di Giulia Marro
lavocediasti.it, 5 ottobre 2024
La Consigliera regionale di Avs (Alleanza Verdi Sinistra) Giulia Marro ha recentemente effettuato una visita ispettiva alla casa circondariale di Asti, rivelando una situazione complessivamente migliore rispetto ad altre strutture, ma non priva di criticità. Tra i punti di forza emergono le condizioni di vita dei detenuti e la qualità dell’edificio, mentre le principali problematiche riguardano la carenza di personale del Serd e la scarsa presenza di opportunità lavorative per i detenuti.
di Mario Ferrari
La Nazione, 5 ottobre 2024
Uno solo condannato per lesioni. Un agente della penitenziaria finì in ospedale. Inizialmente erano dieci sotto processo. Poi uno degli accusati fece il rito abbreviato in sede di udienza preliminare (assolto). Ieri mattina è terminato, davanti al collegio, il procedimento per la maxi rissa in carcere nei giorni tragici della primissima emergenza Covid. Era la sera del 9 marzo 2020, l’anno terribile. Volanti, gazzelle e mezzi della penitenziaria si riunirono davanti all’entrata della casa circondariale Don Bosco di Pisa. Un via vai di sirene in serata. Agenti e carabinieri furono impegnati nel bloccare la protesta, per fortuna sedata velocemente, che si sarebbe potuta allargare anche all’esterno. La rivolta, in quei giorni, era in corso in molti istituti nazionali, ma a Pisa fu subito stoppata. I detenuti, in lotta per i colloqui sospesi con i familiari e i permessi bloccati per l’emergenza Coronavirus, avevano bruciato anche alcuni suppellettili e della mobilia, in un solo blocco. La penitenziaria aveva evitato che la protesta si allargasse: un agente era rimasto però ferito ed era finito in ospedale. E, dopo un’ora circa, le forze dell’ordine erano rientrate.
milanotoday.it, 5 ottobre 2024
Il tesoriere dei Radicali, Filippo Blengino, ha visitato i due istituti penitenziari nella giornata di venerdì 4 ottobre. “Al Beccaria c’è un tasso di sovraffollamento del 147%, un dato record che simboleggia la gravità della situazione in cui versano i nostri istituti. C’è una preoccupante carenza di educatori: solo 9 in servizio su un organico previsto di 21.” Lo ha fatto sapere il tesoriere dei Radicali italiani Filippo Blengino che nella giornata di venerdì 4 ottobre ha visitato il penitenziario minorile milanese. “Il nuovo personale, dopo la sospensione degli agenti indagati per tortura, sta cercando di rilanciare un istituto che è stato colpevolmente abbandonato dallo Stato: mancano le comunità sul territorio e i percorsi alternativi”, ha rimarcato il tesoriere dei Radicali.
di Luca Bonzanni
L’Eco di Bergamo, 5 ottobre 2024
“Il recupero della dignità dei detenuti, un’opportunità per ricostruire la loro esistenza”. La Garante dei reclusi in via Gleno, Lanfranchi, aveva scritto al Presidente informandolo sulla drammatica situazione del carcere. Il Capo dello Stato: sì alle iniziative per far comprendere agli studenti la dura realtà carceraria. La risposta è partita dal Quirinale, e porta con sé il messaggio di vicinanza del Presidente Sergio Mattarella: “Il Capo dello Stato segue con costante attenzione i temi relativi alla complessità della condizione detentiva, consapevole dell’importanza che nel nostro ordinamento assume il corretto recupero della dignità delle persone recluse, al fine di garantire loro un’opportunità di ricostruzione della propria esistenza, in attuazione della finalità rieducativa prevista dalla Costituzione”.
genova24.it, 5 ottobre 2024
In occasione del Goa-Boa Festival 2024 giovedì 10 ottobre alle ore 21 alla Sala Mercato saranno in concerto Pivio, i Nuovo Normale e Marco Machera, autori di tre brani contenuti nell’album “Parole Liberate Volume 2”, realizzato con la partecipazione di Viadellironia, Andrea Chimenti & Giorgio Baldi, Bandabardò, Magicaboola Brass Band & Fabrizio Pocci, Max Bianchi, The Mastelottos, Morgan, Synaesthesia, Flavio Giurato - Featuring Nicola Distaso, Tony Levin, Pase & Alessandra Donati.
