casadelladonnapisa.it, 11 giugno 2024
In che modo il carcere può rieducare e reintegrare nella società? Quale ruolo può svolgere il volontariato penitenziario? Queste alcune delle domande al centro della giornata che la Casa della donna organizza mercoledì 12 giugno al Teatro Nuovo di Pisa. L’idea nasce dall’attività del gruppo “Donne e carcere” che, costituitosi all’interno della Casa della donna, opera dal 2008 nel carcere Don Bosco. In particolare il gruppo porta avanti con le detenute, e dallo scorso anno anche con i detenuti, laboratori settimanali di scrittura creativa e percorsi di accompagnamento all’uscita dal carcere.
di Jule Busch
ilgiunco.net, 11 giugno 2024
Dal 28 al 30 agosto, il cortile della Casa circondariale di Massa Marittima sarà teatro di un evento straordinario: un laboratorio artistico che vedrà insieme detenuti e familiari minorenni in un’esperienza di inclusione e prossimità. Dopo il workshop con un gruppo di studenti romani nel gennaio scorso, l’associazione Operazione Cuore torna infatti nel carcere di Massa Marittima con l’iniziativa “Legami in arte - un progetto di speranza e creatività”. Sostenuto dalla direttrice dottoressa Maria Cristina Morrone, dalla responsabile dell’area trattamentale dottoressa Marilena Rinaldi e dalla società cooperativa sociale onlus “Together let’s Help the Community”, il laboratorio sarà diretto dagli artisti toscani Alice Mazzilli e Marco Milaneschi, membri di Elektro Domestik Force (Edf Crew) con una pluriennale esperienza nel settore sociale.
La Nazione, 11 giugno 2024
La compagnia teatrale “I Sacchi di Sabbia”, in collaborazione con Regione Toscana e Fondazione Pisa, concluderà domani con uno spettacolo gli otto mesi di corsi e laboratori teatrale per i detenuti e le detenute della Casa circondariale Don Bosco. All’interno della sala polivalente della Casa circondariale, si terrà una lettura drammatizzata di due testi brevi di Stefano Benni: “La topastra” nella sezione femminile, e “Il sogno del muratore” nella sezione maschile.
redattoresociale.it, 11 giugno 2024
Composto durante i laboratori di musica rap organizzati da CCO - Crisi Come Opportunità nell’Ipm romano di Casal Del Marmo, il pezzo nasce da voci provenienti da Nord Africa, Albania e Italia. S’intitola “L’Altro nello Specchio” il testo vincitore del Premio Carlo Caruso, un riconoscimento indirizzato ai detenuti degli Istituti Penitenziari Minorili italiani che da 4 anni valorizza le opere dei giovani autori in vinculis che si mettono in gioco raccontando sentimenti, aspirazioni e sogni attraverso la scrittura. Arabo, albanese, inglese, francese e italiano si susseguono nel pezzo corale “L’Altro nello Specchio”, il cui testo è stato composto durante i laboratori di musica rap organizzati da CCO - Crisi Come Opportunità nell’Ipm romano di Casal Del Marmo, come in molti altri Istituti italiani. Le voci protagoniste vengono dal Nord Africa, dall’Albania e dall’Italia e si uniscono in un progetto di vita vera, crudo e toccante, che non risparmia chi ascolta, ma piuttosto lo sensibilizza.
di Mario Lancisi
Corriere Fiorentino, 11 giugno 2024
Il percorso dello scrittore e politico che riformò le carceri nel libro di Giambattista Scirè “L’uomo del dialogo. Mario Gozzini oltre gli steccati tra cristianesimo e comunismo”. A Palazzo Vecchio la presentazione con don Gherardo Gambelli, nuovo arcivescovo di Firenze: “Serve investire sulle misure alternative, anche per diminuire il sovraffollamento delle carceri. Se non vengono attuate queste misure, è forse anche perché esiste un pregiudizio verso queste persone, ma non può esistere solo la giustizia vendicativa, serve anche quella ripartiva”.
di Pino Suriano
Il Riformista, 11 giugno 2024
Un dialogo con Mario Mauro, insegnante ed ex vice presidente del Parlamento Ue: “Primo obiettivo? La qualità”. Ma l’Europa, rinnovata dal voto del week end, si interessa di scuola? Sembrerebbe di no, almeno a giudicare dallo spazio occupato nei programmi elettorali. Pochissimi i riferimenti, talvolta solo per qualche confluenza con altri temi. Non è proprio così secondo Mario Mauro, ex ministro della Difesa, uno che ha incrociato entrambi i mondi: scuola e Parlamento europeo. Di quest’ultimo è stato vicepresidente dal 2004 al 2013; di scuola si era occupato in precedenza, prima come insegnante in provincia di Foggia, poi come Responsabile di Scuola e Università per Forza Italia.
