di Michele Giorgio
Il Manifesto, 12 luglio 2024
Il caso della salma di Walid Daqqa, popolare detenuto politico palestinese deceduto tre mesi fa, non ancora restituita alla famiglia. “Questa non è una democrazia, una democrazia non porta avanti vendette”. Sanaa Salameh tre mesi fa avrebbe voluto dare un ultimo abbraccio al marito Walid Daqqa morto lo scorso 7 aprile di cancro in prigione. Sino ad oggi non è riuscita neppure a dargli una sepoltura. Il governo Netanyahu ha deciso di non restituire il corpo alla famiglia e di trattenerlo allo scopo di usarlo in uno possibile scambio di prigionieri.
di Simona Ciaramitaro
collettiva.it, 11 luglio 2024
Il provvedimento “carcere sicuro” non affronta i nodi cruciali di un sistema affetto da sovraffollamento degli istituti e alto tasso di suicidi. È stato chiamato decreto “carcere sicuro” il provvedimento varato dal Consiglio dei ministri che inizialmente era nato come “svuota carceri” e già il cambio di appellativo ci può fare immaginare che il problema del sovraffollamento degli istituti penitenziari non sarà risolto. In molti tra coloro che si occupano dei problemi carcerari l’hanno definito quanto meno insufficiente. L’obiettivo dichiarato dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio, è quello di semplificare le procedure per accelerare i tempi della burocrazia nel carcere e umanizzare gli istituti garantendo anche l’alternatività della pena in comunità. Il decreto prevede l’istituzione di un albo delle comunità che potranno accogliere alcune tipologie di reclusi, come coloro ai quali rimangono periodi brevi di pena, i tossicodipendenti e i condannati per alcuni generi di reato.
di Mauro Bazzucchi
Il Dubbio, 11 luglio 2024
Il Guardasigilli dopo aver incassato l’ok dalla Camera su abuso d’ufficio e intercettazioni, ha commentato la drammatica situazione degli istituti penitenziari dove i suicidi ormai non si contano più. È un Nordio evidentemente soddisfatto, quello che ha incassato ieri alla Camera l’ok definitivo al suo ddl sull’abuso d’ufficio e sulla nuova disciplina delle intercettazioni. In Transatlantico, il ministro della Giustizia, circondato dal suo staff, si è intrattenuto con alcuni cronisti per sottolineare ancora una volta gli aspetti a suo avviso positivi della riforma e indicare i prossimi punti di intervento sul dossier giustizia, a partire ovviamente dalla separazione delle carriere, che sta cominciando a muovere i suoi primi passi in Parlamento, in commissione a Montecitorio. Poi, il Guardasigilli ha accettato volentieri di soffermarsi col nostro giornale sulla questione dei suicidi in carcere, il cui computo si aggiorna quotidianamente e in modo drammatico e sembra non trovare contromisure adeguate sia sul fronte legislativo che amministrativo.
di Giacomo Puletti
Il Dubbio, 11 luglio 2024
Dopo le audizioni, tra cui quella di Gian Luigi Gatta e della presidente del Tribunale di sorveglianza di Cagliari Maria Cristina Ornano, le opposizioni hanno fortemente criticato il decreto. Si sono svolte ieri le audizioni commissione Giustizia al Senato sul decreto carceri, tra cui quella del capo del Dap, Giovanni Russo. “Il sovraffollamento è oggettivo ma non è dissimile a quello degli anni scorsi o registrati in altri istituti penitenziari di altri paesi della Ue”, secondo il quale tra i detenuti “c’è un disagio di fondo nel mancato accoglimento e nella mancata risposta delle istituzioni alle basilari richieste”.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 11 luglio 2024
Intervista all’avvocata Francesca Palma, coordinatrice della commissione detenuti. Attuazione della funzione istituzionale del Consiglio nazionale forense e concretezza nell’agire. Sono questi i due principi ispiratori che animano il programma della Commissione per le persone private della libertà personale del Cnf, coordinata dall’avvocata Francesca Palma. “Abbiamo voluto rimarcare questi principi - dice Palma - considerato il particolare momento che stiamo vivendo. Un momento di emergenza che richiede l’impegno e il coinvolgimento di tanti soggetti”.
