di Eleonora Martini
Il Manifesto, 16 luglio 2024
A Venezia il 56esimo suicidio. Il portavoce della Conferenza nazionale Ciambriello al ministro Nordio: “Ascoltate le nostre proposte”. È una bocciatura definitiva e senza appello, quella che gli 86 Garanti territoriali dei detenuti pronunciano contro il decreto governativo “Carcere sicuro” per il quale scadono oggi i termini di presentazione degli emendamenti in commissione Giustizia del Senato, dove è appena iniziato l’iter di conversione in legge. Mentre negli ultimi giorni si è registrata un’ulteriore sequela di suicidi in carcere, arrivando al nuovo record di 56 dall’inizio dell’anno - per ultimo, il 37enne Alessandro Girardi, che scontava una pena per spaccio e si è impiccato con un lenzuolo nella sua cella della Casa Circondariale Santa Maria Maggiore di Venezia - e mentre si moltiplicano le “manifestazioni di disperazione che troppo spesso la stampa chiama a sproposito “rivolte”“, la Conferenza nazionale dei garanti presieduta dal Garante campano Samuele Ciambriello mette un punto fermo in una conferenza stampa al Senato. E stila un elenco di proposte e richieste, prima tra tutte quella rivolta al ministro Nordio affinché ascolti coloro che hanno per compito “uno sguardo intrusivo” nell’universo detentivo.
di Roberto Giachetti*
Il Foglio, 16 luglio 2024
Se l’esecutivo non vuole nemmeno discutere del sovraffollamento, non ci resta che far valere l’articolo 40 del codice penale. Se continuiamo a far finta di non capire che stiamo parlando dei rimedi a una emergenza, e non delle scelte strategiche per migliorare il sistema carcerario, il risultato non potrà che continuare a essere quello di un dibattito inconcludente e pieno di falsità. L’emergenza è quella del sovraffollamento carcerario con punte in alcuni istituti che raggiungono il 250 per cento, con una presenza attuale di oltre 61.000 detenuti a fronte di una capienza effettiva di circa 47.000 posti. Questa emergenza vede nei 57 suicidi di detenuti nei primi sei mesi dell’anno, ai quali vanno aggiunti i sei agenti di polizia penitenziaria, la punta dell’iceberg del dramma che si consuma nelle nostre carceri ma in realtà il dramma è molto più complesso. Basti pensare che nello stesso periodo ci sono stati più di 800 tentativi di suicidio sventati solo grazie all’impegno della polizia penitenziaria, nonché migliaia di atti di autolesionismo.
di Saverio Tommasi
fanpage.it, 16 luglio 2024
Sembra che le morti in carcere facciano ormai parte del sistema, come i buchi per le ciambelle, e nessuno voglia farci niente. Sono 56 morti dall’inizio dell’anno, più due se ci aggiungiamo quelli che si sono lasciati morire di fame. Il penultimo, invece, si è soffocato con un sacchetto di plastica; quello di stanotte si è impiccato con il lenzuolo. Ho deciso di scrivere un articolo sui suicidi in carcere, l’ho deciso ieri, era domenica. Perché 55 suicidi dall’inizio del 2024 sono un numero impressionante. Anche uno sarebbe troppo, ma 55 sono 55 volte troppo. Mi sono svegliato oggi, lunedì, e un’altra persona detenuta si era ammazzata in carcere, questa notte, impiccandosi con un lenzuolo, così sono diventate 56 persone che dall’inizio dell’anno si sono tolte la vita in carcere.
di Mauro Favaro
Il Gazzettino, 16 luglio 2024
Il titolare della Giustizia interviene sul tema, dopo che un 37enne si è impiccato nella casa circondariale di Venezia. “Il suicidio in carcere purtroppo è un flagello molto difficile da prevenire. Abbiamo già stanziato 5 milioni per l’aiuto psicologico. Rispetto al sovraffollamento, poi, si dovrà intervenire sulla limitazione della carcerazione preventiva. I detenuti in attesa di giudizio arrivano al 30%. Vuol dire 15mila persone. Una loro diminuzione sarebbe già utile. Inoltre stiamo spingendo molto sulla possibilità di stringere accordi con Stati esteri. È lo stesso problema che ha la Gran Bretagna. Il 50% dei nostri detenuti è straniero. L’immigrazione molto intensa ha provocato, è statistica, non certo razzismo, un’esplosione nelle carceri di detenuti molto differenziati”. A parlare è Carlo Nordio. Il ministro della Giustizia interviene così dopo il suicidio di un 37enne di San Donà nella casa circondariale di Venezia.
