di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 27 marzo 2024
Il diritto all’igiene personale dei detenuti è “organizzato” dall’amministrazione penitenziaria le cui scelte sono soggette alla giurisdizione solo se incidono su posizioni soggettive costituzionalmente garantite. Sussiste la giurisdizione del tribunale di sorveglianza sulle disposizioni organizzative dell’amministrazione penitenziaria solo quando queste sono atte a incidere sull’esplicazione in concreto dei diritti soggettivi dei detenuti. Non sussiste invece la legittimità del vaglio del giudice sulle scelte concrete, relative alle modalità di esercizio di tali diritti, effettuate dall’amministrazione. Ciò costituirebbe un’illegittima ingerenza nelle facoltà di scelta con cui si esprime in concreto il potere amministrativo. La tutela della dignità umana è sicuramente assicurata dall’ordinamento anche alla popolazione detenuta e certamente si esplica anche con il diritto garantito all’igiene personale che va contornato solo dalle limitazioni che si rendano necessarie per tenere conto dello stato di reclusione e del suo specifico regime. E anche a chi soggiace alle regole dure dell’articolo 41 bis dell’Ordinamento penitenziario ha diritto al rispetto di ogni diritto soggettivo della persona a meno delle imprescindibili limitazioni connesse allo sconto della pena. E, la pena non può mai perdere il suo scopo principale che è quello della rieducazione del condannato.
Gazzetta di Parma, 27 marzo 2024
Ettore Lanzino, di 69 anni, boss della ‘ndrangheta cosentina, è morto stamani nel carcere di Parma dove era detenuto in regime di 41bis dopo la condanna definitiva emessa nel 2016 al termine del processo “Terminator IV”. Lanzino, secondo quanto riferito da uno dei suoi legali, l’avvocato Marcello Manna, era cardiopatico e aveva avuto un infarto alcuni anni fa quando si trovava nel carcere di Sassari. A seguito di quel malore, i legali chiesero la sospensione della pena, ma ottennero il trasferimento a Parma, struttura carceraria ritenuta adeguata alle cure.
di Francesco Oliva
La Repubblica, 27 marzo 2024
“Ho tentato il suicidio prima che mi uccidessero loro”. L’uomo di 36 anni di San Vito dei Normanni, nel Brindisino, ha depositato una denuncia querela in cui ricostruisce il clima di paura culminato nel tentativo di impiccarsi: episodi scaturiti dal procedimento disciplinare nei confronti di un poliziotto a causa di una sua dichiarazione. Un tentativo di suicidio in cella dopo le minacce delle guardie carcerarie, a seguito di un procedimento disciplinare di cui lo incolpavano.
di Simona Musco
Il Dubbio, 27 marzo 2024
Gli avvocati milanesi chiedono un confronto al procuratore Viola e denunciano: “Inaccettabili i cartelli affissi fuori dalle stanze che vietano di “disturbare”. E il pm del caso Pifferi indaga altre due psicologhe. Si respira aria di tensione negli uffici giudiziari di Milano. Con gli avvocati, da un lato, che chiedono di poter discutere con il procuratore Marcello Viola dei rischi corsi dal giusto processo e dalla funzione difensiva e alcuni magistrati, dall’altro, che chiedono ai difensori di non disturbare, con appositi cartelli esposti sulle porte dei loro. Un clima esacerbato dal caso Alessia Pifferi, la scintilla che ha innescato la miccia che ora rischia di far deflagrare il Palazzo di Giustizia.
L’Arena, 27 marzo 2024
“Lavoro, percorsi antiviolenza e giovanissimi le prime priorità”. L’Amministrazione ha chiamato a raccolta le istituzioni e i soggetti che a vario titolo si occupano della Casa Circondariale di Verona e dei suoi detenuti con la volontà di trovare soluzioni che garantiscano la dignità delle persone. Il lavoro, come strumento indispensabile per formare i detenuti e per favorire il loro reinserimento nella comunità; l’istituzione di centri antiviolenza e percorsi ad hoc per i detenuti che si macchiano di reati sessuali; infine, l’aumento in carcere di detenuti giovanissimi, con problematiche specifiche da affrontare. Sono questi i primi temi affrontati dal tavolo di lavoro promosso dal Comune per trovare soluzioni condivise alle problematiche che negli ultimi mesi hanno interessato la casa Circondariale di Verona ma che si riscontrano medesime nelle carceri delle altre città italiane.
di Monica Pieraccini
La Nazione, 27 marzo 2024
La proposta di Draghi (FdI) fa infuriare Nardella: “Il governo non ha mosso un dito”. Sovraffollamento, condizioni igieniche precarie, atti di autolesionismo e continue scintille fra detenuti e guardie penitenziarie. L’ultima due giorni fa con una guardia sequestrata da un detenuto che gli ha puntato un punteruolo alla gola, come denunciato dal sindacato Uilpa. La bomba orologeria di Sollicciano non sembra destinata a disinnescarsi, anzi il suo timer corre sempre più velocemente verso l’esplosione. E stavolta quel ticchettio entra di prepotenza nel dibattito pubblico dopo l’ennesimo episodio di violenza. A ruggire sono i sindacati degli agenti di polizia penitenziaria, dal Sappe, al Siulp, passando per l’Spp.
di Marcello Tassi
Libertà, 27 marzo 2024
“Di che cosa parliamo quando parliamo di diritti in carcere?”. A questa e ad altre domande ha dato risposta il convengo “Il tempo del carcere”, ospitato martedì 26 marzo all’Open Space 360° di via Scalabrini e organizzato da Comune con Asp Città di Piacenza.
di Andrea Della Bella
malpensa24.it, 27 marzo 2024
Sovraffollamento, carenza di personale i problemi. Ma anche molti aspetti positivi sul complicato ma non impossibile percorso di riabilitazione e reintegrazione sociale, soprattutto attraverso il riscatto lavorativo. In queste poche righe è condensato il “male” e il “bene” “di una realtà complessa come quella del carcere di Busto Arsizio”, ha spiegato Pietro Roncari, garante dei detenuti della casa circondariale di via per Cassano, che questa sera (martedì 26 marzo) è intervenuto in apertura di Consiglio comunale.
di Paolo Ardovino
La Nuova Sardegna, 27 marzo 2024
Nuovo protocollo d’intesa per il potenziamento del Polo universitario penitenziario. Nel giorno in cui il Pup compie dieci anni, viene rinnovato per un altro triennio con la firma tra Università di Sassari, Provveditorato per l’amministrazione penitenziaria, Ufficio Uiepe Sardegna, Centro giustizia minorile di Cagliari e per la prima volta entra nel partenariato Ersu Sassari. Questo terzo protocollo sancisce inoltre la costituzione di un testo, una carta di servizi, “che tra le altre cose prevede ben 36 posti per tirocini nei luoghi di detenzione e all’esterno”, annuncia il professore Emmanuele Farris, delegato del Pup.
Il Riformista, 27 marzo 2024
La valenza pedagogica e formativa dell’esperienza detentiva e il valore intrinseco del nuovo approccio della giustizia riparativa. Sono alcuni degli obiettivi didattici della cattedra di “Interventi educativi nei contesti carceri” che l’Università Suor Orsola Benincasa ha inaugurato nello scorso anno accademico all’interno del corso di laurea triennale in Scienze dell’educazione, del corso di laurea in Lingue e culture moderne e del Corso di laurea magistrale in Programmazione, amministrazione e gestione delle politiche e dei servizi sociali.
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