di Lucia Capuzzi
Avvenire, 21 luglio 2024
Wanda Marra nel libro “Cose che mi hanno salvato la vita” racconta l’approccio, fatto di domande scritte su dei fogli. “Lì dentro cadono tutte le maschere La reclusione rende tutto incredibilmente intenso”. sento il caos, le urla, pure le risate. L’energia compressa mi arriva senza rabbia. Sono chiusa dentro un carcere, ma paradossalmente la sensazione più forte è di libertà. Strana, estrema. Nuova. No. Forse antica. È la sospensione, uno spazio temporale in cui tutto è possibile, un altro dove l’esperienza si dilata”.
di Serena Sileoni
La Stampa, 21 luglio 2024
Cosa hanno in comune il suicidio assistito e i tassisti? In una sola settimana, la Corte costituzionale è intervenuta con due importanti sentenze su questi due temi molto distanti tra loro per materia e per gravità, ma che hanno un punto in comune: una voluta, persistente mancanza di intervento delle maggioranze di governo. Nel caso del trasporto pubblico non di linea, la Consulta ha deciso di intervenire sollevando essa stessa dinanzi a sé la questione di illegittimità della sospensione delle autorizzazioni agli NCC. Nel 2018, il governo Conte 1 aveva condizionato le nuove autorizzazioni all’operatività di un archivio informatico pubblico delle imprese che non è mai nato, per inerzia del Ministero dei trasporti. Un’inerzia che, in realtà, ha radici molto più lontane e profonde nella volontà di proteggere un settore specifico e ben organizzato, quello dei tassisti, il quale tiene incomprensibilmente sotto ricatto le maggioranze di governo, davanti agli occhi increduli dei cittadini e dei turisti delle principali città italiane.
di Jonathan Bazzi*
Il Domani, 21 luglio 2024
Sono fuggito dalla periferia dove la città nasconde i poveri, ma sono finito in un appartamento di una stanza. Siamo in tanti a vivere così, stipati in case minuscole e indecenti. Ma il dramma abitativo è un grande rimosso. Un paio di mesi fa sono stato contattato da una nota rivista di architettura: volevano propormi un’intervista. Il classico articolo corredato da belle foto: scrittore raggiunto e immortalato nella sua elegante dimora. Salotto, tende, broccati. Luce vaporosa. Solo che io vivo in una specie di garage con problemi di muffa e i sanitari dai quali, quando piove troppo, torna su acqua: a ogni temporale rischiamo di allagarci. Quarantacinque metri quadrati così stipati di roba da ricordare le case degli accumulatori compulsivi esibite con sgomento a Chi l’ha visto.
di Paolo Busco e Filippo Fontanelli*
Corriere della Sera, 21 luglio 2024
Nel suo parere non vincolante l’organo giudiziario delle Nazioni Unite considera l’occupazione illegale: equivale a un’annessione territoriale ottenuta con l’uso della forza in violazione del diritto all’autodeterminazione dei popoli. Venerdì pomeriggio, la Corte Internazionale di Giustizia dell’Aja ha emesso un parere relativo alla legalità internazionale dell’occupazione da parte di Israele dei territori palestinesi. La Corte ha risposto alle domande sollevate dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel dicembre 2022 (molto prima dell’inizio del conflitto attuale, che non costituisce il focus del parere). Semplificando, la Corte ha esaminato tre temi: il rispetto degli obblighi internazionali che incombono su Israele in quanto potenza occupante nei territori palestinesi; la legalità in termini generali di tale occupazione; e le conseguenze che scaturiscono dall’accertamento delle violazioni su questi due punti per Israele, per tutti gli altri Stati e per le Nazioni Unite. Il parere, reso a larga maggioranza e con l’adesione della giudice statunitense, è una censura totale della condotta israeliana.
