di Luna Casarotti*
napolimonitor.it, 6 settembre 2025
All’alba del 19 maggio scorso, tra le 4:30 e le 6:09, nella cella 214 del padiglione B del carcere torinese Lorusso e Cutugno, Hamid Badoui si tolse i lacci delle scarpe e li legò al collo. In quell’istituto i lacci vengono ritirati solo ai detenuti classificati come “ad alto rischio suicidario”. Hamid non era tra loro, e quei lacci, apparentemente un dettaglio, divennero una condanna. Passarono ventidue lunghissimi minuti prima che qualcuno aprisse la porta: ventidue minuti in cui rimase solo, avvolto da un silenzio che lo soffocava. Quando gli agenti entrarono, alle 6:31, per lui non c’era più tempo.
di Viviana De Vita
Il Mattino, 6 settembre 2025
Secondo i periti, la “macchina sanitaria” del carcere ha attuato la procedura corretta. Nessun responsabile per la morte di Renato Castagno, il 37enne di Mariconda spirato lo scorso marzo in seguito a un malore accusato nel carcere di Fuorni. È la tesi del sostituto procuratore Morris Saba che ha chiesto l’archiviazione per le due dottoresse indagate per le quali era ipotizzato l’omicidio colposo e la responsabilità colposa per morte in ambito sanitario: C.B., 31 anni di Sarno, medico di turno finita sul registro degli indagati per aver gestito l’emergenza e le concitate fasi successive al malore, e A.D.C., 36 anni di Pellezzano, dirigente del servizio sanitario penitenziario. La richiesta della Procura si fonda sulla relazione dei medici legali De Caro, Mastrangelo e Iorio che, nelle conclusioni e sulla base dell’esame autoptico, hanno escluso profili di responsabilità penale da parte delle indagate in relazione al decesso.
di Giuseppe Legato
La Stampa, 6 settembre 2025
Aprirà a ottobre per l’intimità dei detenuti di Piemonte e Valle d’Aosta. La protesta degli agenti: “La nostra sicurezza viene dopo il diritto degli ospiti”. È pronta la “stanza dell’affettività” all’interno del carcere Lorusso e Cutugno di Torino. La previsione di apertura è entro la fine del prossimo mese, ottobre dunque. Torino è la prima delle grandi case circondariali d’Italia - e quindi degli istituti di pena - a dotarsi di questa struttura (il Dap ha individuato anche Genova Marassi), all’interno del carcere, la cui realizzazione è divenuta nei fatti non più rinviabile dopo la pronuncia della Consulta che afferma il diritto dei detenuti ad avere la possibilità di incontri in intimità.
di Sofia Pellicciotti
Corriere di Bologna, 6 settembre 2025
Il Partito in visita al carcere minorile: “Situazione ancora complicata ma impegno degli operatori”. Nuovi fondi in arrivo per la ristrutturazione del carcere minorile di via del Pratello e della comunità educativa adiacente, dove vengono svolte le misure alternative di collocamento. L’annuncio è arrivato ieri durante la visita di una delegazione del Partito Radicale, composta da Monica Mischiatti, Gemma Gasponi, Ivan Innocenti e Fausto Forti, agli istituti penitenziari bolognesi. “L’istituto minorile è un palazzo storico, ma i locali sono fatiscenti - ha spiegato Mischiatti. I progetti, sospesi ad agosto, riprendono ora e torneremo a verificare i progressi”. I lavori partiranno nei prossimi giorni: lunedì è previsto l’avvio dell’imbiancatura delle pareti. Un primo passo per migliorare una struttura che ad oggi ospita 38 detenuti, la capienza massima è di 40, mentre altri 17 ragazzi sono temporaneamente collocati alla Dozza.
genova24.it, 6 settembre 2025
Cafiero è stato nominato con ordinanza dalla sindaca Silvia Salis, e ricoprirà il ruolo per il prossimo triennio. Marco Cafiero è un avvocato penalista, abilitato all’esercizio della professione forense presso la Corte di appello di Genova, specializzato in criminologia clinica con indirizzo sociopsicologico. Attualmente consulente e membro del Consiglio di amministrazione della cooperativa centro di solidarietà a titolo gratuito e consulente della Fondazione Centro di solidarietà Bianca Costa Bozzo Onlus e della Fict Federazione italiana comunità terapeutiche.
