di Giuseppe Murante
Il Fatto Quotidiano, 2 settembre 2026
Il problema non è la tecnologia. È che continuiamo a trattarla come se fosse essa stessa la causa, invece di occuparci sistematicamente della causa vera: un’educazione allo spirito critico che, in troppi contesti scolastici e non solo, resta residuale, facoltativa, lasciata all’iniziativa individuale di chi ha la fortuna di incontrare un buon insegnante o una buona abitudine familiare. Insegnare a dubitare, a verificare le fonti, a riconoscere quando un ragionamento - proprio o altrui, umano o artificiale - non torna: è un lavoro lento, che richiede metodo e tempo, esattamente il tipo di investimento che le discussioni sensazionalistiche sull’AI “che ci rende stupidi” tendono a scavalcare, offrendo invece l’ennesimo allarme a effetto immediato e nessuna soluzione strutturale.
di Marco Ferrari*
Corriere della Sera, 2 settembre 2026
A confronto oltre 70 esperienze provenienti da scuole dell’infanzia, istituti comprensivi, secondarie, centri di formazione professionale. Il tema dell’edizione 2026 è “Intelligenza, intelligenze. Apprendere con l’AI: esperienze e impatti”. Dal 4 al 6 settembre, insegnanti e dirigenti racconteranno pratiche già sperimentate e risultati raggiunti. C’è una scuola italiana che ogni giorno prova a costruire il futuro. È la scuola che dal 4 al 6 settembre si ritroverà a Valdobbiadene per la sesta edizione del Festival nazionale dell’Innovazione Scolastica. Il Festival è nato dall’iniziativa di dirigenti e docenti convinti che le esperienze più significative non debbano restare confinate nelle singole aule, ma possano e debbano essere condivise per diventare patrimonio comune. I protagonisti sono innanzitutto gli insegnanti e i dirigenti chiamati a raccontare pratiche già sperimentate, risultati raggiunti, difficoltà e domande ancora aperte.
di Giuseppe Passalacqua*
Il Domani, 2 settembre 2026
Il caso del sedicenne californiano morto suicida nell’aprile 2025, non racconta una macchina impazzita: racconta una macchina che ha funzionato come era stata progettata. Leggerlo come un incidente è una lettura consolatoria. Secondo il National Bureau of Economic Research, a metà del 2024 l’uso di ChatGPT si divideva quasi equamente tra lavoro e non lavoro; un anno dopo il 73 per cento non riguardava più il lavoro. Si tratta di un’inversione sorprendente. Quasi 800 milioni di persone utilizzano ormai ChatGPT ogni settimana, e questa cifra non comprende altre piattaforme come Claude, Grok o Gemini, né le applicazioni progettate esplicitamente per offrire compagnia, come Replika. All’estremità più innocua ci sono utenti che trattano l’Ia come collaboratrice creativa. Ci sono poi quelli che cominciano a preferirla a un amico, a un parente e all’analista. All’estremità più grave però può diventare una relazione emotiva esclusiva se combinata con vulnerabilità preesistenti.
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 2 settembre 2026
Non è un voto qualunque. Sul fine vita il piccolo Parlamento del Veneto è il laboratorio su cui punta gli occhi anche Roma, come banco di prova per una maggioranza che va alla resa dei conti. Nel tentativo di reggere l’urto oppure cedere allo smottamento che rischia di travolgerla lungo la via dei temi etici. Quale delle due strade imboccherà il centrodestra, al bivio del Veneto, potremo scoprirlo soltanto oggi. Quando a Palazzo Ferro Fini riprenderà la discussione sulla legge di iniziativa popolare che regolamenta il suicidio assistito cominciata ieri nel Consiglio Regionale presieduto da Luca Zaia. L’ex governatore leghista, ancora lui, che è il vero “testimonial” politico dell’operazione. Il volto di una norma su cui si tenta il bis dopo il fallimento di due anni fa, quando il 16 gennaio 2024 il testo promosso da Zaia venne bocciato con un solo voto di scarto, quello della consigliera dem Anna Maria Bigon.
di Susanna Ronconi*
Il Manifesto, 2 settembre 2026
Nemmeno Trump riesce a cancellare del tutto la Riduzione del danno (RdD) negli Stati uniti, pur osteggiandola ideologicamente e ridimensionandone i fondi, ha la necessità di evitare un impopolare trend di crescita delle morti per overdose da fentanyl. Intanto e invece, la destra italiana resta incatenata al trentennale palo del ‘la RdD è fallimentare’ se non ‘rinunciataria’. Essendo la prima affermazione contraria all’evidenza a livello globale e locale (‘evidenza’, chi è costei?) e la seconda un curioso testacoda, stante che è la politica che per sua missione non rinuncia a promuovere salute, benessere e vita di chi usa.
