di Valentina Stella
Il Dubbio, 25 aprile 2025
Proseguono nelle commissioni riunite Affari costituzionali e Giustizia della Camera le audizioni sul dl sicurezza. Ieri è intervenuto per primo Roberto Zaccaria, già professore di istituzioni di diritto pubblico presso l’Università degli Studi di Firenze, che in apertura ha sottolineato che “questo dl ha una caratteristica particolare: ha avuto l’effetto di mettere d’accordo professori di diritto, Anm e Ucpi e ciò non avviene di frequente”. Ha poi annunciato che il 28 aprile verrà reso noto un appello sottoscritto da “oltre duecento giuspubblicisti” di cui ha anticipato alcuni punti.
di Angela Stella
L’Unità, 25 aprile 2025
Audizioni di Nessuno Tocchi Caino e poi dei giuristi. I giudizi sono unanimi e di condanna. Introdotti quattordici nuovi reati e nove aggravanti. Ennesimo digiuno nonviolento della radicale Rita Bernardini, questa volta contro il dl sicurezza. Lo ha annunciato due giorni fa dinanzi alle Commissioni riunite Affari Costituzionali e Giustizia della Camera durante l’audizione di Nessuno Tocchi Caino di cui è presidente. A proposito della resistenza nonviolenta in carcere, Bernardini ha ricordato i 20.000 detenuti in sciopero della fame a sostegno dell’approvazione dei decreti attuativi della riforma seguita agli Stati generali sul carcere, ha affermato che “il decreto sicurezza non si cala nella realtà del carcere quale è oggi, spesso privo di umanità e, a causa del sovraffollamento, di trattamenti degradanti della dignità umana”, e ha citato come esempio la visita fatta a Pasqua nel carcere femminile di Rebibbia dove ha trovato due giovani madri, portate dai domiciliari in carcere con i loro bambini, senza che avessero compiuto alcuna infrazione, sol perché i loro piccoli avevano compiuto un anno.
di Errico Novi
Il Dubbio, 25 aprile 2025
Il dirigente della giustizia minorile in Emilia Romagna aveva definito Francesco un “antipapa”. In una lettera il Coa di Bologna aveva chiesto a Nordio di intervenire. Un “funzionario pubblico” che non solo esprime “giudizi gravemente lesivi” nei confronti del Santo Padre ma che assume anche “atteggiamenti di intolleranza non celati nei confronti di cittadini extracomunitari” non è adeguato al “ruolo” e alla “funzione esercitata”, quella di “vertice regionale di un settore particolarmente delicato dell’Amministrazione della Giustizia qual è quello della Giustizia minorile”.
di Giuseppe De Marzo
L’Espresso, 25 aprile 2025
Dopo un calvario nel Cpr di Roma e in ospedale, è morto dimenticato e legato. Ora gli sia data giustizia. È morto legato mani e piedi a un letto di ospedale, tenuto in contenzione per più di cento ore, sedato, dopo quattro anni di calvario in cui non ha conosciuto altro che privazione della libertà e della dignità, senza avere commesso alcun reato. Wissem Ben Abdel Latif aveva 26 anni il 28 novembre 2021, quando la sua vita è stata orribilmente spezzata. Dopo un’agonia silenziosa, dimenticato in un corridoio dell’ospedale “San Camino” di Roma, dove era stato ricoverato su disposizione dello psichiatra, a causa delle condizioni in cui era stato ridotto nel Centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr) della capitale.
di Nello Trocchia
Il Domani, 25 aprile 2025
Una mattina con i carcerati che frequentano il corso di Scienze della comunicazione dell’Università di Tor Vergata. Raccontano le condizioni di detenzione e la rabbia di fronte alle promesse dei politici che puntualmente non vengono mantenute. “Tanto chi chiede conto delle cose che dicono?”. Quindici minuti. È il tempo oltre il quale papa Francesco non poteva spostarsi negli ultimi giorni della sua vita. Un limite giustificato dalle condizioni cliniche, un dettaglio che gli ha vietato di incontrare per l’ultima volta i detenuti di Rebibbia, il carcere romano dove il Pontefice aveva aperto la porta santa, lo scorso dicembre. Voleva salutarli come è riuscito a fare con i reclusi di Regina Coeli, l’altro istituto di pena della città. “Siamo comunque contenti che ci abbia pensato negli ultimi giorni della sua vita”, racconta la direttrice, Teresa Mascolo. Il particolare della visita sfumata è stato raccontato dai vertici del carcere durante un incontro tra i detenuti e i giornalisti.
