di Francesca Bolino
La Repubblica, 23 marzo 2024
Un 57enne di Rivoli è stato torturato e seviziato da due adolescenti, figli di persone che lavorano, di “genitori normali” si usa dire. L’altro giorno, un ragazzo è stato aggredito con un machete, in via Panizza a Mirafiori a Nord. Fermato per l’agguato, un ventitreenne di origini nobili, Pietro Costanzia di Costigliole, con passioni per la trap e le fuoriserie. Due fatti di cronaca recenti che vedono protagonisti dei ragazzi. Per provare a capire ne abbiamo parlato con Paolo Crepet psichiatra, scrittore e attento osservatore dei mutamenti profondi in atto nella società (il 26 marzo è al Teatro Colosseo con “Prendetevi la Luna”).
di Massimo Cacciari
La Stampa, 23 marzo 2024
Quei rischiosi malintesi sulla guerra necessaria. Kafka scrive: “c’è un malinteso, e per causa sua finiremo in rovina”. I malintesi, ovvero la capacità di trasformare il nostro quotidiano fra-intenderci in male-intenderci, sono in agguato ovunque, ma il loro dominio preferito e più pericoloso è quello dell’”arte politica”. Confondiamo continuamente ciò che vorremmo fosse con ciò che è; trasformiamo in realtà i nostri desideri; immaginiamo l’avversario secondo i nostri fini; ci illudiamo sulle nostre forze, sia quando ci riteniamo troppo forti che quando troppo deboli. E il disinganno giunge sempre troppo tardi, come la punizione degli dèi. Il malinteso regna sovrano oggi nel campo delle politiche internazionali.
di Chiara Cruciati
Il Manifesto, 23 marzo 2024
La risoluzione Usa bloccata da Cina e Russia: non chiedeva il cessate il fuoco immediato ma ne sottolineava solo la necessità. Quinto giorno di assedio israeliano dello Shifa: bulldozer, missili, arresti e uccisioni. Si rivoterà oggi, alle 14 ora di New York, una nuova risoluzione del Consiglio di Sicurezza, per un cessate il fuoco immediato a Gaza. La mozione inizia a circolare nel Palazzo di Vetro poche ore dopo la bocciatura della prima risoluzione statunitense che conteneva al suo interno l’espressione “cessate il fuoco”. È stata abbattuta dal veto cinese e russo.
di Serena Console
Il Manifesto, 23 marzo 2024
Pene durissime legate alla sicurezza nazionale. Approvata dopo decenni di tentativi falliti. Per tradimento e insurrezione si rischia l’ergastolo. È la fine dell’opposizione a Hong Kong. L’ex colonia britannica ha una nuova legge sulla sicurezza nazionale, che prevede pene più severe per gli oppositori. Dopo decenni di falliti tentativi, il governo ha approvato nel tempo record di 11 giorni la norma prevista dall’articolo 23 della Basic Law, la mini-costituzione locale. La legge, in vigore da oggi, prende di mira cinque reati: tradimento, sabotaggio, sedizione, furto di segreti di Stato, interferenza esterna e spionaggio con pene che arrivano fino all’ergastolo.
di Susanna Marietti*
L’Unità, 22 marzo 2023
Ventiquattro persone si sono tolte la vita nelle carceri italiane dall’inizio di questo 2024. Numeri drammatici, che si aggiungono a quelli altissimi degli ultimi anni. A cosa vogliamo dare la colpa? A due minuti di distrazione del piantone? Al fatto che la cella non era stata dotata di lenzuola di carta? O piuttosto assenza di ogni speranza di vita per queste persone? Il carcere seleziona quelle già disperate, le chiude in celle sovraffollate e anonime, non prospetta loro alcuna possibilità di futuro, di lavoro, di relazioni sociali. Sempre più negli ultimi decenni abbiamo trasformato le carceri in grandi contenitori di disperazione. Non di criminalità, ma di disperazione. E adesso abbiamo delle carceri disperate, che ce lo dimostrano nel modo più drammatico.
di Silvia Perdichizzi
L’Espresso, 22 marzo 2023
“Le storie romanzate di Mare fuori? Ma per favore! I ragazzi non sappiamo più dove metterli, il sistema della giustizia minorile non è attrezzato per gestire questi numeri”. Dal Piemonte alla Sicilia è un grido di allarme che unisce Nord e Sud, un coro unanime che si alza da chiunque lavori negli Istituti penali per i minorenni (Ipm): una verità ben diversa da quella evocata dalla famosissima serie televisiva, ambientata idealmente nell’Ipm di Nisida (Napoli) e divenuta fenomeno cult tra i giovani.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 22 marzo 2023
Assegnati al servizio, senza bando e con chiamata diretta, quattro unità del Corpo di polizia penitenziaria. Il sindacato contro “le modalità oscure con cui sono avvenute le assegnazioni”. Gennarino De Fazio: “È una violazione premeditata delle norme imperative. Le garanzie non possono tradursi in privilegi a vantaggio di pochi eletti”. “Abbiamo appreso che quattro unità del Corpo di polizia penitenziaria sono state distolte dalle carceri, in gravissima sofferenza per la mancanza complessiva di 18mila unità, per essere assegnate a prestare servizio presso l’Ufficio del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale. Ciò, peraltro, senza l’esperimento di alcuna procedura di selezione atta a offrire assicurazioni di efficienza, efficacia, imparzialità e trasparenza”. È piuttosto irritato, Gennarino De Fazio, Segretario generale della Uilpa Polizia penitenziaria, uno dei sindacati più rappresentativi nel Corpo e non certo ideologicamente ostile al governo.
di Fabrizio Costarella e Cosimo Palumbo*
Il Dubbio, 22 marzo 2023
L’avvocatura dello Stato, nella memoria inviata alla Cedu per la causa con i Cavallotti, ammette: “Le confische Antimafia sono anche sanzioni”. Cioè calpestano il diritto europeo. La vicenda che vede la Corte Edu occuparsi del sistema di prevenzione italiano, nella controversia che contrappone lo Stato alla famiglia Cavallotti, è, dal punto di vista procedimentale, alle battute finali, con lo scambio di memorie di replica tra l’Avvocatura dello Stato e i difensori delle parti private.
di Mimmo Gangemi
Il Dubbio, 22 marzo 2023
Sembrerebbe profilarsi un pareggio. Uno a uno tra le due città metropolitane e uno a uno tra gli opposti schieramenti della politica, con il Comune di Bari che potrebbe andare a fare compagnia a quello di Reggio Calabria, sciolto per infiltrazioni mafiose nel 2012. Non ci fossero i precedenti di Roma, Foggia e della stessa Reggio a guida Falcomatà, passate indenni dalla ghigliottina, la scommessa che ciò si verifichi avrebbe quote talmente basse da non valere la pena puntarci soldi.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 22 marzo 2023
Il giudice, nell’applicazione del nuovo regime delle pene sostitutive previsto dalla Riforma Cartabia anche per i processi pendenti al momento della sua entrata in vigore, non può disattendere la richiesta dell’imputato di sostituzione della pena detentiva breve, per il solo fatto che la domanda non è corredata dalla richiesta formale e dalla presentazione di un programma già definito con uno degli enti preposti allo scopo. Nulla osta che in una situazione in cui - come quella verificatasi nel caso concreto - la domanda venga avanzata in assenza di una definizione individuata della pena sostitutiva il giudice disponga l’esame della questione a successiva udienza cosiddetta di sentencing dedicata proprio a tale esame completo.
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