di Vitalba Azzollini*
Il Domani, 25 luglio 2024
Sulla procedura accelerata di valutazione delle domande di asilo, presentate da persone che provengano da paesi sicuri, pendono questioni pregiudiziali dinanzi alla Cassazione e alla Corte di giustizia Ue. Nonostante alcune mosse del Viminale, è probabile che tali questioni creino intralci all’applicazione del Protocollo. Ed è ragionevole immaginare che vi saranno molti ricorsi da parte di chi verrà portato in quei centri. L’operazione di Meloni e Rama rischia di risolversi in un flop colossale, giuridicamente ed economicamente. A breve potrebbero iniziare i trasferimenti di migranti in Albania, come previsto dal relativo Protocollo. Ma diverse questioni pregiudiziali pendenti dinanzi alla Corte di Cassazione e alla Corte di giustizia dell’Unione europea (CgUe) potrebbero ostacolarne l’attuazione.
di Elisabetta Soglio
Corriere della Sera, 25 luglio 2024
Presentato il nuovo report “Piccoli schiavi invisibili” in occasione della Giornata internazionale contro la tratta di esseri umani. Un dramma che tocca anche Italia e Europa. Sfruttamento lavorativo, sessuale e coinvolgimento in attività illecite. Ma anche tratta e matrimoni forzati. Su 50 milioni di persone di varie forme di schiavitù moderna, un quarto (vale a dire 12 milioni) sono minori. E il trend è in aumento. Nel mondo, ma anche in Europa: in 5 anni (2017-2021) sono state identificate circa 29.000 vittime di tratta per sfruttamento sessuale e lavorativo, il 16% ha meno di 18 anni. Sono i “Piccoli schiavi invisibili” come testimonia il titolo del rapporto di Save the Children, arrivato alla 14esima edizione. L’organizzazione internazionale indipendente - impegnata da oltre un secolo nella lotta per la tutela di bambine, bambini e adolescenti a rischio per garantire loro un futuro - lancia così l’ennesimo allarme su un fenomeno sommerso. Il dossier viene presentato in occasione della Giornata internazionale contro la tratta di esseri umani, istituita nel 2013 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
di Chiara Sgreccia
L’Espresso, 25 luglio 2024
Schiavizzati per lavori estenuanti, costretti alla prostituzione o all’accattonaggio. Il fenomeno riguarda anche più di 4 mila minori. La denuncia nell’ultimo report di Save the Children, Piccoli schiavi invisibili: “Parliamo di bambini traditi dagli adulti che abusano della loro fiducia e calpestano i loro sogni”. “Va bene ci andrò. Qualsiasi cosa che mi faccia evitare di sposare questo vecchio e mi permetta di andare via da questo posto va bene”. Così aveva risposto Precious, 19 anni, alla donna che le aveva offerto aiuto per lasciare la Nigeria, quando ancora immaginava che in Europa avrebbe potuto studiare e costruirsi una vita nuova. Invece, per sfuggire al matrimonio forzato a cui la famiglia l’aveva destinata pur di ripagare un vecchio debito, è finita in Libia. Dove è stata costretta a prostituirsi: “Quella donna mi aveva mentito. Allora ho pianto. Ho detto che non potevo vivere questo tipo di vita. Ho lasciato la Nigeria per lo stesso motivo”.
di Lucia Capuzzi
Avvenire, 25 luglio 2024
L’obiettivo previsto per il 2030 è più lontano che mai: l’insicurezza alimentare resta altissima ovunque, soprattutto in Africa. E i governi non cambiano il loro modello finanziario. Fame zero? Il secondo degli Obiettivi che il mondo si è proposto di raggiungere entro il 2030 resta ancora drammaticamente lontano. La quota di chi è condannato a vivere in costante insicurezza alimentare rimane di 733 milioni per il terzo anno consecutivo. Il 36 per cento in più di un decennio fa quando, appunto, le Nazioni Unite hanno adottato i 17 Obiettivi per lo sviluppo sostenibile per affrontare quella che considerava - e considera tuttora - un’emergenza. Dopo i progressi dei primi anni, però, è arrivato lo stallo, con 152 milioni aggiuntivi di affamati rispetto al pre-Covid. In pratica, ora, una persona su undici non ha da mangiare. In Africa, però, dove il numero continua a crescere, è una su cinque. Livelli di malnutrizione paragonabili a quelli della crisi economica del 2008-2009. L’unica regione dove si sono registrati miglioramenti è l’America Latina - con la vistosa eccezione dell’area caraibica - mentre i dati asiatici sono rimasti stazionari. Nella regione compresa tra il Rio Bravo e la Terra del Fuoco, in 5,4 milioni sono usciti dalla fame. “Il Continente va nella direzione giusta per raggiungere la meta prefissata nel 2030”, ha detto il direttore generale della Fao, Qu Dongyu. Il resto del pianeta, invece, è fuori strada. Di questo passo, nel 2030, i malnutriti cronici saranno 582 milioni: mezzo miliardo in più di quanto prefissato. Le cause dell’impossibilità di nutrirsi per troppi sono i conflitti - che dilagano mai come in questo momento -, le crisi economiche improvvise, la speculazione finanziaria sui prezzi degli alimenti e, soprattutto, nel corso del 2023, il riscaldamento globale.
