di Vittorio Alessandro*
L’Unità, 1 ottobre 2024
Il ddl Sicurezza approvato alla Camera, e ora in attesa di voto al Senato, costituisce una sfida odiosa alla nostra vita civile. Il governo, che contava fra i suoi programmi la mitigazione dei reati e delle pene, li moltiplica, invece, rivolgendosi con particolare accanimento verso le fasce più deboli della società. Nel disegno di legge risaltano in modo particolare le norme che puniscono severamente le manifestazioni di protesta, anche quando espresse in forma di resistenza passiva, cioè senza alcun uso della violenza. Da più parti si è levato l’allarme nei confronti di questa previsione che cancellerebbe un modo di vivere nella comunità radicata nel primo cristianesimo, nell’opposizione indiana al dominio britannico, nelle lotte per i diritti civili. Ha detto Luigi Manconi a Il Cavallo e la Torre: “Si tratta di una involuzione autoritaria e illiberale. La resistenza passiva è un’acquisizione di intelligenza, di maturità, di libertà”.
di Errico Novi
Il Dubbio, 1 ottobre 2024
La Cassazione solleva una questione di legittimità sulle regole del 2011. Da ormai un anno giace inerte alla Camera una proposta di Forza Italia per riportare nel perimetro della Costituzione le norme su sequestri e confische antimafia. Tutto tace: la commissione Giustizia di Montecitorio e in generale il centrodestra si sono ben guardati dal calendarizzare una proposta capace sì di restituire un principio di civiltà all’ordinamento, ma evidentemente sgradita alla magistratura.
ecodellojonio.it, 1 ottobre 2024
La consigliera regionale di maggioranza: “La nostra attenzione e sensibilità è senza precedenti”. “Con il Presidente Roberto Occhiuto, l’attenzione e la sensibilità dell’istituzione regionale nel suo complesso, rispetto all’esigenza di innalzamento complessivo della qualità delle strutture penitenziarie, non ha precedenti. È quanto ha sottolineato la Presidente della Terza Commissione sanità, attività sociali, culturali e formative del Consiglio Regionale Pasqualina Straface, nel corso dell’audizione odierna del Garante regionale dei diritti delle persone detenute o provate della libertà, l’avvocato Luca Muglia”.
garantedetenutilazio.it, 1 ottobre 2024
“Fuoco, fumo, tetto sfondato e tegole lanciate sulla strada”, così la Garante di Roma Capitale, Calderone, che si è recata subito sul posto. “L’immagine dell’VIII sezione di Regina Coeli in fiamme è la metafora di un sistema penitenziario privo di bussola: morti, proteste e devastazioni sono all’ordine del giorno. Così non si può continuare. Bisogna riaprire le porte alla speranza che sola garantisce una serena convivenza in carcere. Ridurre la popolazione detenuta e offrirle migliori opportunità di assistenza, formazione e reinserimento sociale. Tutto il contrario dell’illusione repressiva contenuta nel ddl sicurezza che prevede come reato anche la disobbedienza nonviolenta”.
di Natascia Grbic
fanpage.it, 1 ottobre 2024
È stata assolta Lorena Bianchi, la psichiatra del carcere di Rebibbia accusata di omicidio colposo per la morte di due fratellini, uccisi dalla madre detenuta nel reparto nido del penitenziario. La procura aveva chiesto due anni e nove mesi di carcere. Secondo l’accusa, Bianchi non aveva visitato la donna per ben tre volte, nonostante le sollecitazioni della vice direttrice del carcere, allertata dal comandante del reparto e dal personale del nido. Alice Sebesta, che già dal giorno dopo il suo arresto aveva dato segni di forte squilibrio mentale, ha ucciso i suoi figli lanciandoli dalla tromba delle scale: la piccola di sei mesi è morta sul colpo mentre il più grande pochi giorni dopo all’ospedale Bambino Gesù di Roma. Subito dopo averli aggrediti, Sebesta ha cominciato a urlare “Li ho liberati!”. Assolta per vizio totale di mente dall’accusa di omicidio, dovrà comunque scontare quindici anni in una Rems, struttura sanitaria di accoglienza per gli autori di reato affetti da disturbi mentali.
