di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 25 luglio 2024
Sanzione da 25 mila euro per lo stato del carcere e 90 giorni per sanarlo. Il Garante: inadempiente è il Dap. Per le condizioni degradanti in cui versa il carcere di Sollicciano è finita nel mirino del Dipartimento di amministrazione penitenziaria (Dap) la direttrice Antonella Tuoni: multa da 25 mila euro e obbligo di sanare i problemi entro 90 giorni. Lei sostiene di non avere gli adeguati poteri che servono per questo compito. Dalla sua parte anche il garante Eros Cruccolini: “È una vergogna”.
di Luca Fiorucci
La Nazione, 25 luglio 2024
“Luogo molto lontano da quello che dovrebbe essere. C’è da fare un grande lavoro insieme a tutte le istituzioni”. L’avvocato Caforio: “Il principio costituzionale della riabilitazione non resti sulla carta”. Il suo volto parla chiaro. È quello di chi, lo dice senza mezzi termini, ha visto “un vero inferno dei viventi”. Lo dice al termine del sopralluogo che ha fatto insieme al garante per i detenuti dell’Umbria, Giuseppe Caforio. “C’è da prendere atto di una situazione indubbiamente molto grave” commenta la sindaca di Perugia, Vittoria Ferdinandi e spiega: “Ho voluto essere qui per toccare con mano la fotografia che c’era stata restituita dal garante regionale. La fotografia di un luogo che è molto lontano per condizioni da quella che dovrebbe essere la sua vocazione.
di Serena Termini
Ristretti Orizzonti, 25 luglio 2024
Antonella Macaluso (Un Nuovo Giorno): “Daremo continuità con Ortis 2.0”. I racconti di Sami e Nicola. Housing Sociale, tirocini formativi e laboratori per garantire un futuro diverso alle persone detenute sottoposte a misure alternative. È stato l’obiettivo del progetto “Ortis, l’orto della Spazzina, presidio territoriale per la giustizia di comunità”. Questo, per quasi due anni, ha coinvolto 132 persone tra detenuti, soggetti sottoposti a sanzioni di comunità e loro famiglie. Al centro del progetto c’è stato l’avviamento sperimentale dell’Housing Sociale con 18 posti letto per 40 persone (accolte per brevi e lunghi periodi), in prevalenza di origine straniera (Maghreb, Africa subsahariana ed Europa dell’est). Dopo la sua conclusione dello scorso30 giugno, l’1 luglio è partito Ortis 2.0.
di Michele Andreucci
Il Giorno, 25 luglio 2024
Il progetto “Mediare in carcere”. L’iniziativa dedicata ai detenuti è nata dalla collaborazione tra Asst Papa Giovanni XXIII e associazione Nepios. Favorire il mantenimento della relazione tra i detenuti e i loro figli, progetto che nell’ultimo biennio ha coinvolto circa 100 carcerati della casa circondariale di Bergamo per un totale di 226 colloqui individuali e di gruppo. È l’obiettivo dell’iniziativa “Mediare in carcere. Quando il detenuto è genitore. La cura delle relazioni dentro e fuori dal carcere”, nata dalla collaborazione tra Asst Papa Giovanni XXIII e associazione Nepios (associazione che si occupa della tutela dell’infanzia), il cui accordo è stato appena rinnovato per altri due anni. Nel progetto fondamentale è stata la messa a disposizione, per i detenuti in misura alternativa o in permesso per i figli, di spazi ristrutturati all’interno della casa circondariale bergamasca, grazie ai contributi di Nepios, tali da renderli adatti agli incontri. A disposizione ci sono anche i locali del Centro per il Bambino e la Famiglia, gestito in collaborazione tra l’associazione, presieduta da Tullia Vecchi, e l’ospedale “Papa Giovanni”, considerato in Lombardia l’unico nel suo genere per gli interventi sulla violenza, sugli abusi sui minori e più in generale le famiglie in crisi.
di Arpjtetto Onlus Ets
Ristretti Orizzonti, 25 luglio 2024
Tutto ciò che riguarda un minore, anche e soprattutto se sottoposto a procedimento giudiziario, merita tutela e riservatezza. La vicenda che ha visto protagonisti tre minori stranieri non accompagnati, detenuti nell’IPM di Casal del Marmo, evasi, poi ritrovati e quindi ricondotti in carcere ha assunto toni e narrazioni su alcuni quotidiani che, come Associazione, censuriamo e rifiutiamo. Pubblicare i nomi dei tre minori, di cui uno appena quindicenne, non ha nulla a che fare con la sicurezza collettiva. Ci chiediamo, come Associazione che da anni lavora con minori sottoposti a procedimenti giudiziari dentro e fuori gli istituti di pena, come sia stato possibile esporre alla pubblica gogna tre minori, come sia stato possibile narrare la loro evasione come una sorta di gioco tra guardie e ladri, come sia stato possibile dimenticare il contesto e la storia.