di Angela Stella
L’Unità, 16 luglio 2024
Ormai il bollettino di morte nelle carceri è giornaliero: “Originario di San Donà di Piave, 37 anni da poco compiuti, detenuto per vari reati connessi allo spaccio di stupefacenti, nella notte è stato trovato impiccato con il lenzuolo nella sua cella della Casa Circondariale Santa Maria Maggiore di Venezia - ha reso noto Gennarino De Fazio, Segretario Generale della Uil-Pa Polizia Penitenziaria -. A nulla sono valsi i soccorsi. Salgono così a 56 i morti suicidi in quello che appare come un bollettino di guerra, ma che è invece il tragico conteggio di persone nelle mani dello Stato e che lo Stato non riesce a tutelare. A questi bisogna poi aggiungere i 6 appartenenti alla Polizia penitenziaria che si sono tolti la vita. Una mattanza irrefrenabile”.
di Francesco Grignetti
La Stampa, 16 luglio 2024
Cinque suicidi in sei mesi rappresentano l’altra faccia dell’emergenza. Il sindacato: “I turni e il lavoro sono troppo stressanti, la gente crolla”. Chi si spara nel chiuso della sua macchina. Chi si getta dal parcheggio multipiano di un centro commerciale. Chi si impicca a un albero in campagna. Sono tanti i drammi che si contano nel corpo della polizia penitenziaria. Dall’inizio dell’anno ci sono stati 5 suicidi, o forse sei, dipende come si considera un caso molto particolare. Troppi in ogni caso. Come per i suicidi di detenuti: tantissimi, mai come ora. La faccia più oscura del carcere italiano.
di Francesco Damato
Il Dubbio, 16 luglio 2024
Nonostante i risultati catastrofici previsti - se non auspicati- da chi ha votato contro e dall’Associazione nazionale dei magistrati, o suoi vertici, vanno naturalmente tutti verificati gli effetti giudiziari della legge che il ministro della Giustizia Carlo Nordio è appena riuscito a fare approvare definitivamente dalla Camera. Essa abolisce il reato di abuso d’ufficio, limita la diffusione delle intercettazioni in cui cadono anche terzi, rende inappellabili le sentenze sui reati minori, impone - sia pure a scadenza non immediata- decisioni collegiali sugli arresti chiesti dal pubblico ministero durante le indagini e altro ancora. È un anticipo della riforma della Giustizia, in attesa della separazione delle carriere dei giudici e dei magistrati d’accusa.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 16 luglio 2024
Avvocati, magistrati e politici a confronto sul futuro della giustizia italiana a Bologna. Il presidente del Cnf Greco: sulla riforma allarmismi esagerati. Opinioni a confronto sulla separazione delle carriere. Avvocati, magistrati, politici e rappresentanti delle istituzioni sono intervenuti oggi a Bologna in un convegno organizzato dal Coa felsineo, dalla Fondazione forense bolognese, dall’Organismo congressuale forense e dall’Urcofer (Unione regionale dei Consigli degli ordini forensi dell’Emilio Romagna). A fare gli onori di casa Flavio Peccenini (presidente dell’ordine degli avvocati di Bologna), Mauro Cellarosi, (presidente Urcofer) e Gian Luca Malavasi (direttore della Fondazione forense bolognese).
di Valentina Stella
Il Dubbio, 16 luglio 2024
Riforma dell’abuso d’ufficio e del Csm: il presidente dell’Anm, Giuseppe Santalucia, replica al professor Giorgio Spangher e a chi sostiene che le cosiddette toghe rosse vogliamo boicottare il ddl costituzionale della giustizia.
di Maria Grazia Giuffrida*
Avvenire, 16 luglio 2024
Non si ferma in Italia la conta delle donne uccise dal partner o dall’ex compagno. Drammi che si portano con sé la tragedia, spesso invisibile, degli orfani di crimini domestici: bambini e ragazzi che hanno perso la madre, subendo un trauma indelebile e che restano ancora troppo nell’ombra. Dai dati del Ministero dell’Interno emerge che nel primo semestre di quest’anno sono stati commessi in Italia 49 omicidi di donne, di cui 44 uccise in ambito familiare affettivo. Il confronto con il primo semestre 2023 segnala un decremento del fenomeno: le donne uccise in ambito familiare affettivo calano da 53 a 44 e i reati commessi da partner o ex compagni passano da 32 a 24 casi. Una diminuzione che sembra confermare una tendenza già rilevata nel 2023 quanto le donne uccise in ambito affettivo furono 95, a fronte delle 106 dell’anno precedente.
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