di Eliana Riva
Il Manifesto, 25 luglio 2024
Dopo 13 anni di carcere e due ai domiciliari, è stata riarrestata lo scorso febbraio insieme a musicisti, attivisti, avvocati. La Cassazione ha confermato: due ergastoli. Il resto della vita da passare in regime di isolamento nelle carceri turche. Tenendo conto che l’aspettativa di vita media per una donna turca è di 80,7 anni e che nei suoi primi 50 anni Ayten Öztürk ne ha già scontati 13,5 di prigione, potrebbe arrivare a trascorrere il 55% della sua esistenza dietro le sbarre. Il calcolo, in realtà, è ottimistico perché non tiene conto dei due anni e mezzo passati agli arresti domiciliari e dei sei mesi di tortura nel centro segreto di detenzione a Istanbul.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 24 luglio 2024
Il rapporto choc di Antigone nell’anno dei suicidi record: “Tasso di sovraffollamento al 130,6%: ci sono 14mila detenuti in più della capienza. L’associazione Antigone, che da oltre trent’anni si occupa del sistema penitenziario e penale italiano, ha presentato un dossier che dipinge un quadro allarmante della situazione nelle carceri del Paese. Il rapporto evidenzia una serie di criticità, tra cui un drammatico sovraffollamento, un’impennata nei tassi di suicidio e condizioni di vita che violano i diritti umani fondamentali dei detenuti.
di Viola Giannoli
La Repubblica, 24 luglio 2024
Carceri, mai così tanti detenuti dal 2013. E ora pure gli Ipm sono sovraffollati. Il dossier di Antigone dopo le ispezioni negli istituti penitenziari e i numeri del Garante dei detenuti. Accolti metà dei ricorsi per “condizioni degradanti”. Altro che Mare fuori. Gli Ipm, per la prima volta da anni, scoppiano. Il carcere pure: mai così tanti detenuti dal 2013 a oggi. I ricorsi presentati nel 2023 per condizioni di vita degradanti sono stati 10mila, più della metà accolti. Lo racconta Antigone, nell’ultimo dossier pubblicato oggi.
di Enrico Cicchetti
Il Foglio, 24 luglio 2024
Affollamento dei penitenziari (persino negli istituti minorili), scarsità di personale e condizioni fatiscenti. E poi c’è la vera emergenza: quella dei suicidi. L’ultimo report dell’associazione Antigone. Non ha ormai davvero più senso definire quella delle carceri italiane come un’emergenza. Perché tale dovrebbe essere qualcosa che emerge, appunto, dell’orizzonte piatto della normalità, una circostanza imprevista. Ma non sono una novità né l’affollamento dei penitenziari (ora persino nei minorili), né la scarsità di personale e neppure le condizioni fatiscenti di molti edifici, rese ancora peggiori dal caldo insopportabile che in estate attanaglia gli istituti da nord a sud della penisola. In questi primi sei mesi del 2024 sono aumentati in maniera estremamente preoccupante anche i suicidi (58 dall’inizio dell’anno, nove solo a luglio) e le proteste che avvengono ormai quasi quotidianamente, mentre manca il 16 per cento delle unità di polizia penitenziaria previste in pianta organica. Lo abbiamo raccontato più volte su queste colonne e ora lo mette nero su bianco l’associazione Antigone, che si occupa dei diritti dei detenuti.
di Eleonora Camilli
La Stampa, 24 luglio 2024
Il dossier sul sovraffollamento dei nostri istituti penitenziari fornito dalla associazione Antigone. Le carceri italiane scoppiano. Le celle non assicurano in alcuni casi neanche i tre metri a persona e i tassi di sovraffollamento arrivano ormai al 130%, equivalente a 14mila persone in più rispetto ai posti regolamentari. In 56 istituti penitenziari si sfiora anche il 150%. Lo denuncia in un dossier l’associazione Antigone, che negli ultimi 12 mesi ha visitato 88 strutture. In un anno la presenza carceraria è aumentata, con quattromila persone in più finite dietro le sbarre.
di Luigi Manconi
La Repubblica, 24 luglio 2024
Quei reclusi che si tolgono la vita sono l’appendice estrema di una crisi terminale dell’amministrazione della giustizia. Di tutto questo sembra futilmente inconsapevole il ministro Nordio. La torva distopia alla quale si affida gran parte della classe politica italiana induce a ritenere che la strage dei detenuti (decessi, autolesionismo, suicidi) riguardi solo gli stessi detenuti. La verità è tutt’altra: quei reclusi che si tolgono la vita sono l’appendice estrema di una crisi terminale dell’amministrazione della giustizia (quanto accade al Csm ne è la prova ultima). È quello il punto più vulnerabile e dolente e la più crudele manifestazione di un collasso che tende infine a implodere, annichilendo le componenti più fragili: i detenuti, appunto, e i poliziotti penitenziari, tra i quali il numero dei suicidi cresce più di quanto accada all’interno degli altri apparati dello Stato.
- Più detenuti in condizioni peggiori: l’effetto delle politiche securitarie
- Un carcere al collasso: ogni mese 300 ingressi in più, non sorprende visti i nuovi reati del governo
- Intaccare la cultura sul carcere
- Le carceri italiane sono irrespirabili. Ma la risposta governativa è la repressione
- Niente contro il sovraffollamento e nuovi reati, il cortocircuito di Nordio sulle carceri









