di Sara Bettoni
Corriere della Sera, 28 settembre 2025
“I tagli, i vestiti, la solitudine: i segnali per intercettare il malessere”. Secondo l’Oms la stima è per difetto: potrebbero essere 250 mila gli adolescenti lombardi in difficoltà. Il primario: “Evitare di riversare la propria esperienza sui figli”. Il nodo della scuola: “Sulla scelta del corso di studi serve una mediazione tra famiglia e ragazzino”. Circa 150 mila bambini e adolescenti con disturbi neuropsichiatrici e neurologici curati in Lombardia l’anno scorso, di cui 124 mila assistiti negli ambulatori e 28 mila finiti in pronto soccorso. Ma secondo le stime dell’Organizzazione mondiale della sanità il bisogno potrebbe riguardare fino a 250 mila ragazzi. Come intercettare allora i segnali del disagio silente, prima che la situazione esploda? Alessandro Albizzati, primario all’Asst Santi Paolo e Carlo, ci aiuta a riconoscere i campanelli d’allarme a cui genitori, insegnanti e nonni devono fare attenzione.
di Albertina Sanchioni
Il Manifesto, 28 settembre 2025
Un cavallo azzurro di cartapesta torna a farsi simbolo di libertà e diritti, questa volta davanti ai Centri di Permanenza per il rimpatrio (Cpr). Marco Cavallo, la grande “macchina teatrale” realizzata nel 1973 da Giuliano Scabia e Vittorio Basaglia, cugino di Franco, insieme agli internati dell’ospedale psichiatrico di Trieste, è riapparsa ieri in un corteo rumoroso partito da Fiera di Roma verso il Cpr di Ponte Galeria. “Come negli anni Settanta si abbattevano i cancelli dei manicomi, oggi dobbiamo guardare oltre le reti dei Cpr e osservare quello che ci viene impedito di vedere: persone, vite, sogni interrotti”, hanno spiegato gli organizzatori del Forum salute mentale e della rete Stop Cpr Roma.
di Valerio Cuccaroni
Corriere della Sera, 28 settembre 2025
Simbolo delle lotte degli anni 70, nato dall’amicizia tra il drammaturgo Giuliano Scabia, Franco Basaglia e il cugino pittore e scultore Vittorio, il celebre cavallo blu ha contribuito a superare i manicomi, imponendo un nuovo modo di trattare i pazienti psichiatrici. Ora è giunto a Roma, davanti al Cpr di Ponte Galeria, per chiedere la chiusura dei centri e l’abolizione della detenzione amministrativa. Presente anche il fratello di Moussa Balde, morto nel Cpr di Torino. Marco Cavallo ha ripreso a galoppare, dopo cinquant’anni, e oggi è apparso a Roma, davanti al Centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr) di Ponte Galeria. Simbolo delle lotte degli anni Settanta, Marco Cavallo è un cavallo blu, nato nel 1973 dall’amicizia tra il drammaturgo Giuliano Scabia, che all’epoca insegnava al DAMS di Bologna, Franco Basaglia, in quegli anni direttore dell’ospedale psichiatrico di Trieste, e il cugino Vittorio Basaglia, pittore e scultore.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 28 settembre 2025
L’invasione della “droga dei poveri” ha destabilizzato i servizi per le tossicodipendenze, europei e non solo, costringendoli a ripensare se stessi e le politiche di Riduzione del danno. Palermo è stata la prima città italiana investita dal fenomeno. Al di là di “qualche fantasiosa allucinazione collettiva - che per adesso fortunatamente continua a rimanere tale - sull’arrivo del fentanyl nel nostro Paese”, e oltre i martellanti allarmi sull’ondata di cannabis in versione “droga pesante”, c’è una verità che non è al servizio diretto della dottrina proibizionista. “La verità è che le strade delle città italiane sono invase dal crack”.
di Andrea Malaguti
La Stampa, 28 settembre 2025
Il costituzionalista: “Odio e orrore sono fratelli, dopo c’è solo la guerra. Il 7 ottobre non giustifica il massacro degli innocenti. L’omicidio Kirk? Nessuno può essere ucciso per le sue idee”. La libertà di parola al tempo dell’odio. Da Charlie Kirk a Bibi Netanyahu, da Donald Trump a Giorgia Meloni, dalla Flotilla alle Università. Che cosa possiamo dire senza essere accusati di alimentare lo scontro? In quale luogo siamo liberi di esprimerci senza timori? Esiste un principio morale al quale ancorarci? O a guidarci è soltanto il caos? Pieno di dubbi, suono il campanello di Gustavo Zagrebelsky. Mi sembra il posto migliore per affrontare la questione. Una grande tavola di legno, molti libri, i codici, un pianoforte, gli spartiti, le idee che scorrono ed un dubbio atroce: non ci servirà un’altra guerra per fare ripartire la fabbrica della democrazia?
