cronacadiverona.com, 23 luglio 2024
Flavio Tosi ha consegnato alla casa circondariale di Montorio, a Verona, 11 tonnellate di piastrelle per il rifacimento della pavimentazione e delle pareti di tutti i blocchi delle docce dei detenuti. Questi ultimi ne avevano fatto espressa richiesta, assieme alla Polizia Penitenziaria, durante uno dei precedenti sopralluoghi di Tosi. Con Tosi anche la Capogruppo di Fare! in Consiglio comunale Patrizia Bisinella. Il quantitativo è stato reso disponibile dalla generosità dell’impresa Ceramica Senio di Ravenna, che l’ha fornito a prezzo di costo, quindi meno della metà del prezzo di mercato, ed è stato consegnato con un camion. Ma hanno contributo alla riuscita di questa operazione di solidarietà anche l’associazione La Fraternità, che ha fatto da tramite per perfezionare l’iter necessario al buon esito della fornitura, e alcuni imprenditori veronesi che hanno aderito all’iniziativa.
di Rosalba Reggio e Livia Zancaner
Il Sole 24 Ore, 23 luglio 2024
Il podcast. Le mura che circondano la casa di reclusione di Bollate sono alte, al suo interno ampi edifici rettangolari da cui si affacciano numerose finestre protette da sbarre in A ferro scuro. Sono gli uffici della polizia penitenziaria, degli educatori, del personale amministrativo e tecnico, delle numerose persone che ruotano intorno ai detenuti. Oltre le mura, altre mura che conducono al cuore dell’istituto penitenziario alle porte di Milano, lì dove la vita di molti uomini e donne sembra interrompersi, sotto il peso di una condanna di cui non si vede la fine, di una realtà che li isola dal mondo circostante.
di Lorenzo D’Avack
Il Dubbio, 23 luglio 2024
La Corte costituzionale nell’ordinanza 207/2018, nella sentenza 42/2019 e ora nella sentenza n. 135, preceduta dal Comunicato del 18 luglio 2024, raccomanda la necessità di un intervento del legislatore che possa riempire i “vuoti” inevitabili presenti nella regolamentazione delle condizioni procedurali fissate dalla sentenza n. 242/2019 e garantire le persone, evitando pressioni sociali indirette che possono indurre i più fragili e vulnerabili a farsi da parte. Inoltre, ribadisce che “resta naturalmente in pregiudicata la necessità di un attento accertamento, da parte del “giudice penale”, di tutti i requisiti del reato compreso l’elemento soggettivo (paragrafo 9)”.
di Salvatore Curreri
L’Unità, 23 luglio 2024
Ampliato il concetto di “trattamento di sostegno vitale” nato dalla sentenza del 2019 sul caso di dj Fabo. Il vuoto normativo rimane: la decisione spetterà non al giudice ma alla politica. Lo scorso giovedì la Corte costituzionale si è pronunciata su un tema di costituzionalità, che prende avvio dalla sentenza del caso dj Fabo, riguardo le quattro condizioni in cui ricorrere al suicidio assistito non è punibile. Al centro della richiesta del gip vi era la definizione che si intendeva per trattamenti sanitari di sostegno vitale (Tsv). La Corte ha così definito come il rifiuto di ricorrere a una cura non imposta per legge non si traduca in un’assoluta e discrezionale libertà di accesso al suicidio assistito.
di Andrea Casadio
Il Domani, 23 luglio 2024
Il ventunenne che ha tentato di assassinare Donald Trump era forse un pazzo, ma sicuramente non isolato. Molte ricerche dimostrano che negli Usa un numero sempre maggiore di cittadini giustifica l’uso della violenza per raggiungere i propri obiettivi politici. E potrebbe accadere anche da noi. Molti pensano che Thomas Matthew Crooks, il ventunenne che durante un comizio politico nei pressi di Butler, in Pennsylvania, ha tentato di assassinare l’ex presidente degli Usa, Donald Trump, fosse un pazzo isolato spinto da un impulso irrazionale di vendetta. Forse era un pazzo, ma sicuramente non era isolato: l’uso delle armi per eliminare un avversario politico non è un evento straordinario nella storia degli Usa, è accaduto spesso in passato e accadrà ancora in futuro. E potrebbe capitare anche da noi.