di Simonetta Selloni
La Nuova Sardegna, 6 settembre 2025
“È evidente che il carcere di Badu e Carros soffra di una serie di criticità dovute ad una struttura vecchia, realizzata con criteri non più adeguati. E infatti, la parte che nel 2008 è stata ristrutturata è più funzionale. Ma siamo impegnati, anche con il Provveditorato regionale, con la magistratura di sorveglianza, con la garante dei diritti dei detenuti e anche con le amministrazioni locali, a garantire le migliori condizioni previste dalla legge per le persone recluse”. Marianna Madeddu è la direttrice reggente del carcere di Badu e Carros, incarico ricevuto nel febbraio 2024, dopo la tragica scomparsa della direttrice Patrizia Incollu, avvenuta alcuni mesi prima.
cuneodice.it, 6 settembre 2025
Industriali e terzo settore insieme per dare una risposta alla piaga della recidiva. A Cuneo torna il festival Articolo 27 Expo, tra gli ospiti Brunetta e Colombo. “Quante mamme sarebbero disposte ad affidare i figli o ad assumere per attività domestiche donne che stanno scontando la pena in carcere, pur senza aver commesso reati violenti?”: la domanda che pone Giuliana Cirio - “anche a me stessa” precisa - ha il merito di rompere quella coltre di ipocrisia che sovente circonda i discorsi sul reinserimento lavorativo dei carcerati.
perugiatoday.it, 6 settembre 2025
Il carcere sempre più come una gabbia dove scontare la pena e sempre meno come luogo dove poter ricostruirsi un futuro, una professione, una seconda possibilità una volta tornati in libertà. Purtroppo i dati ufficiali, validi anche per l’Umbria, dimostrano come percorsi formativi e lavorativi siano meno rispetto al passato e quindi meno carcerati occupati in queste attività. Nel 2024, la media di detenuti impiegati in attività lavorative è del 28,4%, in calo rispetto al 32,6% del 2023. Tali criticità sono stati oggetto di un incontro tra l’assessore regionale al welfare, Fabio Barcaioli e la direttrice della Casa di Reclusione di Spoleto, Bernardina Di Mario, culminato con una visita alla struttura dove si svolgono attività a disposizione dei detenuti.
youtg.net, 6 settembre 2025
Quattro detenuti della Casa di reclusione di Oristano-Massama non potranno completare il loro corso di studi. Lo fa sapere Maria Grazia Caligaris, presidente dell’associazione “Socialismo Diritti Riforme”, che su una nota scrive: “La decisione di cancellare la classe quinta del corso di Amministrazione Finanza e Marketing dell’Istituto Tecnico Commerciale ‘Lorenzo Mossa’ per l’esiguo numero di studenti non è solo un atto discriminatorio nei confronti di persone, che non hanno alternative, ma attenta pesantemente al diritto all’istruzione e all’articolo 27 della Costituzione”, sostiene Maria Grazia Caligaris aggiungendo che “non possono essere applicati alle classi scolastiche delle carceri i criteri ministeriali già peraltro fortemente criticati in diverse realtà dell’isola dove lo spopolamento incide negativamente sul numero degli iscritti”.
di Francesco Lo Piccolo*
L’Osservatore Romano, 6 settembre 2025
Suor Livia Ciaramella da diciannove anni dedica la sua vita a chi vive dietro le sbarre. In tempi in cui la giustizia a volte smarrisce una parte fondamentale di sé, la capacità di farsi anche misericordia, ogni mattina, dal lunedì al sabato, questa religiosa dall’abito color panna e voce gentile, arriva nel carcere San Donato di Pescara alle 8 e vi rimane fino alle 17.30, spesso fino alle 18, con solo una breve pausa pranzo. Trascorre intere giornate nelle celle, nei corridoi, nella cappella sopra al teatro dell’istituto penitenziario abruzzese, in mezzo a quelli che chiama “fratelli oltre le sbarre”, offrendo sostegno spirituale, conforto, un contatto umano che spesso è l’unico possibile.










