di Francesca Sabella
Il Riformista, 7 giugno 2024
Giustizia? Otterrai giustizia nell’altro mondo. In questo accontentati della legge. Forse. Già… Andatelo a spiegare al generale Mario Mori, perché è esattamente quello che pare abbiano in serbo per lui i magistrati che da vent’anni gli alitano sul collo. Senza sosta, senza tregua, con inchieste che gli piovono addosso e per quanto l’ombrello possa essere resistente, il vento di un’ossessione della magistratura poi lo spezza. Vent’anni di processi non sono bastati, né hanno saziato quella fame dei Pm le sentenze di assoluzione che scrivevano nero su bianco: la trattativa Stato-Mafia non c’è mai stata. Fatevene una ragione. No, la fame era troppa: divorare, divorare ancora.
di Simona Musco
Il Dubbio, 7 giugno 2024
La Corte di Cassazione ritiene che nel caso di specie sia necessario valutare in maniera approfondita la situazione. La premeditazione può essere esclusa nei casi in cui sia stato accertato uno scompenso psicotico tale da determinare una condizione di parziale capacità, che logicamente potrebbe incidere anche sul sorgere e sul perdurare di una volontà lesiva. A stabilirlo è la Cassazione, prima sezione penale, con la sentenza numero 21894 del 31 maggio 2024 scorso. La vicenda è quella relativa ad un tentato omicidio pluriaggravato - commesso da R. M. nei confronti dell’ex moglie - e porto ingiustificato di due coltelli. L’uomo era stato giudicato con il rito abbreviato, condizionato alla verifica della capacità di intendere e di volere dell’imputato, capacità confermata dal Tribunale di Salerno, che lo ha condannato a 10 anni, con l’aggravante della premeditazione.
di Davide Tamiello
Il Gazzettino, 7 giugno 2024
Non è ancora un caso chiuso quello del suicidio in carcere di un 32enne romeno. In un primo momento, infatti, pareva che l’uomo non fosse un soggetto “a rischio”, ora invece parrebbe che l’uomo avesse già tentato di togliersi la vita in un paio di occasioni. La pubblico ministero titolare del fascicolo (che non conta indagati), Anna Andreatta, ha quindi disposto l’autopsia. Se dovesse essere confermata la questione dei precedenti, si dovrà capire come mai quell’uomo, in quel momento, fosse stato lasciato da solo. Il 32enne era stato arrestato ad aprile per aver accoltellato, il 26 febbraio scorso, il titolare del bar Skb in corso del Popolo. L’uomo aveva una compagna e tre figli ed era molto provato perché voleva tornare a casa per vederli. Essendo detenuto per un caso di tentato omicidio, però, era necessario attendere i tempi tecnici della giustizia: un’istanza di scarcerazione, o comunque di cambio di misura come gli arresti domiciliari, non si ottiene dall’oggi al domani.
di Giuseppe Crimaldi
Il Mattino, 7 giugno 2024
Maratona oratoria all’esterno di Poggioreale: situazione inaccettabile. In Italia dall’inizio dell’anno 39 detenuti si sono suicidati in carcere. Un dato che dimostra quanto urgente e immediata sia la necessità di risolvere le emergenze legate alle minime, dignitose condizioni di vita per i reclusi e, soprattutto, al sovraffollamento. E a Poggioreale, la struttura penitenziaria più affollata d’Italia e d’Europa, l’avvocatura si è data appuntamento ieri per una “maratona oratoria” organizzata dalla Camera Penale di Napoli.
di Valentina Marotta
Corriere Fiorentino, 7 giugno 2024
Ha sopportato per anni l’accusa di aver abusato delle figlie. Mille giorni di carcere, 10 processi e, infine, l’assoluzione definitiva. Ora la Corte d’appello ha condannato il Ministero dell’Economia a versare a favore dell’operaio di 60 anni un indennizzo di 140 mila euro per ingiusta detenzione. “Difficile giudicare se una somma come quella indicata sia riparativa di una detenzione di più di mille giorni - dice il difensore Gianluca Gambogi - ma rimane il fatto che il mio assistito ha affrontato ben 10 processi in 12 anni e per ben 4 volte e la Cassazione gli ha dato ragione”. L’inchiesta parte nel 2012, la denuncia della madre delle bimbe di 4 e 8 anni. In primo grado l’uomo era stato condannato per violenza sessuale aggravata in abbreviato a 7 anni e mezzo, pena ridotta a 5 anni in appello. La sentenza fu annullata dalla Cassazione con rinvio a nuovo processo. L’Appello bis si era chiuso con l’assoluzione confermata nel 2021 in Cassazione. La Corte d’appello aveva inizialmente respinto la richiesta per ingiusta detenzione ritenendo che l’uomo, nell’interrogatorio di garanzia, non avesse contraddetto in maniera adeguata le accuse. La difesa ha impugnato la decisione e la Cassazione ha disposto un nuovo processo in Appello stabilendo il principio secondo cui le risposte ad un interrogatorio o il silenzio non possono incidere sul diritto di riparazione. Così la Corte d’appello ha disposto l’indennizzo.
