di Sara Sonnessa
torinocronaca.it, 6 febbraio 2025
“C’è chi dice che non ci sono abbastanza risorse per garantirlo: non è credibile”. “Questo è un diritto, un diritto, un diritto di tutte le persone detenute”, ha ribadito con forza Roberto Capra, avvocato e presidente della Camera Penale Vittorio Chiusano del Piemonte occidentale e della Valle d’Aosta. L’avvocato Capra, in una conferenza stampa tenutasi oggi presso il tribunale di Torino, ha sottolineato l’importanza di un diritto che, nonostante una sentenza chiara della Corte Costituzionale, continua a essere ignorato: il diritto degli individui detenuti di avere incontri intimi, cioè non controllati visivamente, con i propri partner e familiari.
ansa.it, 6 febbraio 2025
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha presieduto ieri a Palazzo Chigi un vertice dedicato al piano carceri. Alla riunione, a quanto si apprende, hanno partecipato il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, il sottosegretario Andrea Delmastro, il Commissario per le carceri, Marco Doglio, rappresentanti del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) e del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (Dap). L’incontro, spiegano le stesse fonti, è stato incentrato sulle strategie per il potenziamento del sistema penitenziario, “con l’obiettivo di realizzare 7.000 nuovi posti detentivi, in un’azione determinata per migliorare le condizioni della pena in fase esecutiva e in genere delle strutture carcerarie”.
di Denise Amerini
collettiva.it, 6 febbraio 2025
Prosegue la battaglia della Cgil e della rete nazionale contro il disegno di legge 1236 con un’attenzione per gli articoli che riguardano la detenzione. Il decreto sicurezza, ddl 1236, è attualmente in discussione al Senato. Quali siano i tempi per l’approvazione ancora non si sa con certezza. Intanto proseguono le prese di posizione, gli interventi, le mobilitazioni di tante associazioni e organizzazioni della società civile, del mondo accademico, di cittadini, che da subito si sono espressi, sottolineando come questo sia un decreto che porta misure volte a produrre paure nelle persone, con una svolta giustizialista ed autoritaria che legge la sicurezza solo in termini securitari, e non sociali. Che criminalizza la povertà, il disagio, il dissenso. Con profili di incostituzionalità.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 6 febbraio 2025
Una vicenda agghiacciante, l’ennesima, riaccende il focus sul diritto alla salute negato dal sistema penitenziario e giudiziario. L’associazione onlus “Quei Bravi Ragazzi Family” ha presentato una denuncia che mette in luce il destino crudele di Carmine Tolomelli, detenuto morto a causa della mancanza di cure adeguate, nonostante una grave patologia cronica che avrebbe dovuto garantirgli un luogo diverso dal carcere e assistenza. Il 24 febbraio 2024, Carmine Tolomelli è deceduto presso l’Ospedale San Martino di Genova, a seguito di un trasferimento d’urgenza dal carcere di Marassi (Genova).
