di Valentina Stella
Il Dubbio, 18 luglio 2024
Ddl Nordio: ne parliamo con l’avvocato Oliviero Mazza, ordinario di diritto processuale penale all’Università degli studi Milano- Bicocca, che fa il seguente bilancio: “Certamente positivo è il cambio di passo rispetto alla stagione Cartabia, quando l’obiettivo era solo l’efficienza attuata con un taglio lineare delle garanzie. Oggi si parla apertamente di garantismo, ma l’impressione è che ci sia tanto fumo senza arrosto”.
di Vanessa Pallucchi*
Avvenire, 18 luglio 2024
Nei giorni scorsi l’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (Anbsc) ha siglato un accordo con il Ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (Masaf) che interviene in maniera inedita sulla gestione e valorizzazione dei terreni confiscati alle mafie. Per la prima volta si prevede che siano messi “a disposizione di giovani imprenditori agricoli” che dovranno esercitare l’attività imprenditoriale contestualmente alla “realizzazione di iniziative a favore di soggetti con disabilità e immigrati, nonché iniziative a carattere didattico e divulgativo”.
di Nicola Mirenzi
Il Foglio, 18 luglio 2024
Ci voleva Netflix per dare una scossa al discorso pubblico sulla giustizia: “Io non so se Massimo Bossetti sia innocente oppure colpevole”, dice Gianluca Neri, ideatore e direttore della docuserie “Il caso Yara: oltre ogni ragionevole dubbio”. “Quello che so è che in Italia si dimentica spesso l’articolo 533 del codice di procedura penale, secondo il quale è meglio avere un colpevole fuori che un innocente in galera. È il principio della condanna oltre ogni ragionevole dubbio. E vale anche di fronte ad Hannibal Lecter. Farebbero bene a rileggerselo un po’ tutti i politici, a destra e a sinistra, a partire da quelli che oggi manifestano a Genova a favore della carcerazione preventiva, in questo caso di Giovanni Toti, ma vale per chiunque”.
di Luigi Mastrodonato
Il Domani, 18 luglio 2024
Il corpo di Zdenko Ferjancic trovato dai suoi compagni di cella il giorno dopo una rivolta. Cosa è accaduto tra l’11 e il 12 luglio? Ora il legale ha preparato un esposto da mandare in procura. Il 12 luglio Zdenko Ferjancic, un detenuto del carcere di Trieste, è morto, secondo le prime ricostruzioni, per “overdose da metadone”. Il giorno prima c’era stata una rivolta nell’istituto, durante la quale alcuni detenuti avevano dato assalto all’infermeria. Ora ci si interroga su quello che è stato fatto, o non è stato fatto, per impedire quel decesso. E il suo avvocato ha presentato un esposto in procura.
di Nicolò Giraldi
triesteprima.it, 18 luglio 2024
Cosa è successo dentro al carcere del Coroneo in occasione della rivolta e nei giorni successivi? Per la persona detenuta che ha raccontato i fatti è stato garantito l’anonimato. La comunicazione è avvenuta tramite un telefono cellulare. “Siamo divorati dalle cimici, dalle formiche, dagli scarafaggi. Per poter chiamare a casa di norma ci vuole un mese e mezzo. Spesso la gente viene messa in isolamento per motivazioni sanitarie, ma non è come dicono i giornali. Tutto questo (la rivolta ndr) non è stato fatto solo per il caldo e il sovraffollamento, ma perché anche noi siamo esseri umani e abbiamo comunque i nostri diritti. La situazione è degenerata, non si voleva arrivare a tanto, l’obiettivo era di poter parlare con qualcuno che può far arrivare la nostra voce oltre queste mura, ma diciamo che non c’era motivazione per arrivare a distruggere l’infermeria, non c’entrava niente”. Il racconto esclusivo che TriestePrima è in grado di pubblicare è affidato ad una persona detenuta nel carcere del Coroneo a Trieste. Il mezzo attraverso il quale la persona rinchiusa alla Ernesto Mari (persona che manterremo anonima) descrive i fatti dello scorso 11 luglio è un telefono cellulare.
