di Valerio Spigarelli
L’Unità, 30 marzo 2024
A sentire le polemiche tra toghe, ministri, politici, giornali, dubito che molti dei protagonisti dell’acceso confronto riuscirebbero a passare indenni il Minnesota test. Una cosa è certa: siamo il paese che può vantare il dibattito sulla giustizia più schizofrenico dell’universo. Sotto questo punto di vista dubito che molti dei protagonisti del medesimo riuscirebbero a passare il minnesota test indenni. Partiamo proprio dalla nota polemica sui test agli aspiranti magistrati. Intervento epocale, sostengono i governativi, finalmente inverato l’anatema del Cavaliere sulla tendenziale anomalia antropologica dell’Homus Magistratus. D’ora in poi non sarà più necessario sguinzagliare giornalisti investigativi di prim’ordine, e di sicura indipendenza, per andare a controllare se un giudice incaricato di decidere su di un caso delicato ha tutte le rotelle a posto; magari sbattendo sui giornali amici che indossa calzini dai colori stravaganti e per questo deve essere un po’ mattocchio.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 30 marzo 2024
Il segretario di Magistratura Democratica: “Il governo è contro le istituzioni di garanzia. C’è un contesto negativo, veniamo da attacchi personali, come il caso Apostolico, e iniziative disciplinari gravi come quella contro i giudici di Milano per Artem Uss”.
di Donatella Zorzetto
La Stampa, 30 marzo 2024
Un test psicologico da sottoporre ai magistrati? Potrebbe anche essere efficace, ma in termini generali. Come le domande dello stesso test, dal nome Minnesota: alcune anche banali, altre caratteristiche di determinate problematiche sulla base di una standardizzazione clinica. Lo scopo? Sondare l’aspetto psicologico di una persona. Anche di un magistrato, evidentemente, secondo chi l’ha proposto. Ma non basta, nel senso che, se si evidenziassero alterazioni rispetto alla norma, allora bisognerebbe ricorrere a strumenti più specifici. Lo spiega Emi Bondi, presidentessa della Società italiana di psichiatria, con tutte le cautele del caso.
di Gianpaolo Catanzariti
Il Dubbio, 30 marzo 2024
Il caso Bari e l’assurdo di una legge che mortifica il voto senza scalfire le infiltrazioni. Che si annidano altrove. Il “caso Bari” ha scatenato un putiferio politico. Ma, come spesso accade in occasione delle più sconce vicende che calpestano lo Stato di diritto, siamo ancora alla solita strumentalizzazione politica. Un po’ come avvenuto con il caso Cospito che, lungi dall’essere occasione di revisione dell’anacronistico 41 bis, ha visto l’assurda convergenza, tra tutte le forze politiche, nessuna esclusa, sulla indispensabilità del carcere duro.
di Simona Musco
Il Dubbio, 30 marzo 2024
Nel 2012 il Consiglio comunale di Reggio Calabria fu sciolto anche perché, secondo la commissione, il presidente di una coop dava lavoro a persone svantaggiate. Ottobre 2012. Demetrio Arena, eletto sindaco della città di Reggio Calabria da 17 mesi, riceve una telefonata. Il Consiglio dei ministri ha appena sciolto la sua amministrazione per infiltrazioni mafiose. Una doccia fredda che si tramuta subito in un record: è il primo capoluogo di provincia ad incappare in questa decisione.
di Attilio Bolzoni
Il Domani, 30 marzo 2024
Chi sale e chi scende nella Sicilia sottosopra che dimentica le sue ferite, chi comanda e chi viene messo sotto il tacco, bastonato, nell’Italia dove il tempo confonde i ricordi e cancella macchie che sembravano indelebili? Chi è passato da un carcere o affogato in qualche vergogna oggi è cercato, protetto, ossequiato. Chi ha inseguito verità per trent’anni è diventato preda, braccato da ex imputati eccellenti e commissioni parlamentari, da senatori rancorosi, dileggiato ogni giorno, costretto a difendersi da tutto e da niente.
di Aldo Torchiaro
Il Riformista, 30 marzo 2024
“Noli me tangere”. Non mi toccare. In questo periodo pasquale si può ricorrere alle parole con cui Gesù, risorto dopo tre giorni, ferma la mano di Maria Maddalena che ne lambiva le vesti, appena fuori dal sepolcro. Intoccabili, intangibili oggi sono i magistrati che con Anm si trincerano dietro la sacra inviolabilità della toga: il loro niet ai test psicoattitudinali è insindacabile, assoluto. A farsene portavoce, al di là dei fermi comunicati dell’Anm, è un magistrato su tutti: Nicola Gratteri. Il Procuratore capo di Napoli mercoledì, dopo una lunga serie di dichiarazioni e interviste, ne ha concessa una particolarmente forte al Tg1.
di Errico Novi
Il Dubbio, 30 marzo 2024
Incredibile ma vero: scarseggiano le domande per accedere al beneficio introdotto nel 2020 grazie a Enrico Costa e potenziato nel 2022 da Nordio. L’anno scorso erogati meno di 3 milioni sui 15 disponibili. E ora il rischio è che il fondo venga “tagliato”. La battaglia era stata dura, durissima. Ottenere che la legge di Bilancio per il 2021 prevedesse - per la prima volta dopo anni di insistenze del Cnf - un fondo per restituire almeno parzialmente agli assolti le spese legali sostenute fu un’impresa. Ci volle tutta la tenacia di Enrico Costa, già all’epoca responsabile Giustizia di Azione.
Corriere della Calabria, 30 marzo 2024
Il presidente del Consiglio regionale Mancuso e il Garante dei diritti dei detenuti Muglia scrivono al ministro Nordio e al capo del Dap Russo. Il progressivo sovraffollamento, le gravi carenze di organico e il moltiplicarsi di eventi critici nei 12 istituti penitenziari della Calabria, costituiscono il contenuto di una lettera - firmata dal presidente del Consiglio regionale della Calabria Filippo Mancuso e dal Garante regionale dei diritti delle persone detenute Luca Muglia - inviata al ministro della Giustizia Carlo Nordio e al capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria Giovanni Russo. Nella lettera (per conoscenza trasmessa anche al vice ministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto, ai sottosegretari del Ministero Andrea Ostellari e Andrea Del Mastro delle Vedove e al Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà Felice Maurizio D’Ettore) si richiede un intervento tempestivo sulla condizione del sistema carcerario calabrese.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 30 marzo 2024
Nel recente rapporto pubblicato dall’osservatorio di Antigone Emilia-Romagna sulle condizioni carcerarie nella regione, emergono dati critici che richiamano l’attenzione su una realtà urgente e complessa. L’analisi dettagliata condotta dall’associazione rivela una serie di problematiche che necessitano di interventi immediati e mirati per garantire il rispetto dei diritti fondamentali dei detenuti e migliorare il sistema penitenziario. Uno dei punti focali del rapporto riguarda l’incremento dell’autolesionismo e dei casi di suicidio all’interno delle carceri, fenomeni che non possono essere ridotti in modo lineare ma richiedono approcci multidimensionali e interventi mirati a supporto della salute mentale dei detenuti.
- Parma. La protesta del detenuto al 41 bis in gravi condizioni di salute
- Milano. Nel carcere di San Vittore l’assistenza psicologica è quasi ferma
- Latina. Carcere a rischio suicidi, riparte il tavolo sulla sanità penitenziaria
- Verona. Caso torture, poliziotto torna in servizio
- Nuoro. Dopo 19 anni lascia lo storico cappellano di Badu e Carros: “Grande perdita”











