di Patrizio Gonnella*
Il Manifesto, 24 luglio 2024
Sarebbe importante che i parlamentari si recassero in carcere perché, come scriveva Pietro Calamandrei dopo la caduta del fascismo, “bisogna avere visto”. “Oggi mio figlio mi ha chiamata e mi ha detto che stanno tenendo i detenuti chiusi nelle celle quasi 24 ore su 24 (forse un’ora o due d’aria ma non so nemmeno se vengono rispettate quelle). Con 50 gradi e senza ventilatori stanotte mio figlio (che soffre di asma e sta facendo aerosol e prendendo antibiotico) si è sentito male e nessuno gli ha aperto. La situazione è al limite, bisogna fare qualcosa”. È la testimonianza della mamma di un ragazzo che si è rivolta ad Antigone.
Un carcere al collasso: ogni mese 300 ingressi in più, non sorprende visti i nuovi reati del governo
di Susanna Marietti*
Il Fatto Quotidiano, 24 luglio 2024
“Siamo tre detenute in cella. Il bidet viene usato sia per lavarci che per pulire le stoviglie. Le docce sono in comune e ne funziona solo una su due per 15 detenute in sezione. Siamo invase da blatte e formiche. Dal bidet fuoriescono i topi. I materassi sono pieni di muffa. Spesso e volentieri siamo senza acqua e luce. I ventilatori li abbiamo comprati a nostre spese. Non abbiamo mai accesso alla biblioteca. Non ci sono corsi da frequentare. Non c’è nessuna attività”. Questa la testimonianza arrivata ad Antigone da alcune donne detenute. Non un caso isolato, come si può leggere nel dossier dal titolo “Le carceri scoppiano”, presentato questa mattina dall’associazione Antigone.
di don David Maria Riboldi*
La Prealpina, 24 luglio 2024
La ragionevolezza dell’incapienza degli istituti penitenziari sembra sempre incagliarsi sul: “Dovevano pensarci prima”. Vero, per carità. Per quanto la vicenda Zuncheddu o, per stare in casa varesotta, la vicenda Binda, dovrebbero averci ormai allertati sufficientemente sul fatto che non sia così matematico finire in carcere “avendo fatto qualcosa per meritarselo”. Ma c’è dell’altro. Come collettività abbiamo cambiato idea su tante cose. Veramente. La cultura odierna, come orizzonte di valori su cui convergere e su cui educare i giovani, non è la stessa di cento o cinquanta anni fa.
di Luca Rondi
altreconomia.it, 24 luglio 2024
Il report semestrale di Antigone fotografa un sistema al collasso. Sono 14mila le presenze in più rispetto ai posti disponibili, 58 i suicidi dall’inizio dell’anno e ben 11 le rivolte scoppiate negli istituti dal 27 giugno al 18 luglio con il caldo che attanaglia i reclusi. Sia gli adulti, sia i minorenni detenuti negli Ipm. Una situazione che rischia di peggiorare ulteriormente se venisse approvato il nuovo “pacchetto sicurezza”.
di Vitalba Azzollini
Il Domani, 24 luglio 2024
Continuano i suicidi dei detenuti, una vera emergenza. E il ministro Nordio non solo non vara un provvedimento per ridurre con effetti immediati il sovraffollamento in carcere, ma addirittura introduce nuovi reati e inasprimenti di pene che sono destinati a peggiorarlo. “Non sempre vi è un rapporto di causalità” tra suicidi in carcere e sovraffollamento, ha detto il ministro per la Giustizia, Carlo Nordio, in una recente intervista. Forse questo è il motivo per cui il guardasigilli non solo non vara un provvedimento per ridurlo con effetti immediati, ma addirittura introduce nuovi reati e inasprimenti di pene che sono destinati a peggiorarlo.
di Gianluca De Rosa
Il Foglio, 24 luglio 2024
Antigone fotografa una situazione drammatica: 59 suicidi da inizio anno e sovraffollamento record. FI propone norme di buon senso per ridurre la pressione sugli istituti, ma Lega e FdI non voglio norme “svuota-carceri”. La soluzione? Rinviare. Nel giorno in cui l’associazione Antigone presenta la sua relazione sullo stato pietoso delle carceri italiane, continua il braccio di ferro interno alla maggioranza sull’argomento. Forza Italia, dopo il macabro record di 59 suicidi da inizio anno, spinge per misure che riducano il sovraffollamento, mentre FdI e Lega vogliono evitare l’approvazione di qualsiasi norma che possa essere bollata come uno “svuota-carceri”.
