di Ersilia Gillio
Corriere del Mezzogiorno, 29 settembre 2024
“Abbiamo raccontato ai ragazzi come la musica può essere messaggio di pace e libertà”. Il rap e l’hip hop come messaggio di pace e libertà e non come una mitizzazione della criminalità. Se negli ultimi periodi si è andato affermando il concetto che la musica possa essere usata come veicolo di messaggi subliminali e di proselitismo criminale, va ricordato invece che proprio il rap è nato come una forma espressiva strettamente legata alla necessità di denuncia contro la realtà di disagio, violenza e soprusi. Signor D ed Exretr0 due rapper della Revolutionary Records di Battipaglia lo hanno voluto raccontare e dimostrare dinanzi a una platea molto particolare, i detenuti dell’Icatt, l’Istituto a custodia attenuata di Eboli.
trapanisi.it, 29 settembre 2024
“Carcere: vendetta di Stato”, questo il titolo della seconda giornata del “Festival delle Libertà” in corso a Trapani. Il tema è stato affrontato con la partecipazione della giornalista Ornella Fulco in un dialogo con l’ospite dell’evento, Carmelo Musumeci, ex ergastolano ostativo liberato dopo 27 anni di prigione. Natale Salvo, portavoce di Sinistra Libertaria e organizzatore della manifestazione, patrocinata dal sindacato CUB, ha aperto l’incontro che si è svolto in una sala dell’Oratorio Salesiano di Trapani. Salvo ha ricordato le parole dell’anarchico Alexandr Berkman: “Il progresso sociale tende a contenere ed eliminare la consuetudine della vendetta diretta e personale. Nelle cosiddette società civili, l’individuo, in genere, non vendica i torti subiti. Delega i suoi “diritti” in tal senso allo Stato, al governo, il quale, tra i suoi “doveri”, ha appunto quello di vendicare i torti subiti”. Questa citazione ha spiegato il titolo dell’incontro.
di Simone Marcer
Avvenire, 29 settembre 2024
Dal “mi sentivo un corpo estraneo”, confessato dal 17enne che ha sterminato la famiglia a Paderno Dugnano il 31 agosto, a “non so perché l’ho fatto”, detto dal 16enne che ha ridotto in fin di vita il vicino di casa colpendolo con una mazza da baseball, martedì scorso a Cesano Maderno, fino all’ultimo, straniante perché: “Volevo vedere cosa si prova a uccidere”. Questa la spiegazione data dal 17enne che ha ucciso Maria Campai, 42 anni, dopo aver avuto un rapporto con la donna, contattata on-line, a Viadana, nel Mantovano. In tutti gli ultimi casi di cronaca che coinvolgono minori (e anche in molti delitti commessi da persone adulte, come nel caso di Terno d’Isola, tanto per citare un caso limite, e il limite in questo caso è la follia) il movente sembra una pura formalità.
di Sergio Fabbrini
Il Sole 24 Ore, 29 settembre 2024
Si è aperto un dibattito importante. Mi riferisco allo ius scholae, in base al quale la cittadinanza italiana può essere riconosciuta a un minore, che sia nato in Italia o che vi abbia fatto ingresso entro i dodici anni di età, a condizione che abbia frequentato regolarmente, per almeno cinque anni, uno o più cicli scolastici presso istituti educativi italiani. La scuola come integrazione. La proposta, avanzata da +Europa (che ha promosso la raccolta on line delle firme per indire un referendum sul tema) oltre che da esponenti del centrosinistra, è sostenuta anche dai centristi non nazionalisti della coalizione di governo.
di Francesca Barra
L’Espresso, 29 settembre 2024
Hilarry Sedu è un avvocato di origini nigeriane che vive in Italia da quando aveva sei mesi. È diventato un attivista per i diritti umani e ha scritto, a marzo del 2021, la proposta sullo ius scholae - da poco tornata alla ribalta nel nostro Paese dopo le dichiarazioni del ministro degli Esteri (di Forza Italia) Antonio Tajani - che ha riaperto il dibattito anche se nella maggioranza sostengono che “non sia prioritaria perché non è nel programma di governo”. La proposta sarebbe quella di concedere la cittadinanza a chi è nato o cresciuto in Italia da genitori stranieri, a condizione che il giovane abbia completato un ciclo di istruzione.
