di Mario Parolari
Corriere del Veneto, 25 marzo 2024
Il gesto di apertura riceve il plauso degli imam veneti: “Ora speriamo che altri seguano l’esempio. Questo è un periodo di preghiera, non di polemiche”. Settanta scatole da un chilo di datteri e libri con passaggi del corano tradotti in italiano, una lingua comune per tutti. Una mano tesa dalle comunità islamiche ai 75 detenuti del carcere San Pio X di Vicenza, di diverse nazionalità ma accomunati dalla stessa fede.
di David Cerri*
Il Dubbio, 25 marzo 2024
Ma come mai tutto questo improvviso interesse per la scrittura giuridica? Diciamo intanto che non sarebbe corretto parlare di un interesse “improvviso”: linguaggio e scrittura giuridica sono al centro dell’attenzione delle istituzioni che curano la formazione forense da lungo tempo; proprio la Scuola Superiore dell’Avvocatura, già negli anni in cui era condotta da Alarico Mariani Marini, pose le basi per quello che è un vero e proprio movimento culturale, i cui frutti si sono già letti anche nella normativa per l’accesso alla professione.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 25 marzo 2024
È iniziato il 1° marzo il corso di scrittura giuridica organizzato dalla Scuola superiore dell’avvocatura (fondazione del Consiglio nazionale forense). Nei quattro incontri programmati (gli ultimi due si terranno il 5 e l’8 aprile), avvocati, professori universitari e magistrati saranno impegnati a illustrare le tecniche per essere chiari e convincenti negli scritti, senza tralasciare i cambiamenti ai quali stiamo andando incontro, con la presenza sempre più rilevante dell’Intelligenza artificiale. L’avvocata Paola Carello, consigliera del Cnf e coordinatrice scientifica del corso, sottolinea l’importanza dell’iniziativa di via del Governo Vecchio, che ha riscosso un immediato successo: i trecento posti disponibili sono andati esauriti in neanche 48 ore dall’apertura delle iscrizioni.
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 25 marzo 2024
“La lingua è sempre potere: chi più lingua sa, più potere ha”, dice Stefania Cavagnoli, docente di linguista generale e applicata all’Università Tor Vergata di Roma. E ciò vale soprattutto per il linguaggio giuridico, di cui l’esperta di occupa: non solo perché è complesso, vago, e talvolta inutilmente oscuro. Ma perché attraverso il linguaggio si esercita anche il più “terribile” dei poteri: scrivere il destino di un cittadino che incappa nelle maglie della giustizia.
di Daniele Zaccaria
Il Dubbio, 25 marzo 2024
la “rivoluzione orizzontale” di Internet ha generato un modello di conoscenza democratico ma ha anche impoverito la capacità di selezionare i saperi utili. A che serve passare anni sui libri, a che servono lo studio, l’esperienza, la competenza se poi mi basta un click per farmi un’idea su tutto? E se quello stesso click permette di cucirmi addosso l’abito che desidero; giurista, virologo, astrofisico, climatologo, critico d’arte, sismologo, e via dicendo.
di Federica Borlizzi e Marika Ikonomu
Il Domani, 25 marzo 2024
Il testo pubblicato il 21 marzo dimostra che Meloni vuole rendere operative le strutture prima delle europee. Prevista una procedura snella, senza una gara pubblica, in deroga alle norme previste per appalti milionari. Il governo di Giorgia Meloni mira ad accelerare sui centri di permanenza in Albania. Le elezioni europee, dal 6 al 9 giugno, si avvicinano e i centri devono essere operativi a partire dal 20 maggio 2024. La data è stata messa nero su bianco nell’avviso di manifestazione di interesse pubblicato dal ministero dell’Interno il 21 marzo, che ha l’obiettivo di raccogliere l’interesse di società e cooperative che andranno a gestire i due centri previsti dal protocollo Italia-Albania, firmato lo scorso 6 novembre dai premier dei due paesi. Il valore dell’appalto, solo per la gestione dei centri, è di quasi 34 milioni di euro annui.