di Giuseppe Rizzo
Internazionale, 24 luglio 2024
Nel carcere di Regina Coeli a Roma, dove ci sono 1.100 detenuti per 628 posti, perfino le aule scolastiche sono state trasformate in celle. In quello di Pavia non ci sono abbastanza letti per far dormire i 684 detenuti, così la notte sono aperte delle brandine che al mattino sono richiuse. Dalla sezione femminile dell’istituto di Agrigento scrivono: “Siamo tre detenute in cella. Il bidet viene usato sia per lavarci che per pulire le stoviglie. Le docce sono in comune e ne funziona solo una su due. Siamo invase da blatte e formiche. Dal bidet fuoriescono i topi. I materassi sono pieni di muffa. Spesso e volentieri siamo senza acqua e luce. Non abbiamo mai accesso alla biblioteca. Non ci sono corsi da frequentare. Non c’è nessuna attività”. L’associazione Antigone ha intitolato il suo nuovo rapporto di metà anno sulla situazione negli istituti penitenziari italiani Il carcere scoppia. Non ci vuole molto a capire perché. Oggi dietro le sbarre ci sono 61.480 persone, ma i posti disponibili sono 47mila. Nelle sezioni maschili di San Vittore, a Milano, il tasso di affollamento è del 227 per cento, a Taranto del 194. Nel paese la media è del 120 per cento. Solo 38 istituti su 190 non sono sovraffollati.
redattoresociale.it, 24 luglio 2024
Manca il 16% delle unità di Polizia Penitenziaria previste in pianta organica. L’8,4% delle persone presenti presenta diagnosi psichiatriche gravi, mentre il 17,7% assume regolarmente stabilizzanti dell’umore, antipsicotici o antidepressivi. Le 15 richieste per un carcere “costituzionale”. In carcere manca tutto, dallo spazio alla libertà, dagli affetti all’aria. Mancano, però, anche personale e salute. Lo riferisce Antigone, nel denso Rapporto appena pubblicato. Iniziamo dal personale: secondo i dati riportati nelle schede trasparenza del Ministero aggiornate al 2024, manca il 16% delle unità di Polizia Penitenziaria previste in pianta organica. In totale il personale effettivamente presente è pari a 31.068. Il rapporto detenuti agente attuale è pari ad 1,96 detenuti per ogni agente, a fronte di una previsione di 1,5. Un dato non uniforme sul territorio, come nella Casa Circondariale di Pescara, dove il rapporto detenuti per agente è di 3,7 o come a Regina Coeli a Roma, dove il rapporto è di 3,5.
di Grazia Zuffa
Il Manifesto, 24 luglio 2024, 24 luglio 2024
“Costruire Relazioni Positive (CORPO”): è il progetto di formazione - ideato dalla Società della Ragione col sostegno di Fondazione Cassa Risparmio Firenze - per operatori penitenziari di diversa professionalità e posizione di alcuni istituti penitenziari fiorentini, fra cui Sollicciano. Il tema: relazionalità, emotività, affettività, esplorate nel contesto carcerario.
di Claudia Guasco
Il Messaggero, 24 luglio 2024
Fondi per l’edilizia carceraria e un Commissario straordinario in arrivo, procedure più snelle per le misure alternative alla reclusione, nuove comunità per accogliere adulti e minori. A indicare la direzione sarà il decreto “Carcere sicuro” approvato dal Consiglio dei ministri, “è lo strumento strutturale dal quale vogliamo partire per riformare e risolvere il problema che abbiamo ereditato”, afferma Andrea Ostellari, sottosegretario alla Giustizia. Le carceri italiane, riflette, “accolgono e custodiscono donne e uomini privati della libertà, ma non della loro dignità. Il compito del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria è collaborare al loro pieno recupero e al successivo reinserimento”.
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