di Alessandra Ghisleri
La Stampa, 29 settembre 2024
Gli elettori di Forza Italia e delle opposizioni, Pd in testa, appoggiano il progetto. Contrari Lega e FdI. Ma la maggior parte delle persone non vuole accorciare i tempi di residenza legale nel nostro Paese. Il referendum sulla Cittadinanza promosso da +Europa ha raggiunto e superato le 500mila firme e per febbraio è annunciato l’esame della Corte Costituzionale sulla sua ammissibilità con la possibile chiamata al voto per i cittadini in primavera qualora fosse ammesso. Il quesito depositato propone di ridurre da 10 a 5 gli anni di residenza legale in Italia richiesti per poter avanzare la domanda di cittadinanza italiana che, una volta ottenuta, sarebbe automaticamente trasmessa ai propri figli minorenni. Questa modifica coinvolgerebbe circa 2,5 milioni di persone (fonte: portale integrazione migranti”.
di Annalisa Cuzzocrea
La Stampa, 29 settembre 2024
Il sociologo olandese Hein De Haas: “C’è uno scontro ideologico che perde di vista la realtà. Il problema in Europa non sono i numeri. Gli ucraini erano molti di più dei rifugiati africani. Per l’integrazione è necessaria una vera accoglienza”. Scansare l’ideologia, analizzare i dati, capire cosa sono davvero le migrazioni. Hein de Haas, sociologo olandese, co-fondatore dell’International Migration Institute di Oxford, autore di Migrazioni. La verità oltre le ideologie. Dati alla mano, appena uscito per Einaudi Stile libero, davanti alla scelta su quale sia il principale mito da sfatare, quando si parla di migrazioni, risponde che non sa da dove iniziare. Ma che forse “il più rilevante è quello secondo cui la destra è contro la migrazione e la sinistra a favore”.
di Agostino Giovagnoli
Avvenire, 28 settembre 2024
C’è bisogno di sicurezza. Impossibile negarlo, tra spaventose minacce di guerra e inedite inquietudini come quelle suscitate dall’intelligenza artificiale. Il Disegno di legge “Sicurezza”, appena approvato dalla Camera, risponde a questo bisogno? Promette ordine, ma crescono le proteste contro un provvedimento da molti definito liberticida. A giudicare da questo disegno di legge sembrerebbe che grandi pericoli vengano oggi dalla resistenza passiva o dalla protesta non violenta. Mentre la violenza, in tante forme diverse, è al centro della comunicazione, corpi volutamente disarmati trasmettono principi, valori, idee con una forza straordinaria, specie se si uniscono ad altri ugualmente disarmati. Ora si cerca di fermarli.
di Filippo Miraglia
Il Manifesto, 28 settembre 2024
Leggi come spot. Se proviamo ad elencare il numero di decreti legge e provvedimenti legislativi in genere su questo argomento, sapendo di sbagliare per difetto, emerge con chiarezza la totale incapacità di intervenire in maniera seria e giusta su un argomento così complesso. Il governo Meloni ha una palese ossessione per l’immigrazione. Certamente legata all’efficacia, sul piano del consenso, della campagna permanente d’odio contro le persone di origine straniera e le associazioni che si battono per i diritti umani. Ma da questo ennesimo intervento legislativo emerge, come già dai precedenti, una quota importante di pressapochismo e confusione. Nessun governo mai, in Italia e forse in nessun altro Paese, ha legiferato così tanto e in maniera così cialtrona su un unico argomento.
di Giorgia Serughetti*
Il Domani, 28 settembre 2024
Ci troviamo al cuore della crisi della democrazia. Una crisi che ha due volti. Da un lato, la sfiducia delle persone nella capacità dei partiti, dei sindacati, degli strumenti della deliberazione e decisione politica di far fronte alla complessità del presente e all’imprevedibilità del futuro. Dall’altro, governi autoritari riducono fino a soffocare gli spazi di confronto e di dissenso. Quale sicurezza? E la sicurezza di chi? Sono domande che da decenni orientano la critica all’approccio securitario nel governo dei fenomeni che provocano allarme sociale. Come ha ricordato Tamar Pitch su questo giornale, è almeno dagli anni Novanta che la parola “sicurezza” ha abbandonato l’area semantica della protezione sociale, per finire a indicare la sterilizzazione dei territori urbani dal degrado, il contrasto alla microcriminalità, la sorveglianza dei marginali.
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