di Hubert Londero
telefriuli.it, 14 luglio 2024
Le carceri italiane sono diventate una polveriera sociale, un luogo invivibile per i detenuti e per chi vi lavora, dove la dignità dell’essere umano è annichilita e l’inaccettabile diventa normalità. È il severo giudizio espresso delle quattro Camere penali del Friuli Venezia Giulia in un comunicato congiunto dopo la rivolta scoppiata giovedì nel carcere del Coroneo a Trieste e quella al Cpr di Gradisca del giorno precedente.
di Fabrizio Capecelatro
fanpage.it, 14 luglio 2024
Un uomo di 45 anni, detenuto nel carcere di Monza, si è suicidato nel pomeriggio di ieri, sabato 13 luglio. “Il detenuto, straniero, si è soffocato chiudendosi la testa in un sacchetto di plastica nella sua cella, che occupava da solo”, fa sapere il sindacato Uil pubblica amministrazione, che da tempo denuncia la grave situazione degli istituti penitenziari italiani. Si tratta, infatti, del 55esemi omicidio dietro le sbarre nel solo 2024.
di Angiola Petronio
Corriere di Verona, 14 luglio 2024
La Camera Penale e la lettera di una detenuta: “Ora basta”. “Non chiedo la luna, nè la libertà... Chiedo semplicemente quello che è il mio diritto...”. E ancora: “Ora basta! Ogni giorno si sente di un altro suicidio di detenuti... Un’altra morte inutile.... Un numero di matricola...”. E ancora: “Da una donna forte sono diventata una persona fragile, stanca. La mia mente non riesce più a ragionare. È facile perdere equilibrio, speranza, forza mentale e finire da un giorno all’altro, come l’altra ennesima vittima della disperazione. Siamo in molti che aspettano di scontare le pene alternative, ma le risposte alle nostre istanze non arrivano mai”.
di Matteo Lignelli
La Repubblica, 14 luglio 2024
Accertamenti del Garante su due ordinanze della magistratura di sorveglianza a Firenze. Gli era stata negata la liberazione anticipata perché il “tentativo di togliersi la vita mediante impiccagione” sarebbe incompatibile con il “presupposto” della liberazione stessa che è “la partecipazione all’opera rieducativa”. È quanto si legge in un’ordinanza dell’Ufficio di sorveglianza di Firenze. I fatti sono accaduti a Sollicciano, dove il 4 luglio si è tolto la vita impiccandosi nella propria cella un detenuto tunisino di venti anni di nome Fedi, che sarebbe stato libero tra circa un anno. Il contenuto dell’ordinanza è una delle segnalazioni arrivate al Garante nazionale dei detenuti, Maurizio D’Ettore, che ha deciso di avviare accertamenti su alcune risposte della magistratura di sorveglianza, che ha rigettato una serie di ricorsi per liberazione anticipata, sconto o risarcimento danni presentati da vari detenuti nel carcere di Sollicciano a Firenze a causa delle condizioni degradate della struttura.
di Giuseppe Legato
La Stampa, 14 luglio 2024
Diffuso clamorosamente dall’interno del Lorusso e Cutugno ha raggiunto in poche ore 22mila visualizzazioni e continua a rimbalzare online. Il video su TikTok è online da poco più di 24 ore. Virale perché conta 22mila visualizzazioni ed è stato - con certezza - veicolato all’esterno da un detenuto. Accompagnato da una base neomelodica napoletana inneggia ai disordini che - da due giorni ormai - stanno scandendo la vita di alcuni spazi del carcere Lorusso e Cutugno: “Noi ragazzi di Torino abbiamo deciso di rompere cessi e lavandini così facendo le celle di pernottamento non saranno più agibili e quindi dovrà intervenire l’Asl per le condizioni n cui viviamo. Dobbiamo farci sentire”.
