di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 9 giugno 2024
A colloquio con il nuovo arcivescovo Gambelli e l’imam di Sollicciano Al Zeqri. Il nuovo arcivescovo di Firenze Gherardo Gambelli e l’imam di Sollicciano Hamdan Al Zeqri dialogano sul carcere e sulla necessità di riportare la speranza in cella, a partire dalle profonde criticità del penitenziario fiorentino. Un luogo conosciuto da entrambi visto che Gambelli è stato cappellano per alcuni mesi prima di essere nominato arcivescovo. Nella prima intervista rilasciata nella sua nuova veste di arcivescovo, Gambelli, prima di affrontare il tema carcere, si sofferma brevemente sulla città in senso più ampio.
di Manuela D’Alessandro
agi.it, 9 giugno 2024
Celle sovraffollate, con ridotta aerazione e illuminazione. In alcune è forte l’odore di urina. E poi ci sono i detenuti con problemi psichici abbandonati a se stessi. Il carcere di Pavia, dove dall’inizio dell’anno già due persone si sono tolte la vita, si trova “in condizioni di sovraffollamento e igienico-sanitarie drammatiche”. Lo riferiscono gli esponenti dell’Osservatorio Antigone che hanno visitato la struttura, evidenziando quei casi in cui la dignità dei detenuti sarebbe violata.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 9 giugno 2024
“Nei programmi presentati dai vari candidati a sindaco e nelle intenzioni propagandate dai vari partiti politici a loro sostegno, non si è mai fatta vera menzione di Sollicciano. Eppure qui, ogni giorno, come più volte i mezzi di informazione hanno rilevato, si consuma una “morte per pena”, generata da condizioni di detenzione al limite dell’indescrivibile”. Sono le parole di don Vincenzo Russo, responsabile dell’Ufficio diocesano per la pastorale in carcere ed ex cappellano del penitenziario fiorentino. Secondo don Russo “è difficile accettare che, nel momento in cui ci si presenta quali possibili nuovi amministratori della città di Firenze, non si riservi alcuno spazio né parola per il carcere, parte integrante della stessa città. Nessuno conosce quali siano gli impegni che i vari partiti politici intendano assumere nei confronti di Sollicciano o quali progetti intendano mettere in campo per porre fine alla sua disastrosa situazione in cui lì vivono le persone detenute. È ovvio che si cerchi di evitare con cura ciò che non attira consenso, ciò che non interessa ai più; ma questa cosa è ingiusta e inaccettabile”.
di Luigi Nessi
ecoinformazioni.com, 9 giugno 2024
La visita di un deputato e un senatore di Alleanza Verdi e Sinistra al Carcere del Bassone il 7 giugno ha riportato alla luce le problematiche di quel luogo: sovraffollamento, mancanza di organico nella Polizia penitenziaria, carenze a livello sanitario, e soprattutto la scarsità di personale educativo. Questo personale dovrebbe impegnarsi affinché le persone recluse, come stabilito dalla nostra Costituzione, possano rientrare nella società dopo aver scontato la propria pena. Nonostante queste criticità, l’impegno continuo di chi lavora in queste condizioni non viene mai meno.
di Maurizio Costanzo
La Nazione, 9 giugno 2024
Al Museo Galileo il progetto “Musei dentro e fuori” che ha l’obiettivo di creare una sinergia fra il carcere e la città passando attraverso la scuola e i luoghi della cultura. Prosegue per il quarto anno consecutivo il progetto “Musei dentro e fuori”, nato dalla collaborazione fra la rete Musei Welcome Firenze e l’Istituto scolastico CPIA 1 Firenze presso la Casa Circondariale di Sollicciano. Nei giorni scorsi, infatti, grazie all’iniziativa, al Museo Galileo di Firenze, si è svolto un incontro al quale hanno partecipato gli studenti detenuti della scuola di Sollicciano; i funzionari giuridici-pedagogici del carcere; gli insegnanti e il preside del Cpia 1; la dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale di Firenze, oltre alla Direzione beni, istituzioni, attività culturali e sport della Regione Toscana.
