di Mauro Armanino*
Il Fatto Quotidiano, 10 giugno 2024
Buongiorno Mauro, è vero, da due mesi è vietato agli africani (neri) di prendere i bus delle grandi distanze e i treni. All’interno delle città ciò è più o meno tollerato. Quanto ai taxi in città e fuori, ciò resta un pericolo. Infatti l’autista rischia il ritiro della patente e il passeggero l’arresto e la deportazione alla frontiera col Niger.
di Chiara Catone
La Discussione, 10 giugno 2024
Leonard Peltier, attivista nativo americano e prigioniero federale, continua a proclamare la propria innocenza per gli omicidi di due agenti dell’FBI avvenuti quasi 50 anni fa. Lunedì affronterà la sua prima udienza per la libertà condizionale in 15 anni. L’avvocato di Peltier, Kevin Sharp, ha affermato che il suo cliente, 79 anni, è “di buon umore” in vista dell’udienza presso il Federal Correctional Complex Coleman in Florida. Tra coloro che ne hanno chiesto il rilascio, Papa Francesco, il Dalai Lama, Nelson Mandela e Desmond Tutu. Sharp sottolinea che l’età avanzata di Peltier, il suo comportamento non violento in prigione e le sue condizioni di salute peggiorate dovrebbero essere considerati nella decisione sulla libertà condizionale. Durante l’udienza per la libertà condizionale del 2009, un funzionario dell’FBI ha sostenuto che il tempo non ha attenuato “la brutalità dei crimini” e che Peltier ha distorto i fatti.
di Sara Cariglia
it.insideover.com, 9 giugno 2024
Mentre va in scena il balletto delle carceri della “follia” al grido di “sono i nuovi manicomi”, un plotone di giovani carcerati si asserragliano per qualche ora, minacciando azioni aggressive, in un’ala dell’istituto penale per minorenni Cesare Beccaria di Milano, già scosso dagli arresti e dalle sospensioni di 21 agenti, portati in cella perché accusati di pestaggi e torture nei confronti di minori autori di reato. Abbiamo raggiunto lo storico cappellano don Gino Rigoldi. Che avvisa tutti: “Io sono un prete cattolico, ho il segreto sacramentale, ma non sono abituato né a tacere né a ubbidire”.
L’Azione, 9 giugno 2024
Grazie alla Chiesa italiana e all’Ispettorato generale dei cappellani delle carceri. Ricordiamo le parole che papa Francesco ha rivolto ai detenuti nella residenza di Santa Marta nell’ottobre 2021: “Chi ha sbagliato non resti sbagliato”. Non sono parole casuali o di rito, non sono nemmeno parole riferite unicamente ai detenuti, ma all’intera collettività: è responsabilità di tutti offrire un soffio di speranza a chi risiede nell’ombra affinché possa tornare, un passo dopo l’altro, a camminare nella luce.
di M. Elisabetta Gramolini
agensir.it, 9 giugno 2024
Per riparare a un danno non basta solo la volontà di chi l’ha commesso, ma serve anche la disponibilità ad accogliere da parte di chi il torto l’ha subito. Da questa base partono le fondamenta della giustizia riparativa, recentemente regolata dalla riforma Cartabia, sulla quale la Caritas italiana ha dedicato un percorso costituito da più tappe in varie parti di Italia. Alcune delle iniziative sono state illustrate in apertura del convegno promosso dalla stessa Caritas, in programma fino a oggi a Roma, in cui non sono state tralasciate le criticità,
di Simona Musco
Il Dubbio, 9 giugno 2024
Il record di Nino Di Matteo: l’unico senza una presidenza nell’intero quadriennio. Poi c’è quello dell’avvocato ligure: tante commissioni per tenerlo “occupato”. “Sì al sorteggio”. “Confermo tutto. Anche nei miei punti su una possibile riforma del Csm c’è il sorteggio per la composizione delle commissioni”. Il commento è di Stefano Cavanna, ex membro laico del Csm. E ciò che conferma è la lottizzazione delle Commissioni al Consiglio superiore della magistratura, dove l’ultimo turnover ha confermato la geografia delle correnti, penalizzando l’unico indipendente (insieme ad un altro agguerrito magistrato, Roberto Fontana) del Consiglio, Andrea Mirenda, “confinato” in una sola Commissione come semplice componente. La si potrebbe chiamare la solitudine dei senza corrente, parafrasando Paolo Giordano. Un po’ com’era successo anche a Nino Di Matteo nel corso della scorsa consiliatura, l’unico consigliere - e non a caso il più agguerrito tra i togati in Consiglio - al quale non è mai stata attribuita una presidenza di Commissione, nonostante la disponibilità manifestata dallo stesso a presiedere la Prima - quella per le incompatibilità - o la Quinta - quella dove si decidono le nomine. Commissione, quest’ultima, molto calda nel periodo in cui il pm palerminato si trovava a Palazzo Bachelet, dopo la devastazione portata dall’affaire Palamara (che cambiò profondamente gli equilibri di quella consiliatura) e nella quale, alla fine, non fu neppure inserito come componente. La battaglia contro gli accordi spartitori, dunque, Di Matteo se la giocò tutta in plenum, dove assieme al consigliere Sebastiano Ardita ha sempre denunciato - talvolta scontrandosi con i colleghi - ipotesi di inciuci e logiche correntizie. E fu suo il “merito” di svelare il caso verbali, dopo l’invio di un plico anonimo con le dichiarazioni dell’avvocato esterno di Eni Piero Amara.
