L’Unione Sarda, 29 luglio 2024
Dopo un primo alt dal Ministero arriva la contro-decisione. Uil: “Per l’Istituto è una condanna alla chiusura”. Minorenni in arrivo al carcere di Lanusei. La struttura, che “non è idonea” al trasferimento dei nuovi detenuti, come tuonano i sindacati, si starebbe preparando alla decisione del Dipartimento della Giustizia minorile. Per la Uil si tratta di una “decisione scellerata che condanna l’Istituto ad una velocissima chiusura. Nonostante l’annuncio del Capo del Dipartimento della Giustizia minorile Antonio Sangermano e del sottosegretario alla giustizia Andrea Ostellari che durante l’ultima riunione con i rappresentanti sindacali nazionali avevano scongiurato l’invio di detenuti minori per l’inidoneità della struttura, pare sia arrivata improvvisamente la clamorosa contro decisione. I detenuti minorenni pare che infatti verranno comunque assegnati, anche se dal punto di vista della sicurezza e degli spazi la struttura non sia stata reputata idonea e rende impossibile rispettare le normative che regolano la vita in carcere per i minorenni, radicalmente diverse rispetto ai detenuti adulti”.
di Paolo Nencioni
Il Tirreno, 29 luglio 2024
Da settembre saranno trasferiti quattro magistrati e si faranno meno processi. Il presidente del Tribunale: “Un disastro”. Un casino, un disastro”. Questa, nelle parole del presidente del Tribunale Francesco Gratteri, è la situazione della giustizia pratese alla vigilia delle vacanze estive e in vista della ripresa di settembre, che sarà più difficile di sempre. Il disastro è rappresentato dal trasferimento di quattro magistrati (Bruno nel civile, Sordi, Chesi e Scarlatti nel penale) che riducono all’osso le risorse per celebrare i processi. “Ho rinunciato a capire” commenta Gratteri, che dal 7 settembre sarà in pensione. Ha rinunciato a capire le logiche che regolano l’assegnazione e la distribuzione dei magistrati nei Tribunali del Belpaese. E se non l’ha capito lui che li frequenta da una vita, figuriamoci noi.
di Irene Famà
La Stampa, 29 luglio 2024
Viaggio tra i ragazzini arruolati dai clan nelle piazze di spaccio romane. Fino a cento euro al giorno per aiutare i pusher: “Via, ci sono gli sbirri”. Un lungo fischio. “Le guardie, le guardie!”. Se hai dodici anni e vivi nelle piazze di spaccio della Capitale sai bene come funziona. Sai bene che non appena vedi una divisa devi iniziare a correre e a fischiare. Devi lanciare il segnale: “Ci sono gli sbirri”. E così fa quel ragazzino dal taglio sbarazzino e lo sguardo da duro nonostante la giovanissima età. Il nome? Agli estranei non lo dice. È stato arruolato nell’esercito dei bambini vedetta. E addestrato a dovere. Soldato dello spaccio, lui come tanti altri. Ecco la nuova frontiera del racket dei minori non accompagnati. Da soli lasciano il loro paese e arrivano in Italia. Finiscono nei centri d’accoglienza, vengono intercettati in strada e inseriti nella piramide del commercio degli stupefacenti. Roma, Napoli, Palermo. Non hanno documenti, nessuno sa davvero chi sono. E non hanno nulla da perdere. Cento euro al giorno per fare la sentinella sono più di quanto potessero sperare. La criminalità lo sa e ne approfitta. I più piccoli non sono nemmeno imputabili, per i più grandicelli non è necessario pagare un avvocato. Sono manovalanza, non parte della famiglia. E soprattutto non hanno nulla da perdere.
primamilanoovest.it, 29 luglio 2024
Promosso dall’associazione Gruppo Carcere Mario Cuminetti in collaborazione con la biblioteca di Baranzate il Premio Letterario “Due mondi allo specchio”. L’associazione Gruppo Carcere Mario Cuminetti bandisce il Premio Letterario “Due mondi allo specchio” in collaborazione con la biblioteca “Il Quadrato” di Baranzate. Tema dell’edizione 2024 è “La scrittura: quello che si prova, si sogna, si vive”. L’iniziativa viene svolta in collaborazione con la Biblioteca Centrale della Casa di Reclusione di Bollate e la Biblioteca Crescenzago del Comune di Milano.
odg.it, 29 luglio 2024
Uno strumento rivolto ai giornalisti, per aiutarli ad orientarsi tra i più recenti interventi del legislatore in materia di informazione e giustizia; un’occasione per stimolare una riflessione, non senza qualche preoccupazione, sulle limitazioni che, passo dopo passo, il legislatore sta introducendo, con il rischio di comprimere il diritto dei cittadini ad essere compiutamente e correttamente informati. È l’obiettivo che si pone “Informazione e Giustizia”, l’ebook realizzato dal Gruppo di lavoro su “Informazione e Giustizia” del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, coordinato dal consigliere, membro dell’esecutivo, Gianluca Amadori e composto dai consiglieri Riccardo Arena, Oreste Lo Pomo e Pierluigi Roesler Franz.
