di Francesco Storace
Libero, 21 marzo 2023
Il record (85 morti) col passato governo. Ostellari (Lega): ferite che stiamo curando. Riecco gli amnistiatori, gli indultisti, i senzacelle. Da ieri una nuova emergenza, quella dei suicidi nelle carceri. È decretata dalle Camere penali, assieme a un po’ di associazioni e a diversi parlamentari di sinistra. In particolare sono questi ultimi a recitare la parte dei sensibili, ma hanno dimenticato un po’ di dati. È dal 1990 che vengono raccolte le tristi cifre sui suicidi di detenuti. In Italia il picco massimo in un anno è stato di 85 morti, ma nel 2022 (governo dei “migliori” di Draghi e Cartabia).
Agenparl, 21 marzo 2023
“Sul drammatico fenomeno dei suicidi nelle carceri, oggetto della manifestazione delle Camere penali, l’impegno che caratterizza l’attività del Ministero della Giustizia è massimo. È stato costituito un gruppo di lavoro sulla prevenzione dei suicidi che vede impegnati autorevoli psicologi e psichiatri per analizzare, partendo dal 2022, ogni episodio al fine di verificarne cause personali e ambientali. È stato potenziato l’organico del personale del Terzo settore con significativi incrementi dei volontari, utilissimi in proposito, anche nel 2023. Ed è stata attivata la rete dei cappellani militari per avere anche da tali referenti notizie in merito”.
Il Sole 24 Ore, 21 marzo 2023
“Il sovraffollamento carcerario ed il numero dei suicidi sono uno scandalo. Le Camere penali scioperano e propongono un procedimento di clemenza. Può essere una soluzione tampone”. A dirlo è il segretario di AreaDg, l’associazione che riunisce le toghe progressiste, Giovanni Zaccaro. “Io - aggiunge Zaccaro - però penserei più a legalizzare e depenalizzare la vendita di droghe leggere. Il 34,3% della popolazione carceraria italiana è detenuta per reati in materia di stupefacenti, il doppio quasi della percentuale europea che è pari al 18,4%”.
di Saul Caia
Il Fatto Quotidiano, 21 marzo 2023
Droga, armi e telefonini che entrano nei penitenziari italiani come se fossero il mercato rionale o, più propriamente, la piazza di spaccio del quartiere. Uno spaccato, quello esposto martedì dal procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, su cui Il Fatto ha realizzato ieri un ampio approfondimento, che pone seri dubbi sullo stato di salute dei penitenziari italiani. Per il procuratore aggiunto di Catania, Sebastiano Ardita, già direttore generale del Dap (Dipartimento amministrazione penitenziaria) tra il 2002 e il 2011, “emerge oramai da anni un controllo da parte di esponenti mafiosi rispetto alla vita nelle carceri. Una sorta di autogestione affidata alle élite criminali grazie al regime delle celle aperte, che dà libera circolazione ai detenuti. Così da dieci anni lo Stato arretra rovinando la vita di tutti: agenti e normali detenuti. E anche il fatto che il recente tentativo del Dap di tornare a un regime più consono per i mafiosi stia trovando enormi difficoltà, ne è la dimostrazione. Chi conosce questo mondo sa bene il motivo.
di Alessandro Cozzi
ilsussidiario.net, 21 marzo 2023
Molti lasciano il carcere soli e senza risorse. Lo Stato non li sostiene. Allora i volontari, in altre occasioni ostacolati, diventano fondamentali. Perché succede. Le pene cui i rei sono condannati finiscono. E quando accade, si esce di prigione. Ritrovata libertà! Sicuramente è così per chi torna nel contesto di una famiglia o di un qualche gruppo pronto ad accoglierlo e accompagnarlo. Per chi non è solo, per chi ha soldi, per chi sa dove andare. Ma per i molti altri che la famiglia non hanno o non hanno più, e sono quindi abbandonati, spesso anche poveri se non miserabili, magari anziani o malati, a prospettiva non è così allettante. Succede che alcuni addirittura non ce la facciano a sopportarlo: diversi tra i suicidi che purtroppo continuano a esserci nelle carceri italiane si compiono a un passo dalla libertà. Persone così deboli e fragili da aver paura del passo oltre la soglia, che non sanno affrontare.
di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 21 marzo 2023
Nordio: “coniugare efficienza e spirito accusatorio”; Greco (Cnf): “Processo penale sia efficiente e costituzionalmente giusto”. Si è svolta ieri la riunione al Consiglio nazionale forense della commissione per la riforma del processo penale. “In quanto sede di uno dei tre pilastri della giurisdizione: avvocatura, accademia e magistratura”, spiega il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, che ha voluto portare il suo saluto.
