di Marco Erba*
Avvenire, 26 marzo 2024
La chiave per superare il pregiudizio è l’incontro con l’altro, con la persona concreta, non con la categoria. La scuola può essere una palestra formidabile di inclusione. “Ma non lo sai? Tutti i musulmani sono terroristi!”. L’esclamazione fu pronunciata con tono indignato, occhi sgranati ed espressione scocciata da un bambino di otto anni, durante un incontro di catechismo. Scosse la testa, quasi compatendomi: evidentemente si chiedeva perché non riuscissi afferrare un concetto così semplice: c’erano appena stati gli attentati dell’Isis a Bruxelles, era per lui dunque ovvio che tutti i musulmani fossero terroristi che ci minacciavano. Il tema di quell’incontro era l’accoglienza. Avevo raccontato della mia famiglia e del mio lavoro di insegnante. Si era finiti a parlare di società multietnica, della necessità della tolleranza reciproca e del dialogo, e quel bambino se ne era uscito con quella frase perentoria.
di Rete Mai più lager - No ai Cpr
L’Unità, 26 marzo 2024
Ingoiano lamette, cocci di bottiglia o si spaccano le ossa picchiando sul muro. Affrontano dolori fisici terrificanti. Perché? Per far finire la tortura di Stato che è più forte del dolore fisico. Abbiamo recentemente denunciato la situazione di numerose persone migranti detenute presso il Cpr di Via Corelli di Milano (almeno 30 e i 40 negli ultimi 10 giorni), che stanno facendo ricorso ad atti di autolesionismo (in particolare ingestione di corpi estranei pericolosi quali lamette, pezzi di vetro, cocci di mattoni, etc. nonché lesioni traumatiche agli arti auto-procurate con pugni e calci dati a muri e altri supporti rigidi) per essere condotti in Pronto Soccorso e sperare nella possibilità di vedersi riconoscere la non idoneità alla vita nel CPR ed essere finalmente rilasciati.
di Antonio Armellini
Corriere della Sera, 26 marzo 2024
Non esistono soluzioni facili, “aiutiamoli a casa loro” certo: ma cosa faremmo nei quindici-vent’anni prima che queste misure avessero effetto? Nauru è un’isoletta sperduta nel Pacifico, un tempo famosa per i suoi francobolli e i giacimenti di fosfati naturali (in pratica, guano). Poi i fosfati sono diventati chimici e Nauru si è reinventata come centro offshore assai dubbio e, soprattutto, come luogo di accoglienza dei rifugiati respinti dal governo australiano. In Australia se ne parla poco, Nauru è lontana e la cosa sembra andare bene a (quasi) tutti.
di Youssef Hassan Holgado
Il Domani, 26 marzo 2024
Nonostante le critiche per il suo operato nei salvataggi in mare, l’Agenzia europea avrà più soldi a disposizione. Le spese maggiori del 2024 saranno per il reclutamento di nuovo personale. Diminuiscono quelle per i rimpatri. Per Bruxelles la gestione dei flussi migratori è una priorità assoluta. Oltre a finanziare i governi della sponda sud del Mediterraneo - come Egitto e Tunisia - i 27 paesi membri hanno deciso di aumentare anche i fondi a disposizione dell’Agenzia per il controllo delle frontiere dell’Unione europea (Frontex) che sta diventando sempre più ricca. Per il 2024 l’Ue e i paesi dell’area Schengen, che contribuiscono al bilancio dell’Agenzia con 63 milioni di euro, hanno stanziato in totale poco più di 922 milioni di euro.
di Domenico Quirico
La Stampa, 26 marzo 2024
La lotta al terrorismo è servita a giustificare i crimini più efferati di autocrati e dittatori. Ma l’Occidente non può dirsi estraneo, la deriva securitaria può riservarci brutte sorprese. È un caso da manuale: commettere il male in nome del bene, anzi per il bene della Causa. Intenzioni troppo radiose, ovvero impedire nuovi delitti, salvare innocenti, coronando così le peggiori ignominie. Parliamo, sì, della tortura, la tortura per svelare le trame del terrorismo, disarticolare la rete dei fabbricanti di cadaveri in nome di dio, che ha già colpito e minaccia di colpire ancora. È così che la violazione dell’interdizione che fu cara a Verri e Beccaria rimpicciolisce in una piccola eccezione amministrativa. E diventa lo sbandamento che dimostra come, frequentando il nemico, sia impossibile non essere contagiati nella stessa logica. Il Diritto si assopisce tra le nostre mani. Decomprimiamo! Meno scrupoli! Il risultato sacrosanto è più importante dei mezzi utilizzati per ottenerlo.