di Fabrizio Geremicca
Il Manifesto, 11 giugno 2024
La storia di R. che da Dacca non riesce ad avere il ricongiungimento. “L’ambasciata deve rispondere in 90 giorni ma 70 mila domande sono ferme”. “Sono entrato in Italia nel 2010. Mi ha aiutato un amico e connazionale che era già nel vostro paese, viveva a L’Aquila ed aveva una piccola azienda agricola. Ha presentato richiesta per me nell’ambito del decreto Flussi, ma non mi ha assunto. Quattro giorni dopo il mio ingresso in Italia mi sono spostato a Napoli. Ho lavorato per qualche tempo come ambulante e poi in una piccola fabbrica di tessuti in provincia. Paga da fame, turni di lavoro infiniti. Sono stato regolarizzato alcuni anni più tardi grazie ad una sanatoria ed ora sono impiegato presso uno studio legale”. R. (“ho paura a dare il mio nome”) racconta da Chittagong, la città del Bangladesh dove viveva prima di emigrare e dove è rientrato da alcune settimane, la sua vicenda.
di Paolo Lambruschi
Avvenire, 11 giugno 2024
Difficile che vengano accolte le richieste dei partiti di sinistra sulla possibilità di soccorsi in mare, su Libia e Tunisia il barometro dei diritti volge sempre più al brutto. In attesa di conoscere quale maggioranza guiderà il Parlamento di Strasburgo e i nomi della Commissione, possiamo intanto avanzare alcune ipotesi su quelle che saranno le nuove politiche della Ue sul tema chiave dei migranti in base ai risultati elettorali. La certezza è che il generale spostamento a destra dell’elettorato dei 27 Paesi condizionerà i prossimi cinque anni in senso securitario.
di Paolo Lambruschi
Avvenire, 11 giugno 2024
Uomini, donne e bambini sudanesi morti di sete e fame nel deserto dopo che il furgone su cui viaggiavano si è rotto. Pochi sopravvissuti. Attesa domani a Carrara la nave Ocean Viking con 64 persone. Un’altra tragedia dell’immigrazione. Quest’ultima, di cui si ha notizia solo attraverso i social e le testimonianze di chi ha vissuto l’orrore e si è salvato, non è però avvenuta in mare ma nel deserto. Diverse decine di uomini, donne e bambini sono morti di sete e fame nel deserto fra Egitto e Libia dopo che il furgone su cui viaggiavano si è bloccato per un guasto. Alcuni sopravvissuti hanno raccontato l’orrore ai soccorritori. “Una scena terribile di cittadini sudanesi il cui veicolo si è rotto durante il viaggio dall’Egitto alla Libia - scrive su X il profilo Refugees in Libya, accompagnando il video (di cui decidiamo di non pubblicare i frame) - Decine di loro sono morti di sete e di fame e altri sono sopravvissuti”. Secondo gli ultimi dati diffusi da Oim Libya, dal 26 maggio al 1° giugno 2024, 995 migranti sono stati intercettati e riportati in Libia nei centri detentivi per i migranti che tentato di attraversare il Mediterraneo per raggiungere l’Europa.
di Lucia Capuzzi
Avvenire, 11 giugno 2024
Al Consiglio di Sicurezza (con l’astensione della Russia) passa la bozza di risoluzione che accoglie il piano Biden per il cessate il fuoco. Il segretario di Stato Blinken ha incontrato ieri Netanyahu. Buona l’ottava? È presto per dirlo. Di certo, il segretario di Stato Usa è determinato a far sì che il viaggio numero otto in Medio Oriente dal 7 ottobre sia quello clou. Il momento è delicato. L’uscita del centrista Benny Gatnz dal governo israeliano, pur non mettendo a rischio la maggioranza, altera gli equilibri, anche se ancora non si sa in quale direzione. La Casa Bianca vuole inclinare la bilancia a proprio favore. O, meglio, a favore della tregua. Che la proposta sul tavolo sia “made in Usa” - nonostante la formale attribuzione a Tel Aviv - è apparso chiaro fin dalla presentazione da parte del presidente Joe Biden lo scorso 31 maggio. Dieci giorni dopo, l’accordo per il cessate il fuoco e contestuale rilascio degli ostaggi è impantanato. Il nodo resta la fine della guerra, chiesta da Hamas e rifiutata in modo secco dal premier, Benjamin Netanyahu. Anche sabato notte, decine di migliaia di israeliani sono scesi in piazza per chiedere di raggiungere un’intesa. Poche ore prima l’esercito aveva liberato quattro ostaggi. Un successo indubbio che, però, non ha alterato lo status quo. Da qui l’entrata in scena di Antony Blinnken.
- Tunisia. In carcere per i debiti: chi non riesce a pagare dovrebbe poter stabilire un piano di rimborso
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