di Valentina Stella
Il Dubbio, 20 marzo 2024
Tribunali “puntualmente in ritardo” nell’invio dei dati: segno che per i capi degli uffici giudiziari la materia è irrilevante. Perché è sempre così difficile conoscere i dati che riguardano l’amministrazione della giustizia? E soprattutto quelli concernenti la detenzione, tema che sempre di più vive nell’oscurità e nell’oblio? Un esempio: l’articolo 15 della legge numero 47 del 2015 prevede che “il governo, entro il 31 gennaio di ogni anno, presenta alle Camere una relazione contenente dati, rilevazioni e statistiche relativi all’applicazione, nell’anno precedente, delle misure cautelari personali, distinte per tipologie, con l’indicazione dell’esito dei relativi procedimenti, ove conclusi”.
di Riccardo Radi
Il Dubbio, 20 marzo 2024
A fronte di circa 930 milioni di risarcimento pagati dallo Stato, un solo magistrato è stato condannato per danno erariale per euro 10.425,68 dalla Corte dei Conti. Le detenzioni ingiuste e le sentenze sbagliate sono quasi sempre causate da una pluralità di fattori e tra questi l’errore umano è solo uno dei tanti possibili e non necessariamente il più importante. Ritengo che non basti più contarli ma sia necessario avanzare proposte per trovare soluzioni allo stillicidio di errori giudiziari e ingiuste detenzioni che in Italia, tra il 1992 e il 2022, hanno coinvolto ben 30.689 persone. Numero considerevole che si traduce in più di mille persone che ogni anno sono state indennizzate dallo Stato (cioè da tutti noi) per essere state vittime di ingiuste detenzioni o errori giudiziari. L’esborso complessivo è di poco inferiore a 930 milioni di euro, dati del Ministero della Giustizia.
di Errico Novi
Il Dubbio, 20 marzo 2024
Autonomia e indipendenza di giudici e pm sono sacrosante. Se solo la magistratura ne facesse un uso un po’ meno autoreferenziale, sarebbe ancora meglio. Esemplare: se la colpa è lieve, se il caso è di limitata gravità, alla toga sanzionata in sede disciplinare spetta una sollecita riabilitazione. Parola di Csm, che lo ha sancito in una circolare. Siamo contenti: ogni volta che si afferma un principio garantista si fa un passo avanti verso un sistema più equilibrato, e ci si affranca dalla perenne caccia alle streghe.
di Paolo Frosina
Il Fatto Quotidiano, 20 marzo 2024
Niente più intercettazioni oltre una durata massima di 45 giorni, “salvo che nei procedimenti in materia di criminalità organizzata oppure quando l’assoluta indispensabilità delle operazioni per una durata superiore sia giustificata dall’emergere di elementi specifici e concreti, oggetto di espressa motivazione”. Lo prevede l’emendamento presentato dalla relatrice, l’ex ministra leghista Erika Stefani, al ddl sulle intercettazioni firmato dal senatore di Forza Italia Pierantonio Zanettin, in discussione in Commissione Giustizia. In sostanza, se adesso gli ascolti possono essere prorogati senza limiti dal gip, su richiesta del pm, per periodi successivi di 15 giorni, domani la regola diventerà un’altra: andranno staccati al più tardi dopo un mese e mezzo.
di Iacopo Benevieri
Il Riformista, 20 marzo 2024
Secondo un aforisma attribuito ad Eraclito (gli aforismi son sempre attribuiti, tracce del pensato umano troppo dense perché discendano da un solo genitore) “l’unica costante della vita è il cambiamento”. In termini matematici potremmo dire che l’unica costante è la variabile. Eppure nessuno avrebbe osato immaginare che uno dei più grandi pensatori presocratici sarebbe stato smentito da un fenomeno, l’unico forse che si sottrae al Panta Rei. Questo fenomeno è la parola infamante.