di Giuseppe Maiorana
sondriotoday.it, 1 ottobre 2024
È Marco Racchetti il nuovo Garante dei detenuti del carcere di Sondrio: la sua elezione è avvenuta a Palazzo Pretorio, nel corso dell’ultima seduta del consiglio comunale del capoluogo, con 26 voti favorevoli e due schede bianche. Racchetti aveva presentato la sua candidatura a luglio, come aveva rivelato il sindaco Marco Scaramellini sempre nel corso della seduta del consiglio comunale di due mesi fa e poi la sua volontà era stata ufficializzata nelle scorse settimane. Ora l’elezione effettiva per questo importante e delicato ruolo che ha soddisfatto sia gli esponenti della maggioranza si quelli della minoranza: “Grazie a Marco Racchetti per la disponibilità - ha sottolineato il sindaco Marco Scaramellini. Il ruolo che va a ricoprire è dedicato, ma Racchetti è una persona particolarmente attenta e competente e siamo sicuri possa ricoprirlo al meglio”.
La Nazione, 1 ottobre 2024
L’ispezione della Camera penale con il garante, giovani avvocati e il presidente del Consiglio Mazzeo. L’acqua calda che spesso non c’è, le strutture più volte detto “fatiscenti”, con l’intonaco che cade, celle strette, ma soprattutto affollate. Perché nella casa circondariale Don Bosco di Pisa ci sono quasi 100 detenuti in più rispetto al limite previsto. I numeri sono stati dati alla fine di una visita ispettiva da parte della Camera penale di Pisa per il progetto “Ristretti in agosto”, promosso dall’osservatorio carcere dell’Unione Camere Penali Italiana, la referente locale è l’avv Chiara Benedetti.
agensir.it, 1 ottobre 2024
Verona si prepara ad accogliere, venerdì 4 e sabato 5 ottobre, la nuova edizione del Premio letterario “Carlo Castelli”, un concorso dedicato ai detenuti degli istituti penitenziari italiani, inclusi i minorili. L’evento, organizzato dalla Federazione nazionale italiana Società di San Vincenzo De Paoli Odv, Settore Carcere e devianza, ruota intorno al tema “Perché? - Ti scrivo perché ho scoperto che c’è ancora un domani”. Un titolo che invita a riflettere sul valore della speranza e sul riscatto possibile. “Nel cuore di ogni persona si nasconde una storia, un intreccio di esperienze e sentimenti che, nella scrittura, trova il suo più profondo strumento di espressione”, afferma la presidente della Federazione nazionale, Paola Da Ros, introducendo il volume che raccoglie i racconti dei finalisti, che saranno premiati nella casa circondariale di Montorio (Verona).
di Simone Bacchetta
Il Fatto Quotidiano, 1 ottobre 2024
“È davvero un bell’impegno, ma estremamente gratificante. E poi mi diverto”. Gigi Bertoletti, cremonese, 76 anni ex litografo, una vita nell’ambito calcistico locale, racconta a ilfattoquotidiano.it la sua esperienza di allenatore di calcio dei detenuti del carcere di Cà del Ferro, a Cremona. Tutto ha inizio quando viene interpellato dalla sezione locale Uisp (Unione italiana sport per tutti): “Era il 2003, mi hanno proposto di portare in carcere la mia lunga esperienza nel mondo del calcio dentro al carcere. Prima di me ci aveva provato un amico ma ha resistito solo pochi giorni. Io ho accettato subito ed oggi sono sempre più fiero di averlo fatto”.
di Marco Bracconi
La Repubblica, 1 ottobre 2024
Da quando è ragazzino entra ed esce da comunità e carceri. Storie da rap. Ora che i conti con la giustizia sono, forse, in pari, le porta in tour. Ma c’è un problema: “Gli adulti. Li vivo come un nemico”. “Qualunque cosa accada, sarò sempre libero di essere ciò che sono”. È una frase impegnativa per un ragazzo di ventitré anni, anche se si chiama Baby Gang, il rapper italiano più ascoltato in Europa e il più immortalato - finora - dalle cronache giudiziarie. L’avverbio è d’obbligo perché Zaccaria Mouhib, italiano di origine marocchina, 31 dischi d’oro e platino nel borsello e due miliardi di streaming, adesso è un uomo libero. A parte un processo per assembramento durante il lockdown, con la giustizia i conti sono in pari e forse è la prima volta che gli succede da quando aveva dodici anni e già viveva ‘mmiez ‘a via, in fuga da una comunità o l’altra, accompagnato “ai negri africani mica quelli americani”, come canta nel feat di Paradiso artificale di Tedua. “Io ci sono cresciuto assieme a loro, per questo sono l’unico bianco che può permettersi di chiamarli così”, dice guardando il manager Marilson, cittadinanza italiana e pelle scura come il carbone.
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