di Valentina Reggiani
Il Resto del Carlino, 21 marzo 2023
In tribunale a Modena si discute dell’opposizione all’archiviazione dell’indagine sulla rivolta nel carcere del marzo 2020, con 120 agenti indagati per tortura e lesioni. Parenti e associazione Antigone sostengono le testimonianze dei detenuti, mentre la procura ritiene le accuse inattendibili. È fissata per questa mattina in tribunale a Modena, davanti al Gip l’udienza di opposizione all’archiviazione dell’indagine sulla rivolta nel carcere dell’8 marzo 2020. Ad essere iscritti nel registro degli indagati ben 120 agenti della polizia penitenziaria con le ipotesi di reato di tortura e lesioni aggravate in concorso.
anteprima24.it, 21 marzo 2023
“In riferimento all’ultimo suicidio avvenuto nel carcere di Secondigliano, il quinto in Campania, si rende noto che per un equivoco nell’ informazione, la persona che si è suicidata non è Robert L., evaso dalla Casa Circondariale di Poggioreale nel 2019, ma è Pojioca Andrea. Quest’ultimo di nazionalità ucraina, di anni 31, che aveva tentato l’evasione dal carcere di Poggioreale ed era stato trasferito il 5.02.2024 nel carcere di Secondigliano. Si è impiccato il 13.03.2024. Anche lui era un senza fissa dimora, non effettuava colloqui o telefonate con i familiari, era stato arrestato per una tentata rapina impropria il 17.01.2024, e portato a Poggioreale. Qui salendo su un cornicione aveva fatto un tentativo di evasione. Per questo c’è stato l’equivoco tra questo tentativo di evasione fatto da Andrea e quello, invece, riuscito di Robert”. Lo comunica il Garante Campano dei detenuti Samuele Ciambriello, il quale aggiunge: “tutto questo per rendere ragione alla verità e le informazioni che devono essere più precise e dettagliate, e ribadisco ancora una volta che si continua a morire di carcere e in carcere nell’indifferenza totale. Mi ha fatto piacere che l’altro giorno il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha fatto riferimento ai tanti suicidi nelle carceri sia dei detenuti sia di agenti della polizia penitenziaria e invitato la politica ad occuparsi di questo tema, immediatamente e con urgenza”.
di Nicolò Delvecchio
Corriere del Mezzogiorno, 21 marzo 2023
Cinque agenti della Polizia penitenziaria di Bari sono stati condannati a pene tra cinque e tre anni di carcere per aver picchiato, nell’aprile del 2022, un detenuto con problemi psichiatrici. Per altri sei agenti, coinvolti nella stessa vicenda, il tribunale ha optato per la sospensione della pena. Lo hanno scaraventato a terra, trattenuto lì con la forza e poi preso a schiaffi e calci sulla schiena, in faccia, sul torace e sui fianchi. Le violenze, definite dalla Procura “gravi” e portate avanti su un detenuto con problemi psichiatrici “con crudeltà”, sono state definite ieri, dal tribunale di Bari, “tortura”.
veneziatoday.it, 21 marzo 2023
Firmato un accordo tra l’Ufficio di esecuzione penale esterna (Uiepe) e il Centro di servizi per il volontariato della Città Metropolitana (Csv). Dal volontariato una seconda possibilità per chi ha commesso un reato, è sottoposto a procedimenti penali ma ha già il permesso di uscire. L’Ufficio di esecuzione penale esterna (Uiepe) per il Veneto, il Friuli Venezia Giulia e il Trentino e il Centro di servizi per il volontariato della Città Metropolitana di Venezia (Csv) hanno sottoscritto mercoledì un protocollo per offrire un’opportunità alternativa alla detenzione, rafforzando l’incrocio di domanda e offerta di servizi volontari che possono essere affidati ad esempio nella cura del verde, nell’accompagnamento di anziani e disabili, nella cura degli animali.
di Rosario Di Raimondo
La Repubblica, 21 marzo 2023
Prima collaborazione in Italia dedicata ai 3.600 minori che visitano i genitori a San Vittore, Opera e Bollate. L’associazione: “Così potremo intervenire subito dopo il trauma dell’arresto. Ogni anno centomila bambini in Italia entrano almeno una volta in carcere per andare a trovare un genitore detenuto. Circa 3.600 coloro che, nel Milanese, varcano la soglia di San Vittore, Opera o Bollate. È pensando a loro che oggi, 20 marzo, per la prima volta nel Paese è stato firmato un protocollo tra il tribunale e l’associazione “Bambini senza sbarre”, impegnata nella tutela del legame tra figli e familiari reclusi.
