non era solo “un detenuto senegalese”. Era un ragazzo di 35 anni, un lavoratore, un fidanzato. Ad appena 24 ore dal suo arresto è morto in una cella. La sua vita, i suoi sogni, il suo futuro non possono svanire nel silenzio delle mura carcerarie. È morto nel carcere di Santa Maria Capua Vetere il 35enne senegalese Sylla Mamadou, arrestato giovedì 25 settembre dalla polizia con le accuse di rapina, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. Secondo la ricostruzione della polizia, quella mattina l’uomo - sarto dell’azienda Isaia & Isaia di Casalnuovo, e residente a Casagiove con la fidanzata italiana - si era recato alla stazione ferroviaria di Caserta per andare a lavoro. In stato di agitazione avrebbe colpito un passante con un pugno, portandogli via il cellulare, e aggredito anche un’anziana. Tre agenti della polizia ferroviaria lo hanno poi bloccato, rimanendo feriti. Sylla è stato portato all’ospedale di Caserta per essere medicato, quindi negli uffici della Polfer e infine trasferito in carcere, dove è deceduto in cella.
di Guido Garau
cagliaritoday.it, 28 settembre 2025
La decisione di destinare il penitenziario sardo al regime duro - stando a quando scrive il ministro della Giustizia Carlo Nordio - risale al 2009, sotto le presidenze Cappellacci e Berlusconi. Ora Roma tira dritto e accelera: entro il 2026 i primi trasferimenti dei mafiosi. Il carcere di Uta si prepara a diventare la nuova fortezza del 41-bis, il “carcere duro” per i boss mafiosi. Lo annuncia il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, con il rigore di un notaio, rispondendo a un’interrogazione della deputata sarda Francesca Ghirra.
modenatoday.it, 28 settembre 2025
Un detenuto di 24 anni si è tolto la vita nel carcere Sant’Anna di Modena accendendo nuovamente i riflettori su una situazione carceraria sempre più insostenibile a Modena. “Con questo episodio, salgono a cinque i suicidi in carcere dall’inizio dell’anno - un dato che evidenzia una crisi strutturale ormai cronica. Sovraffollamento, personale penitenziario ridotto all’osso, mancanza di supporto psicologico e condizioni di vita degradanti sono elementi che contribuiscono a rendere il carcere, per molti, un luogo di disperazione”, spiega la Cgil.
- Milano. Ci sono due bimbi di pochi mesi in cella a Bollate con le loro madri. Perché?
- Lucca. Camera Penale, riflettori sul carcere: “Condizioni difficili”
- Trento. Giustizia riparativa, ponte tra carcere e società
- Lucca. Quelle “Sbarre di solitudine”, sul palco la vita dentro una cella
- Trieste. “Fuori Menù”, cena solidale cucinata da una brigata di detenuti










