di Enzo Biagi
La Repubblica, 2 agosto 1983
Nel pieno della gogna mediatica che seguì l’arresto-show nel giugno 1983, Enzi Biagi “osò” mettere in dubbio le accuse contro Enzo Tortora, il conduttore di Portobello in carcere già da un mese e mezzo.
di Raffaele Della Valle e Francesca Scopelliti
Il Dubbio, 27 luglio 2024
Era un pomeriggio di una torrida giornata di agosto. Il mio morale e quello del collega Coppola di Napoli - Dall’Ora non era ancora intervenuto - era davvero a terra. Da Napoli filtravano notizie. Tutte artatamente negative. I media, quasi tutti, erano allineati su posizioni accusatorie. Al di là dei fedeli amici di Enzo, in primis Piero Angela, Giacomo Ascheri, Biondi e qualcun altro, nessuno spezzava una lancia a nostro favore.
di Goffredo Fofi
Il Manifesto, 27 luglio 2024
Monica Sarsini, fiorentina, si è inventata da molti anni una scuola di scrittura che non ha molto a che fare con quelle ideate dall’ottimo Baricco, anche se ha ugualmente prodotto diversi testi interessanti per ragioni che non sono però esclusivamente letterarie. Artista visiva, spericolata e ambiziosa anche sul piano letterario, in “La Portavoce. Racconti delle detenute di Sollicciano” (pp. 152, euro 14), sistema e ricompone i testi di più donne in uno e unico, interrotto dalle ampie citazioni da altri. Sembra una sorta di coro volta a volta rotto da degli a-solo, come in qualche antica partitura. Lo pubblica, con il sostegno della Chiesa Valdese, una piccola casa editrice fiorentina, Contrabbandiera, che vorremmo alla prova con altri testi ugualmente insoliti e ambiziosi. E in qualche modo non segnati dal narcisismo di chi mira a vincere lo Strega.
di Ilaria Federico
linkiesta.it, 27 luglio 2024
Tra dichiarazioni politiche incendiarie, precarietà sociale e fallimenti educativi, la reintegrazione dei giovani criminali in Francia risulta spesso fallimentare. Dietro le narrazioni allarmanti sulla violenza giovanile, si cela una realtà intricata che mette in luce le difficoltà di riscatto
di Giuseppe Giulietti*
Il Manifesto, 27 luglio 2024
Il palazzo delle torture, dei sequestri, degli assassinii diventerà un albergo di lusso. L’inchiesta de il manifesto rivela il cinismo delle autorità egiziane, ma anche l’indifferentismo etico degli inquirenti- Il palazzo delle torture, dei sequestri, degli assassinii diventerà un albergo di lusso? Il regime egiziano si prepara a cancellare il luogo dove centinaia di militanti, di oppositori sono stati rinchiusi, massacrati, uccisi? Il quotidiano il manifesto in un articolo firmato da Chiara Cruciati ha rivelato il piano, gestito direttamente dagli emissari di al-Sisi, vale a dire i medesimi che hanno progettato la cancellazione dei diritti politici, civili, sociali.
di Stefano Allievi
Corriere del Veneto, 26 luglio 2024
Quando scoppiano le carceri, a causa del sovraffollamento e delle condizioni di vita dei detenuti, la risposta che viene data in automatico è la seguente: più carceri, più agenti. Ma se il problema fosse nel fatto che la risposta è sbagliata perché la domanda è mal posta? Anche perché non si tratta di un evento eccezionale, come viene raccontato: succede tutte le estati, occasionalmente anche in altri periodi dell’anno, mentre i suicidi e gli atti di autolesionismo sono una costante, sia tra i detenuti che tra le guardie (che hanno il più alto tasso di suicidi e di burnout tra tutte le forze di polizia). Il che dovrebbe farci riflettere sulla bontà del modello, che invece viene reiterato senza riflessione alcuna dalla politica: il rimedio a ogni problema sociale è sempre l’inasprimento delle pene e l’invenzione di nuovi reati, più galera (“buttando via la chiave”, come amano dire molti), più repressione. E se questo producesse il male anziché diminuirlo? O si limitasse a nasconderlo inutilmente sotto il tappeto?