di Alessandro De Angelis
La Stampa, 28 settembre 2025
L’ex presidente della Camera: “La Flotilla dovrebbe fermarsi per evitare rischi? La discussione, così posta, rovescia le responsabilità. Il problema non è la Flotilla ma Israele. E le rovescia per una ragione semplice: quella missione rappresenta la rottura di un canone anche piuttosto ipocrita. Sanzioni, rottura degli accordi commerciali, alcuni neanche il riconoscimento dello Stato di Palestina. Non c’è corrispondenza tra condanna e azione. Al massimo è consentito l’obiettivo caritatevole degli aiuti o l’invio, sacrosanto, di una fregata. Ma siamo sempre sotto il livello necessario, che implicherebbe uno scontro, ovviamente politico, con Israele. Dentro questa missione c’è dunque una supplenza verso una politica che ha disertato”.
di Virginia Piccolillo
Corriere della Sera, 28 settembre 2025
Le imbarcazioni riprendono la missione nonostante l’ultimo tentativo di mediazione. La telefonata del ministro alla portavoce Maria Elena Delia. “Vanno avanti. Ci fosse mio figlio a bordo gli direi di non andare”. Occhi e voce bassa, Antonio Tajani annuncia così che è andato male anche l’ultimo tentativo di convincere i partecipanti italiani alla missione della Global Sumud Flotilla a non proseguire. Dopo la disponibilità espressa da tutte e due le parti alla fine la telefonata tra il ministro degli Esteri e la portavoce italiana, Maria Elena Delia, è arrivata in serata. Altri contatti ci potrebbero essere oggi. “È molto pericoloso. Ho chiesto più volte agli israeliani la rassicurazione che non ci siano atteggiamenti violenti. Ma io non so chi c’è a bordo delle navi”, spiega Tajani. E il sospetto che tra loro ci siano persone legate ad Hamas il governo di Nethanyahu glielo ha ribadito più volte. Dunque, al telefono, lui ha raccomandato: “Siate prudenti. Ghandiani”.
di Luciana Cimino
Il Manifesto, 28 settembre 2025
“Chiediamo un incontro urgente con il presidente della Repubblica”. All’indomani dell’intervento di Mattarella sulla Global Sumud Flotilla, Marcello Amendola, segretario generale della Cub (uno dei sindacati di base che ha organizzato lo sciopero dello scorso 22 settembre) ha scritto al Quirinale per chiedere un altro intervento pubblico. Questa volta per “sollecitare il governo italiano e quelli europei a dare concreta attuazione a ciò per cui le componenti e i componenti della Gsf stanno esponendo a rischio le proprie vite: chiedere ai 44 stati di cui sono cittadini di far cessare le morti per fame, l’illegittimo blocco navale, i bombardamenti, cui la popolazione civile è sottoposta indiscriminatamente da quasi due anni”.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 27 settembre 2025
L’indifferenza della maggioranza sulle carceri. Naufraga senza neppure passare in commissione, la proposta del presidente del Senato La Russa contro il sovraffollamento nelle carceri (domiciliari ai detenuti con residuo di pena inferiore a 18 mesi) trascritta in un testo dalla vicepresidente Anna Rossomando (Pd). Ieri, a sorpresa, La Russa ha decretato il naufragio dell’iniziativa, malgrado le aperture dell’opposizione. “Nella prossima capigruppo dirò che ciascun gruppo rimane libero di assumere, se lo ritiene, iniziative”, ha detto a Catania a margine del congresso dell’Ucpi.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 27 settembre 2025
Un grande “hub” del dibattito sulla giustizia, a partire dalle carriere separate: è il senso del congresso Ucpi a Catania. Da Sisto, Pinelli e Greco appelli per la riforma La Russa: “Carcere, niente intesa: ma si intervenga”. La bellissima cornice del Teatro Bellini di Catania ha ospitato ieri la prima giornata del XX congresso ordinario dell’Unione Camere penali, che si concluderà domani. Oggi interverrà in vide collegamento il guardasigilli Carlo Nordio. Nonostante lo sciopero dei voli, moltissimi gli avvocati arrivati nel capoluogo siciliano per ritrovarsi tutti insieme l’ultima volta prima del referendum sulla separazione delle carriere, tema obbligatorio e centrale dell’assise.