di Gaetano Mazzuca
Gazzetta del Sud, 7 giugno 2024
Gli ospiti dell’Ipm sono per lo più stranieri e con reati di droga. È legata soprattutto alla carenza di funzionari della professionalità pedagogica la criticità più rilevante all’interno dell’istituto penale per minorenni Silvio Paternostro. È quanto emerge dalla relazione del garante comunale per le persone private della libertà Luciano Giacobbe. Il documento, approvato mercoledì dal Consiglio comunale, si occupa anche delle strutture detentive per i minori.
di Jessica Signorile
monzatoday.it, 7 giugno 2024
Dopo Castiglione delle Stiviere sarà la seconda residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza della Lombardia. In Italia sono solo sei le strutture specifiche presenti, con liste di attesa lunghissime. I lavori sono partiti e il cantiere dovrebbe concludersi a marzo del 2026, tra circa due anni. E a Limbiate sorgerà la seconda Rems della Lombardia, l’unica della provincia di Monza e Brianza. Una Residenza per l’esecuzione di misure di sicurezza per accogliere autori di reato affetti da disturbi mentali e socialmente pericolosi. E la nuova realtà, i cui lavori sono stati affidati con gara indetta lo scorso luglio, vedrà la luce su due ex padiglioni storici del complesso dell’ex ospedale psichiatrico di Mombello, chiuso definitivamente successivamente alla legge Basaglia nel 1999. Negli ex padiglioni Forlanini e Ronzoni, in via Garibaldi, ai piedi della collina di Mombello che si estende per circa 800mila metri quadrati dove un tempo c’era l’ospedale psichiatrico, sorgeranno due strutture dove verranno accolte persone autori di reato affetti da disturbi mentali.
vcoazzurratv.it, 7 giugno 2024
Semi di libertà: un nuovo progetto per facilitare il futuro reinserimento lavorativo dei detenuti del carcere di Verbania. Un orto verticale all’interno della casa circondariale; con Vco Formazione possono così essere organizzati corsi dedicati alla manutenzione del verde, iniziativa fortemente sostenuta da Fondazione Comunitaria del Vco. Semi di libertà è stato presentato nel corso di un pranzo nel cortile del carcere. È stata l’occasione anche per raccontare gli altri progetti qui attivati e sempre volti al reinserimento sociale e professionale.
di Lisa Ginzburg
Avvenire, 7 giugno 2024
Noi pensiamo (e sempre troppo poco ci pensiamo) alle persone che vivono recluse nelle prigioni come a individui i cui sguardi sono opachi, costretti, mai ampi, né resi ampi da stimoli, occasioni, incontri. Riflettere su quegli sguardi ci aiuterebbe a immaginare la vita nelle carceri, per come essa si svolge ogni giorno, isolata, ripetitiva, fatta di soli silenzi e contorti rapporti con sé stessi e giusto a tratti con altri - gli altri detenuti. Pensare a come guarda e osserva chi in prigione vive magari per sempre sarebbe cruciale in una prospettiva che invece quasi del tutto manca alla visuale comune, condivisa dalla società; non fosse per singole iniziative che restano isolate e poco considerate, come piccole grandi
di Luciano Onnis
La Nuova Sardegna, 7 giugno 2024
Il progetto durato un anno si aggiunge al murales realizzato nella sezione femminile della casa circondariale Ettore Scalas. “Oltre” è il titolo della raccolta di racconti elaborati da un gruppo di detenute dell’istituto penitenziario di Uta nell’ambito di un progetto di scrittura creativa che le ha impegnate nell’arco di un anno. Il prodotto editoriale, che si aggiunge al murales “Oltre” realizzato nella sezione femminile della casa circondariale “Ettore Scalas”, è il risultato della collaborazione tra l’associazione “Socialismo Diritti Riforme ODV”, la Casa Editrice “Pettirosso” e il Festival Liberevento.
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