di Luigi Manconi e Chiara Tamburello
La Repubblica, 26 luglio 2024
Il carcere San Michele di Alessandria ha una sezione speciale definita Alta sicurezza 2, dove sono reclusi i detenuti condannati per delitti commessi con finalità di terrorismo, anche internazionale, o di eversione dell’ordine democratico mediante il compimento di atti di violenza. In questo reparto si trovano sette militanti delle Brigate Rosse e un anarchico; e da marzo scorso Luigi Spera, un vigile del fuoco siciliano di 43 anni accusato di aver partecipato a un’azione di natura terroristica.
di Emanuela Foligno
responsabilecivile.it, 26 luglio 2024
Condannati il Ministero della Giustizia e tutti e tre i medici che si sono occupati del detenuto, deceduto per embolizzazione trombotica sistemica cerebrale associata ad endocardite settica periprotesica. (Cassazione civile, sez. III, 04/07/2024 - ud. 17/06/2024, dep. 04/07/2024 - n.18354). Chiamato dinanzi il Tribunale di Bari il Ministero della Giustizia, nonché i Medici di guardia presso l’Istituto Penitenziario, chiedendo il risarcimento del danno, iure hereditatis e iure proprio, per la morte del recluso avvenuta il 27 gennaio 2001.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 26 luglio 2024
Lo ha chiarito la Corte di cassazione, con la sentenza n. 30551 depositata oggi, bocciando l’argomento del ricorrente. La “frequentazione” tramite social network, e dunque la relativa perizia della persona offesa nell’uso della tecnologia, non costituisce una prova a difesa per il reato di circonvenzione di incapaci. Lo ha chiarito la Corte di cassazione, con la sentenza n. 30551 depositata oggi, bocciando l’argomento del ricorrente secondo cui “diversamente da quanto sarebbe stato ritenuto dalla Corte d’appello di Brescia, il fatto che egli frequentasse la persona offesa tramite il social network Facebook, lungi dal potere indurlo a ritenere che la stessa versasse in una situazione di debolezza o di isolamento, lo poteva invece indurre a reputare che la donna (ndr) “non fosse affetta da alcun problema”, data la dimestichezza che ella dimostrava nell’uso del menzionato strumento tecnologico”.
di Valentina Marotta
Corriere Fiorentino, 26 luglio 2024
Tutti con Tuoni dopo l’ultimatum del Dap. A San Gimignano è un caso il pignoramento delle borse di studio a due detenuti. I vertici della giustizia toscana: subito interventi strutturali. Funaro: dal ministero zero fatti. Dopo l’ammenda comminata dal Dap alla direttrice di Sollicciano Antonella Tuoni, e i 90 giorni di tempo per “sanare” i problemi del carcere, dalla sindaca di Firenze Sara Funaro al presidente dell’Ordine degli avvocati Sergio Paparo, si è sollevata unanime un’ondata di solidarietà nei confronti della direttrice della casa circondariale. Il caso del degrado delle celle arriva al Consiglio superiore della magistratura dopo le parole del magistrato di sorveglianza sull’acqua calda che non sarebbe un diritto ma una “fornitura alberghiera”: il consigliere Ernesto Carbone ha chiesto di aprire una pratica a tutela dei diritti dei detenuti “contro provvedimenti illegittimi”.
di Emiliano Benedetti
firenzetoday.it, 26 luglio 2024
“Sistema che aiuta a delinquere, Italia è fuorilegge”. Appello congiunto di avvocati, procura, tribunale: “Intervenire immediatamente, rischio nuove rivolte”. Dure critiche al governo Meloni. Una situazione esplosiva, indegna di un Paese civile e fuori da ciò che prescrive il dettato costituzionale. È la realtà di Sollicciano e di tante altre carceri italiane. Dopo l’ultimo rapporto di Antigone, presentato ieri e che descrive realtà detentive in condizioni disumane per decine di migliaia di detenuti nelle galere italiche, questa mattina alle istituzioni, ed in primo luogo al governo, da Firenze è arrivato un appello ad intervenire subito da parte di avvocati, procura, tribunale.
