di Vitalba Azzollini*
Il Domani, 5 ottobre 2024
La Ong “Mediterranea” ha denunciato il Ministro dell’Interno alla Corte Penale Internazionale per un post su X in cui vantava la collaborazione con i Paesi di origine e transito dei migranti, che ha consentito di riportarne 16.220 in Libia. Si tratterebbe, in realtà, di respingimenti collettivi in Libia operati da milizie facenti capo ad autorità del paese nordafricano. Nel 2022, un’altra denuncia aveva coinvolto anche Salvini e Minniti. A volte, esponenti del governo cadono vittima della loro stessa propaganda. È quanto sta accadendo al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, che qualche giorno fa, con un post su X, ha vantato il fatto che “16.220 i migranti diretti verso le coste europee” sono stati “intercettati in mare e riportati in sicurezza in Libia da gennaio a oggi” grazie alla “collaborazione dell’Italia con i paesi di origine e transito dei migranti (…)”.
di Mario Giro*
Il Domani, 5 ottobre 2024
A Parigi più di 300 leader religiosi del mondo intero, assieme a Macron. Si parla di pace, ma anche dei problemi della vita del mondo e dei popoli. La guerra è un ingranaggio che manipola i leader e li condiziona. Immaginare la pace: questo il titolo dell’evento interreligioso che si è tenuto a Parigi dal 22 al 24 settembre, la 38ª edizione di un cammino intrapreso ad Assisi nel 1986 su impulso di san Giovanni Paolo II e proseguito dalla Comunità di Sant’Egidio ogni anno di città in città. Centinaia di rappresentanti di religioni e culture hanno dialogato e si sono incontrati per parlare di pace, per immaginare la pace. Si tratta di uno sforzo ancora rilevante in un mondo in cui le guerre sono in aumento?
di Tommaso Di Francesco
Il Manifesto, 5 ottobre 2024
Più forte di ogni violenza, di ogni arma è, anche adesso, la parola, la parola scritta e “resistente” - e non solo perché aspetto “della Resistenza” come Italo Calvino definiva la letteratura palestinese - che riannoda l’intera storia dell’oppressione. Il 5 settembre scorso il Consiglio di sicurezza Onu ha dato la parola a Yuli Novak esponente di B’Tselem, la storica organizzazione pacifista israeliana. Nel suo appassionato intervento ha tra l’altro dichiarato: “…Per comprendere la condotta criminale del governo israeliano negli ultimi undici mesi, bisogna capire l’obiettivo generale del regime. Sin dalla fondazione di Israele, la sua logica fondamentale è stata quella di promuovere la supremazia ebraica su tutto il territorio sotto il suo controllo. Questo è stato sancito come principio costituzionale sei anni fa. Le linee guida dell’attuale governo (Legge Fondamentale 2018) affermano che: “Il popolo ebraico ha un diritto esclusivo e indiscutibile a tutte le parti della Terra di Israele”“.
di Mauro Bazzucchi
Il Dubbio, 4 ottobre 2024
“Con questa iniziativa, Forza Italia si prende un metro di vantaggio su tutti gli altri nella ricerca di soluzioni reali per il pianeta carcere”. Così Francesco Paolo Sisto, viceministro della Giustizia, spiega al Dubbio la ratio della richiesta alla commissione Giustizia di Montecitorio, da parte dei membri azzurri, di un’indagine conoscitiva sullo stato degli istituti di pena del nostro paese, annunciata ieri mattina in conferenza stampa dal segretario del partito Antonio Tajani assieme a lui e ad altri esponenti di Fi. L’annuncio è arrivato nel quadro di un riassunto degli esiti della campagna estiva di visite ai penitenziari, fatte da numerosi parlamentari, che avevano preannunciato, al termine delle stesse visite, una serie di richieste da sottoporre all’attenzione degli alleati per incidere e invertire una tendenza drammatica al sovraffollamento e all’abbandono, che ha già prodotto dall’inizio dell’anno oltre 70 suicidi in cella.