di Giovanni Fiorentino
La Nazione, 9 giugno 2024
La cerimonia ieri con le associazioni Il Granello di Senape, Libera e altri volontari. Un esempio e un monito per la giustizia. All’iniziativa anche il vescovo Tardelli. Nel pomeriggio di ieri, presso l’associazione il Granello di senape, ha avuto luogo l’iniziativa “Il Giardino della memoria e il ricordo di Paola Clemente”, in via Collegigliato 36. Il Giardino della memoria nasce nel 2014 dall’incontro dell’associazione il Granello di Senape con Libera Pistoia e dalla volontà di dedicare uno spazio alla memoria delle vittime innocenti delle mafie, non solo a quelle più note ma anche a quelle più sconosciute e dimenticate. Ogni associazione, dopo aver donato una pianta intitolata ad una vittima, ha il compito di curarla e farla crescere nel tempo. Quest’anno la “cura del Giardino” è stata dedicata a Paola Clemente, bracciante agricola pugliese vittima di caporalato, morta il 13 luglio 2015 a soli 49 anni, per la quale memoria è stata donata una pianta dal Coordinamento Donne Spi Cgil Pistoia. La memoria dunque non vuole essere soltanto commemorazione ma anche stimolo alla consapevolezza e all’impegno nel presente a partire dall’esempio di chi è stato ucciso. La messa a dimora delle piante è stata realizzata inizialmente con la collaborazione dell’allora Corpo Forestale e ha coinvolto, oltre a Il Granello di Senape e Libera, anche altre associazioni, tra le quali Amici Di Francesco, Associazione Palomar, Legambiente, Parrocchia di Santomato, Associazione L’Acqua Cheta e i Giovani di Libera Pistoia. Dopo i saluti iniziali, a cui ha preso parte anche il vescovo di Pistoia Fausto Tardelli, sono state brevemente ripercorse le storie delle vittime alle quali è intitolato per ognuna un albero da frutto, per poi arrivare al momento della donazione della pianta in ricordo di Paola Clemente da parte della Coordinamento Donne Spi Cgil Pistoia.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 9 giugno 2024
Lo ha stabilito la Corte di cassazione, sentenza n. 22854/2024, affermando un principio di diritto. Più garanzie per l’imputato di ottenere il beneficio del gratuito patrocinio in caso di presentazione di una dichiarazione di reddito sotto soglia. La Corte di cassazione, sentenza n. 22854/2024, affermando un principio di diritto, ha infatti chiarito che il tribunale non può ritenere la dichiarazione inattendibile semplicemente perché il richiedente “sarebbe gravato da carichi pendenti per reati contro il patrimonio” peraltro “non meglio indicati” e perché non è statO depositato il “certificato del casellario giudiziale”. Per la IV Sezione penale non si tratta di “specifici ed oggettivi elementi fattuali” di portata tale “da far ritenere che l’imputato percepisse redditi illeciti nel corso dell’anno 2019”.
retesei.com, 9 giugno 2024
L’appello dei Garanti territoriali delle persone private della libertà personale della Regione Campania del garante regionale Samuele Ciambriello, dei garanti provinciali di Avellino Carlo Mele e di Benevento Patrizia Sannino e del garante comunale di Napoli Don Tonino Palmese, dopo la loro riunione, in vista della Conferenza dei Garanti territoriali d’Italia del prossimo 11 giugno a Roma, per fare luce sull’emergenza delle carceri campane ed elencare alcune proposte concrete per le criticità più preoccupanti: dal sovraffollamento, al numero dei suicidi e agli atti di autolesionismo, alla presenza dei detenuti tossicodipendenti e malati di mente nelle carceri campane. La prima preoccupazione riguarda le detenute del carcere di Pozzuoli, evacuate a seguito del fenomeno sismico.
di Vincenzo Falci
castelloincantato.it, 9 giugno 2024
Omicidio colposo e mancata vigilanza. Sono le contestazioni che pendono su un dirigente di carcere e un medico per una morte in cella. Quella di un detenuto nisseno. Parentesi che vedrà sul banco degli imputati la direttrice della casa di reclusione di Augusta e il medico dell’istituto - assistiti dagli avvocati Valerio Vancheri, Massimo Vitale e Michelangelo Mauceri - i soli sui quattro iniziali indagati per i quali è stata disposta l’apertura di un processo. Tutto ruota attorno al decesso del quarantenne nisseno Emanuele Puzzanghera, indicato come “detenuto fragile”, che s’è tolto la vita in carcere la sera del 14 maggio 2021. Un proposito che, in qualche modo, durante qualche colloquio avrebbe anche manifestato.
- Firenze. “Città e carcere, serve senso di comunità”
- Pavia. Il carcere “in condizioni igienico-sanitarie drammatiche”. Il rapporto choc di Antigone
- Firenze. Elezioni amministrative, don Vincenzo Russo: “Nessuno parla del carcere”
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