di Antonino Palumbo
La Repubblica, 26 luglio 2024
La direttrice di Sollicciano, “multata” dal ministero per le condizioni in cui versa l’istituto, riceve la solidarietà di Funaro. Amnistie e indulti per alleggerire il sovraffollamento delle carceri. Ma anche investimenti economici per garantire personale qualificato e strumenti tecnologici a supporto di pene alternative, per dare respiro al sistema penitenziario in crisi. È l’appello lanciato al governo e al parlamento da avvocati e magistrati fiorentini, che riflettendo sulla drammatica situazione nelle carceri ribadiscono la necessità di interventi urgenti.
di Serenella Bettin
Il Foglio, 26 luglio 2024
I detenuti dell’istituto veneto sono circa il doppio di quelli che la struttura può ospitare e vivono tra celle sovraffollate, materassi di fortuna e spazio insufficiente. Non passa l’aria come non passa il tempo, dentro al carcere minorile di Treviso. Il passare delle ore, dei minuti, dei secondi è scandito dal tonfo secco di quelle cancellate che sbattono, si aprono, si chiudono, si riaprono e si chiudono di nuovo. “Apri”. “Chiudi”. “Chiudi”. “Apri”, sono le parole di Giacomo, bimbo di due anni che vive in carcere con la madre. Divenute tormentone litanico dell’estate a Rebibbia. Qui non siamo a Rebibbia. Ma la situazione è pressoché drammatica.
di Matteo Lignelli
La Repubblica, 26 luglio 2024
La rabbia del Garante e dei professori. Sono state stanziate dalla Regione per i meritevoli e “requisite” agli studenti per recuperare i debiti delle spese con la giustizia. Le borse di studio stanziate dalla Regione Toscana non finiscono ai detenuti studenti universitari, cui sarebbero destinate, ma all’Agenzia delle Entrate che le pignora per il recupero delle spese di giustizia. È quanto accaduto a due reclusi del carcere di San Gimignano. L’ultimo caso si è verificato a giugno, portato a galla da alcuni docenti del Polo Universitario della Toscana, ma né loro né il garante regionale dei detenuti Giuseppe Fanfani escludono che ci siano altre situazioni simili mai emerse.
calabriareportage.it, 26 luglio 2024
Alleanza tra Tribunale per i minorenni, Save the Children e Agape. Il grido di sofferenza di tantissimi minori e delle loro famiglie, che la cronaca periodicamente fa emergere in modo allarmante nel nostro territorio, chiama in causa tutta la comunità e richiede una maggiore assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni e delle associazioni.
di Marina Lomunno
La Voce e il Tempo, 26 luglio 2024
Sovraffollamento (61.480 ristretti per una capienza di 51234 posti), strutture obsolete, un numero di suicidi (ad oggi 64 di cui 6 agenti penitenziari e 580 tentativi tra i ristretti) che mai si era registrato negli anni passati nello stesso periodo, tanto da far alzare la voce al Presidente Mattarella “fermate questo stillicidio!”. E poi carenza di personale (che sfiora il 50%) fra agenti penitenziari, educatori, insegnanti, medici, psicologi, infermieri e personale amministrativo. È la drammatica situazione dei 192 istituti penitenziari della Penisola - tra cui la Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno” - che secondo il 20° Rapporto semestrale sullo stato delle patrie galere a cura dell’Associazione Antigone, presentato lo scorso 23 luglio, non migliorerà con il recente decreto legge del Governo sulle carceri perché - tra l’altro - complica le procedure di liberazione anticipata anziché “alleggerire” le celle.
- Torino. Detenuto? Con “Daccapo” volto pagina
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- Se volete farvi un’idea delle condizioni di vita nelle carceri
- Ostaggio della Rems, il giudice lo rilascia ma nessuna casa di cura lo accoglie









