di Guido Ruotolo
terzogiornale.it, 26 marzo 2024
Intervista a Samuele Ciambriello, Garante in Campania delle persone private della libertà personale. “È chiaro che il sistema carcerario italiano non funziona. Non solo non riabilita i detenuti, ma li rende più fragili e vulnerabili. È necessario un cambiamento radicale, che punti a migliorare le condizioni di vita nelle carceri, a investire sulla salute mentale dei detenuti e a fornire loro un adeguato sostegno psicologico e sociale”.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 26 marzo 2024
Dopo l’ultimo triste episodio alla Dozza, il ventiseiesimo (27 con quello a Torino) solo dall’inizio dell’anno, l’Ordine degli Avvocati felsineo chiede interventi rapidi e concreti. Giovedì scorso un’altra vita si è spenta silenziosamente all’interno delle fredde mura della casa circondariale di Bologna. Una donna, già provata dalla durezza della detenzione, ha deciso di porre fine al suo calvario togliendosi la vita. Questo triste episodio, il ventiseiesimo (nel frattempo siamo arrivati a 27 con il suicidio a Torino) solo dall’inizio dell’anno, ha turbato la comunità e sollevato gli ennesimi interrogativi sulla situazione delle carceri italiane.
di Silvia Perdichizzi
L’Espresso, 26 marzo 2024
Gli Istituti penali per minorenni sono, per la prima volta, sovraffollati. E l’impennata degli ingressi non è dovuta all’aumento dei reati, ma alla stretta repressiva del governo. Ma le storie romanzate della fiction che spopola tra i più giovani creano un falso mito. “Le storie romanzate di “Mare fuori”? Ma per favore! I ragazzi non sappiamo più dove metterli, il sistema della giustizia minorile non è attrezzato per gestire questi numeri”. Dal Piemonte alla Sicilia è un grido di allarme che unisce Nord e Sud, un coro unanime che si alza da chiunque lavori negli Istituti penali per i minorenni (Ipm): una verità ben diversa da quella evocata dalla famosissima serie televisiva, ambientata idealmente nell’Ipm di Nisida (Napoli) e divenuta fenomeno cult tra i giovani.
di Eriberto Rosso*
Il Riformista, 26 marzo 2024
Il confronto tra tre giudici è una garanzia per l’imputato di fronte a una privazione della libertà personale e non risulta in contraddizione con il fatto che il rinvio a giudizio sia adottato da un gip monocratico. Già approvato al Senato, toccherà ora alla Camera dare il via libera definitivo al “pacchetto giustizia” voluto dal Governo, in particolare dal Ministro Nordio. Oltre alla abrogazione dell’abuso di ufficio si interviene sulla disciplina della custodia cautelare, introducendo l’interrogatorio preventivo e - a fronte della richiesta della misura del carcere - la competenza collegiale. Dei temi processuali si è già occupato PQM nello scorso numero, soppesandone prospettive e limiti. Eppure c’è ancora spazio per qualche incursione.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 26 marzo 2024
In Cdm gli schemi di decreto attuativo sull’ordinamento giudiziario e sui magistrati fuori ruolo, ultimo step prima che la norma diventi legge. Oggi alle 17:30 il Consiglio dei Ministri approverà, tra gli altri, gli schemi di decreto attuativo sull’ordinamento giudiziario e sui magistrati fuori ruolo, ultimo step prima che la norma diventi legge, dopo un parto durato molto mesi e che ha sforato anche i tempi previsti inizialmente dalla Cartabia. E già sono iniziate le polemiche da parte dell’Associazione Nazionale Magistrati su un punto specifico, ossia quello dei test psicoattitudinali. Come leggiamo nella relazione introduttiva al provvedimento, aggiornata al week end, l’articolo 5 inserisce i test psicoattitudinali per gli aspiranti magistrati.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 26 marzo 2024
Il ministro della Giustizia propone l’introduzione di test psicoattitudinali per l’accesso in magistratura. L’Associazione magistrati insorge: “Incostituzionale”. Oggi il Consiglio dei ministri. Resta il nodo valutazioni. Test psicoattitudinali per i magistrati, valutazione della professionalità, collocamento fuori ruolo. Sono i tre aspetti principali su cui si concentreranno i decreti legislativi che saranno approvati oggi pomeriggio dal Consiglio dei ministri. Tre questioni che rischiano di riaccendere lo scontro fra governo e magistratura, come dimostra la presa di posizione preventiva dell’Associazione nazionale magistrati, che, riunitasi sabato, ha definito “contrari alla Costituzione” i test psicoattitudinali per l’accesso in magistratura. Intanto Enrico Costa (Azione) attacca il ministro Nordio sulla valutazione delle toghe: “Grazie a lui i magistrati che sbagliano non pagheranno”.