di Francesco Mariucci
Corriere dell’Alto Adige, 18 luglio 2024
Lenzuola appese e pentole sbattute contro le inferriate. La politica prende tempo. Lenzuoli appesi e pentole sbattute contro le inferriate. Al carcere di Bolzano va in scena la protesta dei detenuti: “Vogliono sensibilizzare sulle loro condizioni” spiega il direttore Monti. Non sono settimane facili per il carcere di Bolzano. Prima l’epidemia di scabbia risolta da poco, poi l’incertezza sui fondi e su una nuova struttura che si fa attendere ormai da troppo tempo. Una situazione non facile in primis per i detenuti, tanto che è arrivata una protesta plateale: lenzuoli appesi dalle finestre e pentole sbattute contro le inferriate. Nulla di violento, ma un gesto che chiede di riaccendere una luce: “Nessuna rivolta, non ci sono stati momenti di tensione o aggressività.
di Mimmo Fornari
L’Opinione, 18 luglio 2024
La situazione peggiore è a Regina Coeli, con “1.129 presenze contro i 628 posti disponibili e un tasso di sovraffollamento del 180 per cento”. Ma nel resto delle carceri circondariali non va meglio. La fotografia scattata nella Capitale fa riflettere, come spiegato da Valentina Calderone, Garante dei detenuti a Roma. “Dal marzo 2023 a oggi ho constatato un significativo peggioramento delle condizioni di vita nella maggior parte degli istituti. La maggior parte dei dati sono aggiornati a dicembre 2023, mentre alcuni dati sono aggiornati a giugno 2024, in particolare sul sovraffollamento, in costante e preoccupante crescita”.
di Eugenio Barboglio
Brescia Oggi, 18 luglio 2024
In una nuova lettera al Presidente della Repubblica, gli ospiti del penitenziario cittadino raccontano le condizioni penose all’interno della struttura e chiedono interventi. “Abbiamo scelto la strada del dialogo”. Di lettere ne hanno scritte parecchie. Il tema, sempre lo stesso: il sovraffollamento, le condizioni disumane di detenzione, soprattutto d’estate. Risposte concrete, nessuna. Il nuovo carcere? Passano gli anni e appare sempre più un miraggio. Il Governo è riuscito a diffondere due volte la notizia dello stesso stanziamento pur di calmare le acque. Ma il Nerio Fischione è sempre lì, pieno come un uovo.
di Nicoletta Gigli
Il Messaggero, 18 luglio 2024
Il carcere di Sabbione scoppia. Al punto che la neo comandante della Polizia penitenziaria, Vanda Falconi, ha deciso di interessare il prefetto Giuseppe Bruno. “All’istituto di Terni sono presenti 562 detenuti a fronte di una capienza di 422 presenze, la situazione non è più tollerabile sia per la dignità degli ospiti presenti che del personale in ogni comparto che quotidianamente si trova a fronteggiare una situazione inconcepibile. Proprio oggi - dice la comandante Vanda Falconi - abbiamo preparato una richiesta per il blocco delle assegnazioni sezioni media sicurezza e di sfollamento detenuti ex articolo 32 DPR 230/00 da ratificare nei prossimi giorni. Ho informato il prefetto - aggiunge - e ho chiesto il suo sostegno per garantire la sicurezza interna ed esterna”.
di Luigi Alfonso
vita.it, 18 luglio 2024
Irene Testa, Garante dei detenuti della Sardegna, ha fotografato i 44 gradi registrati dal termometro della struttura. Il sovraffollamento complica le cose e favorisce la diffusione delle malattie. Il caldo asfissiante, che in Sardegna nei mesi estivi non è certamente una novità, sta creando parecchi problemi negli istituti penitenziari dell’Isola. Oggi il termometro, all’interno del carcere di Uta (Cagliari) ha segnato i 44 gradi centigradi. Lo ha rilevato personalmente Irene Testa, Garante dei detenuti della Sardegna, in occasione di una delle sue periodiche visite alla Casa circondariale. “I detenuti erano stipati in celle da sei metri quadrati per due, per un totale di quattro detenuti per cella”, spiega. “A causa del sovraffollamento, di sicuro peggiorato da quando si stanno eseguendo imponenti trasferimenti dai penitenziari del Nord a quelli del Sud Italia, si è aggiunta in quasi tutte le sezioni una quarta branda”.
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