ansa.it, 15 luglio 2024
All’indomani rivolta analisi di Sbriglia, 20 anni capo del Mari. “Quando un sistema penitenziario comincia a fare acqua da tutte le parti, favorisce il formarsi di una logica anti istituzionale contro il sistema, di tipo terroristico. I terrorismi negli anni passati trovavano nelle carceri la fonte primaria di approvvigionamento di risorse umane”. È il pericolo paventato in una intervista alla Tgr Fvg di lingua italiana della Rai da Enrico Sbriglia, per circa venti anni direttore del carcere del Coroneo di Trieste dove pochi giorni fa si è verificata una rivolta.
di Dario del Porto
La Repubblica, 15 luglio 2024
Associazioni, volontari e professionisti contrari alla delocalizzazione dell’istituto dove si svolgono attività per il recupero dei minori. “Nisida costituisce, da sempre, un simbolo, il più rappresentativo, dei percorsi di recupero dei minori”, avverte il presidente del Tribunale per i minorenni di Salerno Piero Avallone. Il magistrato scuote il capo davanti all’ipotesi, raccontata ieri da Repubblica, di una delocalizzazione del carcere minorile che ha ispirato “Mare fuori” nell’ambito degli interventi risanamento dell’area di Bagnoli. “Non entro nel merito delle scelte della politica, mi limito a ricordare che Nisida è un luogo dove i ragazzi sono quotidianamente coinvolti in progetti, corsi e attività con risultati apprezzati non solo in Italia. Non a caso ne parlò anche Eduardo De Filippo”, sottolinea Avallone.
di Annalisa Angelici
La Nazione, 15 luglio 2024
Il progetto “Made in Rebibbia. Ricuciamolo insieme” offre detenuti la possibilità di reinventare il futuro attraverso la sartoria, con il supporto di Bmw Roma e l’Accademia dei sartori. La sfilata di fine corso ha mostrato il talento e il percorso di recupero di otto partecipanti, con uno di loro già reinserito nel settore. Offrire a chi partecipa una seconda chance, l’opportunità di reinventare il proprio futuro grazie alla creatività. È il principale obiettivo del bel progetto “Made in Rebibbia. Ricuciamolo insieme”, giunto quest’anno alla sesta edizione: un’iniziativa che sposa la tradizione sartoriale italiana, attraverso una collaborazione tra Bmw Roma, l’Accademia nazionale dei sartori e il carcere di Rebibbia.
primacomo.it, 15 luglio 2024
AsLiCo, in collaborazione con il Centro diurno del Carcere di Como, per il secondo anno consecutivo porta il progetto L’ora d’Aria all’interno della Casa Circondariale il Bassone. Il percorso di formazione di canto corale rivolto ai detenuti culminerà nello spettacolo partecipativo Memorie di Ping il 19 luglio 2024. Negli ultimi anni, il Teatro Sociale di Como ha consolidato la collaborazione con la Casa Circondariale Il Bassone, offrendo momenti di spettacolo e formazione all’interno della struttura penitenziaria. Inoltre, il Teatro si è sempre più affermato come un punto d’incontro tra arte, cultura, spettacolo e le diverse forme di fragilità. Quest’anno il Teatro ha offerto un supporto di coordinamento didattico al Centro Diurno per la pianificazione di laboratori settimanali dei corsi di musica e teatro nel quale si lavora su elementi base della socialità quali l’ascolto, la fantasia, capacità mnemoniche, il confronto, il supporto, la consapevolezza corporea, il movimento, il confronto e il dialogo.
di Ilaria Zaffino
La Repubblica, 15 luglio 2024
Il libro di Nila, attivista iraniana sotto pseudonimo, prima di tutto è una testimonianza. Intima, appassionata, e ci arriva direttamente dalle strade di Teheran, dalla viva voce di una delle protagoniste della nuova rivoluzione iraniana che dall’interno, giorno dopo giorno, nei mesi successivi alla morte di Mahsa Amini, la giovane curda arrestata nel settembre del 2022 per non aver indossato correttamente l’hijab, ricostruisce cosa succede. “In questo momento della nostra storia testimoniare è una parola più ardente di vivere: si può vivere una vita restando spettatori. Testimoniare significa essere artefici del nostro destino”, scrive Nila, autrice e attivista iraniana per i diritti delle donne e delle minoranze.
