di Sara Del Corona
marieclaire.it, 27 settembre 2024
Ultimamente si parla molto di carcere minorile. È iniziata con la serie ambientata a Napoli ed è continuata coi fatti di cronaca nera, quelli annunciati e quelli inspiegabili, under 18. Don Domenico Cambareri, cappellano dell’Ipm di Bologna, lo racconta sul serio, con un libro dedicato ai suoi “ragazzi dentro”. Dice che da quando è uscito Mare fuori il concetto di Ipm, Istituto Penale per i Minorenni, si è finalmente affacciato nei pensieri delle persone, e questo è senz’altro un bene perché dentro ogni Ipm - e in Italia ne abbiamo 17 - ci sono molti ragazzi - circa 1.500 e in aumento - a cui non pensa mai nessuno.
di Enrico Bellavia
L’Espresso, 27 settembre 2024
Un’accozzaglia di norme che si abbatte sul sovraffollamento carcerario e l’arretrato giudiziario. Ciò che è bisogno diventa pericolo, quel che è dissenso si trasforma in minaccia, quanto di odioso riserva la quotidianità delle città assurge al rango di emergenza assoluta. Sembra scritto nel tinello di casa da una famigliola inebetita di fronte alle notizie dell’ultimo tg, tra prevedibili - e irripetibili - imprecazioni di contorno, ciò che con enfasi, da statisti minori, hanno chiamato disegno di legge sicurezza. Un’accozzaglia di norme che si abbatte come un macigno sul buon senso, la Costituzione, il Codice penale e, naturalmente, il sovraffollamento carcerario e l’atavico arretrato giudiziario.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 27 settembre 2024
La proposta di legge sulla sicurezza, ora all’esame del Senato, ha suscitato profonde preoccupazioni a livello internazionale. Come già noto, l’Ocse, su richiesta della vicepresidente della commissione Giustizia del Senato, Ilaria Cucchi, ha lanciato un allarme particolarmente grave, sottolineando come la normativa in questione violerebbe le convenzioni internazionali sui diritti umani. Le critiche si concentrano soprattutto sulle condizioni di detenzione, sulla tutela dei diritti delle donne e sulla criminalizzazione della resistenza passiva. Il fatto che a compiere tali osservazioni sia l’organizzazione per lo sviluppo economico, non dovrebbe sorprendere. Se diventasse legge, l’Italia risulterebbe un Paese illiberale e pagherebbe un caro prezzo in termini di reputazione e investimenti.
di Andrea Oleandri*
lavialibera.it, 27 settembre 2024
Tutti i provvedimenti inclusi nel Ddl Sicurezza sono legati da un filo conduttore: affrontare le questioni sociali con il sistema penale. Un approccio contestato anche dall’Osce, perché mina i principi della giustizia penale e lo stato di diritto. “Il più grande attacco alla libertà di protesta della storia repubblicana”. Così Antigone ha definito il Ddl Sicurezza che la settimana scorsa è stato approvato dalla Camera dei Deputati per passare ora al Senato della Repubblica. Al suo interno sono presenti numerosi articoli che introducono nuove fattispecie penali, in alcuni casi con pene sproporzionate rispetto alla violazione commessa. Nuovi reati che hanno un unico filo conduttore, quello di colpire fenomeni sociali che generalmente richiedono invece ascolto, partecipazione, investimenti.
di Amedeo La Mattina
linkiesta.it, 27 settembre 2024
Il governo allunga ancora il codice penale, con ventiquattro nuovi reati e aggravanti che intaseranno le carceri, perché questa è l’unica soluzione conosciuta dalla destra. Dall’altro lato però l’opposizione quando si parla di questi temi confonde il garantismo con l’ignavia e non propone nulla. Avremo un codice penale ancora più lungo. Altri ventiquattro reati e aggravanti che intaseranno le già affollate carceri italiane e le udienze giudiziarie. Criminalizzazione dei sit-in stradali e delle proteste davanti ai cantieri. Messa al bando della cannabis senza effetto psicotropo autorizzata e finanziata dalla Commissione (quindicimila i lavoratori di questo settore). Mano dura contro le rivolte carcerarie e la resistenza passiva. Il ddl Sicurezza, approvato alla Camera e ora all’esame del Senato, ha un sapore amaro: criminalizza gruppi di opposizione, al di là se siano minoritari e discutibili nelle loro finalità politiche.
