di Valeria Pacelli
Il Fatto Quotidiano, 20 marzo 2024
I pm: detenuto incappucciato e picchiato. E la giunta Pd non chiede di costituirsi parte civile. Il video è uno di quelli che hanno fatto più scalpore: un detenuto “scortato” da alcuni agenti, incappucciato con una federa bianca. Finisce a terra e lì viene colpito con calci e pugni. Era il 3 aprile 2023. Le immagini sono quelle delle telecamere del carcere di Reggio Emilia. Per la procura è stata tortura. Così l’8 febbraio scorso, la pm Maria Rita Pantani chiede il rinvio a giudizio per dieci agenti. Lo sdegno è generale: “Non sono cose accettabili” dice il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 20 marzo 2024
Il ministro della Giustizia, rispondendo all’interrogazione parlamentare di Roberto Giachetti di Italia Viva, ha dato notizia dell’avvio del procedimento per l’episodio avvenuto nell’istituto Pagliarelli di Palermo. Avviata l’azione disciplinare nei confronti degli agenti penitenziari del carcere Pagliarelli di Palermo che hanno aggredito verbalmente l’avvocato Stefano Giordano e il suo collega Giovan Battista Lauricella. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha risposto all’interrogazione parlamentare di Roberto Giachetti di Italia Viva, dopo l’articolo de Il Dubbio e la trasmissione di Radio Leopolda “Carceri, bisogna vederle” curata da Rita Bernardini dell’11 gennaio, sull’episodio di aggressione verbale ai danni di due avvocati difensori dei detenuti azeri ristretti nel carcere di Palermo.
di Antonio Mattone
Il Mattino, 20 marzo 2024
È trascorso un anno da quella maledetta notte che inghiottì la giovane vita e i sogni di Francesco Pio Maimone, ucciso con un colpo di pistola. Francesco Pio era seduto presso gli chalet di Mergellina al termine di una giornata di lavoro. Carlo, il suo amico del cuore, non riesce a darsi pace. Era accanto a lui quella sera e i ricordi riaffiorano come un fiume carsico che all’improvviso torna in superfice.
di Arnaldo Capezzuto
Il Fatto Quotidiano, 20 marzo 2024
“Perché so sparare così bene? A Capodanno compravamo le pistole e sparavamo”. Scende il gelo e s’impadronisce dell’aula del Tribunale per i minorenni di Napoli quando il 17enne killer di GioGiò, risponde così gelido, indifferente alla domanda formulata dal giudice che gli chiedeva “Come avesse imparato così bene a sparare”. È stata una prova durissima per Daniela Di Maggio e Franco Cutolo, i genitori di Giovanbattista, il 24enne musicista napoletano ammazzato, lo scorso 31 agosto dello scorso anno, con tre colpi di pistola per aver difeso un suo amico nel corso di una rissa. Lo sguardo basso del babykiller ha più volte incrociato gli occhi di Daniela e Franco.
di Gianni Santucci
Corriere della Sera, 20 marzo 2024
Oggi, a 22 anni dalla fondazione della Casa della carità, l’intervista al presidente onorario don Colmegna: “A Milano emerga nuova passione”. È una storia che inizia con un dialogo. Risale a più di vent’anni fa. Don Virginio Colmegna dice al cardinale Carlo Maria Martini: “Ormai si scambia la carità per elemosina”. La risposta dell’arcivescovo: “La carità deve abbracciare la giustizia”.