di Laura Liberto*
huffingtonpost.it, 11 luglio 2024
Un pacchetto di misure inutili e gratuitamente repressive in materia penale, penitenziaria e nel diritto dell’immigrazione. Tra inasprimenti di pene, nuove e pleonastiche fattispecie di reato e misure di prevenzione, il disegno di legge in materia di sicurezza, appena licenziato dalle Commissioni Affari Costituzionali e Giustizia della Camera dei Deputati, contiene un pacchetto di misure inutili e gratuitamente repressive in materia penale, penitenziaria e nel diritto dell’immigrazione. Dalle previsioni mirate a colpire la libertà di manifestazione e a criminalizzare il dissenso, a quelle che puniscono la resistenza passiva nelle carceri e nelle strutture di detenzione e trattenimento delle persone migranti, all’ampliamento delle possibilità di revoca della cittadinanza, l’intero testo conferma la scelta, da parte della maggioranza di Governo, dell’uso simbolico del diritto penale come filo conduttore delle proprie politiche in tema “sicurezza”.
di Livio Ferrari*
Ristretti Orizzonti, 11 luglio 2024
L’attualità dei drammi e morti che si consumano nelle carceri italiane, il trovare uno spazio quotidiano nell’informazione, il continuare a parlarne non ha prodotto alcuna modificazione del sistema. Il parlarne sembra quasi fautore di un’esorcizzazione nei confronti delle macabre notizie sugli esseri umani che vengono stipati nelle nostre patrie galere e, a parte qualche labile protesta in alcuni istituti, in questi mesi la popolazione detenuta ha sentito profondamente il senso di vuoto esistenziale che c’è nei loro riguardi da parte del mondo libero. In fondo sono nella stragrande maggioranza poveri, molti stranieri, e con nessuna funzione di bacino elettorale, perciò non interessano in quanto sono vite a perdere per una società che non è in grado di integrare, soprattutto non coloro che hanno il torto di essere soprattutto ai margini.
di Adriana Logroscino
Corriere della Sera, 11 luglio 2024
La protesta dei deputati di Alleanza Verdi e Sinistra dopo il voto finale alla Camera sul ddl sull’abuso d’ufficio. “Salva-colletti bianchi, vergogna!”, “Reati aboliti, indagini impossibili!”. I deputati di Alleanza Verdi Sinistra manifestano tutta la loro contrarietà all’approvazione del disegno di legge Nordio, brandendo cartelli in Aula. Ma l’opposizione, componente centrista a parte, è durissima nella critica: “Da oggi l’Italia è un Paese più ingiusto, i cittadini non potranno più avere giustizia davanti ad abusi in concorsi e appalti”, è il monito di Giuseppe Conte, presidente del M5S. “Perché il governo da una parte abolisce l’abuso d’ufficio e dall’altra introduce nel decreto Svuota carceri il nuovo reato di peculato per distrazione? - provoca Debora Serracchiani, Pd. La verità è che l’abolizione dell’abuso d’ufficio apre una voragine nella tutela della Pubblica amministrazione che il governo ha dovuto in fretta e furia arginare per non incorrere in una procedura di infrazione europea”.
di Massimo Adinolfi
La Stampa, 11 luglio 2024
L’approvazione definitiva del ddl Nordio che elimina dal codice il reato di abuso d’ufficio, limita la diffusione delle intercettazioni, restringe le possibilità di ricorrere all’appello per il Pm e irrobustisce le garanzie in materia di custodia cautelare non è il paradiso, ma non è nemmeno l’inferno. Non è la riforma che ci monda da tutte le storture del sistema, ma non è neppure la fine di ogni idea di giustizia nel nostro paese. Non è il ripristino dello Stato di diritto, ma non è nemmeno uno scandaloso lasciapassare per corrotti e corruttori.
di Piero Sansonetti
L’Unità, 11 luglio 2024
Ci vuole un bel coraggio per dire che questa cosetta qui è una riforma della giustizia. Diciamo che per essere una riforma della giustizia, mancano due cose: la riforma e la giustizia. C’è poco da scherzare. Ci avevano detto che avrebbero fatto la separazione delle carriere, la riforma del carcere, la responsabilità civile del giudice, la fine dell’obbligatorietà dell’azione penale, e tantissime altre cose importanti, cioè che avrebbero provato a rimettere in piedi lo Stato di Diritto sfidando i veti dell’Anm (l’associazione dei magistrati) e di Scarpinato e di Travaglio. Hanno partorito un piccolo topolino, e non è nemmeno questa la cosa più grave. La cosa più grave è che insieme al topolino hanno partorito una bestia feroce che rende il nostro sistema giudiziario ancora più repressivo di quanto non fosse prima.
- Ribellarsi a una Repubblica fondata sullo strapotere delle procure si può
- Perché l’approvazione del ddl Nordio segna una svolta garantista per la giustizia penale
- Sisto: “La giustizia cambierà, è una riforma storica, ora la separazione delle carriere”
- Devis Dori (Avs): “Ma quale garantismo? Il Governo ha creato tanti nuovi reati”
- Mariastella Gelmini: “Anni di tentativi vani. Ora la paura della firma non sarà più un freno”









