di Giulio Cavalli
La Notizia, 5 ottobre 2024
Il Pd all’attacco: “Nomina fuorilegge”. Il ministro Nordio ha trovato il suo uomo per vigilare sui diritti dei detenuti: Riccardo Turrini Vita, fresco di nomina come Garante nazionale. Un curriculum impeccabile, non c’è che dire. Vent’anni di onorato servizio nei meandri del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, culminati con la vicedirezione del Dipartimento per la giustizia minorile. Chi meglio di lui può conoscere le dinamiche carcerarie? Certo, qualche malizioso potrebbe far notare che la legge prevede esplicitamente che il Garante non sia un dipendente pubblico. Ma si sa, le leggi in Italia si prestano alle più svariate interpretazioni. E quella data da Nordio è chiara: l’esperienza vale più della forma.
di Massimo Biagini
Famiglia Cristiana, 5 ottobre 2024
Pubblichiamo il racconto di Matteo Biagini, il vincitore del premio letterario “Carlo Castelli”, rivolto ai detenuti delle carceri e promosso dalla Federazione nazionale Società San Vincenzo de Paoli. Si intitola “Sì, c’è ancora un domani” ed è una lettera aperta alla propria coscienza.
di Angela Stella
L’Unità, 5 ottobre 2024
I giuristi: “Opera in funzione essenzialmente simbolico-comunicativa, senza che ciò significhi assicurare strumenti più efficaci nella tutela della sicurezza”. A bocciare il ddl sicurezza, al momento in discussione nella commissione del Senato, ci ha pensato anche l’Associazione italiana dei professori di diritto penale. In un documento diffuso ieri, i giuristi, presieduti da Marco Pelissero, sostengono in premessa che “le norme che intervengono in materia penale sono espressione di un ricorso al diritto penale in chiave simbolica di rafforzamento della sicurezza pubblica che, assunta ad oggetto diretto della tutela penale, implementa una linea di politica criminale che prosegue quella già tracciata dall’avvio della legislatura”.
di Andrea Carugati
Il Manifesto, 5 ottobre 2024
Corte costituzionale Camere riunite per l’ottavo scrutinio per un giudice costituzionale. I messaggi ai deputati di Fdi, Lega e FI: “Presenza obbligatoria”. Tra i favoriti due nomi vicini a Fdi: Francesco Marini, padre del premierato, e Carlo Deodato, segretario generale di palazzo Chigi. La maggioranza punta a raccattare i 363 voti necessari per l’elezione senza coinvolgere le opposizioni. Un messaggio perentorio apparso ieri sui telefoni dei parlamentari di Fdi smuove la palude che dura ormai da 11 mesi sull’elezione del giudice mancante della Corte costituzionale. Le camere si riuniranno martedì alle 12.30 per l’ottava votazione, dopo sette andate a vuoto da novembre 2023, per rimpiazzare Silvana Sciarra. “Non sono ammesse assenze da parte di alcun deputato (vale anche per ministri, viceministri e sottosegretari)”, si legge nel messaggio partito dai vertici di Fdi. “Eventuali missioni - si precisa - vanno rimandate o annullate” e così anche “eventuali impegni - istituzionali e/o politici - già assunti”. Vista l’aria che tira sui treni, con ritardi record, si raccomanda di “organizzare il viaggio in modo di essere presenti alla Camera con largo anticipo”.
di Ruggiero Montenegro
Il Foglio, 5 ottobre 2024
“Evitate missioni e altri impegni di ogni genere. Presenza inderogabile”, è il messaggio recapitato dai leader di governo ai propri parlamentari, annunciando che l’intesa sul nome è stato trovato. Martedì il Parlamento in seduta comune proverà a elegge il nuovo giudice della Corte costituzionale. In pole position due nomi vicini alla premier Giorgia Meloni. Salgono le quotazioni di Francesco Saverio Marini, soprattutto, e di Carlo Deodato. Dopo mesi di stallo, l’accelerata sul nuovo giudice della Corte costituzionale è arrivata ieri: “Colleghi per il voto di martedì evitate missioni e altri impegni di ogni genere”. A colazione squilla il telefono dei parlamentari di maggioranza, dai piani alti arriva l’ordine di scuderia. Lo manda Fratelli d’Italia, ma arriverà anche agli alleati. “I leader della coalizione hanno deciso di esprimere una indicazione che dovrà avere il massimo sostegno per arrivare al quorum prescritto. Seguiranno i dettagli. Nell’attesa va confermata la presenza inderogabile”.