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 6 febbraio 2025
Il calendario del Senato prevede che il Ddl Sicurezza arrivi in Aula nella prima settimana di marzo, sempre che le commissioni Affari costituzionali e Giustizia concludano il loro iter. Che nelle ultime settimane prosegue a ritmo lento, in attesa che il governo decida se e come intervenire per correggere i punti giudicati incostituzionali sui quali si è concentrata la moral suasion del Quirinale. Il lavoro delle commissioni, che anche ieri si sono riunite per il voto degli emendamenti, ha superato i due terzi circa del fascicolo. Nessuno sa però ancora cosa succederà in Aula: se le modifiche preannunciate dal ministro Ciriani arrivino con un maxi emendamento governativo (rinviando il testo alla Camera in terza lettura), o se seguiranno altre vie legislative. La Lega preme per snobbare il Colle e approvare subito il ddl. In caso contrario, come ha ribadito anche ieri il capogruppo Romeo, “vorremmo anche noi introdurre delle proposte migliorative”. Nel senso leghista del termine, ça va sans dire.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 6 febbraio 2025
L’ipotesi di rivedere il testo, auspicata dall’ex segretario di “Mi” Racanelli, non seduce neppure il suo gruppo. Musolino, “Md”: “No a trattative al ribasso”. La partita sulla separazione delle carriere non è affatto chiusa. Fonti parlamentari riferiscono che Forza Italia sarebbe pronta a riproporre l’emendamento che sopprime dal testo il sorteggio per la scelta dei componenti laici nei due Csm, previsti dalla modifica dell’ordinamento giudiziario. L’emendamento era stato già proposto alla Camera ma poi le altre forze di maggioranza e lo stesso guardasigilli Carlo Nordio avevano indotto il partito di Antonio Tajani a ritirarlo. Adesso gli azzurri sarebbero pronti anche ad allungare di un mesetto il processo riformatore (qualora ci fosse una modifica a Palazzo Madama, bisognerebbe ritornare alla Camera e poi terminare con gli altri due passaggi previsti per le riforme costituzionali) pur di portare a casa il risultato. Avrebbero l’appoggio anche di FdI, come ci spiega il senatore Sergio Rastrelli: “Il sorteggio è l’unico sistema valido per superare definitivamente il verminaio correntizio che ha caratterizzato fino ad oggi il sistema giudiziario italiano, determinando una intollerabile mortificazione della giurisdizione. Solo il sorteggio - prosegue - può infatti restituire autonomia e indipendenza ad ogni singolo magistrato, e sottrarlo alla morsa del condizionamento dei centri di potere e di pressione che hanno sinora caratterizzato il Csm. È evidente che questo ragionamento vale solo per la componente togata, mentre per quanto attiene alla componente laica si tratta di una scelta assolutamente non obbligata, né sul piano della legittimità costituzionale né sotto il profilo della valutazione politica”. Conclude quindi Rastrelli: “Nella proficua dialettica interna al centrodestra, si è scelto sinora di blindare il testo per evitare uno slittamento nei tempi di una riforma che è tanto essenziale quanto urgente per il futuro dell’Italia. Anche in Senato valuteremo attraverso quale formula tecnica raggiungere il punto di equilibrio: personalmente, ritengo vada ribadita con forza la funzione irrinunciabile del Parlamento nella individuazione dei membri laici”.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 6 febbraio 2025
Il Presidente del Consiglio nazionale forense esprime le preoccupazioni della categoria su: digitalizzazione, AI, sinteticità atti, costi di accesso alla giustizia ed applicazione dell’equo compenso. Ferma contrarietà dell’Avvocatura ai modelli digitali obbligatori per gli atti; limiti stringenti all’utilizzo della IA da parte dei giudici e forte preoccupazione della categoria per le sanzioni previste in caso di sforamento dei limiti agli atti difensivi. Ma anche un grido d’allarme per i costi eccessivi dell’accesso alla giustizia amministrativa, che, per esempio, in materia di appalti non ha eguali nel mondo, arrivando ad alterare la concorrenza tra imprese. E ancora prudenza nel passaggio al nuovo portale telematico, mantenendo più a lungo un doppio binario e partecipazione degli avvocati al governo della giurisdizione amministrativa. Infine, un altro cavallo di battaglia dei legali che continua a trovare degli inciampi: l’equo compenso va applicato in tutti i contratti pubblici. È breve ma denso di contenuti l’intervento del Presidente del Consiglio nazionale forense, Francesco Greco, alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario e di presentazione della “Relazione sull’attività della Giustizia Amministrativa”, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, e delle più alte cariche dello Stato.