di Errico Novi
Il Dubbio, 27 settembre 2024
Regole sui virus spia in linea con la Carta Custodia cautelare, confermate le novità. La scena è di tre giorni fa. Via Arenula: il guardasigilli Carlo Nordio riceve i vertici dell’Unione Camere penali. Emergono le ormai cristallizzate distanze sul carcere. Il ministro illustra i progetti del governo, legati tra l’altro a un relativamente lento processo di osmosi fra istituti di pena e comunità di reinserimento. L’associazione presieduta da Francesco Petrelli ripete quanto ricordato nella lunga estate di iniziative a sostegno dei detenuti, promosse innanzitutto per contrastare la scia di morte dei suicidi in cella: serve qualcosa in più, che produca effetti più immediati. Fin qui nulla di nuovo (purtroppo). Ma è nella seconda parte dell’ampio confronto, durato un’ora e mezza, che sono venuti fuori gli elementi di maggiore interesse.
di Valeria Pacelli
Il Fatto Quotidiano, 27 settembre 2024
Ogni mattina, un indagato che è stato interrogato da un giudice, si sveglia e sa che quello potrebbe essere il giorno del suo arresto. Oppure no. Succede da una settimana all’amministratore unico della società pubblica umbra di rifiuti “So.Ge.Pu. Spa”, Cristian Goracci. Lui, con altri due coindagati in un’inchiesta per corruzione della Procura di Perugia, vive con una spada di Damocle sulla testa. Finirà in carcere oppure no? Quello che lo riguarda è, infatti, uno dei primi casi di “contraddittorio preventivo”. Si tratta della norma, prevista dalla riforma Nordio, in base alla quale in caso di pericolo di reiterazione del reato ed esclusi alcuni delitti, l’indagato - sul quale pende una richiesta di misura cautelare - deve essere sentito prima della decisione del giudice.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 27 settembre 2024
A dicembre il centrodestra potrebbe eleggere 3 nuovi giudici. Ma non è escluso un “incastro” con il Csm. E molte questioni di legittimità pendenti hanno valenza politica: dall’abuso d’ufficio alle coppie omogenitoriali. Il Tribunale di Firenze ha sollevato la questione di legittimità costituzionale in relazione al ddl penale di Nordio, e in particolare all’abrogazione dell’articolo 323 c.p., ossia l’abuso di ufficio. La domanda che sorge quasi spontanea è la seguente: quale tipo di Corte costituzionale, con quanti e quali giudici, si pronuncerà sulla questione?
di Monica Musso
Il Dubbio, 27 settembre 2024
La decisione della Corte di Giustizia Ue: il quadro giuridico dell’Unione Europea prevale sull’ordinamento statale. “Il principio del primato del diritto dell’Unione deve essere interpretato nel senso che esso osta alla normativa di uno Stato membro in base alla quale gli organi giurisdizionali nazionali di diritto comune non possono, a pena di procedimenti disciplinari a carico dei loro membri, disapplicare d’ufficio decisioni della Corte costituzionale di tale Stato membro. Ciò è valido anche se ritengono, alla luce dell’interpretazione fornita dalla Corte, che tali decisioni violino i diritti che i singoli traggono dalla direttiva 89/391”. A stabilirlo è la Corte di Giustizia Ue, che si è pronunciata su una causa sollevata dai tribunali della Romania. La vicenda riguarda il decesso di un elettricista per elettrocuzione.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 27 settembre 2024
Il precedente è ostativo alla concessione della misura meno coercitiva del carcere anche se di regola l’applicazione della detenzione cautelare è esclusa per pene che prevedibilmente non saranno superiori ai tre anni. Il divieto di concedere i domiciliari, a chi nei 5 anni precedenti abbia commesso il reato di evasione, prevale sulla preclusione di applicare la misura cautelare detentiva anche se il giudice ritenga che, all’esito del giudizio, la pena irrogata in concreto non supererà i tre anni. Ma il divieto opera anche quando sia già intervenuta condanna inferiore a tale limite.
- Friuli Venezia Giulia. Sanità precaria nelle carceri
- Lombardia. Una ricerca sulle misure alternative al carcere
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- Roma. Le proteste a Regina Coeli rivelano le terribili condizioni dei detenuti
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