di Luigi Ferrarella
Corriere della Sera, 5 ottobre 2024
Il ministro Nordio li incriminò per i domiciliari concessi all’imprenditore, poi fuggito. Il contenuto di una motivata decisione giudiziaria, giusta o sbagliata che a posteriori il governo la ritenga, non può dare luogo a responsabilità disciplinare dei giudici che l’hanno adottata, come invece per la prima volta il ministro Carlo Nordio aveva chiesto quando aveva fatto mettere sotto processo disciplinare i tre giudici della Corte d’Appello milanese Monica Fagnoni, Micaela Curami e Stefano Caramellino (assolti venerdì dal Consiglio Superiore della Magistratura) per la loro asserita “grave e inescusabile negligenza” in una ordinanza: quella che il 25 novembre 2022 concesse gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico al 40enne imprenditore russo Artem Uss, fermato il 17 ottobre a Malpensa su richiesta americana di estradizione e nell’attesa trattenuto in carcere 40 giorni prima dei domiciliari, dai quali dopo 4 mesi evase grazie a un commando dell’Est di cui l’inchiesta del pm Giovanni Tarzia ha individuato sei membri (tre hanno patteggiato). Il ministro contestava all’intero collegio (altra prima volta) di aver deciso “senza prendere in considerazione” circostanze che, indicate nel parere contrario del 21 novembre 2022 della procuratrice generale milanese Francesca Nanni, “se opportunamente ponderate, avrebbero potuto portare a una diversa decisione”.
di Barbara Todesco
Corriere del Veneto, 5 ottobre 2024
Aperta un’inchiesta sulle cause, probabile suicidio. Recluso in carcere con l’accusa di stalking dopo che per giorni aveva perseguitato una ragazzina con cui aveva avuto una breve relazione, inondandola di telefonate piene di insulti e minacce. “Se ti trovo te la faccio pagare” aveva continuato a ripetere per giorni alla sua giovanissima ex, che non aveva mai trovato la forza di denunciare le angherie a cui era sottoposta da quando la loro storia era finita. L’aveva “bombardata” di telefonate per giorni, minacciando lei e la sua famiglia. Fino allo scorso lunedì quando qualcosa è cambiato: l’uomo l’aveva raggiunta e fermata alla stazione dei treni di Bassano arrivando a sputarle in faccia. Solo l’intervento di un passante è riuscito a metterlo in fuga, consentendo alla ragazzina di rifugiarsi a casa.
di Giulia Marro
lavocediasti.it, 5 ottobre 2024
La Consigliera regionale di Avs (Alleanza Verdi Sinistra) Giulia Marro ha recentemente effettuato una visita ispettiva alla casa circondariale di Asti, rivelando una situazione complessivamente migliore rispetto ad altre strutture, ma non priva di criticità. Tra i punti di forza emergono le condizioni di vita dei detenuti e la qualità dell’edificio, mentre le principali problematiche riguardano la carenza di personale del Serd e la scarsa presenza di opportunità lavorative per i detenuti.
di Mario Ferrari
La Nazione, 5 ottobre 2024
Uno solo condannato per lesioni. Un agente della penitenziaria finì in ospedale. Inizialmente erano dieci sotto processo. Poi uno degli accusati fece il rito abbreviato in sede di udienza preliminare (assolto). Ieri mattina è terminato, davanti al collegio, il procedimento per la maxi rissa in carcere nei giorni tragici della primissima emergenza Covid. Era la sera del 9 marzo 2020, l’anno terribile. Volanti, gazzelle e mezzi della penitenziaria si riunirono davanti all’entrata della casa circondariale Don Bosco di Pisa. Un via vai di sirene in serata. Agenti e carabinieri furono impegnati nel bloccare la protesta, per fortuna sedata velocemente, che si sarebbe potuta allargare anche all’esterno. La rivolta, in quei giorni, era in corso in molti istituti nazionali, ma a Pisa fu subito stoppata. I detenuti, in lotta per i colloqui sospesi con i familiari e i permessi bloccati per l’emergenza Coronavirus, avevano bruciato anche alcuni suppellettili e della mobilia, in un solo blocco. La penitenziaria aveva evitato che la protesta si allargasse: un agente era rimasto però ferito ed era finito in ospedale. E, dopo un’ora circa, le forze dell’ordine erano rientrate.
milanotoday.it, 5 ottobre 2024
Il tesoriere dei Radicali, Filippo Blengino, ha visitato i due istituti penitenziari nella giornata di venerdì 4 ottobre. “Al Beccaria c’è un tasso di sovraffollamento del 147%, un dato record che simboleggia la gravità della situazione in cui versano i nostri istituti. C’è una preoccupante carenza di educatori: solo 9 in servizio su un organico previsto di 21.” Lo ha fatto sapere il tesoriere dei Radicali italiani Filippo Blengino che nella giornata di venerdì 4 ottobre ha visitato il penitenziario minorile milanese. “Il nuovo personale, dopo la sospensione degli agenti indagati per tortura, sta cercando di rilanciare un istituto che è stato colpevolmente abbandonato dallo Stato: mancano le comunità sul territorio e i percorsi alternativi”, ha rimarcato il tesoriere dei Radicali.
- Bergamo. La lettera di Mattarella ai detenuti
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