di Fernanda Fraioli
Gazzetta del Mezzogiorno, 22 luglio 2024
Il problema delle carceri non è nuovo, ma ora si registrano interventi da svariati punti di osservazione. Per tutti, l’analisi delle persone detenute condannate presenti per pena inflitta e pena residua, suddivisa per Regioni (in numero di 45.518, più 15.728 unità tra in attesa di primo giudizio, gli appellanti, i ricorrenti, con mista senza definitivo e internati); l’analisi dei dati ed il loro impatto sul sistema penitenziario anche ai fini delle misure adottabili (atteso l’indice di affollamento del 130,44% dovuto anche al numero degli ingressi nel corso dell’anno ben superiore alle uscite); l’analisi dei suicidi (in aumento, essendosene registrati n. 54 a fronte dei 37 dell’anno precedente); del costo medio giornaliero per ogni detenuto, conteggiato in € 157,00; l’analisi degli eventi critici (tra i quali 184 casi di autolesionismo e 457 invii urgenti in ospedale). Non va meglio nei servizi minorili dove l’indice di sovraffollamento raggiunge il 95,83 %.
di Emilio Pucci
Il Messaggero, 22 luglio 2024
“Fibrillazione tra alleati”, FdI chiede un chiarimento. Nuovo fronte sulle carceri (che può dividere la maggioranza). Mercoledì approda nell’Aula della Camera la proposta di legge firmata dall’esponente renziano Roberto Giachetti che prevede di aumentare i giorni di liberazione anticipata, previsti dall’ordinamento penitenziario, da 45 a 75 per quei detenuti che in passato l’abbiano già ricevuta per il loro buon comportamento e di riformare l’articolo 54 della legge 354/75 sulla liberazione anticipata con l’aumento da 45 a 60 giorni con una semplificazione della procedura di concessione. Forza Italia punta a distinguersi dagli altri compagni di strada della maggioranza: domani ci sarà una riunione del partito azzurro per decidere il da farsi ma l’obiettivo è mandare un segnale per fronteggiare l’emergenza suicidi negli istituti penitenziari.
di Rosa Colucci
servicematica.com, 22 luglio 2024
Rimane alto, con un trend in preoccupante crescita, il numero di suicidi in carcere, complice anche l’arrivo del gran caldo che aggrava ancor di più una situazione già difficile tanto da determinare rivolte nelle carceri, con grave pericolo per l’incolumità anche degli agenti della polizia penitenziaria. Il recente DL n. 92/2024 “carcere sicuro”, pur positivo per alcuni aspetti, non porta con sé alcuna misura idonea ad incidere nell’immediato sul grave problema del sovraffollamento carcerario e dei suicidi dei detenuti. L’Associazione Italiana Giovani Avvocati accoglie con favore le misure del recente DL che determinano un incremento del numero di agenti di Polizia Penitenziaria, l’assunzione di nuovi Dirigenti Penitenziari e la previsione di una formazione specialistica per gli agenti penitenziari che operano nelle strutture minorili.
di Guido Camera
Il Sole 24 Ore, 22 luglio 2024
Ma l’applicazione è limitata al rischio di reiterazione di reati non gravi. Sarà effettiva tra due anni la decisione collegiale sulla custodia in carcere. Non c’è solo l’abrogazione del reato di abuso di ufficio nella riforma della giustizia penale approvata in via definitiva dalla Camera dei deputati lo scorso 9 luglio. La nuova legge contiene anche interventi strutturali in materia di misure cautelari personali. Si tratta dell’interrogatorio preventivo dell’indagato destinatario della richiesta del Pm di privazione della libertà personale e dell’attribuzione a un Gip collegiale, composto da tre giudici, delle decisioni riguardanti l’applicazione della custodia cautelare in carcere o di una misura di sicurezza detentiva.
di Enrico Barbetti
Il Resto del Carlino, 22 luglio 2024
Il suicidio nella tarda mattinata di ieri: l’albanese di 48 anni era stato arrestato il 27 maggio. Ha atteso che il compagno andasse nella sala ricreativa, lasciandolo solo nella sua cella della sezione ordinaria della Dozza, e si è tolto la vita impiccandosi. È morto così, nella tarda mattinata di un’afosa domenica di luglio, Lulzim Musta detto Luli, albanese di 48 anni. Quando gli agenti della polizia penitenziaria e il personale sanitario sono intervenuti non c’era già più nulla da fare. Il 48enne era in attesa di giudizio per tentato omicidio ed era finito in carcere il 27 maggio dopo avere accoltellato la titolare 66enne dell’Hotel “Il Gallo” di Castel San Pietro, dove l’albanese aveva in precedenza lavorato per un anno come tuttofare. L’ex dipendente all’improvviso l’aveva colpita con otto coltellate. Poi era rimasto sul posto, come inebetito, aspettando che i carabinieri giungessero ad ammanettarlo, aprendo bocca solo per sussurrare: “Mi hanno detto di farlo”.