di Simona Siri
La Stampa, 23 luglio 2024
Nell’ormai lontano 2009 lo scienziato cognitivo Stephan Lewandowsky iniziò a studiare le origini del negazionismo climatico ovvero perché alcune persone rifiutavano di accettare le prove schiaccianti che il pianeta si stava riscaldando e che gli esseri umani ne erano responsabili. Durante le sue ricerche lo studioso scoprì che il negazionismo di molti non si limitava al clima, ma comprendeva anche una serie di altri complotti stravaganti, come l’idea che lo sbarco sulla Luna del programma Apollo fosse una bufala creata dal governo americano. “Molti dei discorsi che queste persone facevano su Internet erano totalmente cospiratori”, ricorda. Nel 2013, con la pubblicazione delle sue scoperte su Psychological Science, i cospirazionisti, offesi dalle sue affermazioni, incominciarono ad attaccare la sua integrità e a chiederne il licenziamento. Non solo, mentre lo attaccavano, queste persone che già credevamo in folli teorie, ne creavano di nuove proprio su di lui, prima quasi innocue, come l’aver falsificato le risposte al questionario, poi sempre più violente, fino alle minacce di morte.
di Riccardo Noury*
Il Fatto Quotidiano, 23 luglio 2024
La prima volta che un governo israeliano usò l’espressione “combattenti illegali” rendendola oggetto di una legge risale al 2002: l’obiettivo era consentire la detenzione prolungata, senza accusa né processo, di due cittadini libanesi, che in quanto tali non erano sotto la giurisdizione israeliana. Ma dal 7 ottobre 2023, a seguito degli orribili attacchi di Hamas e di altri gruppi palestinesi nel sud d’Israele, la Legge sui combattenti illegali è diventata d’uso quotidiano. Gli effetti sono descritti in una ricerca di Amnesty International basata, tra l’altro, sulle testimonianze, raccolte in prima persona, di 27 ex detenuti e detenute, trattenuti anche per 140 giorni.
La Repubblica, 23 luglio 2024
Medici Senza Frontiere: “È urgente fermare gli attacchi contro le persone e le strutture sanitarie e favorire accesso agli aiuti”. Il costo umano del conflitto. In Sudan la popolazione civile è vittima di violenze indiscriminate di ogni genere, tra omicidi, torture e violenze sessuali ed etniche. Gli operatori sanitari e le strutture mediche sono oggetto di continui attacchi nonostante nel paese sia in atto una delle peggiori crisi umanitarie degli ultimi anni, con più di 24 milioni di persone - tra cui più della metà sono bambini - che hanno bisogno di assistenza umanitaria, circa 10 milioni di sfollati interni e più di 2 milioni di persone che hanno cercato salvezza nei paesi vicini.
di Federica Delogu e Marika Ikonomu
Il Domani, 22 luglio 2024
Da metà luglio i penitenziari si svuotano, tra le ferie di personale e avvocati, la fine della scuola e delle attività. Il caldo insopportabile senza mezzi per alleviarlo porta all’aumento di eventi critici. Un’emergenza umanitaria. D’estate, la pena non va in vacanza, ma aumenta, si amplifica. Il tempo si dilata e lo spazio si restringe. La mancanza di attività e impegni durante la giornata obbliga a trascorrere più tempo in cella, e dunque quegli spazi già stretti si fanno più affollati di persone, che non sanno come occupare la giornata.
di Fabio Viglione
L’Identità, 22 luglio 2024
L’attuale situazione delle carceri italiane non può non essere posta al centro di una riflessione urgente ed accompagnata dall’assunzione di provvedimenti immediati. È quello che chiedono a gran voce i penalisti italiani sottolineando il dato sconcertante relativo ai suicidi nelle carceri, in costante aumento. L’Unione Camere Penali ha dato vita ad un’iniziativa di sensibilizzazione sull’intero territorio nazionale oltre ad aver proclamato tre giorni di astensione dalle attività giudiziarie, nei giorni 10, 11 e 12 luglio. Una maratona oratoria, organizzata nei luoghi pubblici in tante città italiane, ha dato sostanza all’iniziativa che ha puntato sul coinvolgimento della comunità per evitare di confinarsi in angusti ambiti settoriali dove l’ascolto rischia di essere riservato agli “addetti ai lavori”.
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