di Fabio Castori
Il Resto del Carlino, 14 luglio 2024
“Non presenta, se mai ne abbia avute, le caratteristiche che dovrebbe avere un istituto penitenziario”. Il tempo peggiore per il mondo del carcere è proprio l’estate, i giorni che si allungano, gli spazi che non bastano, il caldo e il sovraffollamento. Nelle Marche quella di Fermo è una delle situazioni peggiori, per una casa di reclusione che ha una struttura del tutto inadeguata e lo ribadisce Giancarlo Giulianelli, garante regionale dei diritti, che da tempo parla della necessità di ricostruire una nuova struttura altrove: “Su questo insisto ancora una volta, non può più essere allocato in una struttura che attualmente non presenta, se mai ne abbia avute, le caratteristiche che dovrebbe avere un istituto penitenziario. Il tutto porta alla mancanza di spazi comuni e utili per le attività trattamentali, a luoghi che possano essere vivibili e realmente rieducativi”. Il garante ha girato tutti le carceri delle Marche e ovunque parla di una situazione problematica: “Non possiamo abbassare la guardia. Al di là delle problematiche più volte evidenziate, occorre capire cosa realmente accade in carcere, quali son i vuoti da riempire, come le attività trattamentali possano contribuire ad alleviare alcuni disagi e contemporaneamente delineare le prospettive per il futuro. Oggi servono interventi sostanziosi, prosegue Giulianelli, se non radicali. Ce lo evidenziano i detenuti, ma è un problema ormai appurato da anni. Celle fatiscenti, spazi ristretti, situazione che diventa ancor più invivibile quando perdura il sovraffollamento e va ad acuirsi durante l’estate”.
di Emanuele Lombardini
perugiatomorrow.it, 14 luglio 2024
Blitz di Caforio nella struttura perugina: “Gli ambulatori raggiungono temperature di 40 gradi d’estate e sono gelidi d’inverno. Il ginecologo visita solo due volte al mese, la degenza è chiusa, gli ambulatori hanno attrezzature guaste”. Il Garante dei detenuti dell’Umbria, Giuseppe Caforio, ha effettuato un blitz nelle strutture sanitarie del carcere di Capanne di Perugia il 13 luglio, rispondendo alle numerose segnalazioni di detenuti e polizia penitenziaria riguardo a gravi carenze. Caforio ha annunciato un esposto alla Procura della Repubblica di Perugia per chiedere un accertamento giudiziale sulle condizioni delle strutture sanitarie, che, a suo avviso, violano i diritti fondamentali sanciti dalla Convenzione dei diritti dell’uomo e dal codice penale italiano.
di Marco Angelucci
Corriere dell’Alto Adige, 14 luglio 2024
Il nuovo carcere non si farà. Il progetto di realizzare, accanto all’aeroporto, una prigione modello in partnership pubblico-privato è stato definitivamente accantonato. Il ministero della giustizia infatti ha deciso di realizzare un nuovo carcere a Pordenone, è li che andranno i fondi destinati a Bolzano. La buona notizia è che in via Dante inizierà un importante lavoro di ristrutturazione. Non in un futuro lontano ma subito. “A fine mese dovremo partire con il rifacimento di tetto e facciata per eliminare le infiltrazioni” annuncia il direttore della Casa circondariale di Bolzano Giovangiuseppe Monti. Una notizia che in città cambia molte prospettive: da un lato rende più probabile l’apertura di un Centro per i rimpatri accanto all’aeroporto (lì dove doveva sorgere il nuovo carcere), dall’altra rende meno probabile il trasferimento del museo di Ötzi in via Dante.
di Paola Bulbarelli
La Verità, 14 luglio 2024
Il presidente dell’antica Accademia dei sartori racconta il progetto che vede coinvolti i reclusi di Rebibbia: “Insegniamo loro a creare pantaloni, giacche e gilet. Così imparano un mestiere per reintegrarsi in società”. Per una sera indossatori, per 650 ore in un anno (tanto dura il corso) sarti, e anche di più. Il riscatto per alcuni detenuti di Rebibbia parte da lì, dalla voglia d’imparare un mestiere e di tentare di farcela una volta fuori, dopo aver scontato la pena. La mano viene tesa, dal 2017, dall’accademia nazionale dei sartori, la più antica associazione italiana nel settore dell’abbigliamento che dimostra come la tradizione sartoriale possa essere non solo un simbolo di eleganza e stile, ma anche un potente strumento di trasformazione sociale.
di Diego Molino
La Stampa, 14 luglio 2024
Riunione dei commercianti con gli assessori di Politiche Sociali, Sicurezza e Commercio. Nasce un tavolo di lavoro permanente. Rosatelli: “Comune lasciato solo, intervenga l’Asl”. “È ora di fare qualcosa per affrontare la questione dei clochard, che ormai riguarda tutta la città e in tutti i periodi dell’anno”. Sono le “casette” di cartone, con materassi e tende sotto i portici e davanti alle vetrine dello shopping, uno dei problemi messi in cima alle urgenze dai negozianti torinesi. Il trend è in aumento e le difficoltà non mancano, come conferma l’assessore comunale alle Politiche Sociali Jacopo Rosatelli, che dice: “Anche l’Asl deve fare la sua parte, invece finora la Città è stata lasciata da sola”.