di Rita Bernardini*
L’Unità, 26 luglio 2024
I detenuti vivono in condizioni sempre più disperate ma l’esecutivo, invece di lavorare a soluzioni, aumenta le pene e crea nuovi reati. Quanto è accaduto il 24 luglio alla Camera dei deputati sulla proposta Giachetti-Nessuno Tocchi Caino sulla liberazione anticipata speciale avrebbe dell’incredibile e del vergognoso se non ci avessero tartassati da tempo con comportamenti istituzionali tanto inconcludenti quanto ipocriti: la maggioranza non ha avuto il coraggio né di dire SÌ né di dire NO, ha rinviato. Ha rinviato con la motivazione che occorre attendere che giunga alla Camera (dal Senato) il ddl di conversione del decreto Nordio “Carcere sicuro” perché - dicono - il disegno di legge toccherebbe lo stesso argomento di cui si occupa la proposta Giachetti.
di David Romoli
L’Unità, 26 luglio 2024
Mattarella contro “le condizioni strazianti” delle nostre prigioni inzeppate di detenuti e richiama Meloni e soci: meno forche, più rieducazione. La lunga prolusione sulla libertà d’informazione pronunciata ieri da Mattarella sul tema dell’informazione era volutamente priva di accenti polemici. Come già fatto qualche settimana fa parlando di democrazia il capo dello Stato si è limitato a ricapitolare quel che dovrebbe essere ovvio per chiunque. A rendere quel discorso così affilato sono le parole in libertà che troppo spesso scappano ai rappresentanti della maggioranza e va da sé che di questo Mattarella fosse perfettamente cosciente, ma è questione che riguarda la maggioranza. In compenso il presidente voleva vibrare due colpi precisi diretti al governo e alla maggioranza nello specifico dell’attualità corrente: sulle carceri e sulla mancata nomina del quindicesimo giudice della Corte costituzionale. Sono due passaggi che il presidente ha voluto scrivere di suo pugno invece di limitarsi come al solito a dare indicazioni precise e ai quali teneva moltissimo. Peccato che, a differenza della difesa della libertà di stampa, moltissimi, e nella maggioranza proprio tutti, abbiamo fatto finta di non sentirlo.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 26 luglio 2024
Il Capo dello stato, dopo la sentenza Torreggiani della Cedu, contro il sovraffollamento sollecitava rimedi ordinari e straordinari, quali indulto e amnistia. Era l’8 ottobre del 2013 quando l’allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inviato un messaggio alle Camere per sottoporre all’attenzione del Parlamento “una questione scottante”, ossia la “drammatica questione carceraria”, a partire dal “fatto di eccezionale rilievo costituito dal pronunciamento della Corte europea dei diritti dell’uomo”. Infatti, pochi mesi prima del messaggio, la Corte di Strasburgo aveva condannato l’Italia per violazione dell’art. 3 Cedu (Divieto della tortura) in relazione ai “trattamenti inumani o degradanti” subiti in carcere dai ricorrenti a causa della situazione di sovraffollamento carcerario (sentenza Torreggiani e altri c. Italia dell’8 gennaio 2013, divenuta definitiva il 28 maggio 2013).
di Walter Verini
Il Dubbio, 26 luglio 2024
I suicidi si susseguono in modo angosciante. Una bravissima direttrice di un carcere mi ha telefonato: il rischio di rivolta è sempre più concreto. Presidente Giorgia Meloni, Ministro Carlo Nordio, Presidente Giulia Bongiorno, Relatore Sergio Rastrelli: se non volete ascoltare le opposizioni, ascoltate il Presidente della Repubblica. E, con lui, ascoltate la voce delle persone carcerate. Della Polizia Penitenziaria. E con loro quella di tutti i Garanti delle persone ristrette, dei Magistrati di Sorveglianza, delle associazioni di volontariato. Della Magistratura minorile, che vi dirà come anche gli istituti per minori stiano scoppiando (soprattutto per i nuovi ingressi di ragazzi, ingressi derivanti dal vostro “decreto Caivano”). Ascoltate la voce dell’avvocatura che in tutta Italia nei giorni scorsi hanno dato vita a iniziative di grande valore civile per dire basta all’angoscia quotidiana dei suicidi in carcere. Leggete il rapporto di Antigone. Le giornate di martedì e mercoledì sono state pesantissime.