di Errico Novi
Il Dubbio, 21 marzo 2023
È surreale un centrodestra esposto alla (legittima) contestazione di usare politicamente la giustizia: dopo averne passate tante, da Berlusconi a seguire, mettersi “dalla parte del torto” con tutta questa nonchalance ha davvero poco di machiavellico. Un ministro dell’Interno è un’autorità. Un potere. Ma è inevitabilmente anche un politico. E nella “mossa” su Bari, tutto si può dire tranne che Piantedosi abbia agito da politico consumato. In generale perché, come raccontiamo con ampiezza negli articoli di oggi, è surreale un centrodestra esposto alla (legittima) contestazione di usare politicamente la giustizia: dopo averne passate tante, da Berlusconi a seguire, mettersi “dalla parte del torto” con tutta questa nonchalance ha davvero poco di machiavellico. Ma c’è un altro riflesso, solo apparentemente marginale, che rende incomprensibile e anzi autolesionista la scelta del Viminale: ci si va a mettere contro un circuito politico che fa capo a Decaro, presidente dell’Anci oltre che primo cittadino di Bari, e al pesarese Matteo Ricci, coordinatore dei sindaci dem.
di Rocco Vazzana
Il Dubbio, 21 marzo 2023
Discrezionalità e scelta politica: basta qualche indizio e il Viminale può procedere. La norma sul commissariamento delle amministrazioni ha 33 anni e li dimostra tutti. “Se tu sciogli organismi politici elettivi e questa decisione la fai prendere ad un organismo di governo è chiaro che la tentazione di sciogliere i tuoi avversari ci sta. Ma l’altro aspetto che stride è che teoricamente la ratio della legge è “liberarsi” degli amministratori collusi e fare in modo che si eleggano cittadini che non siano nella condizione di far infiltrare il Consiglio”. Con queste parole, rilasciate al Dubbio qualche anno fa, Enzo Ciconte - uno dei massimi esperti del fenomeno ‘ndranghetistico in Italia, nonché ex deputato Pci negli anni in cui la legge sullo scioglimento delle amministrazioni locali vedeva la luce - centrava al cuore le lacune più evidenti di una norma troppo “anziana” per rispondere ancora alle esigenze della realtà.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 21 marzo 2023
L’anarchico resta al carcere duro: no della Corte al ricorso presentato dalla difesa contro la decisione del tribunale di Sorveglianza che aveva confermo la misura. La Cassazione ha dichiarato inammissibile l’istanza presentata dai difensori dell’anarchico, Alfredo Cospito, detenuto in regime di 41bis, contro la decisione del tribunale di Sorveglianza di Roma che il 23 ottobre aveva confermato il carcere duro per l’uomo attualmente detenuto a Sassari. Nel corso dell’udienza di ieri il procuratore generale della Cassazione si era espresso per il “no” al ricorso presentato dall’avvocato Flavio Rossi Albertini che oggi ha reso nota la decisione della Suprema Corte.
di Angelo Mastrandrea
ilpost.it, 21 marzo 2023
Dopo la pessima reputazione derivata dal pestaggio del 2020, per cui sono a processo 105 persone, la direttrice è cambiata e sono nate sartorie e altri laboratori per far lavorare i detenuti e insegnare loro un mestiere. Alle 8:30 del mattino nel reparto femminile di alta sicurezza del carcere di Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta, alcune detenute escono dalle loro celle. Accompagnate dagli agenti di polizia penitenziaria, percorrono i corridoi deserti, raggiungono la sartoria al secondo piano e si mettono al lavoro, alcune a cucire, altre a rifinire e altre ancora a stirare. Nella sala ci sono macchine per cucire, grucce e appendini, rocchetti di filo. Sui tavoli sono poggiate forbici, ferri da stiro e pezzi di stoffa. Lungo le mura sono accatastate alcune scatole blu di varie dimensioni con il marchio del ministero della Giustizia e di Marinella, un’azienda di moda napoletana nota per la produzione artigianale di cravatte, sciarpe e foulard di lusso.
- Modena. Rivolta e presunti pestaggi al carcere Sant’Anna, detenuti contro l’archiviazione
- Napoli. Suicidio a Secondigliano: il detenuto morto è Andrea Pojoca
- Bari. Torture in cella, condannati cinque agenti
- Venezia. Volontariato per chi commette reati: una giustizia che offre una possibilità
- Milano. “Bambini senza sbarre” firma un protocollo con il tribunale per il sostegno psicologico