di Massimo Cacciari
La Stampa, 29 luglio 2024
Muti i filosofi e i giuristi, le assemblee parlamentari ridotte a fantasmi, le istituzioni relegate in un angolo. Dissolto il velo d’ipocrisia, la grande politica è tornata a imporsi in tutta la sua tragica volontà di potenza. Chiediamocelo dunque - poiché forse di fronte all’immagine della catastrofe potremmo cercare con più forza di evitarla: non è stato che un intervallo la non-guerra, o la guerra per interposta persona, tra i grandi spazi imperiali dopo la Seconda guerra mondiale? Nient’altro che una pausa per meglio prendere la rincorsa in vista della definitiva “sistemazione” del pianeta? Perfino l’atomica, questa formidabile arma di equilibrio, sembra aver perduto il suo potere deterrente. Forse in qualche laboratorio del grande complesso militare-industriale si è scoperto il modo di usarla senza finire tutti sottoterra.
di Domenico Quirico
La Stampa, 29 luglio 2024
Val la pena mentre il vortice mediorientale, che è carne e sangue, ancor più si ingarbuglia e si è a un passo dal nuovo fronte libanese di guerra, ricordare l’irruente e incostante Solimano della “Gerusalemme” del Tasso. Lo paralizza a tratti la visione intima della tragedia in cui è irretito, ma è incapace egualmente di cedere ai suggerimenti della ragione. Quando dall’alto della torre di Davide vede l’inizio del disastro dell’esercito radunato, a Gaza!, dal re d’Egitto, come per radioscopia gli appare oltre la mischia una idea astratta: “l’aspra tragedia dello stato umano”. Eppure nonostante questa lucidità e preveggenza si getta nella mischia perché la sua “è opera di furore più che di speme”.
di Renzo Guolo*
Il Domani, 29 luglio 2024
Dopo il razzo sul campetto di calcio della cittadina drusa di Majdal Shams, si rischia un’altra crisi in Medio Oriente. I caccia Idf hanno già colpito postazioni Hezbollah. L’ipotesi dell’errore balistico. I ministri contestati ai funerali. È sempre più sottile la linea rossa che impedisce l’apertura del secondo fronte di guerra mediorientale - o terzo se si include quello yemenita. Il missile sul campetto di Majdal Shams, che ha fatto strage di ragazzi drusi, induce Israele a promettere una “risposta ampia”, di cui si sono già viste le avvisaglie nella notte tra sabato e domenica, quando i caccia con la Stella di David hanno colpito postazioni e strutture di Hezbollah. In particolare nell’area di Shebaa, zona da sempre teatro di scontri tra Partito di Dio e Idf - l’area delle “fattorie”, sotto controllo israeliano, è rivendicata da Hezbollah come parte integrante del territorio libanese - da dove sarebbe partito il razzo che ha colpito il villaggio druso del nord del Golan.
di David Allegranti
Il Piccolo, 28 luglio 2024
La politica non si occupa di carcere perché non porta voti ma le condizioni dei nostri istituti di pena meriterebbero la massima attenzione della pubblica opinione e delle istituzioni. La politica tipicamente non si occupa di carcere, perché non porta voti e semmai li fa perdere. Eppure le condizioni dei nostri istituti di pena meriterebbero la massima attenzione della pubblica opinione e delle istituzioni. Le carceri italiane sono fatiscenti e sovraffollate. Al 30 giugno 2024 erano presenti 61.480 persone su 51.234 posti ufficialmente disponibili (ma in realtà, denunciano le organizzazioni che si occupano di diritti dei detenuti, molti posti non sono agibili e quindi il sovraffollamento è più alto). L’Italia si sta dunque pericolosamente avvicinando ai numeri che nel gennaio 2013 la portarono alla condanna della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo per trattamento inumano e degradante: 66.585 detenuti alla data del 13 aprile 2012 (tasso di sovraffollamento del 148 per cento).
di Fulvio Fulvi
Avvenire, 28 luglio 2024
In quest’estate rovente, crescono tensioni e disagi tra reclusi dell’istituto penale minorile “Cesare Beccaria” di Milano. Ieri a mezzanotte, un incendio è stato appiccato in un reparto a pianoterra dove è andato a fuoco un letto. Sei gli intossicati, due dei quali, di origine nordafricana, sono stati trasportati negli ospedali San Paolo e San Carlo, per fortuna in condizioni non gravi. Sul posto sono intervenuti gli operatori del 118. Non si conoscono ancora le cause dell’accaduto ma, dalle prime informazioni, sembra che le fiamme siano divampate in una sola cella e sarebbero state spente dagli stessi ragazzi insieme con gli addetti alla sorveglianza presenti nella struttura. I vigili del fuoco hanno eseguito subito dopo un sopralluogo di sicurezza. Stamattina la situazione nel carcere di via Calchi Taeggi è tornata tranquilla. Qui, nel pomeriggio del 28 maggio, una trentina di detenuti avevano messo in atto una violenta rivolta barricandosi in un’area dell’istituto dopo aver distrutto mobili e suppellettili di alcune celle mentre altri reclusi si erano rifiutati di lasciare il cortile dopo l’ora d’aria. La situazione si risolse entro poche ore senza nessun ferito. A far scatenare la protesta sarebbe stato, in quella circostanza, un controllo antidroga. Nella stessa giornata un altro detenuto con problemi psichiatrici avrebbe tentato di strangolare un agente della polizia penitenziaria nell’ufficio matricola dove gli era stato notificato un atto.
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