di Milena Gabanelli e Andrea Priante
Corriere della Sera, 20 marzo 2024
14 marzo 2024, un brigadiere capo dei carabinieri forestali di Cuneo si toglie la vita con la pistola d’ordinanza. 4 marzo, in provincia di Avellino si uccide un agente delle Penitenziaria. 27 febbraio, un finanziere si lancia dal decimo piano dell’ospedale di Chieti. 26 febbraio, una poliziotta si spara negli alloggi di servizio del commissariato di Rosignano. 24 febbraio, a Cosenza si suicida un assistente capo della Penitenziaria. 21 febbraio, in provincia di Bologna una giovane vigilessa la fa finita negli spogliatoi del Comando. 26 gennaio, in provincia di Vicenza a togliersi la vita è un vicebrigadiere delle Fiamme gialle di 38 anni. 25 gennaio, un carabiniere di Merate muore qualche giorno dopo essersi sparato mentre si trovava nella casa della compagna. 21 gennaio, un agente del carcere di Bollate si uccide lanciandosi dal secondo piano di un centro commerciale a Milano. 8 gennaio, è la volta di un sottoufficiale della Marina Militare, di 46 anni. Queste sono le informazioni di cui si trova traccia nelle cronache locali, ma quanti sono realmente gli uomini e le donne in divisa che scelgono di farla finita? E perché?
di Giovanna Cavallo*
Il Manifesto, 20 marzo 2024
L’appello di nove organizzazioni della società civile che da oltre sei mesi stanno attraversando l’Italia e ieri sono arrivate a Bruxelles. “La riforma dei regolamenti Ue causerà sofferenza e violazioni dei diritti”. “La politica degli ingressi legali non è una priorità in questo momento”. Risuonano ancora le parole che il vicepresidente della Commissione Ue Margaritis Schinas usò per annunciare la proposta di modifica dei regolamenti in materia di immigrazione: il nuovo Patto europeo migrazione e asilo. Quelle parole illustravano una strategia politica di chiusura e contenimento di un’immigrazione considerata sempre più come problema e trattata ancora come perenne emergenza.
di Susanna Ronconi
Il Manifesto, 20 marzo 2024
Il 15 marzo Antony Blinken, segretario di Stato degli Usa , fa il suo ingresso alla Cnd, Commission on Narcotic Drugs, a Vienna. Partecipazione non usuale, ci si aspetta che gli Stati uniti portino una parola forte in un appuntamento che deve fare il punto di medio termine sulla strategia globale decennale delle droghe, siglata nel 2019. Blinken è un falco della ‘war on drugs’, e infatti pone da subito una forte enfasi sulla ‘riduzione dell’offerta’, la lotta al narcotraffico, la risposta muscolare che da oltre 60 anni non produce nulla se non effetti disastrosi su persone che usano droghe e comunità. Ma poi, quando si arriva alla crisi del fentanyl, l’oppioide sintetico che negli Usa ha ucciso oltre 500mila persone per overdose, Blinken non si limita alla lotta a produzione e traffico dei precursori (le sostanze che servono a produrlo), ma pronuncia la parola ‘riduzione del danno’ (RdD): secondo gli esterrefatti attivisti americani, è un vero evento, qualsiasi cosa RdD voglia dire per Blinken.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 20 marzo 2024
“Non so neanche se il mio assistito è vivo o morto”, spiega uno dei legali degli imputati egiziani, rendendo bene l’idea di un processo diventato paradossale. E anche per ascoltare i testimoni la procura ora chiede una mano alla Farnesina. “La Farnesina ci aiuti a far venire i testimoni egiziani”. È ripreso con un nuovo disperato appello della procura di Roma rivolto al ministero degli Esteri il processo sull’omicidio di Giulio Regeni, in corso davanti alla Corte d’assise della Capitale. Nonostante infatti il tentativo di risolvere la vicenda sul piano giudiziario, alla fine si torna sempre lì, al vero nodo, che resta di natura politica e diplomatica.
La Repubblica, 20 marzo 2024
I due inviati della Rai uccisi a Mogadiscio il 20 marzo del 1994 durante la guerra civile in Somalia. Il presidente della Repubblica: “La loro morte è una ferita per l’intera società”. È domenica 20 marzo 1994, esattamente 30 anni fa, quando Ilaria Alpi viene uccisa a Mogadiscio insieme con il suo operatore Miran Hrovatin: inviati dal Tg3 per documentare la guerra civile somala, vengono freddati nella zona nord della città mentre lavorano a un’inchiesta sui traffici illeciti di armi e rifiuti tossici tra la Somalia e l’Italia.
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