di Mariano Croce*
Il Domani, 25 marzo 2024
Stavolta no: a differenza di altre stragi di matrice terrorista, non ci sentiamo parte della comunità degli offesi. Le centinaia di morti e feriti al Crocus City Hall non superano la soglia emotiva della nostra commozione. Non scatta in noi quella comoda coazione alla solidarietà che nelle passate tragedie, per quel poco che è durato, ci ha fatto dire che i morti era come fossero i nostri - anzi, che era come fossimo morti noi stessi. Ma questo non deve stupirci: siamo in guerra. E la guerra implica la diffusione capillare di un’istintiva inimicizia, quella che ci fa stilare indicibili classificazioni tra i morti: quelli nostri e quelli loro.
di Claudio Bottan
vocididentro.it, 24 marzo 2024
Il 31 gennaio 2024 le persone detenute presenti nelle carceri italiane hanno toccato quota 60.814, ma il dato non tiene conto di coloro che hanno usufruito di un permesso premio e che, perciò, non rientrano nella statistica. La capienza regolamentare degli istituti di pena prevede un massimo di 51.179 ospiti, ma quella effettiva è di 47.540 posti. Le carceri italiane, dunque, tornano a esplodere. La tendenza al sovraffollamento senza battute d’arresto è un fenomeno in atto da un anno, con una progressione preoccupante rispetto agli anni precedenti: se alla fine del 2022 la popolazione detenuta era aumentata di circa 2000 unità rispetto a dicembre del 2021, l’aumento registrato al 31 dicembre 2023 è esattamente del doppio, con circa 4000 persone detenute in più. Andando avanti di questo passo, tra 12 mesi l’Italia sarà nuovamente ai livelli di sovraffollamento che costarono la condanna della Corte europea dei diritti dell’uomo per violazione dell’articolo 3 della Convenzione Edu.
ansa.it, 24 marzo 2024
Dalle spiagge della Toscana alle coste della Calabria, passando per Marche, Puglia, Campania e Sardegna. Oggi i litorali di sei regioni italiane vedono in azione una cinquantina di detenuti provenienti da nove penitenziari e i volontari di Plastic Free, l’organizzazione impegnata dal 2019 nel contrastare l’inquinamento da plastica, per una nuova azione coordinata contro il degrado ambientale. “Dopo il successo dello scorso anno, - si spiega - tornano gli appuntamenti organizzati dalla Onlus e da Seconda Chance, associazione del Terzo Settore che fa da ponte tra carceri e aziende per creare opportunità di reinserimento”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 24 marzo 2024
È ormai scontro frontale tra l’Associazione nazionale magistrati e il ministro della Giustizia Carlo Nordio. Oggetto della feroce disputa: i test psicoattitudinali che il ministero vorrebbe introdurre per i magistrati. “Sconcerto” dell’Associazione nazionale magistrati per la decisione del ministro della Giustizia Carlo Nordo di inserire i test psico-attitudinali nello schema di decreto attuativo della riforma dell’ordinamento giudiziario che lunedì sarà sul tavolo del Consiglio dei Ministri per l’approvazione finale. Come si legge in una bozza circolata stamane nelle chat che il Dubbio ha potuto visionare “con decreto del ministero della Giustizia, previa delibera del Consiglio superiore della magistratura, sono nominati esperti qualificati per la verifica psicoattitudinale allo svolgimento delle funzioni giudiziarie. Le linee di indirizzo e le procedure per lo svolgimento degli accertamenti di cui al primo periodo sono determinati dal Csm d’intesa con il Ministero della Giustizia. La verifica ha luogo dopo il completamento delle prove orali”. Dunque i test verranno applicati ai futuri candidati che vorranno entrare in magistratura e non a quelli già in organico.
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