Il Dubbio, 20 marzo 2024
Espresso parere negativo sull’istanza presentata dalla difesa del recluso avverso il provvedimento di conferma emesso dal tribunale di Sorveglianza di Roma. Il procuratore generale di Cassazione ha espresso parere negativo sull’istanza presentata dalla difesa di Alfredo Cospito, l’anarchico detenuto al 41 bis, contro la decisione con cui il tribunale di Sorveglianza di Roma lo scorso 23 ottobre aveva confermato il carcere duro. Il difensore, l’avvocato Flavio Rossi Albertini ha impugnato il provvedimento della Sorveglianza nei confronti dell’anarchico, Cospito, detenuto a Sassari, che nei mesi scorsi aveva condotto un lungo sciopero della fame. Sulla questione i supremi giudici della Cassazione si sono riservati di decidere.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 20 marzo 2024
Venticinque vite spezzate in carcere, di cui una al Cpr di Roma, in neanche tre mesi del 2024. Questo è il tragico bilancio che ci costringe a confrontarci con una realtà dolorosa e inaccettabile: il dramma dei suicidi dietro le sbarre. E mentre il conto delle vite perse continua a salire, la necessità di un intervento immediato e risolutivo diventa sempre più urgente. È con questo grido d’allarme che oggi, 20 marzo, si tiene a Roma, in Piazza dei Santi Apostoli, dalle ore 14: 00, una manifestazione nazionale organizzata dall’Unione Camere Penali. Un appello forte e chiaro, dopo l’ennesimo monito del presidente Mattarella, per sensibilizzare l’opinione pubblica e sollecitare un’azione immediata da parte del governo e della politica. Tante le partecipazioni dei rappresentanti della politica, tra cui Roberto Giachetti, Maria Elena Boschi, Raffaella Paita, Dafne Musolino, Maria Chiara Gadda, Silvia Fregolent, Marietta Tidei e Luciano Nobili di Italia Viva, Deborah Serracchiani, Anna Rossomando, Federico Gianassi, Michela Di Biase e Alfredo Bazoli del Pd, Enrico Costa e Maria Stella Gelmini di Azione, Riccardo Magi di + Europa, Tommaso Calderone e Pierantonio Zanettin di Forza Italia, Elisabetta Rampelli per il Partito Radicale. È stato invitato il vice ministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto. Tantissime le adesioni e gli interventi previsti, dal Consiglio Nazionale Forense a Ocf, dall’ufficio del Garante dei Detenuti con l’avvocata Irma Conti alle associazioni che da anni si occupano di carcere o comunque sensibili ai valori costituzionali, tra cui Nessuno Tocchi Caino con Rita Bernardini e Sergio D’Elia, Antigone con Patrizio Gonella, Barre di Zucchero, Extrema Ratio, Arci e tante altre.
di Pietro Grimaldi
L’Identità Sicilia, 20 marzo 2024
Si alza e di molto la soglia di gesti estremi nelle carceri italiane. Il direttivo della Camera Penale di Catania Serafino Famà, con in testa il suo presidente l’Avvocato Francesco Antille, con un comunicato alza l’attenzione verso un problema ormai di vasta proporzione: “In questi giorni si sono verificati gli ultimi suicidi carcerari. Il loro numero non conta più anche in ragione del fatto che molti sono stati salvati in extremis; altri sono solo feriti; altri ancora, purtroppo, stanno aspettando il momento giusto.
di Roberta Di Matteo
rainews.it, 20 marzo 2024
Jordan Jeffrey Baby avrebbe compiuto 27 anni a luglio. Era in carcere a Pavia, condannato a 4 anni e 4 mesi per rapina aggravata dall’odio razziale. Secondo il padre non aveva nessuna intenzione di farla finita. A otto giorni dalla morte di Jordan Tinti, il trapper brianzolo noto col nome d’arte di Jordan Jeffrey Baby, parla suo padre Roberto Tinti. Jordan avrebbe compiuto 27 anni a luglio. Era in carcere a Pavia, condannato a 4 anni e 4 mesi per rapina aggravata dall’odio razziale. Un’infanzia difficile, problemi di tossicodipendenza e abuso di psicofarmaci. L’ammissione in comunità solo dopo un anno di galera; ma a inizio marzo era tornato in carcere. Lo stesso nel quale aveva denunciato di aver subito maltrattamenti e abusi.
di Marcello Ianni
Corriere Adriatico, 20 marzo 2024
Certificati medici rimasti, a quanto pare, lettera morta; continue preoccupazioni espresse dai genitori, che solo in extremis erano riusciti a trovare una struttura detentiva diversa dal carcere. Tutto questo non è riuscito ad evitare la volontà suicidaria del figlio, un 37enne detenuto. Una vicenda che ha avuto un’inevitabile coda giudiziaria: è stata trattenuta in decisione l’udienza civile che si è tenuta a gennaio di quest’anno dinanzi al Tribunale, (giudice Maura Manzi), la causa di risarcimento danni per un milione di euro, proposta dai familiari di un 37enne aquilano, morto suicida il 23 aprile del 2018 nella Casa Circondariale di Chieti, luogo nel quale il giovane era recluso dal settembre del 2017.
- Reggio Emilia. Torture nel carcere, il Comune non si costituisce parte civile, l’assessore difende l’agente
- Palermo. Aggressione verbale in carcere a due avvocati: azione disciplinare per gli agenti
- Napoli. “Io e Francesco Pio la nostra amicizia nella città armata”
- Napoli. Se la città non cambia, l’uccisione dei tanti GioGiò sarà stata inutile
- Don Colmegna: “Carità significa giustizia, non può essere soltanto una pacca sulla spalla”











