Giornale di Sicilia, 21 agosto 2025
“L’uso del Taser, tanto diffuso in America, non sembra servire a fare diminuire gli atti criminali o le aggressioni, mentre crescono le denunce, purtroppo, nei confronti dei poliziotti che usandolo hanno causato la morte di alcune persone. Adesso sarà consegnato anche alla Polizia penitenziaria e creerà certamente altri gravi danni nei rapporti fra gli agenti e i detenuti”. Lo dice Pino Apprendi Garante dei detenuti di Palermo, il quale lamenta anche che un suicidio avvenuto nel carcere di Catania lo scorso lunedì “pare non sia stato reso noto”.
di Errico Novi
Il Dubbio, 21 agosto 2025
Alcuni anni fa, subito dopo la nomina di Carlo Nordio a via Arenula, il Dubbio profetizzò un dualismo fra il neoguardasigilli e Nicola Gratteri. Finora le incursioni mediatiche, se così possiamo definirle, del procuratore di Napoli nel dibattito sulla giustizia erano state piuttosto occasionali, estemporanee. Ma sempre orientate in una chiara direzione: di attacco alla maggioranza e all’Esecutivo Meloni. In un’intervista pubblicata ieri da Repubblica, il capo dei pm partenopei, il magistrato che in Calabria è entrato in conflitto permanente effettivo con l’avvocatura penale, è riapparso con valutazioni piuttosto nette sulle scelte di Nordio e, in generale, del centrodestra. Valutazioni non di totale censura, va detto, visto che Gratteri ha citato come positive le modifiche introdotte esattamente due anni fa dal governo, col “celebre” decreto 105/2023, sull’estensione delle norme antimafia in materia di intercettazioni ai reati non associativi.
di Marco Roberti
L’Espresso, 21 agosto 2025
Dalla violazione della norma, di cui si occupano i processi, alle conseguenze psicologiche su vittime e autori del reato. Lo prevede la riforma che procede, sia pure tra molte difficoltà. La giustizia riparativa sposta l’attenzione dalla violazione di una norma alla violazione di una persona. Per questo è un paradigma completamente differente”. Patrizia Patrizi è ordinaria di Psicologia giuridica all’Università di Sassari ed è stata presidente dell’European forum for restorative justice, che quest’anno arriva al quarto di secolo. Secondo la definizione dello stesso Forum, la giustizia riparativa viene definita come un “approccio volto a fronteggiare il danno o il rischio di danno, coinvolgendo tutte e tutti coloro che ne sono toccati.
di Luigi Lochi
Il Sole 24 Ore, 21 agosto 2025
Il dibattito sull’uso efficace dell’ingente patrimonio rappresentato dai beni e dalle aziende confiscate, che un rapporto Eurispes di qualche anno fa quantifica in oltre 32 miliardi di euro, quasi il 2% del Pil, al netto del valore dei beni mobili, dei titoli e delle liquidità confiscate, quantificato intorno ai 4,3 miliardi, è pressoché unanime nel riconoscimento della valenza sociale ed economica di questo patrimonio. Il bene confiscato, infatti è considerato giustamente come una opportunità di promozione della coesione sociale di un territorio, opportunità che si concretizza soprattutto quando il bene è affidato in gestione alle organizzazioni del Terzo Settore, e al tempo stesso volano di sviluppo dell’economia civile e un simbolo di ripristino della legalità.
di Vincenzo Giglio e Riccardo Radi
terzultimafermata.blog, 21 agosto 2025
Un provvedimento illuminato del tribunale di sorveglianza di Torino. Il tribunale di sorveglianza torinese, emettendo un’ordinanza pilota, ha concesso la detenzione domiciliare ad un condannato affetto da obesità e cardiopatia ischemica cronica. I giudici torinesi hanno deciso in tal senso pur in presenza di una relazione sanitaria secondo la quale il detenuto era in condizioni discrete che non richiedevano ricoveri esterni e non soffriva di patologie incompatibili con lo stato detentivo. Il collegio, pur riconoscendo l’inesistenza di un’incompatibilità in senso stretto, ha inteso inserire nella propria valutazione il parametro del sovraffollamento, attualmente pari al 134,24%, dell’istituto Lorusso e Cutugno ove l’istante è ristretto ed ha concluso che tale condizione è tale da causare “un surplus di sofferenza e disagio evitabile con misure alternative”.
