di Elena Molinari
Avvenire, 22 settembre 2025
Dopo il “sì” di Gran Bretagna, Australia, Canada e Portogallo, sono quasi 150 i Paesi che riconoscono la Palestina. Il “no” degli Usa, l’ira di Israele. Una cerimonia dedicata all’80° anniversario delle Nazioni Unite oggi a New York apre la nuova sessione dell’Assemblea Generale dell’Onu, ed al centro della riunione si troveranno subito le tensioni che circondano la questione palestinese e la guerra a Gaza.
di Davide Mattiello*
Il Fatto Quotidiano, 22 settembre 2025
Due morti sotto bandiera Onu, nessuna verità. La credibilità delle Nazioni Unite passa dalla giustizia per Paciolla e Attanasio. Oggi entra nel vivo l’ottantesima sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ed è bene sottolineare che il futuro dell’Onu passa necessariamente dalla ricerca della verità per la morte di Mario Paciolla e di Luca Attanasio, quest’ultimo assassinato insieme al carabiniere di scorta Vittorio Iacovacci e all’autista Mustapha Milambo.
di Virginia Piccolillo
Corriere della Sera, 21 settembre 2025
La riforma della giustizia. Parla il ministro Nordio: “Non è affatto punitiva per i magistrati. Anzi li libera dai vincoli delle correnti”. E garantisce: “Non mette a rischio l’equilibrio dei poteri”. Ministro Carlo Nordio, un ultimo sì e la sua riforma sarà legge. Per l’Anm però mette a rischio l’equilibrio dei poteri. È così? “Per nulla. L’equilibrio dei poteri costituzionali, tra legislativo e giudiziario, rimane inalterato e la magistratura requirente e giudicante mantiene intatta la sua autonomia e indipendenza”.
di Edoardo Sirignano
Il Tempo, 21 settembre 2025
“Dico a tutti: occorre maggior senso di responsabilità e consapevolezza della necessità di confrontarsi. C’è bisogno di rispetto. Non ho condiviso, ad esempio, alcuni commenti su Kirk. Quando si ammazza un uomo per le sue idee, è sempre un lutto per la democrazia. Per quanto riguarda la riforma della giustizia e in modo particolare la separazione delle carriere, capisco l’intenzione ma alla fine il risultato è dannoso per la stessa politica oltre che per i cittadini. Tutto dipenderà dalle norme attuate successivamente”. A dirlo Luciano Violante, ex magistrato ed ex presidente della Camera.
di Annachiara Valle
Famiglia Cristiana, 21 settembre 2025
Il Pontefice, nel discorso per il Giubileo per gli operatori di Giustizia ricorda la realtà dei tanti Paesi e popoli le cui “condizioni di vita sono talmente inique e disumane da risultare inaccettabili”. E spinge ad applicare le parole di Sant’Agostino: “Senza la giustizia non si può amministrare lo Stato” per esercitare “la giustizia a servizio del popolo, con lo sguardo rivolto a Dio, così da rispettare pienamente la giustizia, il diritto e la dignità delle persone”.
di Amerigo Vecchiarelli
difesapopolo.it, 21 settembre 2025
Raffaele Cantone, procuratore a Perugia, riflette sul Giubileo come occasione personale e spirituale. Denuncia una giustizia sempre più astratta e distante dai cittadini, rivendicando l’importanza di una visione umana e integrale dei processi. La cultura cattolica, afferma, aiuta a tenere viva la speranza e a cercare l’uomo dietro il reato. “Dietro ogni vicenda giudiziaria c’è sempre una persona, che ha vissuto e vive in una situazione di grande sofferenza. Questa premessa, fondamentale, ci consente di avere una visione non parziale ma totale, sia degli episodi criminosi che di chi li ha commessi. Credo quindi, come magistrato, che agire tenendo presente questo presupposto in qualche modo ci aiuta e ci permette di vivere ogni giorno il nostro Giubileo”.
di Cicola Bianchi
Il Resto del Carlino, 21 settembre 2025
L’ex questore: “La polizia deve saper chiedere scusa”. Il 6 luglio 2009 la firma sulla prima sentenza di condanna per la morte di Federico Aldrovandi, 3 anni e 6 mesi filati fino alla Cassazione, fu del giudice Francesco Maria Caruso. Lui, ieri in Sala Estense, uno dei protagonisti dell’evento organizzato da Associazione stampa Ferrara e Aser: “Federico Aldrovandi, 20 anni dopo”. Un momento di riflessione con i protagonisti che seguirono la tragica vicenda accaduta in via Ippodromo 2005, con le parole giustizia, pena, polizia, rumore, città e piazza che hanno fatto da filo conduttore.
di Matteo Sannicolò
Corriere del Trentino, 21 settembre 2025
Attesa per la risposta dei giudici del Tribunale di sorveglianza di Verona chiamati a decidere sulla libertà condizionale. Potrebbe essere domani, 22 settembre, il giorno dell’annuncio ufficiale sulla liberazione di Enrico “Chico” Forti. Sono infatti giorni di trepida attesa per la mamma Maria (97 anni) e tutti i familiari dell’ex produttore cinematografico, che aspettano con ottimismo la risposta definitiva da parte dei giudici del Tribunale di sorveglianza di Verona. I quali, venerdì, si sarebbero riuniti in camera di consiglio per lavorare sulle prescrizioni che garantirebbero a Chico la libertà condizionale.
di Roberta Polese
Corriere del Veneto, 21 settembre 2025
Venezia è stata capofila, ora è diffuso soprattutto nei Comuni di centrodestra. Il pressing dei vigili. Polizia e carabinieri di pattuglia lo hanno in dotazione. La questione è politica, come quasi tutto quello che riguarda la sicurezza nelle città. Mentre in provincia di Reggio Emilia si registra la terza vittima del taser (l’arma a impulsi elettrici che serve per immobilizzare le persone) nel giro di quaranta giorni, la giunta genovese della sindaca di sinistra Silvia Salis decide di sospendere le procedure che avrebbero portato all’adozione dello strumento anche per la polizia locale del capoluogo ligure. L’iter era stato avviato dalla precedente amministrazione di centrodestra, ma mai completato per l’assenza del necessario regolamento comunale. I due dispositivi, acquistati nel 2023, non sono mai stati utilizzati.
palermotoday.it, 21 settembre 2025
L’allarme: “Sovraffollamento cronico, carenza di organico, strutture fatiscenti e disinteresse istituzionale hanno trasformato gli istituti penitenziari dell’Isola in vere e proprie polveriere”. Il Codacons lancia un grido d’allarme sul sistema penitenziario siciliano, ormai vicino all’implosione. “Le carceri dell’Isola - è l’accusa - sono sempre più teatro di aggressioni agli agenti, sommosse, tentativi di evasione e tensioni continue che mettono a rischio la sicurezza interna ed esterna, segnalando un’emergenza che non può più essere ignorata. Sovraffollamento cronico, carenza di organico, strutture fatiscenti e disinteresse istituzionale hanno trasformato gli istituti penitenziari siciliani in vere e proprie polveriere”.
- Roma. Due detenuti morti in carcere per overdose e coma etilico
- Cremona. I Radicali chiedono alla Asst delucidazioni sulla sicurezza dei detenuti e dei visitatori
- Bolzano. Kompatscher, dura replica al sindacato: “La Provincia vuole il nuovo carcere”
- Campobasso. Nel carcere i detenuti diventano pizzaioli
- Perugia. Detenute rigenerano la sala polivalente del carcere di Capanne