di Silvia Trovato
cesvot.it, 6 febbraio 2025
Il lavoro svolto dai detenuti in Toscana rappresenta una leva fondamentale per il reinserimento sociale, contribuendo a restituire dignità e a ridurre il rischio di recidiva. In Toscana, grazie alla collaborazione tra istituzioni, associazioni e imprese locali, il lavoro carcerario sta assumendo un ruolo sempre più centrale nel percorso di riscatto di molte persone private della libertà. Questo sistema si basa sulla Legge Smuraglia (n. 193/2000), che incoraggia le aziende ad assumere detenuti mediante sgravi fiscali e agevolazioni, rendendo vantaggiosa l’assunzione sia a livello economico sia etico. Un attore fondamentale di questo processo è “Seconda Chance”, associazione che lavora attivamente per presentare alle imprese i benefici della Legge Smuraglia e le opportunità di inserimento dei detenuti, promuovendo un approccio di sensibilizzazione “porta a porta”. Tra il 2022 e oggi, grazie agli interventi dell’associazione “Seconda Chance” in Toscana più di 40 detenuti hanno avuto opportunità lavorative, con una dozzina di aziende che hanno accolto i lavoratori provenienti dalle carceri regionali. Molte imprese hanno risposto positivamente, non solo per le agevolazioni, ma anche per l’opportunità di rafforzare il valore etico della loro attività e contribuire al reinserimento sociale dei detenuti. Queste iniziative si concentrano spesso nelle aree vicine ai centri di detenzione, favorendo una maggiore facilità di accesso e logistica per i detenuti ammessi al lavoro esterno.
di Andreina Baccaro
Corriere di Bologna, 6 febbraio 2025
Cavalieri e Ianniello incontreranno il capo del Dipartimento della giustizia minorile. Dopo l’allarme dei sindacati della penitenziaria, si fanno sentire anche i garanti delle persone private della libertà personale sull’ipotesi di allestire in un’area del carcere della Dozza, una sezione separata dove convogliare una settantina di giovani detenuti, cioè reclusi tra i 18 e i 25 anni, da vari istituti penali minorili, per liberare spazio in questi. “Si è appreso da fonti sindacali di un’inedita soluzione organizzativa per fronteggiare a livello nazionale l’attuale sovraffollamento negli istituti penali per i minorenni che consisterebbe nel concentrare 60-70 ragazzi giovani adulti all’interno di una sezione detentiva della casa circondariale di Bologna, separati dalla popolazione detenuta adulta”. Lo scrivono in una nota congiunta Roberto Cavalieri e Antonio Ianniello, garanti delle persone private della libertà personale rispettivamente dell’Emilia - Romagna e di Bologna, esprimendo “enormi perplessità e grave preoccupazione” se questa opzione venisse confermata. I due garanti hanno già incassato la fissazione di un incontro con il capo del dipartimento della giustizia minorile del Ministero Antonio Sangermano, per la prossima settimana. Segno che la prospettiva è tutt’altro che remota, e anzi sarebbe imminente, visto che il direttore del Pratello avrebbe già avuto mandato di lavorare a una possibile squadra di operatori (educatori e polizia penitenziaria).
Il Fatto Quotidiano, 6 febbraio 2025
Nordio ha inviato il Provveditore regionale nel carcere di Parma dopo la denuncia di uno stomizzato su gravi carenze di cure e condizioni di vita inadeguate, oltre a difficoltà nell’uscire dalla cella con la carrozzina. Pasquale Quagliariello, 68 anni, lo aveva raccontato al Fatto. La Garante dei detenuti, Veronica Valenti, evidenzia che si tratta di un paziente oncologico che ha chiesto di essere trasferito a Bologna per ricevere cure dai medici di fiducia e garanzie di riabilitazione, richiesta negata. “Un anno fa la Cedu ha condannato l’Italia per la mancanza di fisioterapia intensiva nel carcere di Parma, un altro ricorso è pendente. Le stesse criticità sull’insalubrità dei luoghi di cura sono state segnalate da altri detenuti della stessa sezione per ben due volte, anziani e pluripatologici, ora all’attenzione della magistratura di sorveglianza”. Parma conta più di 250 detenuti in carico al Ssn, a fronte di una sezione Sai che può ospitare 16 persone e una per paraplegici da 9 posti. Vi sono poi 54 malati oncologici e i casi acuti sono in aumento.
- Palermo. Al Pagliarelli vietati pacchi alimentari e giacche in pile, detenuti in sciopero della fame
- Novara. “Dare un futuro dopo la pena: la città si accorga del suo carcere”
- Cagliari. Detenuti e figli minori, al via il progetto “Liberi dentro per crescere fuori”
- Milano. “Giustizia riparativa, ipotesi che sta diventando realistica”
- Bari. All’Ipm Fornelli la piccola scuola di teatro (in) carcere