di Federico Berni
Corriere della Sera, 26 marzo 2024
La militante antifascista detenuta a Budapest cita il fumetto che l’artista romano Zerocalcare le ha dedicato. La prossima udienza giovedì. Il padre Roberto Salis: “Chiederemo i domiciliari in Ungheria, sono un mezzo per ottenere che sconti la pena in Italia, come concesso da leggi europee”. Stare dalla “parte giusta della storia”. La consapevolezza trasmessa via lettera da Ilaria Salis, la militante 39enne antifascista detenuta a Budapest con l’accusa di aver aggredito due neonazisti a febbraio 2023, a margine di un raduno di estremisti tenuto nella capitale ungherese.
Il Fatto Quotidiano, 26 marzo 2024
Julian Assange conoscerà oggi il suo destino. Il “momento X” è fissata attorno alle 11.30, ora italiana, quando è prevista la pronuncia del verdetto dell’Alta Corte di Londra sull’appello finale della difesa del giornalista australiano e cofondatore di WikiLeaks, contro la sua contestatissima procedura di estradizione dal Regno Unito negli Usa. Dopo i due giorni di udienza a febbraio, i giudici si sono presi più di un mese per considerare le argomentazioni dei legali dell’attivista australiano, incentrate sull’idea di “una persecuzione contro la legittima attività giornalistica” del loro assistito.
di Claudia Fanti
Il Manifesto, 26 marzo 2024
Tre arresti eccellenti per l’omicidio della consigliera comunale di Rio e del suo autista Anderson Gomes. In cella anche un deputato del centrodestra e l’ex capo della polizia locale. Ma il caso non è chiuso. A 6 anni e 10 giorni dall’omicidio della consigliera comunale di Rio de Janeiro Marielle Franco e del suo autista Anderson Gomes (avvenuto il 14 marzo 2018), si sono aperte finalmente, domenica, le porte del carcere per i mandanti del crimine: Domingos Brazão, attuale consigliere della Corte dei conti dello stato di Rio, suo fratello Chiquinho, deputato federale del partito di centrodestra União Brasil e l’ex capo della polizia civile locale Rivaldo Barbosa.
a cura di Ornella Favero
Il Riformista, 25 marzo 2024
“Mi chiamo Emanuele, vengo da una famiglia di giostrai sinti, con un’attività che si spostava ogni settimana di paese in paese. All’età di sette anni i miei genitori, forse perché volevano il meglio per me, mi misero in un collegio, che però era un ghetto. Io ho preso talmente male questa decisione, che mi ero chiuso a riccio, non giocavo con gli altri bambini, non parlavo perché mi ero convinto che mi avevano abbandonato in quel posto orribile, gestito con punizioni durissime. A turno noi bambini dovevamo apparecchiare e lavare i piatti e se non svolgevamo bene i nostri compiti ci chiudevano dentro una stanza e ci facevano scrivere centinaia di volte “Non devo disubbidire alle regole”. E quante umiliazioni! Ricordo per esempio che mi tagliavano i capelli e i bambini mi dicevano “Sei uno zingaro, hai i pidocchi!”.
di Simonetta Sciandivasci
La Stampa, 25 marzo 2024
La scrittrice: “Ho deciso di raccontare l’altra parte della mia vita tra i detenuti. Le mele marce non esistono: è il sistema che è strutturalmente guasto”. Luigi Settembrini, scrittore e patriota, in una delle sue Lettere dall’ergastolo, scrisse: “Viviamo ad arbitrio de’ venti, del mare, e de’ marinai”. Settembrini trascorse in carcere molti anni: era uno degli indomiti che combattevano per l’Italia unita, e che i Borboni tentavano di zittire, chiudendoli in cella a Santo Stefano, un’isola nell’arcipelago delle isole Pontine, quindi un doppio carcere - “Ogni carcere è un’isola, ogni isola una prigione”, scrive Bignardi.
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