di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 22 marzo 2023
Per la Consulta, sentenza n. 45, la soglia anticipata - “prima dell’udienza di comparizione” - prevista per i reati di competenza del Gdp è irragionevole. La Corte costituzionale (sentenza n. 45) ha dichiarato l’illegittimità dell’art. 35, comma 1, del decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274, nella parte in cui stabilisce che, al fine dell’estinzione del reato, le condotte riparatorie debbano essere realizzate “prima dell’udienza di comparizione”, anziché “prima della dichiarazione di apertura del dibattimento”.
padovanews.it, 22 marzo 2023
“Quando qualcuno muore in carcere è facile voltarsi dall’altra parte, ma non si può rimanere indifferenti di fronte all’aumento dei suicidi nelle strutture penitenziarie venete. Nel 2023 sono stati otto, contro i due dell’anno precedente: tre a Verona, tre a Venezia, uno a Treviso e uno a Vicenza. Numeri che fanno gelare il sangue nelle vene e sui quali è opportuno un supplemento di analisi”. Così Erika Baldin, capogruppo in Consiglio regionale del Veneto del Movimento 5 Stelle, a margine della seduta odierna della commissione Sanità e Sociale, nel corso della quale è stata illustrata la relazione del Garante regionale dei diritti della persona riferita al 2023.
di Diletta Bellotti
L’Espresso, 22 marzo 2023
L’8 marzo del 2020 scoppiarono alcune rivolte in diversi penitenziari italiani che portarono alla morte di 14 detenuti in 72 ore. E i difensori delle vittime si oppongono all’archiviazione dell’inchiesta sui fatti di quei giorni. L’8 marzo scorso 30 mila di noi erano in corteo a Roma contro la violenza patriarcale. Nel frattempo, a Modena, c’è chi era presso i cancelli del carcere di Sant’Anna per ricordare coloro che, lì, avevano perso la vita quattro anni prima. Chi c’era ha incastrato delle rose rosse nella recinzione e ha posto una scritta sopra dei fiori e un tappeto di felci: “I caduti della rivolta”.
di Valentina Reggiani
Il Resto del Carlino, 22 marzo 2023
In tribunale l’udienza sul fascicolo: iscritti 120 agenti della penitenziaria dopo la denuncia di alcuni detenuti. L’avvocato Zaccaria: “Accuse infamanti”. Antigone: “Serve un processo per la verità”. Rinvio a maggio. Si è svolta ieri mattina davanti al giudice dottoressa Clò la maxi udienza di opposizione all’archiviazione dell’indagine sulla rivolta nel carcere dell’8 marzo 2020. Ad essere iscritti nel registro degli indagati con le ipotesi di reato di tortura e lesioni aggravate in concorso ben 120 agenti della polizia penitenziaria di Modena.
di Andreina Baccaro
Corriere di Bologna, 22 marzo 2023
Una detenuta 55enne di origini slovacche, Alica Siposova, è morta ieri pomeriggio nel carcere della Dozza, mentre era in corso una visita del cardinale Matteo Zuppi. Ha lasciato un biglietto. La donna “è morta dopo aver inalato il gas della bomboletta che i detenuti utilizzano normalmente per cucinare e riscaldare cibi e bevande” scrivono il segretario generale aggiunto del Sappe Giovanni Battista Durante e il segretario nazionale del sindacato Francesco Campobasso.
di Nico Falco
fanpage.it, 22 marzo 2023
Un uomo di 29 anni è deceduto nel carcere di Poggioreale, a Napoli. A quanto si apprende, era stato di recente ricoverato in ospedale per le sue condizioni di salute, che avevano fatto registrare un peggioramento dovuto al fatto che il giovane rifiutasse il cibo. A renderlo noto è il Sindacato di Polizia Penitenziaria, che in una nota sottolinea l’esigenza di migliorare l’assistenza sanitaria all’interno delle strutture penitenziarie. Il corpo del 29enne è stato scoperto nella cella nella giornata di ieri, 21 marzo. Ad oggi, dall’inizio dell’anno, i decessi nelle carceri italiane sono 61; 25 di questi sono stati classificati come suicidio, mentre sono 36 le morti per “altre cause”, alcune delle quali ancora da accertare. Col decesso di ieri salgono a 5 i casi nel carcere napoletano nel giro di tre mesi, tre dei quali sono suicidi.