di Giacomo Puletti
Il Dubbio, 26 marzo 2024
Chiacchiericcio, uccellini che cantano, il vociare di alcuni bambini in sottofondo. Quando Luca Lotti risponde al telefono si scusa per non averlo fatto prima, ma, dice, “ho avuto bisogno di staccare per godermi i miei figli”. Poi ci dedica mezz’ora in cui ripercorre sette anni di processo “strano e assurdo”, fa le pulci al Pd che “o è garantista o non è” e non chiude del tutto a un ritorno in politica. “Quello che sarà il futuro si vedrà”, commenta, “ma non ho bramosia di incarichi”.
di Irene Famà e Gianni Giacomino
La Stampa, 26 marzo 2024
Aveva problemi psichiatrici e da novembre doveva essere trasferito in una Rems. La sua legale: “Attese troppo lunghe”. E la garante Gallo attacca Nordio. Alvaro Fabrizio Nuñez Sanchez aveva trentuno anni. Ed era affetto da gravissimi problemi psichici. Schizofrenico, paranoico. Quei demoni nella testa non li riusciva a controllare. Lo scorso agosto aveva tentato di uccidere il padre ed era finito in carcere. Ma lui, nel penitenziario di Torino, non avrebbe dovuto stare così a lungo. Da novembre attendeva di essere trasferito in una Rems (Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza), una di quelle strutture che accolgono i detenuti dalla mente fragile. Rinvii continui. Lì, per lui, non c’era posto. Così Alvaro è rimasto al Lorusso e Cutugno di Torino per sette mesi. E domenica sera, intorno alle 20.30, si è suicidato. Ha preso un lenzuolo di quelli dati in dotazione a chi è recluso, l’ha legato intorno alle sbarre della cella e poi l’ha stretto intorno al collo.
di Elisa Sola
La Repubblica, 26 marzo 2024
Edmundo Nunez era stato accoltellato dal figlio: “Era una persona buona, quando stava per avere una crisi mi avvisava. In sei anni ha fatto 5-6 visite psichiatriche ma nessuno lo ha mai preso in carico”. “Mi sento impotente. Milioni di volte mi sono chiesto come fosse possibile che con una cartella clinica del genere, mio figlio stesse in prigione. Mi hanno insegnato da bambino che la giustizia è una bilancia. Dovrebbe essere uguale per tutti, ma invece non è così. Per mio figlio non è andata così. Se non c’era posto in Rems, dovevano metterlo in una casa di cura. Non farlo morire”.
Torino. L’allarme dei pm: “Poche Rems e sempre piene, così i malati psichiatrici restano in carcere”
di Elisa Sola
La Repubblica, 26 marzo 2024
Dopo il suicidio di un giovane al carcere Lorusso e Cutugno di Torino, torna di tragica attualità il nodo delle residenze per carcerati con problemi di salute mentale. L’allarme sulle condizioni dei detenuti che hanno problemi psichiatrici è stato lanciato non soltanto dalle associazioni, dai garanti e, più volte, dagli avvocati, ma anche dai magistrati. Alcuni mesi fa, al Palagiustizia di Torino, giudici e pm hanno organizzato un convegno per ribadire un concetto fondamentale: “I malati psichiatrici in carcere non dovrebbero nemmeno entrarci”.
- Torino. La Garante dei detenuti dopo l’ennesimo suicidio: “Il ministro Nordio è sparito”
- Catania. Il boss scrive al giudice: “Ho scelto di pentirmi per salvare i miei nipotini”
- Milano. Indagate altre due psicologhe di San Vittore accusate di aver manipolato Alessia Pifferi
- Milano. I detenuti perdono la casa popolare perché non l’hanno “occupata” per sei mesi
- Brindisi. Detenuto ha tentato il suicidio in carcere: presentata denuncia in Procura











