di Marika Ikonomu
Il Domani, 8 giugno 2024
Il 21enne di origine tunisina, dopo aver partecipato alla scuola di cucina di Fondazione Barilla a Parma, è stato portato nel centro di detenzione di Palazzo San Gervasio, lontano dalla sua radicata rete sociale. Grazie agli avvocati, il giudice non ha convalidato il trattenimento. “È libero! È libero!”, esulta al telefono Andrea Costa, presidente dell’associazione Baobab Experience, davanti al Centro di permanenza per i rimpatri di Palazzo San Gervasio in Basilicata, quando scopre che ad Hamdi Benali non hanno convalidato il trattenimento. “Arrivi in questa piana e quello che vedi è una gabbia, sembra una gabbia per animali”, spiega Costa.
di Francesco Gentile
La Discussione, 8 giugno 2024
L’atteso ritorno di Chico Forti in Italia, dopo oltre vent’anni di detenzione negli Stati Uniti, è stato accolto con grande favore nel nostro Paese. Ma questo caso solleva interrogativi urgenti sulle condizioni e sul destino degli oltre 2.600 detenuti italiani all’estero, molti dei quali in attesa di giudizio o di estradizione. Recarsi presso un Paese estero implica il rispetto delle leggi locali, una mancata osservanza porta inesorabilmente all’ingresso in un labirinto giudiziario di cui si conosce l’entrata ma non la via d’uscita.
di Domenico Bilotti*
L’Unità, 8 giugno 2024
Il Pakistan è il quinto Stato più popolato al mondo ed è, al netto delle sue contraddizioni, uno dei più grandi sistemi federali del pianeta. Per dare una misura pratica del tutto: nonostante la sua capitale sia l’antichissima città di Islamabad, il centro più importante, Caraci, ha un’area metropolitana da venticinque milioni di persone.
di Guido Ruotolo
terzogiornale.it, 7 giugno 2024
Altro che “Colonna infame”. Vivere nelle carceri è diventato un inferno per chi è innocente e per chi non lo è. Lo ha appena scritto, in un comunicato, l’Unione delle camere penali, che protesta per “le inumane condizioni dei detenuti, per l’inefficienza del sistema, per la irresponsabile indifferenza della politica. I detenuti sono privati della dignità umana”. Gli avvocati penalisti denunciano “i decisori politici che, pur inevitabilmente consapevoli della eccezionale gravità della situazione, hanno offerto una indecorosa immagine di totale immobilismo”.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 7 giugno 2024
Come già riportato anche sulle pagine di questo giornale, un uomo di trentun anni, in attesa di giudizio, si è tolto la vita impiccandosi alla porta della cella nella VII sezione del carcere di Regina Coeli. Era in “grandissima sorveglianza” per precedenti atti autolesivi, ma, come denunciano i Garanti, la carenza di personale e l’affollamento insostenibile rendono inefficaci anche le più stringenti misure di prevenzione. “Non si può andare avanti così”, affermano Stefano Anastasìa, Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, e Valentina Calderone, Garante delle persone private della libertà personale di Roma Capitale.
di Giorgia Giuliano
ilmillimetro.it, 7 giugno 2024
Reinserimento lavorativo e prevenzione, c’è ancora tanto da fare nelle carceri italiane, dove le donne che cercano un’altra opportunità sono circa 2.200. Non è legge che la libertà vada nella direzione da dentro a fuori. In Italia, le Onlus che si dedicano al reinserimento lavorativo e alla salute delle detenute in carcere invertono il senso di marcia da fuori a dentro. Nella Casa Circondariale di Taranto, cortile e spazi interni adesso sono dipinti. È il diritto di liberare la propria creatività, di sentirsi bene nell’attesa di uscire.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 7 giugno 2024
La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha condannato l’Italia per la violazione dell’articolo 5, comma 1 e 3 (diritto alla libertà e alla sicurezza) della Carta: un uomo, assolto per incapacità di intendere e di volere, è rimasto internato in una residenza psichiatrica per l’esecuzione delle misure di sicurezza oltre i termini che sarebbero stati altrimenti previsti per lui nel caso di una condanna. I giudici di Strasburgo hanno stabilito che lo Stato dovrà versargli 8mila euro per i danni morali subiti, molti meno dei 60mila che l’uomo richiedeva.
di Giulia Casula
fanpage.it, 7 giugno 2024
Esiste una particolare categoria di elettori di cui nessuno sembra ricordarsi: i detenuti nelle carceri italiane. Sergio d’Elia, il segretario dell’ong Nessuno tocchi Caino, spiega perché per chi si trova in carcere “votare è una difficile corsa a ostacoli”. Mancano meno di ventiquattro ore all’apertura dei seggi per le elezioni europee di quest’anno. Durante quella che è stata un’accesa e intensa campagna elettorale, le diverse forze politiche del nostro Paese si sono rivolte ai cittadini italiani in cerca di voti e preferenze per portare i loro candidati a Bruxelles. Eppure esiste una particolare categoria di elettori di cui nessuno sembra ricordarsi, ovvero gli oltre 61mila detenuti presenti nelle carceri italiane. “Per loro votare è una lunga corsa ad ostacoli nella burocrazia comunale e carceraria”, dice intervistato da Fanpage.it, Sergio d’Elia, segretario di Nessuno tocchi Caino, ong che dal 1993 si batte per l’abolizione della pena di morte nel mondo.
di Simona Musco
Il Dubbio, 7 giugno 2024
Cambia la geografia di Palazzo Bachelet, ma vince la spartizione correntizia: penalizzato l’unico indipendente, Mirenda, che avrà una sola commissione. Palazzo Bachelet cambia la propria geografia consiliare. E ancora una volta vince la lottizzazione, con un accordo tra correnti che lascia fuori, non a caso, l’unico consigliere indipendente. Andrea Mirenda, eletto grazie al “sorteggio residuale” già previsto dalla riforma Cartabia. Mirenda è l’unico componente del Csm assegnato a una sola commissione, la prima, quella per le incompatibilità. E nemmeno come presidente, ma come “soldato semplice”, marginalizzato, depotenziato: quasi un unicum nel suo genere.
di Carlo Berti e Piercamillo Davigo
Il Fatto Quotidiano, 7 giugno 2024
Mentre i media forniscono una prospettiva alternativa alla storia di Tangentopoli, sorvolando sulle mazzette, il legislatore prova in ogni modo a ostacolare i magistrati che provano a indagare. Abbiamo visto come l’atteggiamento dell’opinione pubblica, desumibile in parte anche da sondaggi e dati statistici, sia orientato alla rassegnazione: è infatti diffusa la sensazione che poco o nulla sia cambiato negli ultimi 30 anni, mentre una parte della popolazione, quando interrogata, valuta la corruzione come ancora in aumento.
- Giustizia che mi fa tremar le vene e i polsi
- La premeditazione può essere esclusa nei casi in cui sia stato accertato uno scompenso psicotico
- Venezia. Suicidio in carcere, aperta un’inchiesta: disposta l’autopsia del 32enne
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