di Patrizia Maciocchi
Il Sole 24 Ore, 21 agosto 2025
Scatta l’accusa di persecuzione per il detenuto in una Casa circondariale, “innamorato” della direttrice del carcere. Il corteggiamento troppo pressante e sgradito all’oggetto del desiderio è stalking. La Cassazione ha così confermato le misure cautelari a carico del ricorrente con l’accusa di stalking, per aver rivolto le sue attenzioni con insistenza alla direttrice del carcere nel quale era ristretto. Senza successo, la difesa si gioca la carta della “sbandata” sull’onda della quale l’uomo aveva agito, non per condizionare la vita della dirigente carceraria, ma perché non era razionalmente in grado di trattenersi. Ma i giudici nell’ordinanza impugnata non avevano colto la differenza tra corteggiamento e stalking.
ansa, 21 agosto 2025
Un 34enne originario delle Isole Mauritius si è tolto la vita a Piazza Lanza. De Fazio: “Strage senza fine, governo intervenga sulla crisi penitenziaria”. Un detenuto extracomunitario di 34 anni si è tolto la vita nel bagno della sua cella nella Casa Circondariale di Catania Piazza Lanza. L’episodio risale a lunedì scorso, ma la notizia è emersa solo nelle ultime ore. Con questa tragedia, il numero dei suicidi in carcere dall’inizio del 2025 sale a 56 detenuti, a cui si aggiunge un ristretto ammesso al lavoro all’esterno, oltre a tre operatori penitenziari.
di Elisa Sola
La Stampa, 21 agosto 2025
Esposto in procura dei familiari dell’uomo morto al Lorusso e Cutugno: “Mio fratello ha subìto un arresto concitato. Non doveva andare in prigione”. Quattordici ore tra l’arresto e la visita medica. Oltre dieci trascorse da solo nella camera di sicurezza senza ricevere cure ospedaliere. Diciassette escoriazioni forse provocate dalle fasi concitate del fermo. Ventidue minuti tra il momento in cui si è tolto la vita nella cella 214 del carcere Lorusso e Cutugno e l’inizio delle operazioni di soccorso. Infine, una constatazione: “È stato ignorato il grave ed evidente malessere psicologico”. C’è un esposto, depositato alcuni giorni fa, in cui si esortano gli inquirenti a indagare, riguardo alla morte di Hamid Badoui, su presunti “comportamenti omissivi” di poliziotti e personale del carcere che potrebbero avere determinato il suicidio del detenuto di 41 anni. La denuncia è della sorella della vittima, Zahira Badoui, che si è rivolta all’avvocato Luca Motta “affinché si faccia giustizia”.
di Gianni Alemanno e Fabio Falbo
romalife24.it, 21 agosto 2025
Se qualche politico a caccia di voti, o qualche giornalista assetato di lettori, pensa di giocare sul contrasto tra agenti della polizia penitenziaria e persone detenute è completamente fuori dal mondo. O comunque fuori dal mondo delle carceri. Qui non siamo in mezzo alle piazze dove tra celerini e manifestanti violenti c’è un costante clima di scontro e spesso di odio. Qui i reparti delle carceri sono in ormai in cogestione (non solo “congestionati”, ma “cogestiti” con le persone detenute, una versione carceraria dell’Art. 47 della Costituzione per la partecipazione dei lavoratori alla gestione delle imprese).
brindisireport.it, 21 agosto 2025
L’uomo, che si è sempre dichiarato innocente, era stato arrestato con l’accusa di “codice rosso” a seguito delle denunce della sua ex compagna, una docente a Roma. Grazie all’interessamento e intervento di Valentina Farina, Garante delle persone private della libertà personale della provincia di Brindisi, è stata disposta la detenzione domiciliare provvisoria e l’immediata scarcerazione per un detenuto originario della Costa d’Avorio di 40 anni, la cui vicenda giudiziaria e le cui condizioni psicofisiche avevano destato preoccupazione all’interno del carcere di Brindisi. L’uomo, che si è sempre dichiarato innocente, era stato arrestato con l’accusa di “codice rosso” a seguito delle denunce della sua ex compagna, una docente a Roma. La madre del 40enne, inoltre, è impiegata presso un consolato.
- Cosenza. Accesso nelle carceri negato alla stampa al tempo dei suicidi e del sovraffollamento
- Vicenza. Meno personale, più suicidi. “Così il carcere di è solo una fabbrica di delinquenti”
- Reggio Calabria. Garante e Radicali visitano Arghillà: “Inadeguato, serve riforma strutturale”
- Voghera (Pv). “Il personale corre dei rischi e il nodo sono gli organici”
- Bari. Un progetto del Gruppo Cobar e di Seconda Chance per il reinserimento dei detenuti