di Laura Secci
La Stampa, 25 aprile 2025
Stefania Sterpetti: “Sono vittima della macchina del fango”. “Chiariamoci subito. Io non sono fascista. Perché il fascismo non esiste più”. Stefania Sterpetti, la garante dei detenuti di Asti finita nella bufera per i post un cui inneggia al Duce e augura la morte a Cesare Battisti, risponde con quel piglio che gli analisti chiamerebbero passivo-aggressivo. “Non ho mai fatto male a una mosca io. Non mi merito questa macchina del fango. Mi danno della fascista. Ma come potrei esserlo. Il fascismo è morto”.
lavocediasti.it, 25 aprile 2025
Nell’acceso dibattito si inserisce, per tramite del proprio segretario Giuseppe Passarino, anche l’associazione Effatà che opera presso la casa circondariale di Asti. Che peccato! Che peccato perdere l’occasione così significativa rappresentata dalla nomina di un nuovo Garante comunale delle persone private della libertà e non farne un momento che avrebbe potuto illuminare l’importanza della giustizia sociale e della dignità umana. Che peccato, quando chi ha il privilegio di essere al servizio della comunità sceglie di manifestare il suo potere invece di privilegiare lo spirito di servizio, dimenticando che la vera “Politica” parte dall’ ascolto e dal riconoscimento delle competenze, anche quelle di chi non la pensa come te.
di Angelica Malvatani
Il Resto del Carlino, 25 aprile 2025
Il prefetto nella Casa circondariale per permettere agli ospiti di lasciare un pensiero per Francesco: “Il suo ultimo saluto è stato a Regina Coeli”. Papa Francesco era convinto che chi sta in carcere ha bisogno più di tutti di compassione e dignità. Ogni volta che usciva dopo una visita si chiedeva: “Perché loro e non io? È un caso che siano loro dietro le sbarre e io fuori”, e apriva la porta Santa dentro un carcere, era qui il giovedì santo per la lavanda dei piedi e trovava sempre amore e comprensione. Per questo è parso del tutto naturale portare anche nella Casa di reclusione di Fermo il libro del cordoglio per la sua morte, custodito dalla Prefettura di Fermo. Il prefetto Edoardo D’Alascio è stato ieri mattina personalmente a portare il libro, a vivere un momento di preghiera e raccogliere i pensieri dei detenuti per Francesco che non c’è più ma resto nei pensieri di tutti.
Il Messaggero, 25 aprile 2025
A Firenze sarà esposta nella Basilica della Santissima Annunziata una mostra sulle carceri per combattere i pregiudizi nei confronti delle persone detenute. Un ponte tra arte e giustizia sociale prende forma nel cuore di Firenze con “Poesia e salvezza”, l’esposizione inaugurata oggi nel Chiostro grande. Protagonista dell’esposizione è l’artista siciliana Gessica La Pira, che attraverso 45 opere originali si propone di abbattere i pregiudizi che gravano sulle persone detenute e di contribuire attivamente al loro reinserimento nella società. La mostra resterà aperta al pubblico fino al 2 maggio e l’ingresso è gratuito. Si potrà partecipare tutti i giorni dalle 10.30 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00.
corrieredellacalabria.it, 25 aprile 2025
Una serata di teatro, impegno civile e solidarietà: è questo il cuore dell’iniziativa promossa dalla Camera Penale di Catanzaro e dall’associazione A.C.S.A. & STE Ets, in collaborazione con l’Istituto Penitenziario Minorile di Catanzaro. Il prossimo 7 giugno, al Teatro Comunale di Catanzaro, andrà in scena la commedia di Eduardo De Filippo “Uomo e galantuomo”, interpretata dai giovani detenuti dell’IPM. L’evento nasce da una proposta spontanea degli stessi ragazzi, desiderosi di contribuire concretamente a una causa importante: sostenere il progetto “We Will Make Your Dream Come True” che da anni permette di realizzare i sogni di tanti piccoli pazienti dei reparti pediatrici dell’Azienda ospedaliero-universitaria “Renato Dulbecco”.
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