di Gaetano Azzariti
Il Manifesto, 24 maggio 2025
Non rinunciare a decidere, aprire una breccia e interrompere il lungo regresso costituzionale. L’8 e il 9 giugno si gioca una partita su cittadinanza e lavoro, ma non solo. È importante andare a votare l’8 e il 9 giugno per i referendum almeno per tre ragioni. Anzitutto perché il voto è un diritto che appartiene a ciascuno di noi, ma è anche un dovere civico. Così dice espressamente la nostra Costituzione. La rinuncia a decidere sui problemi comuni rende possibile a una minoranza di governare senza controllo e responsabilità. In tal caso non avremmo più un governo legittimato dal popolo, ma un governo legittimato dal vuoto, dall’assenza della partecipazione sociale. Se in molti rinunceranno a recarsi ai seggi non onoreranno il loro dovere civico di votare, ben più che un referendum, sarà sconfitta una certa idea di democrazia. La democrazia come partecipazione.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 24 maggio 2025
Il modello repressivo, in Italia, non ha né fermato il consumo né ridotto l’offerta di sostanze. Al contrario, ha prodotto costi umani e sociali altissimi. Le carceri esplodono di detenuti arrestati per droga; le persone con dipendenze restano senza percorsi di cura; chi finisce nel circuito penale si porta addosso per tutta la vita il marchio di “spacciatore” o “tossicodipendente”; le grandi organizzazioni criminali continuano a prosperare su un mercato che la repressione non riesce a scalfire. E intanto lo Stato spende miliardi tra forze dell’ordine, magistratura e carceri, senza risultati concreti.
di Angela Nocioni
L’Unità, 24 maggio 2025
Il Tribunale di Locri assolve altri due migranti, due egiziani di 20 e 49 anni, dopo venti mesi di carcere. La pm aveva chiesto 4 anni e mezzo. Assolti dal Tribunale di Locri per non aver commesso il fatto. Dopo venti mesi di carcere. No, non erano scafisti. Gli inquirenti si erano sbagliati anche questa volta. L’accusa ex art 12 del testo unico sull’immigrazione, (favoreggiamento all’immigrazione clandestina) era infondata. la pm aveva chiesto 4 anni e 6 mesi di reclusione. Aveva appena compiuto 18 anni Walid Mohasen El Sayed El Bagoury, egiziano, il 24 settembre del 2023 quando è sbarcato a Roccella Jonica insieme a un altro centinaio di migranti. Sbarcato e sbattuto in cella. È stato rinchiuso dallo Stato italiano 20 mesi ingiustamente nel carcere di Locri per una accusa campata in aria.
di Gianfranco Schiavone
L’Unità, 24 maggio 2025
Le proposte presentate dalla Commissione intervengono sulla nozione, già oggi scivolosa, di “paese terzo sicuro”, aprendo la strada a interpretazioni arbitrarie che sollevano l’Ue dai propri obblighi nei confronti di chi chiede protezione. Di fatto, un modo per sbarazzarsi del diritto di asilo. La Commissione Europea ha presentato una proposta (Bruxelles, 20.5.2025 COM (2025) 259) di modifica del Regolamento (UE) 2024 n. 1348 sulle procedure in materia di asilo (che troverà applicazione a giugno 2026) con l’obiettivo di intervenire sulla nozione di paese terzo sicuro. Anche coloro che non seguono da vicino il diritto d’asilo avevano iniziato a prendere confidenza con la controversa nozione di paese di origine sicuro, ma che cos’è la nozione di paese terzo sicuro?
di Chantal Meloni
Corriere della Sera, 24 maggio 2025
Le offensive di Israele: quante vite avrebbero potuto essere risparmiate in Cisgiordania e a Gaza se adeguati meccanismi giuridici fossero stati avviati per tempo? Da un paio di settimane, quasi all’unisono, autorevoli voci hanno iniziato a pronunciare parole finora proibite nel dibattito pubblico su Israele. A livello internazionale, sono comparsi editoriali - anche su media mainstream - e hanno trovato più spazio commenti che definiscono genocidio quello in corso a Gaza. Anche molti politici in diversi contesti si sono espressi utilizzando termini di una nettezza sinora inaudita. Lo stesso è avvenuto in Italia, sui giornali, nelle televisioni, alla radio, nelle aule della politica e in eventi culturali vari. A seguito di quanto avvenuto mercoledì a Jenin, quando l’esercito israeliano ha aperto il fuoco in concomitanza con il passaggio di una delegazione di diplomatici europei, le prime pagine erano tutte su questo e le dichiarazioni di condanna sono state unanimi.