di Tommaso Di Francesco
Il Manifesto, 21 luglio 2024
Palestina occupata. Un atto d’accusa durissimo quello della Corte, ma anche un grido d’allarme nell’intercalare il monito “il prima possibile”, vale a dire “prima che sia troppo tardi”. Stavolta dobbiamo riconoscerlo, il diritto internazionale ha fatto la sua parte e, nonostante sia stato devastato in questi ultimi trenta anni da tante, troppe guerre fuori da ogni diritto dell’Occidente proprio in Medio Oriente, esiste ancora e prova ad avere un ruolo “a caldo” mentre il massacro di Gaza continua e raggiunge la cifra di 39mila morti e decine e decine di migliaia di feriti, per la maggiora parte civili inermi, donne, bambini, anziani, con la devastazione di ogni struttura umanitaria e di ogni risorsa vitale.
di Riccardo Noury
Il Manifesto, 21 luglio 2024
La parola apartheid non è un tabù: non lo è certo in Israele, mentre paradossalmente per molti versi lo è in Italia, dove la sua pronuncia è equiparata a un’espressione di antisemitismo. Due giorni fa la Corte internazionale di giustizia, la cui opinione era stata sollecitata alla fine del 2022 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, è arrivata a una conclusione che non poteva essere più forte e chiara: l’occupazione e l’annessione da parte di Israele dei territori palestinesi sono illegali e le leggi e prassi discriminatorie israeliane contro i palestinesi violano il divieto di segregazione razziale e di apartheid. Si tratta di una rivincita storica per i diritti dei palestinesi, vittime di decenni di crudeltà e di sistematiche violazioni dei diritti umani derivanti dall’illegale occupazione israeliana.
di Giuseppe Agliastro
La Stampa, 21 luglio 2024
La notizia riportata dagli attivisti per i diritti umani è stata confermata da Berlino, ma la vicenda resta avvolta nel mistero. Il regime bielorusso ha condannato a morte un cittadino tedesco. La notizia, diffusa da un gruppo di attivisti per i diritti umani, ha subito sollevato un’ondata di sgomento ed è stata confermata a stretto giro dal governo di Berlino, fanno sapere i media internazionali. Ma per il resto si sa pochissimo di questa vicenda, che resta avvolta nel più fitto mistero in un Paese in cui le libertà e i diritti fondamentali vengono quotidianamente calpestati.
di Nadia Ferrigo
La Stampa, 21 luglio 2024
Più di cento morti dall’inizio delle proteste contro il sistema di assegnazione degli impieghi nel settore pubblico. Centinaia di detenuti liberati dalle carceri, il governo schiera l’esercito. Spari sui manifestanti e carceri in rivolta in Bangladesh, dove le proteste studentesche delle ultime settimane si sono trasformate in un’insurrezione contro il governo. “Centinaia di detenuti”, come riportano le agenzie internazionali, sono stati liberati in un assalto violento contro un carcere nel distretto di Narsingdi, vicino alla capitale Dacca, che è stato poi dato alle fiamme.
di Ornella Favero*
Il Riformista, 20 luglio 2024
Nel decreto “Carcere sicuro” di misure migliorative c’è forse qualcosa che riguarda il reinserimento sociale delle persone detenute e poi un incremento del personale di polizia penitenziaria e dirigenziale. Ma com’è scritto? E come risponde alle esigenze dei detenuti? Parlare del decreto legge denominato “Carcere sicuro” significa innanzitutto analizzare due questioni che sembrano marginali, ma non lo sono: la prima è come è scritto, la seconda se e come risponde alle aspettative delle persone detenute, che sono altissime perché c’è in tutti la consapevolezza che le istituzioni non stanno facendo il loro dovere nel garantire una carcerazione “costituzionale”.
di Franco Corleone
L’Unità, 20 luglio 2024
Le carceri scoppiano a causa della detenzione sociale: è questa che va affrontata e risolta. Non con la demagogia ma con l’intransigenza. Case di reinserimento sociale, applicazione massiccia delle misure alternative, amnistia e indulto: un’agenda ambiziosa di azioni non negoziabili. Il decreto “Carcere sicuro” è un insulto alla condizione di vita dei detenuti. Viene il sospetto che si vogliano provocare rivolte.
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