di Flavia Perina
La Stampa, 15 luglio 2024
Le nostre società hanno cancellato il valore di quelli che Alex Langer chiamava “mediatori, costruttori di ponti, saltatori di muri, esploratori di frontiera”: gente che rifiuta la logica della tribù e la costruzione di nemici ancestrali su cui proiettare frustrazione e paura. L’odio, che nel mondo classico era patologia del conflitto, oggi è una parola nel vento: si utilizza come facilitatore del consenso, come martello contro gli avversari, come elemento di orgoglio identitario (“ci odiano quindi siamo nel giusto”), come calcolo vittimista, o anche come grido di battaglia.
di Angelo Mastrandrea
Il Manifesto, 15 luglio 2024
Tre inchieste in pochi giorni tra Treviso e Verona: lavoratori impiegati nei vigneti o a raccogliere radicchio e zucchine. Negli ultimi tre giorni in Veneto 33 braccianti sono stati trovati a lavorare in condizioni di schiavitù a Cologna Veneta, in provincia di Verona, altri tre sono stati trovati a raccogliere zucchine al nero a Fanzolo, sempre nel trevigiano, mentre una cinquantina che vivevano in un casolare di Oderzo, in provincia di Treviso, hanno denunciato di essere impiegati nei vigneti della zona fino a 14 ore al giorno, per 5 euro all’ora. In tutti e tre i casi sia i datori di lavoro che i lavoratori erano indiani, come Satnam Singh, il migrante morto a Latina perché il datore di lavoro non ha chiamato i soccorsi dopo che un macchinario avvolgi-plastica gli aveva tranciato il braccio.
di Alessandra Ziniti
La Repubblica, 15 luglio 2024
Ma il protocollo slitta ancora: partenza il 10 agosto. Già montati 10 maxischermi nelle aule. La richiesta del ministero: ogni giorno udienze in videoconferenza in contemporanea. Organici aumentati del 50 % e altri 40.000 euro per l’affitto di una palazzina. Nelle aule del tribunale di Roma sono già stati montati ben dieci maxischermi. L’indicazione pressante del ministero di Grazia e giustizia è: udienze di convalida dei fermi dei migranti portati in Albania a tutto spiano, dieci in contemporanea. In videoconferenza naturalmente. E pazienza se la bistrattata giustizia italiana non ha gli occhi neanche per piangere. Per far partire alla grande il protocollo Albania, vera e propria ossessione di Giorgia Meloni, il governo è pronto a fare di tutto.
di Alberto Simoni
La Stampa, 15 luglio 2024
Scampato all’attentato, Donald Trump sceglie la via della moderazione: “Non possiamo cedere all’odio”. Oggi sarà alla Convention repubblicana. Donald Trump sembra non voler lasciare un centimetro e perdere nemmeno un secondo di quel contatto con il suo popolo che sul palco di Butler, mentre si rialzava e lanciava il pugno al cielo è apparso viscerale, fisico. Un tutt’uno fra l’urlo combattiamo e la folla che scandisce “Usa-Usa”. Oggi inizia la Convention repubblicana di Milwaukee e il tycoon vuole esserci dal primo minuto. Ieri ha annunciato sul suo social Truth che sarebbe partito per il Wisconsin: “Stavo per posticipare il viaggio di due giorni, ma ho appena deciso che non posso consentire a uno sparatore e a un potenziale assassino di obbligarmi a cambiare la mia agenda. E quindi sarò oggi (domenica, ndr) a Milwaukee”.
di Youssef Hassan Holgado
Il Domani, 15 luglio 2024
Negli ultimi nove mesi i prezzi degli alimenti che si trovano a Gaza hanno raggiunto cifre folli. Gli aiuti umanitari non bastano più. Ed è nato un mercato nero parallelo per tirare avanti. A Gaza ci sono due guerre in corso. Una è quella delle bombe, dei missili e dei colpi di artiglieria pesante: ha causato 38 mila morti, ma potrebbero essere 186mila secondo un nuovo studio scientifico di The Lancet. L’altra è quella della sopravvivenza, della ricerca costante di cibo, un posto in ospedale, un tetto sopra la testa. Quest’ultima, da tempo, preoccupa la comunità internazionale che ha lanciato nei mesi scorsi costanti allarmi sul rischio di malnutrizione per circa due milioni di persone che vivono ancora a Gaza.
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