di Valerio Baroncini
Il Resto del Carlino, 9 giugno 2024
È stato un momento molto intenso la visita al carcere di Montacuto. Gli avvocati dall’Associazione Camera Minorile Dorica hanno accompagnato una classe di seconda superiore in una visita all’interno dell’Istituto penitenziario di Ancona, durante la quale i ragazzi hanno incontrato e interagito con il personale di Polizia, gli educatori e ascoltato le storie di alcuni detenuti. È stata una delle tante attività dell’Associazione che si è articolata in 20 incontri. Veri protagonisti gli studenti delle scuole secondarie di primo grado dei tre istituti comprensivi della città e della scuola secondaria di secondo grado “Laeng-Meucci” (sede di Osimo).
di Claudia Benassai
Gazzetta del Sud, 9 giugno 2024
Quella di Marco (nome di fantasia) che, dall’inferno della tossicodipendenza, ora è un uomo e un padre rinato. “Tra qualche anno terminerò la pena che mi è rimasta e ho già in mente di avviare un’attività: una coltivazione di fragoline”. Questa nuova impresa rappresenta non solo una speranza di rinascita economica, ma anche simbolica, coltivando il futuro con la stessa cura che dedico alla mia famiglia”. Da tossicodipendente a padre redento il passo è stato tortuoso e possibile grazie all’associazione “Overland”. E doppie storie si intrecciano. Un uomo e le sue pene e una giovane messinese che ha dato voce alla sua anima turbolenta nella sua tesi di laurea. Ma procediamo per gradi.
di Francesca Piccolo
Il Mattino, 9 giugno 2024
Questa mattina al Borgo dei Marinari i ragazzi dell’Area penale di Napoli continueranno la loro simbolica risalita in superficie. Grazie infatti al progetto Bust Busters i ragazzi si immergeranno con i palombari della Marina Militare, gli istruttori di MareNostrum, il Dipartimento Marino di Archeoclub Italia tutti protagonisti di un intervento di pulizia dei fondali nel Golfo.
di Roberta Barbi
vaticannews.va, 9 giugno 2024
Don Fernando Carannante, da 24 anni in servizio volontario nella casa circondariale femminile napoletana, assicura ancora l’assistenza spirituale alle “sorelle detenute”. Dopo le scosse di terremoto, il provveditore delle carceri della Campania ha disposto la chiusura dell’istituto per qualche anno per consentire lavori di ristrutturazione. 20 maggio 2024, ore 20.10: la terra trema in Campania, siamo nell’area Campi Flegrei, tra Napoli e Pozzuoli. La gente di qui è abituata alle scosse, ma questa appare da subito più forte, arriverà a misurare magnitudo 4.4. Molti hanno paura e si riversano in strada, scappano, il più lontano possibile. A Pozzuoli c’è un carcere storico, giuridicamente è una casa circondariale femminile, una delle poche strutture in Italia dedicate alla detenzione delle donne, fiore all’occhiello nell’ambito del reinserimento al lavoro grazie alla torrefazione delle Lazzarelle e a una sartoria, ma non solo. “Le ragazze hanno avuto molto coraggio quella sera, al di là della paura, nel farsi guidare dalle agenti e nel farsi mettere in sicurezza, hanno affrontato l’emergenza con serenità”, testimonia a Radio Vaticana-Vatican News don Fernando Carannante, accanto a loro da 24 anni.
cosenzachannel.it, 9 giugno 2024
Promosso da Laura Barbieri, ristoratrice e presidente della Fipe Cosenza, è stato realizzato in collaborazione con l’Ipseoa K. Wojtyla Alberghiero. Nella casa circondariale di Castrovillari “Rosetta Sisca” si è concluso il progetto “Con le mani in pasta”, promosso dalla dottoressa Laura Barbieri, ristoratrice e presidente della Fipe Cosenza, in collaborazione con l’Ipseoa K. Wojtyla Alberghiero di Castrovillari, e riservato alle alunne della sezione femminile.
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