di Mauro Pacetti
Il Difforme, 4 ottobre 2024
Il vicepremier forzista Antonio Tajani è intervenuto ieri nel corso dell’incontro riguardante l’iniziativa “Estate in carcere” organizzata nella sede di Forza Italia a Roma. L’evento si è quindi trasformato in un momento fondamentale per discutere della piaga dell’emergenza carceraria, che affligge ormai da anni il nostro Paese. Sovraffollamento e mancanza di operatori e dipendenti sono le due falle maggiori che si registrano nelle carceri italiane, in cui quindi i detenuti sono costretti a vivere in condizioni che spesso non rispettano la loro dignità.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 4 ottobre 2024
“Negli Ipm gli agenti indossino le divise”: l’ultima Circolare del Dipartimento di Giustizia minorile e di Comunità. “Inopportuno”: unanime il giudizio sulla scelta del nuovo Garante dei detenuti Turrini. C’è voluto un giorno per trovare le parole giuste per dirlo. Ma ieri, all’indomani della designazione del nuovo presidente del collegio del Garante nazionale dei diritti dei detenuti da parte del Cdm, su indicazione del ministro Nordio, l’imbarazzo ha lasciato il posto ad un giudizio pressoché unanime di “inopportunità” della scelta.
di Claudio Marotta
huffingtonpost.it, 4 ottobre 2024
Occorre mettere al centro percorsi educativi e alternativi, per costruire comunità, opportunità e speranze per coloro che entrano nel circuito penale. È in queste battaglie che diamo forza e senso alle istituzioni della Repubblica. Il superamento degli istituti penitenziari minorili non è un’utopia: è una necessità impellente per correggere il sistema che il governo Meloni ha ingolfato, usando il diritto penale per fare propaganda sulla pelle di centinaia di minori. Per verificare le condizioni di vita dei giovani detenuti, ho partecipato con una delegazione composta dalle parlamentari Ilaria Cucchi, Francesca Ghirra e dall’assessore capitolino Andrea Catarci alla visita e conferenza stampa tenuta presso l’Istituto penitenziario minorile di Casal del Marmo a Roma. Visita effettuata proprio nel giorno in cui l’Associazione Antigone ha reso noto il report “A un anno dal DL Caivano” che fa emergere una realtà drammatica: uno degli effetti immediati del DL, infatti, è che il sovraffollamento ha contagiato anche le strutture per ragazze e ragazzi.
di Angela Stella
L’Unità, 4 ottobre 2024
Non si placano le polemiche per la nomina di Riccardo Turrini Vita a presidente del Collegio del garante dei diritti delle persone private della libertà personale da parte del Ministro Nordio. Ieri mattina è arrivata subito una nota della Giunta e dell’Osservatorio carcere dell’Unione Camere penali: “Anche stavolta nel fare presto, le logiche tutte interne alle segrete stanze ministeriali, condizionate da una errata visione prospettica, mal si conciliano con il ‘fare bene’. E la designazione a capo dell’ufficio del Garante nazionale per i diritti dei detenuti, individuato nella persona del dott. Turrini Vita, già magistrato e figura dirigenziale apicale del DAP da oltre vent’anni anni, stride, in maniera troppo evidente, con il ruolo e le funzioni attribuite, per legge, all’autorità di garanzia dei diritti delle persone detenute”.
di Esecutivo di Magistratura democratica
magistraturademocratica.it, 4 ottobre 2024
Apprendiamo dalla stampa che il Consiglio dei ministri ha deliberato la nomina del nuovo Garante dei diritti delle persone private della libertà. La scelta è ricaduta sulla persona di Riccardo Turrini Vita, la cui conoscenza del mondo del carcere è fuori discussione. La questione che ci sentiamo di sottolineare con urgenza è un’altra ed è davvero delicata. Riccardo Turrini Vita - la stessa stampa ne dà ampia notizia - magistrato, è nell’amministrazione della giustizia dal 1994 e nell’amministrazione penitenziaria dal 1997. In quest’ultima amministrazione - sulla quale il Garante nazionale dovrebbe esercitare il suo ruolo di controllore indipendente - ha ricoperto ruoli di massimo livello e tuttora riveste la carica di vice-capo del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità. In breve: il controllato passa a fare il controllore di sé stesso.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 4 ottobre 2024
Filippo Sensi, senatore del Partito Democratico, ha offerto stamattina uno scatto su X dell’aula del Senato deserta. “Mi ha colpito lo shock dell’immagine, che la dice un po’ lunga, simbolicamente, del disinteresse che mi pare che la maggioranza abbia sul tema del sovraffollamento carcerario”.
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