di Andrea Valdambrini
Il Manifesto, 25 luglio 2024
È lungo e dettagliato il capitolo dedicato all’Italia nel rapporto 2024 sullo Stato di diritto nei paesi Ue. In origine il report doveva essere pubblicato all’inizio del mese, ma le contingenze elettorali e ancora di più ragioni di opportunità politica (non fa mai piacere a un governo ricevere critiche, soprattutto quando la presidente della Commissione era in cerca di voti) lo hanno fatto slittare alla prima data utile dopo il via libera dell’Eurocamera all’Ursula bis.
di Silvio Messinetti
Il Manifesto, 25 luglio 2024
L’attivista curda, in sciopero della fame, ha mostrato in aula le foto che la scagionano dall’accusa di essere una scafista. Per la giudice deve restare in cella. Anche se pesa solo 35 chili. Il sole a picco. Trentaquattro gradi già alle 9 del mattino. Il palazzo di Giustizia di Crotone ribolle. Nella facciata all’entrata principale spicca il murale dedicato ai giudici Falcone e Borsellino. Martedì uno spiraglio di giustizia si era aperto proprio in quegli uffici. I giudici inquirenti di Crotone hanno messo nero su bianco una verità che era nota a tutti: la strage dei migranti di Steccato di Cutro del 26 febbraio 2023 poteva essere evitata. Ma, come spesso accade, la giustizia può entrare in cortocircuito. Perché ieri, dopo l’avviso di conclusione indagini sui fatti di Steccato, in quello stesso tribunale di Crotone si celebra la prima udienza del giudizio immediato nei confronti di Maysoon Majidi. Una coincidenza stridente, in un processo kafkiano. Perché Majidi è in carcere anche per effetto del cosiddetto decreto Cutro.
di Marika Ikonomu
Il Domani, 25 luglio 2024
Il tribunale di Crotone ha rigettato per la terza volta la scarcerazione. La ragazza dopo due settimane di sciopero della fame pesa 38 chili. “Sembrava di essere in un processo kafkiano”. Elisabetta Della Corte del Comitato Free Maysoon Majidi descrive così l’udienza che si è tenuta ieri a Crotone, nel processo a carico della 27enne attivista curdo-iraniana per i diritti delle donne, laureata in regia teatrale, accusata di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e per questo in custodia cautelare nel carcere della città. Arrivata sulle coste calabresi il 31 dicembre 2023, è stata subito accusata di aver aiutato chi guidava l’imbarcazione. È salpata dalla Turchia in cerca di un luogo sicuro, ma in Italia ha trovato il carcere.
di Fulvio Vassallo Paleologo
Il Manifesto, 25 luglio 2024
Dopo la sentenza. Chi ha imposto al personale della Guardia costiera e della Guardia di finanza le “procedure”, o vi ha partecipato direttamente nel coordinamento ai Tavoli tecnici ministeriali? Il ministro Piantedosi ha replicato con la consueta indignazione all’avviso di conclusione delle indagini sulla strage di Steccato di Cutro nel quale la Procura di Crotone individua come responsabili per omissione nella trasmissione di informazioni, contestando reati molto gravi come naufragio colposo e omicidio colposo plurimo, due esponenti locali della Guardia costiera e quattro componenti del Reparto aeronavale (ROAN) della Guardia di finanza di Vibo Valentia.
di Alessandra Ziniti
La Repubblica, 25 luglio 2024
“Non è un criterio idoneo ad assicurare la funzionalità dell’ufficio”. Nei giorni scorsi, per garantire 10 udienze contemporaneamente, il presidente del tribunale di Roma aveva disposto dal 10 agosto il coinvolgimento di magistrati di tutte le sezioni. Adesso toccherà solo a quelli specializzati sull’immigrazione. Non ci sarà nessuna “chiamata alle armi” dei giudici in servizio al tribunale di Roma per garantire il funzionamento puntuale del protocollo Albania. A valutare i provvedimenti di fermo da disporre nei confronti dei migranti che saranno portati al di là dell’Adriatico, saranno esclusivamente i magistrati della sezione immigrazione e non tutti i giudici, di qualsiasi sezione (anche quelle che nulla hanno a che fare con il settore), come era stato deciso dal presidente del tribunale di Roma Reali.
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