di Paolo Popoli
La Repubblica, 22 marzo 2023
Un detenuto di trent’anni originario del Mali è morto ieri nel carcere di Poggioreale. La salma è stata trasportata al Policlinico di Napoli per l’esame autoptico. La notizia è stata rilanciata dal garante dei detenuti della Campania Samuele Ciambriello poche ore dopo la rappresentazione nella casa circondariale “Giuseppe Salvia” dello spettacolo “Miserere” di Carlo Faiello a cui hanno assistito un centinaio di detenuti dei padiglioni Genova, Firenze e Italia, alla presenza del direttore dell’istituto Carlo Berdini. “Sessantuno morti in carcere e di carcere - commenta Ciambriello - Nel 2024, da inizio anno, si contano in Italia 25 suicidi tra i detenuti e altri 36 decessi per altre cause”.
di Maria Fiore
La Provincia Pavese, 22 marzo 2023
Portato in ospedale dopo l’allarme dai compagni. Anche lui come il trapper era nella sezione protetti: “In quel reparto solo due agenti per 300 detenuti”. A poco meno di dieci giorni dal suicidio (o quello che stabilirà l’inchiesta della procura) del trapper di 27 anni Jordan Jeffrey Baby, a Torre del Gallo un altro detenuto ha cercato di togliersi la vita. Per di più, nello stesso reparto, la sezione protetti. Quattro piani di edificio in cui sono ospitati circa 300 detenuti sui 650 dell’intera casa circondariale. Il detenuto, un uomo di 35 anni, ha cercato di impiccarsi, come il giovane trapper, usando le lenzuola del letto. Stavolta, però, l’allarme è scattato in tempo: i compagni di cella si sono accorti di quello che stava succedendo e hanno avvisato gli agenti della penitenziaria. L’uomo è stato soccorso dall’ambulanza e portato in ospedale. Si è salvato per miracolo.
di Simona Lorenzetti
Corriere di Torino, 22 marzo 2023
“Clima pesante”, “fenomeni allarmanti”, “tensioni”. Erano di questo tenore le segnalazioni sulla situazione all’interno del carcere Lorusso e Cutugno che nel settembre del 2018 arrivarono al Garante nazionale dei diritti dei detenuti. I controlli svolti dall’ufficio, guidato all’epoca da Mauro Palma, sfociarono in un esposto che ha contribuito a dare vita a un maxi-processo per presunti casi di tortura su detenuti commessi da agenti di polizia penitenziaria.
di Antonio Dipollina
La Repubblica, 22 marzo 2023
La trasmissione di Radiodue dalla Casa di reclusione di Bollate. Quando si dice giocare un altro campionato (oppure a un altro sport). Non c’è niente in quel costante flusso mediatico nel quale radio e tv si fondono e confondono che somigli a Caterpillar, benemerito appuntamento quotidiano del tardo pomeriggio di Radiodue. Esempio: martedì scorso, anche in preparazione della Giornata contro le mafie celebrata ieri, una puntata davvero speciale. A metà condotta dagli studi Rai di Milano - con Sara Zambotti - e a metà dalla Casa di reclusione di Bollate, appena fuori città - con Massimo Cirri. Giustizia e libertà, si poteva chiamare tutto quanto: libertà di credere a un altro modo di affrontare e vivere da dentro e fuori l’istituzione carceraria. Speciale perché tutto nasceva dall’iniziativa presa a Bollate chiamando detenuti ben disposti (nonché di curriculum pesante, e fine pena tra un bel po’) a leggere per proprio conto i Karamazov e poi a riportarne impressioni e suggestioni: da quella storia nerissima scolpita nei secoli da Dostoevskij all’esperienza personale, a confrontarsi anche a brutto muso con i propri demoni (a proposito di) e a raccontarlo, magari emozionati per il microfono e la gente che ti ascolta, magari sfrontati perché ne hai passate parecchie e la gente che ti ascolta è acqua fresca.
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