di Vito Totire*
labottegadelbarbieri.org, 22 luglio 2024
Vivere nel carcere della Dozza è di per sé un rischio suicidogeno. Secondo le cronache “trovato morto” pare per impiccagione; le cronache aggiungono “nella afa rovente della cella”; sembrerebbe di origini albanesi, anni 47, in attesa di giudizio, o entrato in carcere da poco; parlano del “caso” i sindacati della Polizia penitenziaria; al momento non risultano dichiarazioni da parte delle istituzioni.
di Ilaria Sacchettoni
Corriere della Sera, 22 luglio 2024
Tra venerdì e sabato i detenuti della sesta sezione hanno rifiutato di rientrare nelle celle bollenti. A un passo dalla rivolta l’amministrazione penitenziaria di Regina Coeli sceglie la soluzione d’emergenza e trasferisce una trentina di detenuti dalla quarta sezione in altri istituti. In assenza di veri investimenti che garantiscano condizioni di vita umanamente dignitose (e temperature accettabili) vince la soluzione “fai da te”. Un trasferimento volto ad allentare la pressione su reparti in sofferenza, abbandono e, soprattutto, invivibili per via dei 40 gradi che soffocano la città.
di Alessandra Ziniti
La Repubblica, 22 luglio 2024
“Una vergogna che reclama una soluzione”. Oggi una delegazione di parlamentari del Pd, domani i Garanti dei detenuti di Roma e del Lazio. Dopo la denuncia di Repubblica sulla storia del piccolo Giacomo, due anni e mezzo, che da dieci mesi vive a Rebibbia con la madre detenuta per reati minori, qualcosa si muove. Da ottobre scorso, quando sua madre è stata arrestata, Giacomo è il solo bimbo che sta a Rebibbia. Nessuno con cui parlare, giocare, interagire, nessuno degli stimoli di cui un bambino a quell’età avrebbe bisogno. Tanto che Giacomo ha maturato un ritardo nello sviluppo psico-motorio dovuto proprio alle condizioni in cui è costretto a vivere. Oggi pomeriggio a trovare in carcere il bambino e sua madre sono stati i parlamentari del Pd Gianni Cuperlo, Cecilia D’Elia e Walter Verini.
di Rinaldo Frignani
Corriere della Sera, 22 luglio 2024
Posti di blocco in tutta Roma per cercare i reclusi che si sono allontanati dopo aver scavalcato un muro. Sotto accusa il sistema di vigilanza del complesso dove nelle ultime settimane sono scoppiate diverse rivolte. Ancora una volta il carcere minorile di Casal del Marmo al centro di un episodio di cronaca. Tre giovani detenuti tunisini, tutti minorenni, sono riusciti a evadere nel pomeriggio di domenica dopo aver scavalcato un muro. Sono fuggiti e adesso vengono ricercati dalla polizia penitenziaria ma anche dalle altre forze dell’ordine. Posti di blocco sono stati effettuati dalle pattuglie nella periferia ovest della Capitale ma anche in altri quartieri. Controllati i luoghi frequentati dai tre e i loro collegamenti, anche familiari a Roma e in altre città.
di Raimonda Lobina*
elbareport.it, 22 luglio 2024
Sono le nove del mattino, cammino per i lunghi corridoi dei vari reparti della Casa di Reclusione “Pasquale de Santis” di Porto Azzurro: ho chiesto di visitarli per verificare di persona le condizioni dei detenuti, soprattutto in queste giornate di caldo afoso e in cui negli altri istituti si sono verificate situazioni drammatiche e al limite. Molti sono al lavoro, altri camminano e parlano fra loro, le celle sono aperte e colgo un’atmosfera di normalità. Tanti però, giovani uomini forti, sono stesi sul letto, guardano la TV, ascoltano la musica, oziano.
- Lecce. Anche in tre in una cella, senza neppure un ventilatore: l’inferno in carcere
- Pavia. Dal carcere al lavoro, in un anno occasioni per 51 detenuti. “Così si fa prevenzione”
- Modena. La vicesindaca Maletti porta ai detenuti del Sant’Anna il “Codice ristretto”
- Palermo. Report sulla visita al carcere Ucciardone del Garante regionale dei detenuti
- Roma. L’Accademia dei Sartori e il progetto di Rebibbia