di Patrizia Maciocchi
Il Sole 24 Ore, 2 settembre 2026
Parlano i responsabili delle sezioni immigrati di Milano, Brescia, Napoli, Bologna, Trieste e il presidente di Bari. C’è un elefante nella stanza della giustizia civile. Senza correzioni di rotta, l’obiettivo del Patto europeo sull’immigrazione, per rimpatri più veloci degli irregolari, sembra destinato a restare un desiderata del legislatore. Il rischio è semmai di ingolfare la macchina, come avvertono i presidenti delle sezioni ad hoc, confermando l’alert del Csm. A poco più di due mesi dall’entrata in vigore del Dl 100/2026 che rende obbligatorio l’esame rapido delle domande d’asilo direttamente alla frontiera per chi proviene da Paesi sicuri, le sezioni specializzate nei Tribunali sono più che in affanno. All’Italia, la Commissione europea ha assegnato la quota record del 26,7% delle procedure di frontiera dell’intera Unione Europea, a regime saranno 32.054 procedure obbligatorie, contro le poche centinaia svolte dopo l’approvazione del Dl 20/2023, il cosiddetto decreto Cutro, nei centri di Pozzallo, Porto Empedocle e Gjader in Albania. E c’è da considerare che ogni procedura di frontiera, svolta dalle Commissioni amministrative territoriali, può “gemmare” tre procedimenti: convalida di trattenimento o reclamo contro il provvedimento prefettizio di un’autorizzazione a risiedere in un luogo specifico, sospensiva e provvedimento di merito.
di Marco Bresolin
La Stampa, 2 settembre 2026
Non solo Italia e Spagna, anche Germania e Francia chiudono. E Bruxelles si limita a “valutare” mentre il Trattato viene svuotato. La notifica del prolungamento di 15 giorni dei controlli alle frontiere aeree e marittime con la Spagna è arrivata negli uffici della Commissione europea, che ora “la valuterà”, come ha annunciato ieri un portavoce. Ma fonti Ue fanno sapere che il parere sulla misura adottata dal governo italiano non verrà reso pubblico e lasciano intendere che, seppur obtorto collo, anche questa volta Palazzo Berlaymont non si metterà di traverso. Anche perché l’Italia non è certo l’unico Paese ad aver decretato una sospensione di Schengen.
di Susanna Marietti*
Il Fatto Quotidiano, 1 settembre 2026
Era il luglio 2025 quando mandammo alla Procura di Roma il nostro esposto che parlava di presunte gravissime violenze avvenute ai danni di ragazzini reclusi nel carcere minorile romano di Casal del Marmo. Antigone era stata raggiunta da varie segnalazioni che andavano tutte nella medesima direzione: dietro quelle mura l’abuso di potere e la violenza erano strumenti di cui si serviva con regolarità un gruppo di poliziotti penitenziari nell’esercizio delle proprie funzioni. Inviammo la medesima nota anche ai vertici del Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità, che su questa base presentò a propria volta una denuncia.
garantedetenutilazio.it, 1 settembre 2026
I 19,4 milioni di euro annui stanziati per il 2026 finanziano circa 500 posti: una platea pari a poco più del 2% dei detenuti con problemi di dipendenza. “È entrata in vigore il 21 agosto la nuova legge sui tossicodipendenti in carcere, presentata dal Governo come un “provvedimento epocale”. Ma, così com’è finanziata per il 2026, potrà riguardare circa 500 persone, a fronte di una popolazione detenuta con problemi di dipendenza che supera le 20mila unità. Siamo quindi poco sopra il 2%. Altro che indulto mascherato”.
garantedetenutilazio.it, 1 settembre 2026
Nei procedimenti per ottenere il risarcimento compensativo previsto dall’art. 35-ter dell’Ordinamento penitenziario, le dichiarazioni del detenuto sulle condizioni di detenzione godono di una presunzione di veridicità. La Corte di cassazione torna a pronunciarsi sul tema del sovraffollamento carcerario e delle condizioni detentive non conformi agli standard previsti dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo, rafforzando la tutela dei detenuti che chiedono il riconoscimento dell’indennizzo previsto dall’art. 35-ter dell’Ordinamento penitenziario.
- Dalla prescrizione ai risarcimenti, Sisto e Costa rilanciano le riforme
- Le correnti dell’Anm danno la caccia ai “collaborazionisti” del governo
- Il caso Moro e la fabbrica del complotto. Ma il vero mistero è perché non crediamo ai fatti
- Emilia Romagna. Allarme per l’alcol artigianale in carcere, le raccomandazioni del garante
- Ferrara. Morto all’Arginone, Lagretti e Calvano: “Fare piena luce sull’accaduto”