rai.it, 21 marzo 2023
La direttrice Rai Radio 2: “Abbiamo dato voce a chi troppo spesso non ce l’ha”. “Siamo orgogliosi, come Rai Radio 2, di aver realizzato una bella pagina di Servizio Pubblico con ‘Caterpillar’, dando voce con Massimo Cirri e Sara Zambotti a chi troppo spesso non ce l’ha e viene considerato ai margini. Un bagno di realtà, di emozioni, che ha sfatato pregiudizi. Un viaggio tra il dentro e il fuori del carcere, ma anche tra il dentro e il fuori delle persone che ci hanno raccontato vite e sentimenti veri, profondi”. Così la direttrice di Rai Radio 2 Simona Sala commenta la puntata speciale di ‘Caterpillar’ in diretta ieri, martedì 19 marzo, dagli studi di corso Sempione e dal teatro del carcere di Bollate. Una serata in cui - partendo dalla rilettura de “I fratelli Karamazov” di Dostoevskij - persone detenute ed ex detenuti, studenti, familiari di vittime della criminalità organizzata, giornalisti e operatori della giustizia si sono confrontati sui temi della pena, della colpa, del cambiamento, del debito e del credito, del “diritto” al rancore e della “riparazione”.
di Maurizio Crippa
Il Foglio, 21 marzo 2023
Dal pool Mani pulite alle riforme Nordio. “La Repubblica sotto processo” (Laterza) affronta un tema cruciale, ma Buccini si attiene a una “narrazione” già vista e in qualche modo pietrificata in cui le colpe maggiori sono solo della politica, mentre gli abusi, gli errori e e l’esondazione del potere della magistratura è assai minimizzato. Di sicuro c’è solo che è scritto con l’AI. Perdonerà Goffredo Buccini il rimando al celebre titolo di Besozzi sul bandito Giuliano, del resto anche Buccini è un inviato esperto di giudiziaria. Se non perdonerà pazienza, il calembour serve solo per introdurre un tema. Il suo nuovo libro, “La Repubblica sotto processo - Storia giudiziaria della politica italiana 1994-2023” fa sorgere, a ogni pagina, una domanda: qual è il senso vero che l’autore vuole dare alla sua storia, e alla storia italiana?
di Dora Farina
Corriere della Sera, 21 marzo 2023
Il fondatore del gruppo Abele e di Libera contro le mafie in occasione della Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Chi sono le vittime di mafia? Ci sono le vittime dirette, che subiscono intimidazioni, minacce ed estorsioni. Quelle indirette, che soffrono di dipendenza da droga e giochi d’azzardo. E poi ci siamo anche noi, “perché la sottrazione di bene comune ci colpisce e impoverisce ogni giorno”. A parlare è don Luigi Ciotti. Il Corriere ha intervistato il fondatore del gruppo Abele e di Libera in occasione della Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Ogni 21 marzo, in una città italiana vengono letti 1081 nomi di chi è morto ucciso dalle cosche.
di Francesco Ramella*
Il Domani, 21 marzo 2023
I giovani sono tornati al centro della cronaca, talvolta anche loro malgrado. La loro voce si è scontrata con un muro di repressione, ma andrebbe invece ascoltata. I giovani, soprattutto gli studenti, hanno riconquistato le prime pagine dei giornali. Grazie alle proteste e ai manganelli che si sono levati sulle loro teste. A Torino, negli scorsi mesi, la polizia ha caricato gli studenti in diverse occasioni. Il 22 dicembre, gli scontri sono avvenuti a Roma. Il 23 febbraio è stata la volta di Pisa e Firenze durante le manifestazioni pro-Palestina. In questo caso, però, le immagini delle teste sanguinanti degli studenti, e la sproporzione della reazione delle forze dell’ordine, hanno provocato un coro di proteste a livello nazionale. È intervenuto anche il presidente della Repubblica a ricordare che “con i ragazzi i manganelli esprimono un fallimento”.
di Lorenzo D’Avack
Il Dubbio, 21 marzo 2023
In occasione della riunione straordinaria della Corte costituzionale del 18 marzo 2024 nella relazione del presidente, prof Augusto Antonio Barbera, troviamo esplicitamente detto che “nei casi più significativi” il legislatore non è intervenuto, sebbene sollecitato, “rinunciando ad una prerogativa che ad esso compete e al contempo obbligando questa Corte a procedere con una propria e autonoma soluzione inevitabile in forza dell’imperativo di osservare la Costituzione”.
- Migranti. Emergency: “Porti lontani, sprecati la metà dei giorni di navigazione”
- Tra i migranti della Geo Barents: chi fugge da stupri, chi dalle armi
- Droghe. Non c’è più l’eroina di una volta
- Egitto. Il “piano Mattei” al via con Al Sisi, il fascino indiscreto delle dittature
- Somalia. Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, 30 anni di indagini senza un esito certo