di Paolo Foschini
Corriere della Sera, 5 ottobre 2024
Al via dall’8 ottobre l’iniziativa di Fondazione Corriere della Sera e Esselunga. Il presidente de Bortoli: “Ogni testimonianza educa al bisogno di diventare cittadini responsabili e attivi”. Testimoni in prima persona. Nell’impegno per fermare la violenza e ogni forma di odio, a cominciare da quello fatto di parole. Testimoni dell’orrore di ogni guerra ma anche delle esperienze di chi invece si sforza ogni giorno di costruire una cultura di pace, partendo da noi stessi. Testimoni come Liliana Segre, Fabio Fazio e Gino Cecchettin, e poi scienziati, scrittori, giornalisti, storici, psicologi. È la nuova edizione, promossa come sempre da Fondazione Corriere della Sera in collaborazione con Esselunga, del ciclo di incontri “Insieme per capire” che riparte l’8 ottobre e che dal 2018 a oggi ha coinvolto complessivamente un milione di interlocutori - in presenza e online - tra studenti e insegnanti.
di Vladimiro Zagrebelsky
La Stampa, 5 ottobre 2024
Le opinioni che si vogliono esprimere, sia pure le più estreme, non giustificano il divieto. La Costituzione prevede solo la comunicazione alle autorità: non serve autorizzazione. Pone seri problemi il divieto posto dal questore di Roma alla manifestazione pro-Palestina programmata nell’imminenza del primo anniversario della strage compiuta da Hamas un anno fa. Problematico è sempre il divieto di una manifestazione garantita da una libertà costituzionale. La Costituzione stabilisce che “i cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz’armi”. Per le sole riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità, “che possono vietarle soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica”.
di Marika Ikonomu
Il Domani, 5 ottobre 2024
Un 22enne rientrato dall’ospedale è stato abbandonato in condizioni drammatiche. Il caso, segnalato ai pm e al garante, è arrivato alla Camera dei deputati. Era sera tardi quando l’avvocato Arturo Covella ha ricevuto la telefonata da un suo assistito rinchiuso nel Centro di permanenza per i rimpatri (Cpr) di Palazzo San Gervasio, in provincia di Potenza, per raccontare quello che stava vedendo attraverso le sbarre della finestra della sua cella. Era il 28 settembre, un ragazzo di 22 anni di origine marocchina, appena rientrato dall’ospedale, era stato lasciato in mezzo al campo da calcio del centro, a dormire con un catetere su un materasso buttato per terra.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 5 ottobre 2024
Il centro di detenzione per migranti italiano, esternalizzato in Albania, avrebbe dovuto essere attivato lo scorso 20 maggio ma, a causa di continui rinvii, l’apertura è stata posticipata a giugno, luglio, agosto e ora è prevista per metà ottobre. I lavori al centro di Gjader - una spianata recintata da un muro e dotata di container sovrapposti - sono ancora in corso, mentre quello a Shengjin sarebbe pronto. Nonostante ciò, il progetto, dal costo di oltre 800 milioni di euro, incontra non solo ostacoli logistici, ma soprattutto giuridici.
di Franz Baraggino
Il Fatto Quotidiano, 5 ottobre 2024
Cosa dice la sentenza Ue e perché è un problema per il governo. Una sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea rischia di mandare all’aria il piano dell’Italia, quello che intende portare in Albania i migranti intercettati nel Mediterraneo per sottoporli alle cosiddette procedure accelerate in frontiera per l’esame delle domande d’asilo. In base alla legge con cui il Parlamento ha ratificato il protocollo siglato con Tirana, nei centri albanesi sotto giurisdizione italiana saranno condotti solo cittadini provenienti da Paesi d’origine designati come sicuri. Ai fini dell’esame delle domande di protezione internazionale, la normativa europea prevede che gli Stati membri possano stilare una lista di tali Paesi, quella che l’Italia ha aggiornato lo scorso 7 maggio con un decreto interministeriale. E proprio qui sta il problema. Perché la maggior parte dei Paesi che il governo italiano considera “sicuri” vedono l’esclusione di determinate aree o categorie di persone per le quali, mette nero su bianco il ministero degli Esteri, quei Paesi tanto sicuri non sono. Oggi la Corte Ue dice che non si può fare, che un Paese è sicuro per tutti o non lo è per nessuno. Chiarendo come debba essere interpretato l’articolo 37 della direttiva europea 2013/32 che regola la materia, e censurando di fatto la possibilità di trattenere, ai fini delle procedure accelerate, chi proviene da Paesi parzialmente sicuri, in Italia come in Albania.
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