di Sergio D’Elia
L’Unità, 24 maggio 2025
Non si sono fatti paralizzare dalla ossessione del mantenimento dell’ordine e della sicurezza pubblica. Non si sono fatti ingannare dall’illusione autoritaria di uno stato di emergenza perenne. Non hanno agitato e propagandato la certezza e la deterrenza delle pene. Non sono neanche uno stato democratico, illuminato da un elevato stato di coscienza orientato al diritto e ai valori umani universali. Eppure, l’Iraq ha fatto l’amnistia.
di Sabrina Provenzani
Il Fatto Quotidiano, 24 maggio 2025
Il ministero della Giustizia prevede che i detenuti arriveranno a essere 89.100 entro settembre 2025 e il sistema rischia il collasso. Ma rendere obbligatorio un simile provvedimento ha riacceso il dibattito su etica, efficacia e sicurezza pubblica. Il governo britannico, guidato dalla ministra per la Giustizia Shabana Mahmood, ha annunciato una serie di interventi per risolvere la crisi di sovraffollamento nelle carceri di Inghilterra e Galles. Una revisione indipendente, condotta dall’ex Segretario David Gauke, punta a ridurre la popolazione carceraria di circa 9.800 unità entro il 2028. L’obiettivo è evitare il collasso del sistema giudiziario. Fra le proposte c’è l’espansione di un programma pilota di castrazione chimica per i trasgressori sessuali e una revisione delle pene detentive. Ma, come era prevedibile, la proposta di castrazione chimica obbligatoria ha riacceso il dibattito su etica, efficacia e sicurezza pubblica di una misura ovunque controversa.
di Federica Delogu e Marica Fantauzzi
L’Espresso, 23 maggio 2025
Mille detenuti su 62mila hanno più di settant’anni. E l’Italia è il Paese europeo con più reclusi over 65. Una sfilza di eccezioni riduce al minimo la possibilità dei domiciliari. Viva Leroy Nash, conosciuto anche come Jail Houdini, morì nel 2010 dopo aver trascorso quasi ottant’anni della sua esistenza in carcere. Nonostante i legali considerassero lo stato di salute del proprio assistito incompatibile sia con l’esecuzione capitale sia con la detenzione, Nash sarà ricordato nella storia degli Stati Uniti come la persona più anziana a morire per cause naturali mentre, ancora detenuto, era in attesa di essere giustiziato. Aveva 94 anni.
di Manuela Perrone
Il Sole 24 Ore, 23 maggio 2025
Il presidente del Cnel Renato Brunetta rilancia il progetto “Recidiva zero”. Scuola, formazione e mestieri per ridare speranza e futuro. Da “luogo delle ombre”, dove la società si illude di confinare le sue devianze e le sue “proiezioni distopiche”, il carcere può diventare “spazio che produce speranza”. Con la scuola, la formazione e il lavoro come strumenti per combattere lo stigma e spalancare alternative al crimine, dando piena attuazione all’articolo 27 della Costituzione nella parte in cui stabilisce che le pene devono tendere alla rieducazione del condannato.
youtg.net, 23 maggio 2025
La Garante dei detenuti in Sardegna “Ho ancora impresso il momento in cui Beniamino Zuncheddu è uscito dal carcere, con le sue buste di abiti e oggetti personali e da quel momento non c’è stato nient’altro, né scuse né sostegno di nessun tipo. I dati ci dicono che sono circa mille ogni anno le persone che finiscono in carcere ingiustamente e i risarcimenti arrivano dopo tanti anni”. È Irene Testa, garante dei detenuti in Sardegna, a raccontare nella nostra nuova puntata di YouTalk (sopra l’intervista integrale) da dove nasce la proposta di legge che porta il nome di Zuncheddu, l’ex pastore scarcerato dopo aver passato 33 anni in cella da innocente.
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